Quando è nata la moda? E come si è giunti a tutti gli stili di moda attuali? La necessità di vestirsi, o meglio, di coprire i corpi nudi, nasce circa 20.000 anni fa, quando gli uomini impararono a conciare le pelli. Ma la svolta si avrà circa 10.000 anni fa esattamente con la nascita della tessitura e dei telai, e della moda in Mesopotamia, con i Sumeri, i Fenici, ed Persiani.

Tessuti colorati, e make up curati determinano l’abbigliamento dell’antico dall’Egitto, mentre i Romani daranno vita alle tuniche ed ai mantelli, ma anche a calzari ed acconciature elaborate. In Grecia e a Creta, si sviluppò una moda simile a quella romana, ma Creta sconvolgeva i canoni estetici e pudici con i seni esposti e grazia estrema. Con la Grecia, infatti, nasce una nuova idea di estetica e bellezza.

LA MODA DA INIZIO MEDIOEVO

Se i Fenici tinsero i tessuti, i primi Broccati si devono ai Bizantini. Dal connubio tra le varie civiltà, favorito anche dai viaggi e dalla navigazione dei mercanti, nacque l’abbigliamento dell’epoca medioevale.

La moda cambia, nei secoli si evolve la società e, con essa, usi, costumi, e abbigliamento. Nuovi stili di moda soppiantano i vecchi, dando vita a tutti gli stili moda che attualmente conosciamo. Un tempo non c’erano gli stilisti, ma le leggi suntuarie nate in epoca romana che sancivano e limitavano l’abbigliamento, dettandone i canoni. Seguirono i Re e la nobiltà a dettare le leggi di moda, per poi giungere ai sarti, alle sartorie ed infine, agli stilisti di moda.

In epoche più recenti, dal XX secolo in poi, saranno proprio gli stilisti e le passerelle di moda a fare la differenza. L’evoluzione che la moda ha subito è enorme ed ha determinato la nascita di numerosi stili. Vediamo insieme questo passaggio storico che ha visto nascere la moda e tutti i suoi stili dal medioevo per poi arrivare alla moda dell’800 fino ad oggi. Apriamo dunque, una parentesi sulla moda, e gli abiti del basso e alto medioevo e, a seguire, sulla moda del 400 – 500 – 600 e 700.

LA STORIA DELLA MODA IN EUROPA E NEL MONDO

stile moda nel 500 lucrezia borgia
Stile moda nel 500 Lucrezia Borgia

Se pur risentendo delle tradizioni, la moda del 200 e del 300 era semplice, solo i ricchi si differenziavano un po’ per stile, modelli e tessuti. Ma verso il 400 con lo sviluppo del commercio, nascono le prime sartorie. Avviandosi verso il medioevo il gusto si modifica divenendo più raffinato, specie in città come Firenze, Milano e Venezia, ma anche in nazioni come la Spagna, la Francia e soprattutto a Parigi. L’eleganza della moda parigina è ben nota, così come il rigore classico di quella inglese.

Nei secoli a seguire, nel 500 e nel 600, la moda subisce una grande evoluzione. Ne sono testimoni personaggi di spicco come Lucrezia Borgia che vantava un guardaroba lussuoso e ricco. E’ proprio nel 500 che nascono i primi giornali di moda, si esporta lo stile, e si risente delle contaminazioni delle altre nazioni. Maniche a sbuffo, pizzi, colletti ricercati e tessuti ricamati anche in oro, arricchiscono gli abiti femminili e maschili del 500 e del 600. Dal 650 e per circa un secolo, alla moda spagnola rigida e cupa, si contrappose la moda francese ricca di fronzoli ed eccessi del Re Sole.

EVOLUZIONE DELLA MODA TUTTI GLI STILI dal 1800 a oggi

Dopo una breve parentesi sulla moda che va dal medioevo fino al settecento (che potete approfondire cliccando i link inseriti nel post), ci avviamo verso una moda più contemporanea, quella dell’800, che influenzerà moltissimo le tendenze attuali, e tutti gli stili più usati in tempi moderni. Verso la fine del 700, le leggi suntuarie entrarono in declino; con il loro decadimento, la moda iniziò a svilupparsi in maniera più libera, seguendo le tendenze artistiche, storiche e culturali del momento.

