Grammatica e blogging: punteggiatura come usarla; “licenze!”

Questo articolo, o post che dir si voglia, lo dedico a tutti blogger, articolisti e semplici curiosi che amano leggere, scrivere, o interpretare gli scritti altrui. La categoria dei blogger dei free lance, nonché quella dei giornalisti, è spesso oggetto di giudizi e critiche da parte di chi, talvolta, di regole letterarie ed esigenze lavorative, ne san ben poco. Limitandosi all’uso della lettura dei romanzi, ritiene che ogni contenuto, debba venir scritto in una formula romanzata: <<non è così!>>.  Un giornalista, un free lance, un blogger, quotidianamente, sfornano decine di contenuti, spesso ci si occupa della scelta del titolo, la collocazione dello stesso nel web, in base alle chiavi scelte (Key word), la ricerca di fonti attendibili, meglio se si gode di una buona cultura di base, la quale consente d scrivere agevolmente i contenuti e la ricerca, o realizzazione,  (blogger e free lance), di immagini di buona qualità non coperte da Copyright.

La punteggiatura o interpunzione ossia l’insieme dei segni grafici necessari per  scandire le parole formando delle frasi o dei periodi, viene utilizzata in modo tale che il lettore, possa riprodurre il più fedelmente possibile le intonazioni espresse dalla lingua parlata. Le congiunzioni, riducono l’uso della virgola in quanto possono, spesso,  sostituirla. Consideriamo che la punteggiatura, può subire delle variazioni d’uso in base allo stile letterario: poetico, giornalistico, o quello in uso, comunemente, nei romanzi; erroneamente alcuni ritengono che la punteggiatura assuma sempre e comunque il medesimo ruolo.

Lo stile di scrittura giornalistico, ad esempio, utilizza periodi  brevi inframmezzati da frasi di senso compiuto con grande utilizzo del punto.

Il romanzo  invece, necessita di scandire maggiormente, concetti, stati d’animo  e le  ambientazioni “visive”, motivo per cui, in questo caso, si ricorrerà molto alla punteggiatura e al relativo uso di virgole, due punti, esclamazioni ed interrogazioni ed ad un uso abnorme di locuzioni.

Giornalisti, blogger e free lance per esigenze di contenuto, ma anche di tempo, hanno sviluppato un uso della punteggiatura di gran lunga differente da quella usata per i romanzi. E’ altresì vero che testate giornalistiche o piattaforme web, richiedono all’autore, stili di scrittura particolari, al quale l’autore stesso si deve adeguare, previa la bocciatura dell’articolo  o del post: frasi brevi, uso limitato di locuzioni di dimuinutivi rafforzativi e simili.

Man mano di seguito verranno analizzati questi segni e il loro utilizzo.

 

 

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IL PUNTO

È un segno di punteggiatura molto forte, infatti alcune volte viene utilizzato per dare risalto ad alcune parti del discorso prendendo il posto di altri segni di interpunzione come, ad esempio,  il punto e  virgola, i due punti o la virgola.

«I disturbi della partoriente non sono  legati solo alla sfera emotiva. Sono anche fisici» Nel caso specifico,  (coordinazione per asindeto), avremmo potuto utilizzare  tranquillamente, anche la virgola, il punto e virgola ed i due punti.

Il punto è utilizzato anche nelle sigle, o parole abbreviate quando una frase finisce con un parola abbreviata, il punto fermo non si mette in quanto inglobato nel punto dell’abbreviazione.

Il punto è utilizzato in alcune sigle (CD corpo diplomatico) ma non nelle sigle automobilistiche e in tutte quelle che per facilità di pronuncia, contenendo più vocali si preferisce ometterlo:  (CONI, “ Comitato Olimpionico Nazionale”  CRAI, CONAD)

 

I DUE PUNTI (:)

L’uso dei due punti è abbastanza semplice, essi servono per mettere  in evidenza una parte specifica del discorso cui si vuole dare un tono diverso e un certo rilievo. I due punti sono utilizzati con la funzione di specificazione; illustrano e chiariscono  quanto precedentemente affermato: ma vediamo in quali casi è opportuno utilizzare  due punti:

  •        Per introdurre un discorso diretto, mediante l’utilizzo delle virgolette (<< >>).

 

  •         Per introdurre una citazione o un esempio, con questa specifica funzione, i due punti sono spesso  utilizzati.

 

  •         Per introdurre un qualsiasi tipo di elenco.

 

PUNTO INTERROGATIVO E PUNTO ESCLAMATIVO

Il punto interrogativo viene utilizzato per porre una domanda, mentre,  il punto esclamativo, come dice la parola stessa, per compiere una esclamazione, essi  vengono inseriti anche per esprimere incredulità e stupore.

