La spesa: il mio carrello a due piazze ed io (racconti comici)

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La spesa: il mio carrello a due piazze ed io (racconti comici)

Lo ammetto, mi sono un po’ impigrita, fino a qualche anno fa, amavo fare la spesa, gironzolare tra gli scaffali dei fornitissimi super ed ipermercati, e riempire il carrello di cose buone e accessori vari per la casa.

La spesa: il mio carrello a due piazze ed io (racconti comici)

Spesso mi divertivo ad acquistare libri e regalini per i miei figli, capi d’abbigliamento generosamente offerti in saldo, materiale di vario tipo per realizzare simpatiche decorazioni o lavoretti con i miei tre figli. Gironzolando felice tra gli scaffali soddisfacevo la mia curiosità visiva e mi sentivo tranquillamente a casa, nel senso che sapevo dove trovare ogni cosa.

Oggi non è più così. I supermercati, per problemi di marketing, hanno adottato delle ben precise linee di pubblicizzazione, per cui tendono a cambiare frequentemente la location dei prodotti, alcuni dei quali posti rigorosamente in alto “troppo in alto” anche per me che sono un metro e settanta, ed altri decisamente “troppo in basso” che per vedere bene il prodotto devi accucciarti sul pavimento e far scivolare la testa al di sotto dei piedi, in una manovra non proprio signorile, e tutto questo per offrire al cliente una vasta scelta dei prodotti mettendo “ovviamente” in risalto sugli scaffali centrali ciò che teoricamente il cliente dovrebbe acquistare, ma: non è sempre così!…

Il cliente d’oggi, tipo me, si arrampica sugli scaffali, striscia sul pavimento, ma si accerta con attenzione di tutti i prodotti presenti e dei loro prezzi, vertendo spesso la scelta non su ciò che si era prefissato d’acquistare, ma bensì “sulle offerte”. Ormai la gente, tristemente impoveritasi,  decide di acquistare la propria spesa per offerte, e così rovista tra gli scaffali dove sistematicamente al posto del vino trovi le patatine, dove c’erano i biscotti da oggi ci sono in bella mostra gli assorbenti, e dove prima trovavi accatastate le casse d’acqua, ora  c’è un bell’angolo primaverile pieno di fiori e piante proposti a prezzo stracciato, e così tu, incauto acquirente, rapito da quei bei colori sgargianti, torni a casa anziché con la tua cassa d’acqua  liscia o gassata, con una bella e fiorita cassa di primule, offerte ad un prezzo che, non puoi perdere! :<< vabbè vorrà dire che approfitteremo dell’acqua del rubinetto>>, e sai perché?  Perché perso lo scaffale dell’acqua, ti dimentichi completamente di acquistarla.

Stessa cosa accade per molti altri prodotti: nonostante la tua bella lista, preparata con cura prima di uscire di casa, ti ritrovi dentro al super-mercato attanagliata da una moltitudine di cartelli, offerte, omini e donnine (promoters) che sono li  a consigliarti questo e quel prodotto. La signorina che vuole assolutamente che tu assaggi quel nuovo tipo di formaggio alle 10 di mattina, Ma come si può mangiare formaggio alle 10? o il bel giovanottone in giacca e cravatta che tenta in tutti i modi di rifilarti il terzo cellulare (ne ho già due 1 per il lavoro e uno privato), e tu li, a dire di no, no grazie, no non mi serve, no non mi va il formaggio ora,…magari il caffè dalla signorina che sta tre metri più giù lo potrei anche gradire…intanto vieni rapita da un cartello che dice:”olio extra vergine pinco pallino”, euro 2,20″:<<cavolo, è veramente poco>>, e da brava massaia te ne carichi una cassa intera. Più avanti la promoter ti fa notare le merende al cioccolato  in offerta tre per due, e tu che fai? non le prendi? in realtà non mi servo oggi ma considerando tre squaletti (i miei figli) che girano per casa sempre affamati, mi lascio convincere, e poi la signorina è così gentile che proprio mi dispiace dirle di no e cedo a ben due offerte 6 pacchi al prezzo di quattro.

