Amicizia: 10 regole d’oro (le mie…)

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Cos’è l’amicizia? Questo rapporto così importante nella nostra vita. A mio avviso, alcune persone hanno un’idea confusa del concetto, mentre altri, sono categoricamente perentori: non credono affatto nell’amicizia e, personalmente, ho la mia opinione in merito.

 

Amicizia: 10 regole d'oro (le mie...)
Amicizia: 10 regole d’oro (le mie…)

Amicizia: 10 regole d’oro (le mie…)

In questi giorni, dei fatti recenti mi hanno indotto a fare un piccolo esame della parola “Amicizia”, e sebbene la faccenda in questione non mi abbia reso poi molto contenta, anzi al contrario, vorrei sdrammatizzare la situazione, facendo un elenco di amici e situazioni che, nella loro totale assurdità, si sono rivelate veramente tutt’altro che amicizie.

La prima risale ai tempi del liceo, avevo come tutti, un’amica di banco l’amica del cuore, fidanzatissime ambedue, avevamo un compagno di classe molto carino il quale, se pur fidanzato, aveva un evidente debole per me, “almeno così lei mi diceva”.

La mia amica del cuore si comportava in modo strano con me, ed io non ne comprendevo il motivo, mi fece “lo sgambetto” in più di qualche situazione scolastica, ed io continuavo a non  capire, ero sempre li a chiedermi cosa avesse: << come potevo capire?>>!

Dopo gli esami di maturità ci siamo perse letteralmente di vista, io amareggiata per i suoi comportamenti degli ultimi tempi,  non l’ho più cercata. Dopo un’infinità di anni ci ritroviamo su facebook, anzi per essere precisi, mi ritrova lei, ed ecco che, per caso, vengo a sapere, da lei stessa, che nel periodo della scuola si era presa una bella cotta per quel compagno di classe carino che,  aveva, sempre a suo dire, “un debole per me”.  Magari era così, magari no! Non lo so e non mi è mai interessato saperlo.

Così improvvisamente, dopo molti anni mi si chiarisce il quadro: invidia gelosia e non so che altro avevano incrinato quell’amicizia.

 

Regolare numero 1: non mentire ad un’ amica se subentrano situazioni di questo tipo è meglio parlarne, ammesso che serva a qualcosa, nel caso specifico credo non sarebbe servito a molto. O forse si!

 

Anni dopo lavoravo come odontotecnico e assistente di poltrona in un laboratorio studio.  Il mio lavoro mi piaceva molto ed ero anche molto brava. In questo posto lavoravano diverse persone: segretarie, dentisti, assistenti e tecnici, io ero l’unica donna che ricopriva ambedue i ruoli “tecnico e assistente” ma soprattutto, ero l’unico tecnico donna.

Anche in questo caso la storia riguarda una “cara amica”, con le mie stesse qualifiche, solo che lei  lavorava esclusivamente come assistente e, tra sorrisi, chiacchiere e segreti era un’amica coi fiocchi, talmente con i fiocchi che riferiva tutto ciò che ci confidavamo  al nostro comune capo, incluse le mie lamentele per uno stipendio che, oltre ad essere al nero, era decisamente risicato…ma che dire? Di “iene ridens” che vestono panni civili ce ne sono un’infinità nel mondo, ma in questo caso la signorina fu veramente perfida.

Mi ritrovai a cercare un’altro lavoro, ma fortunatamente le mie capacità mi agevolarono molto e in un mese mi ritrovai a dirigere il reparto ceramica di un laboratorio dove venivo pagata il triplo. Tutto sommato la mia “amica” mi aveva fatto un favore.

 

Regola n 2: non fregare mai un amico/a, e se lo fai..che razza di amico sei?

 

Nel corso degli anni ho cambiato vari posti di lavoro, in ultimo, pensai che era arrivato il momento di mettermi in proprio, e spinta da un “caro amico” odontotecnico, lasciai il lavoro. Avevamo acquistato l’attrezzatura di base che ci occorreva e avevamo un po’ di medici che ci fornivano lavoro, piano piano iniziavamo a far camminare la nostra società, ed io insegnavo a lavorare al mio socio che rispetto a me era alle prime armi, ma si occupava anche della parte commerciale, cosa che io non facevo, io ero il braccio e lui la mente… si proprio una bella mente furbetta! Tanto furbetta che gli capitò l’occasione di infilarsi in società in un altro laboratorio già avviato e mi mollò di punto in bianco, pretendendo anche di ricomprare le attrezzature comuni sotto costo. Io ero sposata e incinta di pochi mesi circa due, (ma lui non lo sapeva), quindi mollai tutto e tanti saluti.

 

Regola n 3: come diceva un mio amico: le società sono belle dispari 1 basta e avanza, non mescolate amici e parenti nelle attività lavorative… nel caso specifico ha avuto ragione, anche se non condivido pienamente questa regola, ma è sempre meglio valutare bene ed essere prudenti…” molto prudenti!”

 

Regola n 4 valuta seriamente un amico prima di intraprenderci qualsiasi attività: e se tieni  all’amicizia in questione comportati lealmente.

 

Detto questo vorrei aggiungere che negli anni mi sono resa conto che una buona parte delle persone sono opportuniste, e molte, anche decisamente egoiste, motivo per cui antepongono se stessi a qualsiasi amicizia, non riuscendo ad essere amici sinceri e disinteressati.  L’amico di cui sopra, era molto giovane e, a distanza di anni, ha cercato di recuperare il rapporto perso e di farsi perdonare: l’ho perdonato!  In quanto ha avuto la capacità di dire: <<ho sbagliato, scusami, come posso rimediare?>> non è una cosa che in molti hanno il coraggio di fare.

