L’ulivo è una pianta da frutto longeva, appartenente alla famiglia delle Oleaceae. Caratterizzata da una splendida chioma verde argentea sempreverde. Originaria  delle zone tra il Caucaso, l’altopiano iranico, le coste della Siria e della Palestina, successivamente giunta in Asia Minore Africa e Grecia.

Rappresenta il simbolo della vitalità e della capacità rigenerativa, unica nel suo genere raggiunge dimensioni “contenute”. Presenta un tronco legnoso e tortuoso, spesso esteticamente molto bello. Si presta ad essere allevata in terra piena per le coltivazioni e la raccolta delle olive, o in vaso come elemento unico decorativo.

La pianta comincia a emettere frutti  verso il 3º–4º anno, ed inizia la sua piena produttività verso il 9º–10º anno; la maturità è raggiunta dopo i 50 anni. È una pianta molto longeva: in condizioni climatiche favorevoli un olivo può vivere anche mille anni, questa caratteristica dono alle piante un fascino particolare. Le radici, per lo più di tipo avventizio, sono molto superficiali ed espanse, in genere non si spingono mai oltre i 60–100 cm di profondità.

Il tronco è cilindrico e contorto, con corteccia di colore grigio o grigio scuro, il legno è molto duro e pesante. La ceppaia forma delle strutture globose, dette ovoli, da cui sono emessi ogni anno numerosi polloni basali. La chioma ha una forma conica, con branche fruttifere pendule o patenti diverse secondo la varietà. Il frutto è rappresentato da una drupa, “l’oliva” globoso-ovoidale, carnosa, dapprima verde e successivamente nero-violacea a maturazione, rivestita da una cuticola. La polpa è ricca di sostanze grasse e al suo interno racchiude un nocciolo legnoso che a suo volta custodisce il seme.

Le numerose varietà di olivo possono essere raggruppate essenzialmente in due categorie:

  • Olive da olio, scelte in base alla resa
  • Olive da tavola, generalmente riconoscibili dalle dimensioni maggiori del frutto.

L’area del bacino Mediterraneo è quella in cui si produce la maggior quantità di olio e per quanto concerne le olive da tavola (le più grandi) si ha una gran produzione in paesi come la Spagna, la Grecia, il Portogallo e la California. L’Italia centro meridionale offre all’olivo l’habitat migliore.

Se la raccolta avviene verso settembre-ottobre  si dice a frutto verde, mentre se viene posticipata viene chiamata a frutto nero ( ossia maturo). Le olive raccolte vengono condotte al frantoio per la produzione dell’olio, o avviate alla concia per poter essere successivamente conservate in salamoia.

Tra le qualità a drupa grossa da tavola ricordiamo: “Gaetana” (nera), “Cerignola” ( grossa e verde) e la Picholine” una varietà francese con frutto medio  e nocciolo molto piccolo.

E’  una pianta eliofila soffre l’ombreggiamento e ama le posizioni soleggiate, producendo in ombra, una vegetazione lassa e una scarsa fioritura. Il fattore climatico e la temperatura è determinante sulla distribuzione dell’olivo, la pianta manifesta sintomi di sofferenza a temperature di 3–4 °C. Sotto queste temperature gli apici dei germogli disseccano. In generale la sensibilità al freddo aumenta passando dalla ceppaia al fusto, ai rami, ai germogli, alle foglie, agli apici vegetativi e, infine ai fiori e ai frutti.

Le gelate possono danneggiare il legno già a temperature di −7 °C. Le forti gelate possono provocare la morte di tutto l’apparato aereo e la  sopravvivenza della sola ceppaia. In questo caso è utile ricordare che le piante autoradicate da talea sono consigliate in tutte le zone in cui l’olivo è soggetto a gelate, perché nel caso si renda necessario un taglio rigenerativo al piede delle piante, i polloni emergenti dalla ceppaia appartengono alla varietà e non al portinnesto.

