Nella Tuscia viterbese vi sono molti borghi da scoprire, tra essi, a circa 590 metri d’altezza, si affaccia sul lago di Bolsena, Monefiascone. Il paese si erge su di uno dei colli dei Monti Volsini (catena collinare di origine vulcanica).

Nato nell’alto medioevo, divenne in tempi antichi, un centro importante per la chiesa. Le origini sono incerte, sembra sia stato in passato il Fanum Voltunaem, ossia il luogo sacro in cui si riunivano i confederati delle 12 città etrusche.

Benché le testimonianze della presenza etrusca (ricca nelle zone limitrofe), è in realtà, molto scarsa in Montefiascone. Il vero abitato si andò formando, comunque, all’epoca delle incursioni barbariche che indussero le popolazioni della pianura a stanziarsi sulle alture.

Centro vinicolo di grande produzione risalente a circa la metà dell’800, Montefiascone fu abitata sin dall’età del ferro, tant’è che in alcune località, come ad esempio dove sorge la Rocca dei Papi, sono stati rinvenuti resti e reperti risalenti all’epoca protovillanoviana.

Montefiascone, il buon vino

Nota per il buon vino, Montefiascone decanta il vino Est Est. Si tratta di produzioni di uva bianca italica tipica del Lazio e della zona di Viterbo con denominazione DOC. Il nome di questo vino “Est “est”, secondo la leggenda, deriva un viaggio di Enrico V di Germania che nel 1111, recatosi in quelle terre, fu accolto dal Papa Pasquale II e dalla chiesa.

Un vescovo esperto di vini, Defuk, incaricò alcuni uomini di cercare del buon vino e confermare la presenza “est bonum” (buono c’è…intendendo il vino) per Enrico V. Il codice per identificare le locande che ne erano fornite, era “Est”, “ossia c’è”. Come rafforzativo della qualità, gli uomini scrissero “Est Est” (c’è c’è). Di li, sembra derivi il nome del vino di Montefiascone.

La città deve la sua notorietà proprio alla presenza del buon vino oltre che all’olio extravergine di oliva.

Montefiascone, la cattedrale di Santa Margherita la 2 cupola per grandezza dopo San Pietro

Una delle chiese più importanti della provincia dedicata alla Patrona di Montefiascone è Santa Margherita. La cattedrale ha una cupola molto grande una delle più grandi in Italia la seconda nel Lazio per grandezza dopo quella di San Pietro. Ampia 27 metri la cupola fu costruita nel 1670 progettata da Calo Fontana, dopo che un incendio che distrusse il tetto della cattedrale.

Caratteristiche della cupola sono le ampie scanalature. Al suo interno si trovano le spoglie di Santa Lucia Filippi e del Cardinale Marco Antonio Barbarigo. Edificata a più riprese la cattedrale è databile tra il XVI ed il XIX secolo.

La cripta, costruita tra il 400 e il 500 è opera dell’architetto Michele Sanmicheli di Verona, mentre la facciata e le torri campanarie sono opera di Paolo Gazola. Come elementi decorativi vi sono le statue dei patroni Santo Flaviano e Santa Margherita.

All’esterno della chiesa, è presente una vasta terrazza panoramica. Trattandosi di una zona collinare è facile imbattersi in serate di nebbia come questa di Agosto 2020, in cui ci siamo imbattuti noi.

Scorcio della terrazza sottostante la Cattedrale di Santa Margherita di sera

Cosa fare e cosa vedere a Montefiascone

Recandosi in gita in questa cittadina è consigliato visitare la zona del lago e la cittadina di Bolsena che si trova ad appena 10 minuti d’auto (9 chilometri circa). Da vedere, oltre alla cattedrale di Santa Margherita citata, e alla chiesa di San Flaviano, ricordiamo la Rocca dei Papi, una fortezza medievale, legata alla storia pontificia e alla fuga di molti papi da Roma.

Ponte di salita a Civita di Bagnoregio

Montefiascone dista 13 chilometri da Capodimonte, 24 da Marta, 15 dalla splendida e caratteristica Civita di Bagnoregio di epoca etrusca, solo 9 chilometri da Valentano, ed infine, 15 chilometri dal lago di Bolsena e dalla cittadina di Bolsena.

Civita di Bagnoregio

Bolsena, luogo di villeggiatura elegante e rilassante con un centro storico molto interessante, il suo piccolo castello fortezza ben conservato all’interno del quale vi è il museo territoriale e l’acquario, ed un lungo lago moderno adornato da prati e ortensie fiorite.

5 COMMENTS

  1. Avevo visitato Bolsena e Civita nella primavera 2016 ma, soggiornando a Saturnia, non avevamo viste altre località della Tuscia Viterbese e ci eravamo dedicati maggiormente ai borghi toscani più vicini al nostro hotel. In ogni caso quella zona del Viterbese mi aveva colpita molto per il memorabile mosaico di colori ed il paesaggio unico. Bastava solo il passaggio di alcune nuvole per creare colorazioni quasi surreali. Come spesso succede, ci eravamo riproposti di organizzare una vacanza in queste zone ma al momento non ci siamo ancora riusciti. Mai dire mai. In ogni caso il tuo articolo mi ha offerto alcuni spunti per la prossima vacanza, sicuramente non mancherò di degustare il vino Est! Est! Est! che suggerisci perché penso che un territorio vada conosciuto anche attraverso la degustazione dei suoi prodotti tipici 🙂

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