RomaTevere in piena allagate strade ed ospedali: i motivi per cui accade

Il Tevere ha riservato una bella sorpresa alla città di Roma , la capitale  si è vista inondare da un fiume in piena e contro ogni aspettativa ha causato una gran quantità di danni.

L’allerta per lo straripamento del fiume era stata data ma si prevedeva un incisività minore, altre volte il Tevere ha superato i livelli di guardia allagando zone limitrofe senza interessare più di tanto la città, ma questa volta si è trattata di una piena dirompente che non ha risparmiato strade e strutture. Allagati vari circoli sportivi che soggiornano sulle sponde del fiume romano, resa impraticabile una parte della via Salaria, molti cittadini della zona si sono ritrovati l’automobile sommersa dall’ acqua  del fiume e come se non bastasse lo storico ospedale romano Il Fate bene Fratelli è stato evacuato per sicurezza, mentre gli ambulatori dei piani bassi e il pronto soccorso sono stati raggiunti dall’acqua.

 

 

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                                          Isola Tiberina:  ospedale Fate bene Fratelli

 

Le piene del fiume Tevere hanno fatto parte della storia di Roma e del fiume stesso, per oltre 2600 anni: dalla sua nascita ad oggi. Fu con molta probabilità una piena stessa risalente a 28 secoli fa che trascinò la cesta di Romolo e Remo fino al punto in cui vennero trovati dalla lupa e probabilmente il nome dei due storici personaggi, deriva proprio da Rumon, nome etrusco del Tevere. Soltanto il completamento dell’argine del tratto urbano del fiume e di alcuni sbarramenti a monte di esso, (nel corso del XIX e XX secolo), hanno permesso di controllare le piene del Tevere e di liberare Roma dalla costante minaccia di essere inondata, ma non sempre a quanto pare tale precauzione si rivela sufficiente.

 

 

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Il fiume  attraversa Roma formando due grandi anse: la prima è compresa tra Ponte Flaminio e Ponte Risorgimento, mentre la seconda, tra Ponte Cavour e l’Isola Tiberina, delimita l’area del Campo Marzio una delle zone di Roma maggiormente popolate fino dal termine del periodo repubblicano. La tendenza dei fiumi in piena di “tagliare le anse” ha naturalmente fatto sì che il Tevere in piena si cercasse un percorso attraverso il nucleo urbano della città di Roma.

Alcuni circoli sportivi e associazioni ( Circolo Canottieri Lazio, il Salaria Sport Village ecce) che sorgono sulle sponde del fiume sono state completamente travolte dalla piena del Tevere.

 

 

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Va considerato che punti più bassi di Roma (la zona del  Pantheon è uno di essi) si trovano a 12 metri sul livello del mare, ovviamente  questo fatto, tende a  non favorire il deflusso delle acque del fiume, e nel  corso dei secoli si è ulteriormente  aggravata la situazione  a causa dell’avanzamento della linea di costa, che ha avuto la conseguenza di diminuire ancor di più la già scarsa pendenza.

Altro fattore che favorisce gli allagamenti è dovuto al fatto che Roma dispone di un’efficiente rete fognaria costruita originariamente con lo scopo di drenare le zone malariche che circondavano i sette colli, e purtroppo tale caratteristica è rimasta immutata fino alla fine dell’800 motivo per cui il percorso delle cloache romane di sboccare direttamente nel fiume le ha rese anche uno dei principali veicoli sfruttati dal Tevere in piena per allagare ogni zona del centro, anche senza un vero e proprio straripamento. Una delle zone più colpite dal rigurgito delle fogne è quella circostante il Pantheon.

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