La moda era dettata dai re e dalla nobiltà ma, con l’avvento dell’industrializzazione, la nascita delle macchine per cucire (1851) e dei grandi magazzini, subirà una svolta decisiva. A dettar legge saranno i grandi sarti e gli atelier, mentre le riviste di moda divulgheranno stili e tendenze in tutto il mondo. A seguire trovi un approfondimento interessante sugli anni che vanno dall’ 800 al 900: La moda e gli stili dall’800 al 900 e la nuova sartoria.

A metà dell’800 gli abiti femminili perdono di volume, diventando aderenti sia nella gonna che nel corpino. Tra gli stili emergenti nella moda dell’800 meritano un approfondimento il Dandismo, stile noto anche come “Dandy“, elegante e raffinato, attualmente utilizzato con contaminazioni, insieme a quello Bohémien dal quale deriverà, successivamente, il Boho Chic; fino ad avviarci alle soglie del 900 e degli anni 20 e 30 anni di grandi cambiamenti. Un’ evoluzione che getterà le basi della moda di oggi. Vediamo insieme la grande evoluzione della moda!

STILE BOHEMIEN nel 1850 e oggi

La moda non è un elemento isolato ma risente delle correnti culturali, musicali, letterarie ed artistiche. Lo stile Bohémien ne è un espressione lampante, rappresentato da un vasta categoria di artisti, come pittori, scultori, letterati, fotografi, artisti che vivevano in miseria, o quasi.

Nato nella metà dell’800, lo stile bohemien, era caratterizzato dall’uso di abiti vecchi, quasi usurati, borse semi decolorate, scarpe non lucidate, l’effetto trasandato si evidenziava anche nei dettagli come camice slacciate, giacche portate con disinvoltura negli uomini, ed abiti lunghi e semplici per le donne.

Sarà poi su queste linee che nascerà, agli inizi del 2000, l’attuale stile Bohémien, fatto di abiti floreali, balze, capelli sciolti e spiriti liberi e romantici. Molto vicino e, vagamente influenzato, dallo stile Hippie degli anni 60.

DALLO STILE BOHEMIEN AL BOHO CHIC

Abito Bohemien azzurro
Abito Bohemien azzurro

L’attuale stile si chiama Boho chic, nato agli inizi del 2000 e lanciato da personaggi di spicco come Kate Mos e Sienna Miller, influenzato da tendenze Hippie, Country Style e Tie Dye, prevede l’uso di abiti lunghi e ampi, floreali e non, gonne ampie, giacche e gilet scamosciati arricchiti da frange, accessoriato dai cappelli a falda larga, maglie oversize, camice e tuniche ricamate. Per le calzature si prediligono sandali in cuoio per l’estate, e stivali da cowboy per l’ inverno.

OSCAR WILDE E IL DANDISMO: 1850 – 1900

Stile dandy fine 800 – Dandismo

Nel periodo storico che segna il decadimento, la moda inneggia alla raffinatezza e alla cura del dettaglio. Il Dandy, figura nata con il romanticismo in Inghilterra, è decisamente eccentrica e tende a stupire e farsi notare.

L’estetismo estremo, raffigurato nell’arte e nell’architettura con lo stile liberty di fine 800 inizio 900 viene interpretato nella moda dal Dandismo. Raffinato, eccentrico con una cura maniacale del dettaglio, non è per tutti, ma è destinato alle anime dallo spirito aristocratico. Riscoperto ed attuale ancor’oggi, caratterizzato, anche al femminile, da un evoluzione androgina raffinata.

DANDY STYLE

Gli elementi distintivi del dandismo sono gli abiti sartoriali, la giacca modello slim con due bottoni, il gilet (non sempre utilizzato), il taschino e la cravatta, od anche il papillon, le scarpe eleganti stile Oxford. Uno stile Vintage tipicamente retrò, ben interpretato da stilisti come Ralph Lauren. Le tonalità sono prevalentemente scure come il blu, il nero il cobalto.