In men che non si dica il mio carrello si riempie, e come accade spesso, avendo qualche ruota mal funzionante, comincia a pregiudicare i miei spostamenti all’interno del negozio. Più che ad essere io che dirigo il carrello è il carrello che dirige me dove vuole lui , tanto che mi vien da pensare che “sti carrelli”  secondo me sono dotati di dispositivo elettronico che conduce, gli ignari acquirenti, dove il gestore del super-mercato vuole che vada: lo scaffale tot…  dritto in faccia al centro l’ennesimo prodotto in offerta, bello troneggiante, ammiccante, che ti invita con aria sorniona, ad essere acquistato, guardi il tuo carrello, quasi pieno, e osservi la tua lista della spesa rendendoti conto che mancano ancora la maggior parte delle cose che hai segnato precedentemente con cura, sul tuo bel foglio.

Intanto è trascorsa quasi un’ora, al banco dei salumi e formaggi c’è una fila stratosferica, inevitabilmente ti chiedi:<< come mai è sempre così affollato quel benedetto banco? e perché non si decidono a mettere qualche persona in più a servire?>>, ma la risposta ti si chiarisce immediatamente da sola, nel momento stesso in cui ti dirigi ad acquistare salumi e formaggi sotto vuoto, che costano decisamente quasi il doppio di quelli al banco.

<<Vabbè!>> mi dico,<<non posso fare 20 minuti di fila per prendere un po’ di prosciutto>>, e intanto, lottando con il carrello che mi dirige dove meglio crede, mi avvio al reparto frutta e verdura: tutto carissimo! penso che dovrei trovare il tempo per andare ad acquistare questi prodotti al mercato, ma osservando con cura, trovo anche qui un po’ di cose in “offerta” e oriento la mia spesa verso quelle. Stessa sorte sarà riservata alla carne, volevo prendere del coniglio e cucinarlo con i peperoni, ma non trovo ne l’uno ne l’altro, in compenso trovo carne di maiale di tutti i tipi e ovviamente in offerta troneggiano le bistecchine. Difficile orientarsi verso i petti di pollo se i cosci sono in offerta o verso il macinato se trovo confezione di salsicce risparmio famiglia 30 salsicce 6 euro….

Quindi a un certo punto mi domando:<< cosa cavolo la faccio a fare la lista se poi compro tutt’altra cosa?>>

Il carrello ormai non è più gestibile, gonfio di cibo e varie è diventato pesante e poco maneggevole, acquisto velocemente le ultime cose e mi dirigo alla cassa, ma non riesco a trovarla, o meglio, mi accodo di alcune   persone che stanno ferme e vedo da lontano, ma molto da lontano la cassiera: anche oggi su 15 casse ne sono aperte solo due, e tra i brontolii vari della gente, mi accodo pronta a fare la mia mezz’ora di fila.

Arrivata alla cassa sempre in lotta con il mio carrello, mi si avvicinano a turno delle persone che chiedono di poter passare avanti  “loro” hanno acquistato poche cose, come dire di no? e così la mia fila alla cassa si protrae per altri 10 minuti.

Finalmente stanca e in ritardo, arriva il mio turno, mi sento una vincitrice che ha appena conquistato il meritato podio, mi guardo intorno con fare soddisfatto, pronta a respingere ogni altra intromissione. Inizio a mettere la spesa sul nastro avendo cura di porre per prime le cose pesanti che poi andranno imbustate sempre per prime, in modo da evitare, “miei cari single”… di portare a casa “purè di pomodori sfranti”, patatine suicidate in busta scoppiata”, “frittata di uova fresche”, “biscotti pronti per la torta sbriciolona” e giù di li, dopo tanta fatica, il mio “bottino” deve giungere a casa sano e salvo.

