Giovani e lavoro: la generazione “neet”

Estate e lavoro per i giovani: centri estivi - pub - alberghi
Estate e lavoro per i giovani: centri estivi - pub - alberghi

Una nuova notizia ci giunge dalla Banca d’Italia, nel suo rapporto inerente l’ economia regionale, i risultati non sono rallegranti, ben il 23% dei giovani italiani, circa un ragazzo su quattro, non studia e non lavora, parliamo di giovani under 30, alzando la fascia di età a 35 anni ben il 20 % di loro, inclusi laureati, non è occupato. E la situazione negli anni che seguono fino ad oggi non è che sia andati migliorando. Scopriamo di più sulla situazione del mondo giovanile e del lavoro.

Giovani e lavoro

Vengono definiti neet, ossia “not in education, employ-ment or training”,comunque li si voglia definire i neet alla fine di maggio 2011 sono, secondo i dati Istat il 22,1 %, quindi in crescita rispetto agli anni precedenti. Responsabile di questo fenomeno è la crisi, e lo scoraggiamento  che sempre più spesso coinvolge i ragazzi portandoli fuori dal circuito lavorativo e formativo.

Il Meridione presenta il numero più elevato di neet, in alcune aree geografiche si raggiunge ben il 50 % ed oltre di giovani non occupati, in netta maggioranza troviamo la fascia femminile, che come sempre paga in misura maggiore i problemi derivanti dalla crisi economica. Molti di questi giovani neet per ovvi motivi vivono sotto il tetto paterno.

Bisogna inoltre considerare che le nuove forme contrattuali, contratti a progetto e a termine (tempo determinato), favoriscono e accrescono il fenomeno della disoccupazione giovanile, i costi crescenti degli studi universitari, limitati, inoltre, in modo inequivocabile, dall’introduzione del numero chiuso, ha coinvolto una fascia di giovani che, pur volendo continuare gli studi, non riesce a permetterselo. Tutto questo tende a ritardare l’entrata nel mondo del lavoro e lil raggiungimento dell’autonomia così come la scelta di giovani di costruirsi una famiglia.

Giovani e lavoro oggi 2024

Giovani e lavoro oggi? Ad oggi la situazione lavorativa dei giovani non è andata di molto migliorando. Specie per quanto riguarda il sud dell’Italia le stime parlano chiaro. molti giovani per via di contratti poco garantisti preferiscono emigrare ed andare a lavorare all’estero. Questo fenomeno a dato il via ad un evento che prende il nome di “fuga di cervelli”.

Per contro molte figure in diversi ambiti lavorativi scarseggiano. E’ il caso di medici ed infermieri ma non solo. E’ bene dunque, almeno per chi deve ancora indirizzare il proprio percorso di studi, optare per professioni che possano garantire una scelta di lavoro adeguata.

Giovani e lavoro rimangono una nota dolente in Italia anche nel 2024, ed il Governo, allo stato attuale, non ha messo in atto serie misure atte a contrastare questo fenomeno che ha seriamente ritardato l’uscita di casa dei giovani e causato un inevitabile  decremento delle nascite.

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