Per quanto riguarda gli altri fattori climatici sono dannosi il forte vento, specie se associato a basse temperature, l’eccessiva piovosità e l’elevata umidità dell’aria.

In generale l’olivo predilige terreni sciolti o di medio impasto, freschi e ben drenati. Vegeta bene anche su terreni grossolani o poco profondi, con rocciosità affiorante, non ama  terreni pesanti e soggetti al ristagno. Si adatta anche ai terreni poveri e con reazione lontana dalla neutralità (terreni acidi e terreni calcarei) fino a tollerare valori del pH di 8,5–9, mentre tollera bene la salinità, pertanto è uno dei pochi alberi da frutto  che può essere coltivato anche in prossimità dei litorali.

L’aspetto più interessante della capacità d’adattamento dell’olivo è la sua resistenza alla siccità anche quando si protrae per molti mesi. In caso di siccità la pianta reagisce assumendo un habitus xerofitico: i germogli cessano di crescere, si riduce la superficie traspirante con la caduta di una parte delle foglie, gli stomi vengono chiusi e l’acqua delle olive in accrescimento viene riassorbita. In questo modo gli olivi superano indenni le lunghe estati siccitose manifestando una ripresa dell’attività vegetativa solo con le prime piogge a fine estate. Gli stress idrici pregiudicano, ovviamente,la produzione. Le fasi critiche per l’olivo sono il periodo della fioritura e dell’allegagione, l’indurimento del nocciolo e il successivo accrescimento dei frutti: eventuali stress idrici in queste fasi  di crescita ne riducono la percentuale di allegagione, provocando la caduta estiva delle drupe con scarso accrescimento di quelle rimaste e minore resa in olio delle olive.

L’olivo è un albero che si adatta alla coltura in “asciutto” anche nelle aree più aride dell’Italia meridionale e insulare in quanto offre una produzione, sia pur minima, anche nelle condizioni più difficili.

In condizioni climatiche avverse ( freddo) va riparato e protetto dal vento, unica situazione che lo minaccia veramente, utile l’utilizzo di stallatico e fieno o scorza sul terreno per riparare le radici,  e la protezione da effettuare con stuoie e teli.

la messa a dimora si esegue dall’autunno fino a primavera, preferibilmente con orientamento nord- sud della chioma, può essere allevata in forme diverse: Vaso, vaso policonico, palmetta, ipsilon, siepone una forma che asseconda il naturale sviluppo della pianta, globo (protegge dalle eccessive irradiazioni solari), monocono (adatta per uliveti meccanizzati), e infine a ceduo di olivo,  la forma più recente che consiste nel lasciar crescere liberamente le piante secondo i criteri adottati con il cespuglio ma senza eseguire la potatura di produzione che generalmente si effettua nel periodo di riposo vegetativo (gennaio febbraio). La chioma viene completamente rinnovata ogni 10 anni tagliando al piede le piante.

 

 

Principali costituenti

La composizione del frutto (oliva) oscilla tra il 40-50 % di acqua 20-28 % di estratto etereo e 25 – 40 % di estratto solido. l’olio che se ne ricava è alla base della cucina italiana dal 1600.

Possiede proprietà terapeutiche  come lassativo ed emolliente, indicato per chi soffre di ulcera ( un cucchiaio a digiuno, da assumere la mattina), è un ottimo calagogo efficace nell’insufficienza epatica. Utilizzato nella cosmesi  si trova alla base di molte miscele per mani, viso corpo e capelli, è inoltre un ottimo abbronzante se usato miscelato a del limone.

Con le foglie si ottengono delle tisane utile per l’ipertensione.

 

IMAG1143.jpg Mara Mencarelli

 

                                                      Ulivo o olivo

 

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                                                          Coltivazioni

 

 

                                                Frutto ( oliva)

4 COMMENTS

  1. Bellissimo, anche noi in giardino lo abbiamo, ha fatto qualche oliva un paio d’anni fa… lo scorso anno nessuna. Però è bello così, anche solo da guardare 🙂

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