Stile Dandy uomo classico di Ralph Lauren

L’EVOLUZIONE DELLA MODA NEL 900

L’inizio del XX secolo è segnato da un periodo di spensieratezza e bellezza che va sotto il nome di Belle Epoque. Periodo caratterizzato dal progresso che si evince in ogni ambito. Anche la moda ne risente, e viene influenzata dalle linee sottili e armoniose dell’art nouveau, vestendo i corpi di donna di raffinata e sensuale femminilità.

I corpetti si fanno aderenti, la vita è molto piccola, le gonne fascianti sui fianchi, tendono ad allargarsi sul fondo. Mentre di giorno gli abiti hanno colletti alti e stecche contenitive, la sera le scollature diventano profonde. Anche per le donne le tonalità scure sono le più gettonate ma cedono il posto, specie nei mesi caldi, alle tinte pastello.

La biancheria intima subisce una evoluzione notevole, diventando sempre più curata e raffinata. Le pettinature sono vaporose e le chiome si ornano di piume e fiori. Le calzature più in uso sono gli stivaletti chiusi con lacci o bottoni (modello tipo can can, “cancan“una danza nata in Francia verso il 1850, popolare nei cabaret e derivante dal galop della quadriglia).

IL CAMBIAMENTO DELLA MODA DONNA NEL 900

Mentre tra la fine 800 e inizio 900 l’abbigliamento maschile rimane più o meno invariato, quello femminile di inizio secolo, era caratterizzato, come visto, da busti stretti, immensi cappelli, boleri arricchiti da pizzi, gonne a corolla, corpetti con perline e frange. Un abbigliamento per nulla comodo. Questa realtà subirà un cambiamento radicale dovuto alla guerra che portò le donne ad assumere ruoli, generalmente riservati agli uomini.

Cappotto modello chesterfield

Gli uomini del 900, specie quelli facoltosi, si affidano alle sartorie. Giacca e frac rimasero i capi più importanti per secoli, mentre il paltò o il chesterfield con chiusura nascosta, e pelliccia sul colletto nella versione invernale, venivano usati per stare caldi. Per la sera, l’abito d’eccellenza era lo smoking. Il cappello più diffuso era il cilindro accompagnato dal classico bastone.

Le donne lavoravano e necessitavano di un abbigliamento più pratico. Le gonne si accorciarono, il collo divenne più libero, le maniche più comode mentre le scarpe si alleggerirono ed adottarono tacchi non troppo alti.

Capelli acconciature dal 1900 al 1930 circa.

Anche i cappelli e le pettinature si semplificarono e, con grande scandalo, le donne tagliarono i capelli, ed iniziarono a portare i pantaloni, complice di questo, anche la vita sportiva e le influenze di Coco Chanel.

FLAPPER GIRLS E COUNTRY STYLE anni 20

Lo stile dandy e l’eleganza continuano a caratterizzare le linee di abbigliamento dell’uomo, risentendo anche della moda inglese in cui le giacche si completano con spalle larghe e cadenti, i pantaloni si accorciano e si allargano, ed i tessuti si vestono di righe e quadri: il tipico Principe di Galles. Tutte tendenze che risentendo della moda Oxford e della moda di corte.

Per la donna lo stile moda anni ’20 subisce una evoluzione completa. Si inizia ad avvertire il bisogno di abiti più semplici e comodi, meno aderenti. Gli orli di abiti e gonne si accorciano, la vita si allarga e le acconciature si semplificano. Il mondo, volge lo sguardo verso l’America attraverso le pellicole cinematografiche ne trae spunto.

Flapper style e flapper gilrs

Nasce una tendenza nota con il nome di flappers girls, ragazze giovani che indossano gonne medio corte, tagliano i loro capelli, e si truccano marcatamente. La moda subì una grande evoluzione per il sesso femminile.

STILE COUNTRY 1920

Cos'è e come è l'abbigliamento country: tendenze moda
Cos’è e come è l’abbigliamento country: tendenze moda

Contemporaneamente, lo stile Country inizia a connotarsi. nasce in America intorno al 1920 e si diffonde velocemente in tutta Europa. Sbarazzino anch’esso, comodo sia per lui che per lei, vede il jeans come il vero protagonista, insieme a camicette tartan (quadri), vesti bianche, gilet con frange e giacche scamosciate.

