L’architettura del paesaggio ha come obiettivo non solo l’abbellimento delle aree sottoposte a tale disciplina ma anche la progettazione di spazi aperti che rispettino l’identità morfologica del luogo naturale. Estetica e funzionalità camminano su binari paralleli quando si procede a pianificare e progettare l’architettura degli spazi esterni in linea con il paesaggio circostante. Vediamo i punti salienti di questo argomento e di cosa considerare.
Guida all’architettura del paesaggio: spunti su come fare
Sicuramente non sono qui per scrivere un trattato di architettura del verde e del paesaggio ma vorrei enunciare i punti salienti di tale disciplina e fornire degli spunti utili sul come fare, e cosa non fare. In una casale immerso nel verde delle campagne con vegetazione autoctona non andremo a costruire un giardino all’inglese, ma ci faremo ispirare, ad esempio, dalle specie del luogo in modo da creare un giardino che si inserisca in modo armonico al contesto.
Infatti l’architettura del paesaggio è proprio l’arte del pianificare, progettare e gestire lo spazio all’aperto ma per farlo in maniera corretta bisogno saper leggere quelli che sono gli elementi naturali che caratterizzano il territorio. Per questo il primo passo da fare è quello che consiste nel comprendere la tipologia di paesaggio.
Analisi del contesto: comprendere la tipologia di paesaggio presente
Ogni progetto che si rispetti deve partire dallo studio e dalla comprensione del luogo in cui andrà attuato secondo il “Genius loci” ossia lo spirito del luogo che anche un occhio non molto esperto è in grado di identificare. La tipologia di paesaggi presenti può essere molteplice: montano, collinare, marittimo, lacustre, geologico, o magari semi cittadino in aree urbane a bassa densità con villette e casolari. Il terreno potrà essere verde o roccioso, brullo o rigoglioso, così come diversa la vegetazione circostante.
Paesaggio collineare e montano
Il paesaggio collinare e montano: si tratta di una tipologia di paesaggio che in genere risente molto delle escursioni termiche e, per tale motivo, vi si adattano diverse specie botaniche che sono in relazione, appunto all’altitudine. Nelle zone collinari crescono bene olivi e cactus, mentre nelle zone montane abeti fino ad una certa altezza e stelle alpine. Troviamo felci nei sottoboschi, fragole e lamponi. Tanto per fare alcuni esempi del paesaggio presente e delle specie botaniche che potremmo trovare. Inoltre, anche la geologia del luogo va osservata con attenzione per poter progettare in sicurezza.
Paesaggio lacustre o di lago
Il paesaggio lacustre o di lago, invece è caratterizzato da uno specchio d’acqua dolce che tende a influenzare il microclima della zona. Qui il progetto prevede specie vegetali che tendono ad amare l’umidità dell’aria e percorsi che siano in grado di valorizzare la vista panoramica, (qualora presente), minimizzando l’impatto visivo sulle rive.

Paesaggio di mare
Il paesaggio di mare o marino danno vita ad un ambiente dinamico dove andrà considerata la salinità, i venti e l’erosione. Vi sono poi vari tipi di costa, da sassosa a rocciosa, sabbiosa e così via, troviamo poi costa alta e costa basse che sicuramente determinano un paesaggio del tutto diverso. L’architettura nel paesaggio di mare deve integrare le piante alofite, ossia quelle che resistono al sale e alla salsedine e a strutture che proteggono il suolo senza bloccare l’accesso visivo e fisico al mare. Ovviamente gli accorgimenti saranno diversi in relazione al tipo di struttura, privata o pubblica e alle sue dimensioni.

