Primule: specie e coltivazione

Primule: specie e coltivazione
Primule: specie e coltivazione

Il loro nome deriva dal latino Primus,  sta ad indicare la precocità della loro fioritura. Originarie delle zone temperate d’Europa, Asia e America appartengono alla famiglia delle Primulacee

Primule: specie

Descrizione genere: comprende circa 500 specie di piante perenni, sia sempreverdi che a foglie caduche, rustiche e semirustiche. Le foglie radicali disposte, nella maggior parte dei casi, a rosetta possono presentare la lamina crenata, lobata, intera e a margini dentati a seconda della specie presa in considerazione. Generalmente in primavera, ma anche a fine inverno, producono fiori variamente colorati che compaiono riuniti in infiorescenze a ombrello, a spiga o in verticilli di vario numero, talvolta sovrapposti.

Solitamente sono trattate come annuali. Si dividono in specie delicate e rustiche.

Delicate:  sono adatte alla coltivazione in appartamento, in serra fredda o in esterno nelle zone a clima mite.

Rustiche: sono indicate per la decorazione di giardini rocciosi o nelle bordure, comunque in terreni fertili e umidi, eventualmente vicino a stagni, laghetti o corsi d’acqua. Il genere comprende anche un gruppo di origine orticola detti comunemente “Polyanthus”, indicati sia per il giardino che per la serra fredda e l’appartamento.

  • Le specie esotiche che mal sopportano il gelo vengono coltivate in vaso nelle serre o negli appartamenti. tra le specie rustiche, adatte ai giardini prati e sottoboschii, segnaliamo la P. acaulis dai fiori giallo-chiari, la P. auricolacon foglie carnose e fiori gialli, la P. hirsuta dai fiori porporini e la P. elatior, con fiori di colore giallo o arancio riuniti in ombrelle, e numerose varietà con una vasta gamma di colori, dal giallo al rosso al blu
  • Le più conosciute specie spontanee della flora italiana vi sono la P. veris, nota col nome comune di primula odorosa o primavera odorosa, spontanea sulle prode dei fossati, sulle Alpi e gli Appennini, dove fiorisce alla fine dell’inverno, la P. vulgaris, comune nei boschi, nota col nome comune di primaverina, e occhio di civetta, la P. farinosa, dai fiori colorati di rosa o rossi, comune sulle Alpi.

Coltivazione primule

Temperatura: la temperatura minima invernale non deve scendere al di sotto di 7 °C; mentre la massima non deve essere superiore a 16 °C
Luce: posizione luminosa, al riparo dal sole diretto.
Annaffiature: annaffiare regolarmente in primavera-estate, in modo da mantenere il terreno sempre umido, ma mai inzuppato.
Substrato: miscela a base di terra da giardino, terriccio, torba e sabbia.
Concimazioni ed accorgimenti particolari: si rinvasano ogni due anni nella tarda estate in vasi di dimensioni crescenti fino a un massimo di 15-18 cm. È bene dividere le piante che hanno raggiunto dimensioni maggiori.

Concime liquido a cadenza settimanale; eliminare le foglie ingiallite e i fiori appassiti per favorire l’ulteriore fioritura.

Semina e malattie delle primule

Le primule delicate si seminano, in qualsiasi periodo dell’anno, ma è meglio privilegiare i semi freschi, in terrine riempite di con apposita composta per semi  tenute alla temperatura di 15-16 °C e sotto copertura di vetro. Fanno eccezione P. malacoides e P. obconica, per le quali si dovrà procedere alla fine di luglio. La germinazione avviene di solito nel giro di due settimane. Trapiantare in cassette e, successivamente, in vasi di 8-10 cm. di diametro.

Malattie delle primule:  Afidi, ragnetto rosso e muffa grigia.

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