Tra gli accessori country si distinguono, in particolar modo, le cinte con fibbie grandi, gli stivali tipo camperos ed i cappelli da bovaro. Lo stile country è molto attuale come stile moda, ma risente di molte contaminazioni.

MODA ANNI 20 / 30 E LO STILE COCO CHANEL

Coco Chanel si affaccia nel mondo della moda intorno agli anni ’20, esordendo con il suo noto profumo Chanel n 5. La stilista si specializza nell’uso di tessuti come il jersey e studia lo stile, lanciando modelli femminili all’avanguardia.

LO STILE PARIGINO

Grazie a Coco Chanel si delinea uno stile minimale, elegante e raffinato: gonne a vita bassa con pieghettatura morbida, camicette alla marinara e modelli ampi, pois, giacche dalle linee morbide, maglioni da uomo e cardigan da indossare sopra gonne dritte, in uno stile moda parigino tipico, semplice ed elegante.

Stile parigino moda
Stile parigino moda

Chanel puntava a realizzare abiti funzionali, facili da indossare e comodi da usare. Oltre agli abiti, Coco lancerà il taglio dei capelli cortomoda alla garconne” che ritroviamo anche nelle flapper girls. I capi che lo compongono sono diversi, si alternano abiti femminili, modelli lineari e altri a balze. Lo stile moda parigino è molto femminile negli abiti, negli accessori, e nelle acconciature.

CHOCO CHANEL E IL TUBINO NERO: 1926

Qualche anno dopo, arrivò il momento di una capo d’abbigliamento che farà la storia della moda: quella del tubino nerole petite robe noir“. Era il 1926. Vogue, nota rivista americana, ne elogiò la creazione. Oltre ai modelli citati, ciò che caratterizzava le creazioni di Coco Chanel furono minimalismo e cura delle rifiniture e degli accessori semplici. Uno degli elementi che contraddistingue la moda femminile degli anni ’20 è la perdita del punto vita negli abiti, che viene lasciato morbido, caratterizzandoli.

Tubino nero bon ton

LO STILE NAVY

Ma non lanciò solo il noto profumo n 5, ed il classico tubino nero, capo intramontabile che ogni donna possiede nel suo guardaroba. Sempre negli anni ’20 Coco Chanel lancerà i primi capi a righe tipicamente navy: abiti e t-shirt che fino ad allora erano stati vissuti solo come capi da lavoro e divisa, divengono oggetto di desiderio per tutti.

Lo stile a strisce viene molto apprezzato e, a cicli, torna nella moda di oggi con prorompenza. Uno stile dai connotati caratteristici che ha, come elemento preponderante, le righe bicolore. I colori più usati sono, senza dubbio, il bianco ed il blu. Ma sono navy anche capi in nero e bianco a righe, o rosso e blu e rosso e bianco; anche se scivolano via con leggerezza, contaminando il vero stile navy.

MODA ANNI ’30

Negli anni 20 e 30 varie tendenze moda convivono, ma alcune, si delineano in modo più deciso. Mentre per gli uomini si diffondono gli abiti spezzati, ossia pantaloni con giacche in colore diverso (1928); molto apprezzato il doppio petto, il risvolto ai pantaloni, ed i colori chiari, mentre il cilindro rimane in auge per le serate e gli eventi importanti. Per le donne le linee si fanno aderenti ma morbide, i capi si vestono di eleganza.

Gli anni ’30 e lo stile d’abbigliamento aderente, sinuoso ed elegante.

BON TON anni 40 e 50

abito anni '50 bon ton
Lo stile Bon Ton uno stile moda di tendenza

Di icone nella moda, oltre a Coco Chanel, ne abbiamo avute tante, sia come stiliste che come star. L’espressione più rappresentativa dello stile Bon ton ci viene da Audry Hepburn, tanto da poter definirlo con il suo nome. Si tratta di un mood evergreen fatto sostanzialmente, di capi classici, caratterizzati da pizzi, fiori, abiti lunghi, gonne che si muovono morbide ricche di tessuto che va a formare una ruota, golfini, pantaloni a sigaretta stile modello capri; camicette con fiocchi, fermagli, foulard e perle.