Paesaggi inusuali o geotermici
In molte zone d’Italia vi sono località in cui è possibile assistere alla presenza di scenari geotermici con soffioni, piscina di acque termali o ancora buche di fango bollente. Come nel caso di Manziana (zona di acque sulfuree) alle porte di Roma; o della valle del Diavolo, vicino Pisa; o ancora il Parco geotermico delle Biancane a Monterotondo Marittimo, in Toscana, tutte zone in cui l’architettura del paesaggio deve saper integrare elementi tecnici (geyser, vapori e impianti) trasformandoli in risorse del sottosuolo da sfruttare per centrali Geotermiche, o in punti di interesse turistico o didattico, rispettando la rarità strutturale, visiva e geologica del luogo.




Quali sono gli elementi chiave della progettazione?
Nella trasformazione di un’area incolta ad altro uso si dovrà considerare, come visto, il paesaggio e la sua natura, e poi progettare sulla base di 4 pilastri cardini di questo tipo di lavoro:
- Topografia e Movimento Terra: che, come abbiamo considerato in questa guida “sistemazione del terreno e cura del verde” tiene conto della riprofilatura delle pendenze e il drenaggio per creare dinamismo visivo e sicurezza.
- Elemento idrico: sia che si tratti di un luogo naturale che di una fontana o bacino creato in maniera artificiale l’acqua è responsabile del benessere bioclimatico.
- Vegetazione (softscape): le piante NON si scelgono mai a caso. Vanno considerate le essenze autoctone che richiedono minor manutenzione e vegetano con facilità, proprio perché andrà considerata la zona fito-climatica di appartenenza e le specie locali presenti che potranno integrarsi senza problemi con l’ambiente circostante.
- Infrastrutture leggere (hardscape): questo tipo di strutture che definiamo appunto “leggere” ma meno “soft” rispetto alla semplice vegetazione, includono i camminamenti così come i muretti a secco le aree di sosta, qualora presenti, opere che andranno realizzate con materili drenanti e adottando colori che si mimetizzano con il suolo circostante.
Sostenibilità ambientale e design: un binomio necessario
Oggi lo sviluppo di progetti architettonici del verde, e quindi l’architettura del paesaggio segue i criteri ESG, ossia un’insieme di standard operativi per minimizzare l’impatto ambientale, sociale e governance di un’azienda o di un investimento. L’acronimo ESG sta per Environmental, Social and Governance.
I criteri ESG a differenza dei bilanci tradizionali, servono a capire quanto una realtà di etica e sostenibile nel lungo periodo.
- Environmental – Per quanto riguardo al lato ambientale si terrà conto delle emissioni, e gestione delle risorse naturali (acqua e rifiuti), biodiversità e efficienza energetica. A) Gestire le acque piovane preferendo superfici permeabili ed evitando il cemento. B) Aumentare la biodiversità creando corridoi ecologici per la fauna locale. C) Utilizzare macchinari a basso impatto come i miniescavatori per non compattare troppo il terreno e preservare le radici degli alberi esistenti.
- Social – Il tutto senza sottovalutare i diritti umani, la diversità, la sicurezza sul lavoro e l’impatto sulla comunità (Social).
- Governance – Infine anche dal punto di vista della Governance si dovrà tener conto della trasparenza fiscale e di tutti quegli elementi aziendali e amministrativi presenti. ma questo per opere pubbliche o locali di un certo tipo. Il punto due e tre non riguarda più di tanto il privato che pianifica la propria villetta ed il suo spazio interno ed esterno inserendolo in un contesto ambientale di un certo tipo.



Dal Lago alla montagna fino alla valle del Diavolo
Da quanto detto si comprende come l’architettura del paesaggio abbia anche una funzione economica oltre che ambientale e sostenibile. Progettare correttamente i punti di osservazione in ogni luogo, sia esso marino, lacustre, semi-cittadino o alpino, fino anche ai percorsi sicuri tra i soffioni boraciferi permette di trasformare un luogo selvaggio in una destinazione turistica fruibile e sicura aumentando la reputazione del territorio.
La costruzione di edifici pubblici e privati o abitazione dovrebbe anche per le varie regolamentazioni locali, rispettare l’ambiente circostante per non impattare esteticamente, o in altro modo, con la natura e la biodiversità animale e vegetale.