Anche se l’ho perdonato, ho perso la fiducia, motivo per cui non mi metterei in “affari” con lui una seconda volta… magari sbaglio, ma siamo tuttora amici e a livello di amicizia mi fido di lui è una brava persona.

 

Regola n 5: se un amico vale come persona dagli sempre una seconda possibilità, altrimenti non sai voler bene e non sai essere un amico…non si può pretendere la perfezione da nessuno in quanto noi, per primi non siamo perfetti.

 

Siamo a metà e devo dire che a questo punto della mia vita avevo preso già una discreta quantità di fregature, ma ero sempre una “tontolona fiduciosa”: amavo il mondo, giustificavo sempre tutto e tutti e mi aspettavo che anche gli altri facessero la stessa cosa con me.

 

Regola n 6. un compagno di vita non è un amico… già sembra improprio, ma è vero: un compagno di vita dovrebbe essere il miglior amico, ma spesso, le due cose non possono coincidere. Al compagno di vita si perdonano tutta una serie di “nefandezze” che ad un amico non perdoneremo mai. Pensateci e ditemi se non è cosi!

Con il compagno/a di vita si condividono gioie e dolori, vivendo un tipo di rapporto e di intimità completamente diverso da quello che si ha con un’amica/o, inoltre ci sono segreti…:<<eh si lo so, qualcuno già starà dicendo che non devono esserci segreti>>, ma in realtà ci sono alcuni segreti o “lamentele” e consigli, che condividiamo solo con un amico così come è vero e possibile anche l’esatto contrario, dipende dalle situazioni.

 

Regola n 7: un vero amico non tradisce mai consigli e confidenze...o almeno dovrebbe… altrimenti che razza di amico è?…e qui la domanda nasce spontanea:<<Ma quante ce ne sono di persone così?>>.

 

Un’altra mia esperienza personale in cui ho investito molto sia fisicamente che affettivamente mi induce a porre la regola 8 in questi termini:

Regola n 8: non sfruttare gli amici, colui che sfrutta il prossimo, economicamente e fisicamente pretendendo senza farsi il minimo scrupolo “non è un amico”.

E se fosse convinto del contrario? Beh, si sbaglia!…

per amicizia ci si sacrifica, si dona ma non si pretende, e soprattutto non ci si approfitta del prossimo; comprendere debolezze psicologiche o affettive altrui, disponibilità economica o lavorativa e cercare di trarne da questo il massimo profitto personale non è certo sinonimo ne di affetto ne di amicizia, e purtroppo, esistono una discreta quantità di persone egocentriche e viziate che pensano e si comportano in questo modo: << Weeeee 🙂 sai che  il mondo non gira intorno a te? Esistono anche gli altri>>!

 

Un’altra esperienza di vita mi ha insegnato che alle volte anche in amicizia è bene farsi i fatti propri, soprattutto quando si condividono le stesse professioni. Ho ceduto alla disperazione di un’amica gli ho fatto da mamma e da sorella in un momento difficile della sua vita, le ho trovato casa, l’ho aiutata a fare il trasloco… condotta per mano a fare acquisti, documenti, l’ho aiutata nel suo lavoro, visto che era lo stesso settore di cui mi occupo io, mettendole a disposizione me stessa e la mia famiglia e le mie possibilità (strutture lavorative), e anche qui ho sbagliato: <<cacchio se ho sbagliato>>, è entrata in gioco la competizione e, una volta risollevatasi dalla “tragedia” personale, mi ha detto testualmente:<<grazie di tutto non avrei saputo come fare senza di te, ma ora levati dai piedi…sei invadente>>. Scusa? Non ho capito!

Dopo telefonate a catinelle, pianti e richieste in cui ho sacrificato tempo e famiglia talvolta mal volentieri, io sarei invadente? In questo caso, però sono stata prudente, avevo già preso le distanze notando comportamenti poco consoni.

 

Regola n 9: non essere invadenti…o meglio l’amica/o  è un concorrente diretto nell’ambito lavorativo vi userà perché in quel momento gli servite e oltre al grazie tante, vi arriva una bella pedata nel di dietro… quindi aggiungerei a questa regola:

Valutate bene quando e con chi essere presenti e in che situazione.

 

L’ultima considerazione che ho da fare è semplice e fondamentale, con un amico si parla, ci si confida, se sorge una problematica ci si confronta sempre e si chiarisce, chi non lo fa e troppo pieno di se o semplicemente non è vostro amico.

 

Regola n 10 scegliete con cura con chi investire il vostro tempo, perché ahimè alcuni non lo meritano proprio. Ci sarà chi alla prima occasione vi volterà le spalle o parlerà male di voi, e di sicuro questa persona non è un’amica; chi non si confronta non è un’amica; chi non concede possibilità di replica, non è un’amica, chi non sa perdonare, non è un’amica!

 

Alla fine di ciò posso dire con fermezza che seguendo queste regole, ho tre grandi amiche da una vita… alcune le vedo spesso, altre meno, ma costituiscono tre grandi affetti  sinceri.

 

Non mi aspetto che condividiate le mie regole: sono semplicemente le mie e come tali rimangono, ognuno è libero di pensarla diversamente da me.

 Ma sono certa  che concorderete con me su questo:

Chi trova un amico trova un tesoro…

 

 

 

6 COMMENTS

  1. devo confessare, arrivata a questa età, che mi sono molto pentita di non aver continuato a coltivare le amicizie del liceo… sono persone che ora mi mancano tantissimo…

    • Ma non so io ho ritrovato qualcuno tramite fb…ma si cambia si cresce…anche se ho amicizie che risalgono al quel periodo…ma non sono del liceo

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