Per le calzature si affermano tacchi alternati a comode ballerine. Le forme sono armoniche, i colori sobri, così come le fantasie. Dietro a questo stile, vi è l’espressione di un modo “mood” di essere e vivere con semplice eleganza. Tendenza quest’ultima, in netta contrapposizione con lo street style. Lo stile Bon ton è uno degli stili più apprezzati ed amati dalle donne di oggi.

PIN UP: LA CONTRO TENDENZA

Intorno agli anni 40- 50 nasce una voglia di libertà; ed è proprio grazie a questo che lo stile moda pin up trovano ampio spazio di crescita. Sono gli anni del rock’n’ and roll, delle t-shirt e dei blue jeans, dei pattern a pois. Anni in cui la giacca in pelle diventa irrinunciabile per la moda uomo, mentre per le donne, arriva l’epoca dei primi bikini.

La televisione ed il cinema americano, influenzano moltissimo la moda. Ma va detto che dello stile Pin up, se ne hanno testimonianze già in epoche più lontane (800), infatti riprende la sensualità tipica del burlasque. Lo stile pin up ha, come denominazione comune con il burlasque, la sensualità.

Lo stile Pin up prende lasensualità tipica dallo stile Burlasque: sensuale, femminile e sfrontato.

Gli short corti si contrappongono alle gonne a ruota lunghe ed ampie, corpini stretti e bustini, mettono in risalto una vita sottile, fianchi e seni prorompenti. Le maglie delle pin up sono scollate ed utilizzate spesso in accostamento a foulard legati al collo. Le maglie a righe e lo stile navy insieme ai pois, ritrovano la giusta collocazione. Altri due elementi caratterizzanti dell’epoca sono la frangia corta, e gli occhiali modello cat eye (da gatta). Lo stile anni 50 è tornato di moda di recente: un salto nel passato che ci consente di osare dei look retrò, molto piacevoli.

STILE HIPSTER

Stile Hipster donna e uomo

Lo stile Hipster rappresenta una moda disinvolta, ma con classe. Anche gli Hipster risentono della cultura e delle abitudini del popolo americano: si origina in America, ed è legato fortemente al settore musicale, specie quello dello Jazz e del Bepop. Elementi fortemente caratterizzanti sono gli abiti dal sapore vintage, mescolati ad accessori ed abiti moderni come i pantaloni con risvolto al fondo, vita alta e molto aderenti (skinny). Occhiali da vista e mocassini completano gli outfit; un abbigliamento pratico e anticonformista che si esalta anche attraverso capigliature incolte e barbe lunghe.

La barba da Hipster è diventata di tendenza in tempi recenti. Una barba che riveste il viso di giovani che seguono le tendenze moda. Si tratta, comunque, di uno stile ed un look prevalentemente maschile degli anni ’40 e ’50. L’hipster moderno mangia cibo biologico, indossa scarpe sportive griffate, barba copiosa e camicette in tartan, straccali, cappelli vintage. Per le donne invece si affermano abiti corti svasati, pantaloncini, tutine corte e lunghe, camice sportive e capelli a falda ampia.

HIPPIE anni 60 e sapore Bohémien

Sebbene se ne avvertono le sfumature già nella metà dell’800, in quanto similare per alcuni capi ed accessori allo stile Bohémien, avrà invece, la sua precisa connotazione. Non si tratta, anche in questo caso, di uno stile moda a se stante. Nasce come corrente sociale e politica. Gli Hippie vivevano nel loro “eden”, coltivavano ideali di pace e fratellanza, fondarono le comuni e si vestirono di abiti informali. E’ innegabile che lo stile Hippie e lo stile Bohémien si somigliano sotto molti punti di vista, anche se si differenziano come epoca, e come significato culturale.

Lo stile Hippie esalta i motivi floreali, coroncine che cingono il capo, capelli lunghi per uomini e donne, pantaloni con zampa larga alla base, camice con colli grandi abiti lunghi, spesso floreali, gilet, cappelli. Uno stile in cui il denominatore comune è il colore. Dopo gli anni 50 lo stile Hippie rappresenta una riappropriazione di se stessi caratterizzata da libertà e ritorno alla natura. Sicuramente, uno stile anticonformista che ha segnato un’epoca, dando vita a manifestazioni odierne come il festival musicale americano Coachella che prende ispirazione dal noto evento musicale del 1969: Woodstock.