Arriva il momento di imbustare, la gente mi guarda con aria di sfida, ma io con altrettanta aria di sfida srotolo uno stock di buste pesanti acquistate per far fronte alle nuovissime buste bio degradabili che, rispettano il cliente ma non rispettano me… per la mia voluminosa spesa ce ne vorrebbero 2 dozzine, con ottime probabilità di rompersi e spappolare sul pavimento buona parete del mio bottino.

Mio marito si è affidato spesso alle buste ecologiche ma i danni ammontano a qualche centinaio di euro tra olio vino passata di pomodori ed altro che sfondando la busta si è inesorabilmente frantumato al suolo, quindi ha preso l’abitudine anche lui di acquistare le buste grandi in materiale plastico, solo che dimenticandosi sempre e sistematicamente di portarle con se, si trova ad acquistarne continuamente delle nuove, così a casa mia abbiamo una bella  collezione di buste per la spesa di tutti i formati e colori, tanto che stavo seriamente valutando di metter su una rivendita privata…scherzo, ovviamente!

Sistemata la mia spesa, ritiro lo scontrino e pago:<< 200 euro di spesa>>, prendo lo scontrino, lo osservo e vedo che è tutto regolare, quella è la mia spesa e sarà sufficiente  per tre massimo quattro giorni. Devo ammettere che i miei scontrini sono molto singolari , riescono ad avere una lunghezza di un metro ed oltre, volendo, approfittando del freddo possono essere utilizzati anche come sciarpa…

Mi stringo nelle spalle intimidita dagli sguardi interrogativi dei single in fila che di sicuro si chiederanno cosa ci farò con tutta quella roba, a me verrebbe voglia di rispondere che siamo in cinque più fidanzatini e ospiti vari, più un cane e un gatto, ci nutriamo laviamo e vestiamo tutti, quindi non so che farmene delle loro tristissime lasagne monoporzione, ed i saponi da bucato formato ridotto, io ho bisogno di detersivo in barili, shampoo in taniche, patate in sacchi da 10 kg, visto che ne cucino 3 kg per volta.

Non me ne vogliano i single, ma sotto sotto li invidio un po’, tranquilli con la loro bustina biodegradabile mezza vuota, e uno scontrino che sembra un riassunto, formato “Bignami” del mio. Ammicco e mi compro, facendoli ulteriormente attendere, dei cioccolatini formato single in confezione da  5 che ingurgiterò con gusto come premio meritatissimo, in macchina al ritorno da questa faticosa “avventura spesa”.

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10 COMMENTS

  1. Dai, ti faccio compagnia… però nel mio carrello ci devi mettere due bambine mignon che se le lascio libere mi tocca correre per tutto il supermercato urlando come una pazza. Però, con il
    telecomando (o come si chiama), quando arrivo alla cassa, lo punto verso il lettore, non faccio un secondo di coda ed esco felice con tutte le borse già belle e pronte da caricare sull’auto. 😀

    • Quando i miei erano piccoli mi ritrovavo nel carrello cose prese da loro senza che me ne accorgessi…ah ah ah … qui da noi le casse sono diventate una tragedia e se vai all’ora di pranzo per
      non fare fila rischi di trovare aperta 1 sola cassa .

  2. questi tuoi racconti comici mi mettono sempre di buon umore… io odio fare la spesa ma per fortuna il mio carrello è assolutamente gestibile: in casa siamo solo due…

  3. Ahahhah che forte mi ha fatto morir dal ridere…ma mica avevo capito che avevi tre figli e pure già grandi se hanno i fidanzatini..ma sei giovanissima quando li hai fatti? Comunque ti capisco
    perchè anche se piccoli ne ho pure io tre e magnano come camionisti ahha comunque nei super se le studiano le posizioni della merce cosi la gente compra che manco se ne accorge..

    • già proprio così ti fregano che è una bellezza e noi…tutti convinti di fare affari…si ho tre figli solo una femmina di 18 anni e due maschi di 14 e 16…solo la grande è fidanzata …pper il
      momento…tra un po’ mi ci vorrà il camion per fare la spesa!

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