Abbigliamento del 400: stile moda, mercanti e sarti

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Moda nel 400
Moda nel quindicesimo secolo

Nel periodo che va da fine 300, 400, ed inizio 500 l’industria tessile subì un grande cambiamento e, con essa, anche la moda. Ci si avvia verso la fine del Medioevo e si raggiunge un elevato livello tecnico ed artistico che consente la creazione di stoffe sempre più sofisticate ed abiti maggiormente rifiniti.

Mercanti stoffe e sarti nel Quattrocento

L’Italia è uno di quei paesi in cui, nel 400, (XV secolo) il livello artistico e tecnico di abiti e stoffe si innalzo enormemente, questo sviluppo fu favorito dalle intense collaborazioni di tipo commerciale che sorsero in seguito alle Crociate. Milano, ad esempio, divenne famosa per la produzione di velluto pregiato, altrettanto ricercati i fustagni e le sete italiane.

All’inizio del secolo anche città come Venezia si distinsero in capo tessile, iniziando la produzione di tessuti broccati sofisticati con disegni raffinati talvolta progettati da famosi pittori dell’epoca. Firenze invece diede il via alle botteghe dei lanaioli che nel 1472 divennero circa 270. Si lavoravano e si esportavano tessuti pesanti come il Cammellotto, tessuto ottenuto con pelo di cammello o/e capra, e tessuti leggeri e freschi come la saia.

Alle città italiane però, facevano concorrenza per tessuti e sartoria, anche altre importanti città Europee come ad esempio in Francia, Parigi, Lione, Poitiers e Reims, mentre in Spagna si distinguevano città come Siviglia, Granada e Almenia. Le botteghe dei sarti ebbero grande diffusione nel XV secolo grazie all’uso di abiti attillati che richiedevano grande perizia nella loro realizzazione. Le tariffe erano spesso fissate per legge. Le lavoranti delle botteghe sartoriali indossavano un cappello cilindrico con velo posteriore denominato hennin.

Produzione sartoriale del 400

La produzione sartoriale del 400 da spazio soprattutto agli abiti in ambito prettamente maschile, mentre i modelli femminili erano quasi esclusivamente prodotti in ambito domestico. Più che le operazioni di cucito veniva data molta importanza a quelle dedicate al taglio dal quale dipendeva la buona riuscita del manufatto. Oltre ad evolversi tessili e tecniche di taglio e cucito, la moda dell’epoca si arricchì di accessori importanti che diedero vita ad un mercato parallelo.

Gioiellieri, pellicciai, produttori di scarpe denominati “caligari”, berrettai, tintori e profumieri diedero vita a sofisticate botteghe artigiane. Si diffusero anche i lavori a maglia che venivano realizzati dagli “agucchiatori”, ed infine, tutto questo favorì la nascita di botteghe, bazar e mercati in cui era possibile acquistare stoffe, capi confezionati ed accessori, incluse borse, cinture e maschere.

Abbigliamento del 400: stile moda, mercanti e sarti

La moda del 400: stile e abiti

La moda del tardo medioevo relativa al 200 e 300 era semplice, ed i tessuti sicuramente meno raffinati. Dal trecento in poi la moda si differenziò da regione a regione, mentre l’interesse per l’individuo si guadagnò spazio facendo perdere terreno a tutto ciò che vi era di soprannaturale. Gli abiti lunghi e fluenti cedettero il passo ad abiti corti, adottati dagli uomini, rimanendo lunghi per le donne, ma assumendo fattezze differenti: divennero aderenti ed audaci.

Stile moda e abbigliamento uomo del 400

L’abbigliamento degli uomini verso fine medioevo si trasformò sensibilmente. Si indossavano calzoni di fogge diverse, di media lunghezza, abbinati a ghette. I pantaloni erano adottati in modelli aderenti in Italia, più gonfi e solcati da tagli verticali in Europa. Le maniche delle bluse imbottite e non, si bordarono di passamaneria o pelliccia e, attraverso tagli verticali, si lasciva intravedere la camicia sottostante indossata. Questa moda dei tagli applicata sia ai pantaloni che alle casacche si diffuse partendo dai paesi tedeschi in tutta l’Europa. Gli uomini portavano capelli corti, caschetto e viso rasato, in alternativa si usava una barba corta.

Nel Quindicesimo secolo gli uomini e le donne curavano le loro chiome

Stile moda e abbigliamento donna del 400

Mentre si rivoluzionò l’abbigliamento maschile in ogni dettaglio, quello femminile di fine medioevo mantenne l’abito lungo che assunse però fogge diverse. Gli abiti femminili del 400, infatti, divennero aderenti nella parte superiore del corpo, mentre si aggiunse lo strascico alla gonna atto a slanciare la figura. I corsetti divennero sempre più attillati mentre le scollature si trasformarono in audaci e profonde, talvolta velate da un tessuto leggero. Al busto veniva attaccata la gonna morbida ed arricchita da numerose pieghe, mentre le maniche erano lunghe e molto ricercate nello stile. Tra i tessuti più amati, vi era stoffe sontuose come il taffetà, il damasco e le sete di ogni tipologia. L’abbigliamento prevedeva anche cappelli, borse e guanti ricercati. Le donne avevano capelli molto lunghi che venivano acconciati in vario modo.

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3 COMMENTS

  1. Un bel salto nel tempo per scoprire le origini della moda fin dai primi stili ne lontano ‘400. Grazie per questo bell’articolo!

  2. penso che l’abbigliamento dal medioevo in poi era davvero meraviglioso per chi aveva denaro e poteva permettersi di acquistare capi pregiati. Quella era vera arte!

  3. Una moda varia ma anche molto bella, le donne erano molto femminili e le stoffe di gran qualità per chi era ricco.

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