TIE DYE

Stile moda Tie Dye

Lo stile Tie Dye prende ispirazione dallo stile hippie e si avvicina moltissimo allo stile indiano. Caratterizzato da capi colorati, top all’uncinetto, decorazioni con perline e stampe etniche. Risente sensibilmente anche del Country style, specie nell’uso di giacche e gilet con frange, stivali e cappelli a falda larga. Ne fanno parte anche tessuti con colori vivaci a macchie chiare scure e scolorite. Tornato in auge lo scorso anno (2019) specie per quel che riguarda alcuni capi.

PREPPY anni 70

Stile preppy lo ritroviamo, non a caso, in molte serie televisive

Anche lo stile Preppy si origina in America intorno agli anni 70, Si tratta del classico stile denominato “da bravi ragazzi” ed è probabile che sia nato in contrapposizione allo stile Hippie. Prese piede in particolar modo nelle università Americane specie in quelle frequentate da una classe sociale benestante.

Tra i capi da indossare per percorrere le orme dello stile preppy, uno stile collegiale appunto, si collocano polo sia per lei che per lui, cardigan, gonne plissè attualmente di moda, ma non molto lunghe, blazer e giacche, pantaloni a tubo, calze parigine, mocassini e tessuti tartan, il tutto con griffe a fare da cornice. Un eleganze ricercata ma con semplicità delle linee, molto simile, per alcuni versi, allo stile pariolino che si sviluppò negli anni 80 a Roma. Vestire british e adottare look preppy significa abbinare capi tradizionali e classici insieme ad abiti sportivi e casual, il tutto con buon gusto.

HIP HOP E RAP anni 70

Stile abbigliamento uomo i capi più amati
Stile abbigliamento hip hop rap – Ph Valeria Gennaro – Modello Lorenzo Gennaro

Il Rap, così Hip Hop così come la Breakdance, nascono come movimento sociale e musicale in quartieri poveri e malfamati come quello del Bronx. Le loro origini si fanno risalire intorno agli anni 70, per poi diffondersi nel decennio a seguire. L’abbigliamento Hip Hop è sportivo, caratterizzato da abiti larghi, pantaloni ampi e comodi, cappellini, scarpe da ginnastica, felpe molto grandi, t-shirt larghe. Un’abbigliamento molto comodo, utile per coloro che amano ballare in modo disinvolto l’hip hop o la break dance; quest’ultima, nasce in strada nel 1972, sviluppata ad opera di teen agers afro-americani e anche latino-americani.

BREAKDANCE E OUTFIT

Breakdance – Andrea Gennaro

La breakdance o break dance, ebbe origine grazie alle feste organizzate da Dj Kool Herc. Se l’Hip Hop e la Break nascono come ballo, e poi come abbigliamento, il Rap si diffonde prima per la musica ed i testi di protesta.

Attualmente, ambedue gli stili moda sono diventati ricercati e si avvalgono di brand di qualità (Nike, Puma e similari), per la scelta selettiva dei capi che mantengono le caratteristica di base di comodità.

Accessori: Un po’ in disuso l’uso di collane, anelli in oro, cinte vistose, ed accessori vivaci ed esagerati, specie tra i ballerini, un po’ meno tra i cantanti rap e trap nata in tempi più recenti.

NO GENDER LO STILE UNISEX

Il termine ha un significato ben preciso. originato da una corrente culturale di anti-discriminazione. Fautore del guardaroba unitario e dei diritti gay, fu già, dal lontano 1964 Rudy Gernreich. Alla fine degli anni 70, quasi involontariamente, Giorgio Armani attivò una rivoluzione dei codici di abbigliamento. Per lei e per lui, capi universalmente idonei a qualsiasi sesso.

Nato intorno agli anni 70 si è evoluto ed ha conquistato le passerelle di moda, ed il mercato dell’abbigliamento negli anni a seguire. Dallo stampo vagamente androgino, con riferimenti talvolta più femminili, altre volte maggiormente mascolini. Niente stereotipi dunque, ne etichette “maschio” “femmina”, lo stile no gender è unisex e come tale, si adatta a tutti.

