La creazione di un Giardino Zen in Terrazza è diventata una necessità quasi fisiologica quando vivi in città. Ormai in tanti percepiscono la necessità di un posto in cui staccare la spina senza dover prendere la macchina per andare in montagna, o comunque nel verde.
Non ti serve per forza un loft di cento metri quadri o la terrazza di un attico vista Duomo per riuscirci. Ti bastano pochi elementi messi al posto giusto e una pianta che faccia da padrona di casa. Se vuoi partire subito con la scelta dell’albero che darà anima a questo spazio, trovi una collezione pazzesca su solopiante.it. Tra le mie preferite che ti consiglio si colloca l’Acero Giapponese, la Monstera e infine il Ficus Lirata o elastica, ma anche la Pachira acquatica, con le sue foglie leggere e verdi ed i tronchi intrecciati, ha il suo perché.
Giardino Zen in Terrazza: meno roba e più sostanza
Il vero lusso del giardino zen in terrazza non sta in quello che metti, ma in quello che decidi di lasciare fuori. Niente accumulo di vasi spaiati e ninnoli comprati al volo al mercatino. La prima mossa da fare è svuotare fisicamente e mentalmente lo spazio. Togli tutto. Rimani solo con il pavimento e la ringhiera. Poi scegli un angolo, uno soltanto, e trasformalo nel tuo punto focale. Lì metterai una vasca bassa in legno o cemento grezzo riempita di sabbia bianca o ghiaia chiara. Bastano due metri per due.
In quel rettangolo di pace sistemerai tre o quattro pietre di forme diverse. Una più grande e verticale, due più basse e raccolte. La sabbia la rastrellerai con una forchetta di legno creando dei cerchi attorno alle pietre. È un gesto lento e ripetitivo vale più di dieci sedute di meditazione guidata. Percepirai subito quel benessere sensoriale che ti serve.
Il verde giusto: niente giungla, solo eleganza
La maggior parte delle persone vede una terrazza vuota e la riempie di piante a caso come se fosse un vivaio. Il giardino zen in terrazza non è una serra. Le piante devono essere poche, scultoree e possibilmente capaci di cambiare aspetto con le stagioni.
L’Acero Giapponese è particolarmente indicato sia in formato normale che bonsai d’acero. Non stiamo parlando di un alberello qualunque, ma di una pianta che ha un portamento naturale così elegante da sembrare disegnata da un artista. In primavera butta foglie di un verde tenero o rosso acceso, mentre in autunno diventa una torcia di colori caldi che sembra prendere fuoco. E d’inverno, quando è spoglio, la sua ramificazione fine e complessa crea un disegno contro il cielo che è pura architettura vegetale. Mettilo in un vaso di terracotta scura o gres opaco, non in plastica. Posizionalo vicino alla zona di sabbia, ma non al centro. Deve sembrare che stia lì a proteggere le pietre, non a rubargli la scena. Consigliata anche la collocazione di alcuni mini alberelli bonsai, tipici del Giappone, caratterizzeranno l’area zen senza rubare spazio alla convivialità.


Materiali vivi e angoli conviviali mimetizzati
Sappiamo cosa stai pensando: “Bello il sasso e la sabbia, ma io sul terrazzo ci voglio anche cenare con gli amici”. E fai bene. Un giardino zen in terrazza non deve essere un museo intoccabile. Il segreto per far convivere la convivialità con la calma tipica dell’arredamento Zen, giardino incluso, sta nei materiali. Si può puntare per soluzioni a tutto verde, altre con zona pranzo ridotta ed altre che danno la precedenza all’area pranzo con tanto di ombrellone e tavolo.
Usa il legno per tutto: tavolo, sedie, pedane. Che sia teak, iroko o semplice abete bruciato alla giapponese, non importa. L’importante è che non ci sia plastica bianca in vista.
Se lo spazio è poco, scegli un bel tavolo basso e dei cuscini da terra invece di sedie ingombranti. Di giorno i cuscini li appoggi al muro e recuperi lo spazio visivo. La sera li butti giù e l’atmosfera cambia completamente. Aggiungi luce calda e bassa, magari una lanterna di carta di riso o un filo di led nascosto sotto la panca. Niente faretti da stadio. L’illuminazione deve accarezzare l’acero e far brillare la ghiaia, non accecare.




