Marketing: social, blog ed influencer

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Influencer

Tra un caffè e le cvarie incombenze giornaliere riesco anche a scrivere per parlare di marketing online. Parleremo di marketing di social blog ed influencer. Considerando che il web innegabilmente è in continua evoluzione ce ne sono di cose da dire. Se si vuol rimanere al passo con questo mondo virtuale, che in realtà diventa sempre più reale e si concretizza nel quotidiano di molte persone, manifestandosi in maniera diversa, ci si deve mettere d’impegno, serve tenacia, volontà di aggiornarsi e di crescere: sempre!

Chi sono? Una blogger, una mamma, una che ama scrivere e cerca di farlo bene… o almeno ci prova.

Marketing: social, blog ed influencer

Torniamo al marketing online.

Ultimamente i social hanno assunto un ruolo di rilievo che si sposa egregiamente con il marketing. Il tutto viene tradotto in una sola parola: diffusione di notizie, sia che si tratti di spaccati sociali o politici o della campagna pubblicitaria del buon caffè che sto bevendo. Già, non cambia molto! La necessità di base delle strategie di marketing è quella di creare conversione e, la conversione, si ottiene arrivando al “cuore del lettore”. Ecco che il marketing i social i blog e gli influencer assumono un ruolo di primo piano.

Ma chi è il lettore tipo?

Non credo si possa fare una statistica del lettore tipo in generale, ma del mio lettore tipo forse si. Mi aiutano le statistiche dei miei blog e le analisi delle pagine che ho in facebook. Ecco dunque, io so che mi rivolgo principalmente ad un pubblico di una fascia di età che oscilla tra i 20 – 25 anni fino circa ai 45 anni ed oltre, e che la maggioranza dei miei lettori è di sesso femminile ma con una sbavatura in eccedenza di una lieve percentuale rispetto al pubblico maschile.

Come attraverso il marketing i social i blog e gli influencer si “arriva” al lettore tipo?

Diciamo che in questo ruolo si calano i tanto demonizzati influencer. Ma vediamo chi sono gli influencer e che ruolo hanno nel marketing. Secondo me, gli influencer altro non sono che persone che possiedono la capacità di fare storytelling utilizzando vari canali. Raccontare e raccontarsi, descrivere scrivere e essere letti e soprattutto, guadagnarsi la fiducia e la credibilità di chi li legge.

Per far ciò non bastano un grande numero di followers naturali o acquistati che siano, ma si deve fondamentalmente, riuscire ad acquisire competenza, rimanere simpatici, in alcuni casi creare empatia ed infine, essere credibili.

Detto questo, aggiungo che, a mio avviso, non si può stilare un decalogo “dell influencer tipo”, come pretendono di fare in molti. Ritengo che ciò che va bene per una categoria, non vada affatto bene per un’altra. In alcuni settori prevale la qualità di contenuti e la competenza, come ad esempio il settore informatico, quello del web, mentre in altri settori, assumono un ruolo di rilievo le immagini e le evocazioni sensoriali ed emozionali e qui, anche la simpatia, l’immagine di se stessi e l’empatia giocano un ruolo non indifferente, come accade ad esempio per il settore della moda. Non solo contenuti comunicativi ed empatici quindi, ma anche immagini e la capacità di proporsi agli internauti nel giusto modo, con guizzi di intuizione e senza un decalogo fisso da rispettare.

Di una cosa però sono certa: in questo bombardamento mediatico gioca un ruolo importante la spontaneità, tradotta sia in linguaggio che in immagini. Lo testimoniano i nuovi cortometraggi pubblicitari di successo e alcuni blog che sono diventati un realtà nel web. Alcune piattaforme di marketing partecipativo, nella loro semplicità, cercano di operare in tale direzione e lo fanno nel modo più giusto dando spazio ai talenti del web.

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