In tempi più recenti ed attuli, se ne sono fatti portavoce molti influencer, ma anche noti cantanti ed attori. Si tratta di outfit comodi caratterizzati da tailleur, trench, giubbotti, camice e maglie comode, talvolta colorate, altre volte decorate; indumenti ampi e oversize, sotto i quali il corpo trova libertà di movimento e di “peso” e di pensiero, quasi a voler esprimere una libertà interiore ed esteriore.

GLAM ROCK – PUNK ROCK – DARK anni 70

Ispirati da una tendenza musicale, lo stile rock e quello punk subiranno una evoluzione profonda trasformandosi da punk rock in glam rock. Il Glam Rock è caratterizzato da note di eleganza e ricercatezza che si evincono in capi arricchiti di lustrini, il classico chiodo, un giubbotto che passerà alla storia come modello insieme alle pellicce colorate sintetiche, attualmente in voga. Più graffianti e marcati il punck rock ed il dark stile.

PUNK ROCK DARK STYLE

Molto simile ma, decisamente più aggressivo del glam rock, lo stile punk rock in cui prevalgono capi neri tipicamente Dark style, si afferma con accessori, decorazioni e indumenti come teschi, anfibi, giubbotti in pelle, acconciature estrose, borchie ed elementi di forte tendenza con spiccata personalità, adottati anche da numerose band dell’epoca, che sfoggiavano look eccentrici adornati da catene, bracciali in cuoio, borchie e spuntoni. I piercing i tatuaggi e la body art, trovano largo impiego in questo stile.

Lo stile Punk nasce in Inghilterra e in America intorno alla metà degli anni 70, sulla scia di un genere musicale rumoroso e graffiante. Tra alcuni gruppi noti, ricordiamo gli MC5, la cantante Patti Smith, i New York Dolls, i Devo e molti altri. Il genere, si diffonderà anche come corrente letteraria e musicale, oltre che sociale, ma verrà ripreso e “ammorbidito ” diversi anni dopo da alcuni stilisti che lo renderanno Glam Rock.

LA MODA E GLI STILI DEGLI ANNI 80

Molti furono gli stili moda che nacquero tra la fine degli anni 70 e gli anni 90. Molti si originarono per le strade, per motivi sociali, sportivi, musicali o legati al ballo. I più caratteristici che andremo a vedere sono lo stile Emo, lo stile Skate, quell Grunge, lo Scene Queen e lo stile Street style il vero protagonista della moda casual attuale.

SCENE QUEEN E LOLITA

Lo stile Scene Queen nasce in USA intorno agli anni 80. Si tratta di un movimento giovanile che ha, come punto di riferimento, un concetto esplicativo: “l’apparire per poter essere”. La connotazione dello Scene Queen è estrosa, colorata, talvolta bizzarra. Uno stile eccentrico che caratterizza gli outfit, creando look da fumetto.

Materiali e fantasie sono eccentrici, gli abiti molto corti e colorati, i capelli si tingono con colori sgargianti come il rosa, il verde, l’arancio ed il blu. Molto simile allo stile Lolita come tendenza nell’emulazione estetica, riconducibile ai personaggi dei fumetti. Due look, lo Scene Queen e Lolita, che trasformano uomini e donne in manga, bambole e fumetti viventi.

EMO

Nasce da uno stato di insoddisfazione delle generazioni degli anni 80 – 90 ed è in contrapposizione, emozionalmente, con lo stile aggressivo che va sotto il nome di Punk. Il colore per elezione è anche in questo caso il nero, ma non solo. I pantaloni si fanno attillati, gli accessori borchiati, t-shirt con loghi scarpe come Converse e Vans sono tra i modelli più rappresentativi.

Anche i capelli ed il make up degli Emo sono tipici: marcata la linea degli occhi di cui uno rimane coperto da una frangia molto lunga e asimmetrica. Le band musicali che lo interpretarono, furono molte. Alcune delle linee moda Emo si rifanno a quelle dello stile Skate e risentono di influenze Punk e Gotico style. Tra gli accessori spiccano bracciali a fascia in cuoio, collanine e collari, spille e orecchini. Lo spirito, e lo stato emotivo riconducibile ai gruppi Emo, è empatico, depresso, pessimista e insoddisfatto.

