Ho già parlato dei colori acrilici per la realizzazione delle bambole reborn e della differenza che intercorre tra questi ed i colori termofissati di qualità come i Genesis, i BC, colori IRHSP, od altri. Ma nei gruppi social dove convergono vere professioniste del settore trovo, alle volte, molta confusione. Un fai da te basato su impressioni personali, alle volte errate. Non dobbiamo infatti dimenticare che dietro l’uso di questi materiali esiste la chimica vera e propria ed i legami che si creano tra diverse sostanze o materiali in relazione all’uso più o meno appropriato che ne facciamo. Ad esempio i colori termofissati necessitano del loro liquido specifico e della cottura a 130 gradi altrimenti non aderiscono bene. Allo stesso modo i colori acrilici necessitano di determinati accorgimenti e, tra essi, il tipo di acqua che occorre: Colori acrilici per reborn quale acqua utilizzare? Lo vediamo in questa guida sui colori e le reborn, e ne spieghiamo il motivo dal punto di vista chimico.
Colori acrilici per reborn quale acqua utilizzare? I legami chimici e la differenza
Non nego che leggere consigli del tipo “io uso acqua del rubinetto e va bene”, o simili, mi lascia un po’ basita. Oltre che una reborner sono un’odontotecnico e ho studiato per 5 lunghi anni la chimica. Anche se da alcuni anni non pratico più questa professione, conosco bene i materiali, ho lavorato ceramiche dentali, resine, metalli, fatto fusioni e saldature, riprodotto stampi e molto altro, e se ho imparato una cosa da tutto questo, è che ogni materiali che si utilizza, sia esso resina, porcellana, silicone, alginato o metallo, ha delle esigenze di lavorazione specifiche che vanno rispettate.
Non rispettando regole e procedimenti si inficia sulla durata del prodotto, o se ne vanifica proprio l’utilizzo. Ad esempio, la ceramica dentale richiede una pulizia maniacale, l’utilizzo di pennelli di altissima qualità, colori e materiali specifici, ed il rispetto scrupoloso dei vari passaggi di lavorazione e cottura: se non lo si fa si vanifica il lavoro.
I colori acrilici e l’utilizzo corretto
I colori acrilici non si discostano da quanto detto, in quanto sono materiali chimici che necessitano di alcuni accorgimenti atti a favorire l’adesione del colore sul materiale utilizzato, (in questo caso il vinile) e la sua durata nel tempo, nonché la brillantezza naturale del colore stesso.
Se acquistiamo i miglior colori acrilici presenti sul mercato, ma poi andiamo ad utilizzare l’acqua del rubinetto, rischiamo di compromettere il lavoro: vediamo perché!
Scopriamo l’acqua la sua chimica ed i legami che può fare
L’acqua ha una formula chimica semplice H2O, ossia ha due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno. Grazie alla sua polarità, l’acqua agisce come solvente universale. Ma nelle vernici acriliche funge da disperdente in quanto mantiene le particelle di resina e pigmento in sospensione fino a quando non le si applica sul vinile.

Legame tra acqua e colore acrilico
I colori acrilici sono composti da pigmenti sospesi in una emulsione di polimero acrilico: Quando mescoliamo l’acqua con i colori si ha una nuova sostanza grazie alla diluizione meccanica.
Ecco cosa avviene:
- PROCESSO MECCANICO – L’acqua si inserisce tra le catene polimeriche della resina acrilica contenuta nel colore, le allontana e rende il colore più fluido “velatura”.
- EVAPORAZIONE E ASCIUGATURA – Una volta che il colore è steso si ha l’evaporazione dell’acqua che causa l’avvicinamento delle molecole di resina acrilica “coalescenza” intrappolando il pigmento in un film plastico permanente e insolubile.
- LEGAME IDROGENO CONCETTUALE – L’acqua interagisce con i gruppi idrofili della resina tramite i legami idrogeno: R-O e H-O-H (dove R rappresenta la catena del polimero acrilico “resina”).
Reborn, colori acrili e perché è meglio l’acqua distillata?
Il motivo per cui è da preferire sempre l’utilizzo dell’acqua distillata è semplice. L’acqua del rubinetto, così come moltissime acqua in bottiglia non sono “semplicemente acqua”, ma contengono al loro interno diverse altre sostanze, tra esse, calcio e magnesio e metalli come ferro e rame e, in ultimo, il cloro utilizzato per “bonificare” l’acqua domestica. Da quello che ho spiegato poc’anzi, si comprende con facilità che queste sostanze possano inficiare sulla chimica dei legami.
- Rottura dell’emulsione: i cationi metallici (CA2+ e MG2+) possono neutralizzare le cariche elettriche che tengono separate le particelle del colore o meglio le resine in esso contenute. Questo causa un processo chiamato “flocculazione” che spacca il colore o crea minuscoli grumi rendendo la stesura meno omogenea.
- Modifica del pH e minore adesione sul vinile – Se al momento della lavorazione non ci si accorge delle differenze, va detto che a lungo termine, la differenza si vede tutta. I metalli e i carbonati presenti nell’acqua del rubinetto possono cambiare significativamente il pH della miscela di colore. Dato che i colori acrilici sono leggermente basici un cambio nel pH dovuto all’acqua rende il legame finale tra colore e vinile meno resistente.
- Ossidazione e viraggio del colore – Come detto la composizione dell’acqua cambia da città a a città e dunque, in base al contenuto in metalli ed altro si assiste ad un viraggio del colore o ad una ossidazione. Ad esempio se si usano acque ferrose si noterà dopo alcuni mesi che i colori e le relative “velature” tenderanno a virare al grigio e all’arancione.
Ma non è solo questione di chimica. Infatti l’acqua del rubinetto oltre a contenere cloro, non è comunque sterile e non è sicura come l’acqua distillata per cui può contenere dei batteri che una volta intrappolati nella vernice e nel sigillante posso creare, a distanza di tempo, macchie scure sul vinile della reborn.
Nei gruppi social leggo di persone che rilevano la comparsa di macchie sul vinile dipinto: ecco, se sono stati utilizzati gli acrilici spesso il motivo è proprio questo!


Il mio consiglio da reborner che ha studiato chimica?
Da reborner che utilizza sia i colori acrilici acrilici, che i colori termofissati, (trovate un confronto tra le due tipologie di colori) mi sento di consigliare di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle singole case produttrici. Il consiglio però è di non mescolare le varie marche, i diluenti, ed i fissativi, anche qualora se ne citi la compatibilità.
Ad esempio, di recente usando i colori termofissati BC, ho sperimentato un prodotto (consigliato) per creare l’effetto dei pori di un altra marca nota, ma mi sono resa conto che inficia sulla resistenza del colore.
Per quanto riguarda i colori acrilici per le reborn, ve ne sono varie marche tra esse gli Ultimate Fusion, ma personalmente utilizzo i Liquitex che trovo molto buoni, ed adotto anche il fissativo opaco (Matt Gel) della stessa marca, e solo acqua distillata.
(Il fissativo va passato dopo che il colore si è asciugato perfettamente attendendo diversi giorni in base alla stagione e alla temperatura esterna per evitare successive retrazioni del colore, e macchie bianche…).
L’uso dell’acqua distillata quando si dipinge una reborn non è un eccesso di zelo, ma una vera e propria necessità chimica. Eliminando i metalli ed i sali che nell’acqua distillata non vi sono, ci si assicura un film polimerico con legami ben chiusi ed il pigmento rimanendo puro mantiene il suo colore e la durata nel tempo, senza subire improvvise modificazione del colore.