 

IL PUNTO E VIRGOLA

Il punto e virgola, indica una pausa più lunga della virgola e più breve del punto. Spesso viene utilizzato  in alternativa al punto per operare una divisione di  due preposizioni coordinate complesse collegate da una continuità determinata dal  contenuto.

 In alternativa alla virgola, nelle enumerazioni o nelle elencazioni, quando i singoli elementi sono seguiti da un’apposizione o da un’espansione sia essa più o meno lunga.

 

IL TRATTINO (-)

L’uso del trattino (-) serve per segnalare un legame che intercorre tra le parole o parti di parole, infatti, si può trovare a fine riga per indicare che una parola si divide per andare a capo; può essere utilizzato al posto delle virgolette prima dei due punti (:),  o per introdurre un discorso indiretto, mentre in un inciso, può sostituire le parentesi  tonde.

 

PUNTI DI SOSPENSIONE (…)

I punti di sospensione si utilizzano in numero di tre  (… ), servono per  sospendere un discorso, creare sottinteso e allusività. I puntini di sospensione si usano anche nelle citazioni per indicare l’omissione di un passo.

VIRGOLETTE ( “” )  (<<  >>)

Anche l’uso delle virgolette risente molto, dei parametri delle linee editoriali prefissate, ad ogni modo, sia l’utilizzo delle stesse in basso (caporali), che in alto  ( apici),  prevede apertura e chiusura. In alcuni casi vengono utilizzate insieme al corsivo, inserito in un  testo normale. Utilizzate nel discorso indiretto, sia in apertura, che in chiusura. Utilizzate  per delimitare una citazione in cui si riportano le parole precise dette da qualcuno,  per evidenziare una parola o per contrassegnare l’uso particolare (allusivo, ironico), di una qualsiasi espressione.

 

LA VIRGOLA (,)

Ma vediamo l’uso della virgola, la più chiacchierata e fondamentalmente molto semplice da utilizzare, spesso non necessaria, può essere sostituita da punto e periodi brevi. Viene inserita nei periodi brevi, nelle frasi coordinate per asindeto, ossia senza l’uso delle congiunzioni, nelle enumerazioni e nelle descrizioni, per questo motivo è molto in uso nella scrittura dei romanzi, molto meno nella scrittura giornalistica.

  • Usata comunemente per separare una proposizione da una coordinata introdotta dalle congiunzioni: ma, tuttavia  anzi, però: <<oggi vado dal medico, ma sul tardi>> .

  •  Allo stesso modo, viene usata per separare da una proposizione principale una frase subordinata introdotta da parole quali: se,  poiché,  benché, anche se, per quanto, giacché, sebbene, mentre, quanto << Ti ho comprato un paio di scarpe nuove, anche se non ne avevi bisogno>>.

  • LA virgola nella scrittura web necesita di esser attaccata alla parola a cui segue ed obbliga allo spazio per la parola che segue la virgola es: forse, domani. Stesso discorso se segue una parentesi

Altri casi in cui si utilizza la virgola

·         Nelle enumerazioni, può essere usata o no, a piacimento.

 

·         Negli incisi:  <<Che bel mare, però, sembra si stia agitando>>.

 

·         Prima di un’apposizione (periodo tra due virgole, che può essere eliminato senza variare il senso della frase):  <<Sonia ha terminato gli studi universitari, nella città di Verona, ed è rientrata al suo paese>>.

 

·         Prima e dopo un evocativo assoluto,  (in uso sempre nella scrittura romanzata): << Giovanni, muoviti!>>

La virgola, di norma, non andrebbe  usata all’interno di blocchi unitari di parole, per  fare esempio tra il soggetto e il predicato o tra il sostantivo e l’aggettivo, ma anche questa regola viene meno, al momento in cui  si desidera mettere in evidenza alcuni elementi di un sintagma, invertendone il normale ordine.

Come potete evincere da quanto detto, l’uso della punteggiatura, nella grammatica italiana, risente di numerose regole ed esigenze di scrittura,  il suo uso, più o meno  appropriato è relativo al contenuto stesso, e alle esigenze soggettive ed editoriali di scrittura.

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2 Commenti

  1. monica c.

    giornalisti, blogger e free lance. ma la lingua italiana è una sola e le regole sono uguali per tutti, indipendentemente dallo stile.sia per la punteggiatura sia per le regole grammaticali. p.s.:
    non si mette lo spazio prima della virgola, neppure se sei blogger

     
    1. notizie in vetrina

      La lingua italiana è una sole ma il modo di scrivere cambia, basta leggere con attenzione qualsiasi giornale e te ne puoi rendere conto, che non si metta lo spazio prima della virgola, si sa, ma
      parliamo esclusivamente di scrittura stampata, non manuale, quindi rientra in altre regole…

       

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