Le donne persero la coda svilluppando competenze

Le donne persero la coda sviluppando competenze
Le donne persero la coda sviluppando competenze

Avete presente il film “Quando le donne persero la coda“? Bene! Le donne persero la coda sviluppando competenze. Questa è  una realtà che a molti maschietti, ancora non va proprio giù. Parlo dal punto di vista di una donna che crede di interpretare la realtà lavorativa di molte donne. Abbiamo perso la coda da molto tempo e la nostra capacità multitasking ci ha consentito di sviluppare competenze in molti settori. Spesso in più  settori contemporaneamente. Ma come sempre, per dimostrare di saper fare bene qualcosa che fino ad un secolo fa esulava dalle nostre “competenze domestiche” dobbiamo essere in grado di svolgerla con competenze superiore rispetto ad un uomo.

Per le donne compiere una scalata socio lavorativa e dar spazio alla propria carriera, è davvero molto difficile.

Scrivo nel web da molti anni, ho al mio attivo 5 blog di cui 3 davvero ben fatti, produco contenuti per molte testate online, (oltre alle mie), credo di averne sfornati almeno 5 o 6mila. Nonostante ciò mi distreco tra arrosti sbruciacchiati, panni da stirare e figli da seguire e ciò,  fa di me una “che non ha competenze specifiche”. Non sono una giornalista, infatti!

Istruisco su come si scrive e dove, giovani donzelli plurilaureati in giornalismo ed editoria e correggo articoli altrui. Forse perché la laurea non crea specialisti e ciò che occorre in ogni settore, è proprio l’esperienza sul campo.

Le Donne persero la coda sviluppando competenze: come? “Molto bene”

Talvolta invece, queste figure considerate competenti che in alcuni casi sparano a zero sulle tue competenze, scrivono contenuti banali di quelli che, nel web, se ne trovano a scatafascio e magari scopiazzati qua e la per mancanza di idee. Ma il punto non è questo, Il punto è:

Perché le donne devono faticare il doppio degli uomini per dimostrare le loro competenze? 

Perché  pur riuscendoci con molta fatica finiscono per ricoprire ruoli meno prestigiosi?

E perché, il più delle volte, guadagnano meno degli uomini?

Non lo dico io, lo afferno le statistiche. Dov’è questo nodo che il pettine sociale non riesce proprio a sbrogliare? Credo, e non me ne vogliate, che tale nodo sia proprio nella sfera maschile.

Un modo inconscio per combattere e combatterci? Un modo per affermare la propria superiorità persa?

Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma innegabilmente la realtà sociale e lavorativa è cambiata, e sta cambiando.

Per chi non se ne fosse ancora accorto, le donne persero la coda sviluppando competenze che molti uomini si sognano di avere. Di ciò sono responsabili i nostri geni, la natura, il fatto che essa ha deciso per noi che avremmo dovuto occuparci di più  cose nella vita: mamme, mogli, donne: campi, casa, malattie, ed altro, con tante incombenze da sbrogliare nel minor tempo possibile. Maschietti arrendetevi, non ce ne vogliate, ma di competenze, spesso, ne abbiamo da vendere.

Forse la paura degli uomini è quella di vedersi crescere la coda? Ma no tranquilli che una già la avete e vi basta! 🙂

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Mara Mencarelli

Autrice, blogger, webeditor, freelance, amo scrivere da sempre, ma adoro anche ballare ed insegno caraibici. Ho una splendida famiglia con 3 figli. Mi appassiona l'arredamento, il giardinaggio, il fai da te, la medicina la psicologia, la cucina, la moda, lo sport, e molte altre cose di cui vi racconto e vi parlo nel mio blog. Hai una domanda da farmi o cerchi collaborazioni o pubblicità? Scrivimi! Ti risponderò quanto prima :-) Conctat me maraoya21@gmail.com

4 pensieri riguardo “Le donne persero la coda svilluppando competenze

  • maggio 5, 2016 in 22.11
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    Hai proprio ragione! Non è la laurea a qualificare realmente una persona! Alcuni usano i propri titoli di studio pensando di essere un ‘dio’ e poi alla fine si rivelano niente.

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  • maggio 5, 2016 in 22.11
    Permalink

    Purtroppo sarà così per molti anni ancora. Ma bisognerebbe considerare una cosa essenziale. Gli uomini di domani sono i figli che cresciamo noi oggi. Siamo noi a dover dare a loro il giusto insegnamento senza farci vedere più deboli dell’uomo stesso. Solo così avremo il giusto riconoscimento!

    Risposta
    • maggio 5, 2016 in 22.11
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      Concordo Roberta forse per le nuove generazioni si troverà il giusto equilibrio ed i giusti riconoscimenti

      Risposta
  • maggio 5, 2016 in 22.11
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    Credo che sia così per molto tempo ancora…e’ l’istinto e l’insegnamento datoci dalla famiglia spiega tutto e fa si che sia cosi…

    Risposta

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