Nascita e funzionamento delle centrali geotermiche: Pietro Ginori

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Le centrali geotermiche o geotermoelettriche, sfruttano le quantità di gas, vapore provenienti dal sottosuolo, dovute alla combustione e fusione di materiale roccioso. Il nucleo terrestre è ancora incandescente e al suo interno avvengono fenomeni di varia natura che causano smottamenti ed assestamenti della crosta terrestre (terremoti, maremoti e vulcani). Sin dal lontano 1904  si pensò bene di sfruttare questa sorta di energia di cui la terra costituisce il serbatoio naturale.
L’inventore della prima centrale geotermica fu un ricco e nobile industriale Piero Ginori Conti, principe di Trevignano nato a Firenze nel 1865.
Il primo prototipo di grandezza contenuta, fu messo a punto dal principe il 4 Luglio 1904 a Lardello, con esso si riuscì a far accendere 5 lampadine contemporaneamente, in seguito il progetto venne sviluppato e già nel 1916 era in grado di provvedere alla produzione di energia elettrica del paesino e delle zone circostanti.

Piero Ginori Conti – foto www. focus.it

Il meccanismo che sfrutta tale ricchezze tratte dal sottosuolo consiste nella creazione di tubi che individuando sacche di contenimento terrestri di gas e vapore, provvedono ad incanalarlo facendolo giungere ad una turbina. La temperatura del vapore deve aggirarsi sui 200/300 gradi centigradi per provocare la rotazione dell’asse della turbina e del rotore presente nell’alternatore, ad esso connesso. Tale movimento genera la variazione di energia meccanica di movimento in energia elettrica di tipo alternato. Un trasformatore provvederà a modificarla innalzandola, e rendendola funzionale per impieghi domestici ed industriali.

Qualora la temperatura del vapore non raggiunga i 200 gradi si procederà a miscelare un liquido apposito con in vapore in uno scambiatore di cui le centrali sono dotate,  causandone l’evaporazione ad una pressione ottimale necessaria a far si che il processo di produzione e trasformazione dell’energia avvenga.

Centrale geotermica – foto www.rosarioberardi.it

Le centrali geotermiche attive sul territorio italiano sono quella di Lardello, luogo in cui avvenne il primo impianto ed in Toscana   su Monte Amiata, insieme fornisco 1,5 % del fabbisogno dell’energia elettrica italiana.

Centrale geotermoelettrica di Lardello

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