Sensore Ottico, un mondo di applicazioni

Il sensore ottico, conosciuto anche come sensore di immagini è un dispositivo capace di convertire un immagine in un impulso elettrico.

I sensori ottici possono essere distinti in due grandi categorie, i primi e anche quelli al giorno d’oggi più presenti sul mercato, sono quelli che riprendono a colori, i secondi, utilizzati praticamente solo per applicazioni riguardanti la visione notturna, che riprendono in bianco e nero. E’ indubbio che il Sensore Ottico, abbia un mondo di applicazioni!

 

Sensore Ottico, un mondo di applicazioni
Sensore Ottico, un mondo di applicazioni

 

 

È possibile poi affinare ulteriormente la categorizzazione dei sensori ottici mediante il principio di funzionamento e la grandezza misurata, in base ai tipi di dispositivi, al circuito di lettura e al modello del sensore (fotoresistenza, fotodiodo, fototransitore bipolare e fototransitore MOS, fotocondensatore MOS, CCD), in base alle architetture (sensore CMOS, CCD, CID, CCD lineare etc.) ed infine in base alle condizioni operative e prestazionali (risoluzione dell’immagine, gestione dei colori, riflessione superficiale).

Sensori ottici: Principio di funzionamento

Il principio di funzionamento di un sensore ottico, senza entrare nei dettagli dei principi della fisica che lo regolano, può essere spiegato nel seguente modo: il sensore ottico presenta una griglia formata da un elevatissimo numero di sensori puntiformi i quali convertono singolarmente la luminosità che viene rilevata. L’immagine catturate viene poi ricostruita attraverso un algoritmo.

Utilizzi dei sensori

Il sensore ottico può trovare applicazione in un elevatissimo numero di circostanze. Si va dagli utilizzi comuni in ambito civile, a quelli industriali fino ad arrivare al campo medico.

In campo civile, lo possiamo trovare nei telefoni cellulari, nei quali svolge la funzione di sensore di prossimità, evitando che lo schermo possa essere cliccato erroneamente durante una telefonata e nei mouse per computer ad esempio. Vengono spesso utilizzati negli impianti di illuminazione per esterni, dove creano la possibilità di accensione automatica di una lampada o lampione al passaggio di un oggetto o persona.

Un applicazione relativamente nuova del sensore ottico è quella di misurazione del battito cardiaco. Il sensore ottico applicato all’interno di cardiofrequenzimetri o orologi digitali avanzati, è capace di rilevare le variazioni di assorbimento della luce da parte della pelle che si verificano in seguito ad un cambiamento dei volumi ematici. Il sensore composto è da due led che mandano onde luminose sulle pelle e il dispositivo è in grado di catturare la luce riflessa traducendola nel battito cardiaco dell’utilizzatore.

In ambito industriale vengono applicati in sistemi dove vi è la necessità di misurare livelli di liquidi o gas. La natura non conduttiva delle fibre ottiche, rende il sensore ottico perfetto per la misurazione dei livelli nelle condotte di impianti industriali petroliferi.

11 Commenti

  1. enza nardone

    un articolo molto interessante aspetto di saperne di piu’ in campo medico e civile, sai penso che forse noi siamo fortunati possiamo curare cose che 30 anni fa erano letali e questi piccoli capolavori sono sempre uno strumento efficace per renderci la vita il piu’ possibile sana e ben vissuta

  2. Barbara Caradossi

    Siamo talmente abituati ad avere a che fare con i sensori ottici che li diamo sempre per scontati, ed invece grazie al tuo articolo ho scoperto che hanno caratteristiche e peculiarità diverse in base al tipo e al campo di applicazione!

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