SKATE E LO STREETWEAR

Stile Skate anni 80 e lo streetwear

Anch’esso riconducibile alla fine degli anni 80, nasce per comodità, interpretando lo stile di giovani sportivi dediti allo sport praticato con lo skate bord, una tavola con ruote con cui correre e compiere acrobazie. Ed infatti, il look skate prevede anche questo attrezzo nello specifico per interpretare un total look skate, con tanto di cuffiette.

Gli accessori: Immancabile il cappellino, jeans o pantaloni attillati t-shirt e camice sbottonate, preferibilmente in jeans, o quadri; felpe ampie e sneakers come le Vans e le Converse. Si tratta di una moda streetwear pratica e sportiva.

GRUNGE anni 80

Stile grounge

Anche lo stile Grunge apre le porte allo street style attuale. Povero nei contenuti, utilizza capi semplici e di recupero. Un look trasandato che utilizza i classici pantaloni cargo, camice in flanella a quadretti, ma anche l’intramontabile jeans con una lunga storia all’attivo. Nasce in America intorno agli anni 90 sulla scia di tendenze musicali denominate Seattle sound. Si origina nei quartieri di Seattle. Oltre a questi capi classici dello stile Grunge adotta capi comodi: cardigan, maglie oversize, e cardigan molto grandi: denominatore comune la comodità! Tra le calzature, troviamo sia per uomini che donne gli anfibi, amati ed adottati anche nello Stile Punk ed Emo, e riproposti in versione light e a colori in altre tendenze moda come nel Glam rock.

STREET STYLE del 2000

Street style

Street style significa letteralmente “stile della strada” e dalla strada, infatti, si origina questa moda. Ha come denominatore comune, una tendenza casual e comoda. La sua nascita si colloca intorno al 2000, ed esattamente a quando Scott Schuman presentò sul suo blog “The Sartorialist” le foto dei alcune fashion victimes presenti alle sfilate moda di Milano del 1996. Ma in realtà come è ben noto, lo street style attinge da molte fonti, oltre che da gusti ed esigenze collettive e personali.

Attinge stile in prevalenza proprio dalla semplicità dello skate style e dalla comodità dello stile hip hop. Per cui è lecito affermare che la vera madre dello street style è stata la moda di strada nata già alla fine degli anni 50. Informale nelle linee, è il risultato di un mix di tendenze urban, frutto di esigenze ricercate di comodità ricercate in un athleisure  sempre più proteso e diffuso “dalla e nella” gente comune.

ATHLEISURE 2000

Nato come abitudine nel mescolare diversi stil di moda per ricavarne outfit comodi e confortevoli, sia al femminile che al maschile. Una forma di Urban Style che è approdata sulle passerelle ed è destinata a rimanerci. Il termine stesso, athleisure, ne descrive il significato: è formato da due parole: leisure, che indica il “tempo libero”, e athletic che significa “sportivo”. Diviene un modo di vestire molto rappresentativo dell’abbigliamento sportivo adottato, in prima battuta, per lo jogging, o per chi esce dalla palestra, per poi estendersi ad outfi pratici, utilizzati per tutti i giorni.

Capi ed accessori: Tra i capi più in uso troviamo i leggings, pantaloni da tuta, giacche anti-vento stropicciate, felpe ampie, top sportivi e colorati.

Si combinano tra loro, con morbidi maglioni, blazer eleganti e pantaloni da tailleur, cappelli e golfini. L’athleisure rappresenta l’avanzata del glam sportivo in tutte le sue sfaccettature.

TRIBAL – ETNICO

Lo stile Tribale e quello Etnico si compenetrano tra loro, sia nella moda, che nell’arredamento. in alcuni casi si fondono con la tendenza moda Indiana. Ad ogni modo, si tratta di outfit che sfruttano capi ed accessori dal sapore rurale, ricavati da tessuti tinti e lavorati a mano, perline, orecchini, tele e corpini, parlano di una ruralità antica ed artigianalità. Una tendenza ad utilizzare ciò che si ha e si conosce, sia nella stampa dei tessili che nel taglio dei capi e nell’uso degli accessori.

Stile tribal
  • Lo Stile Etnico è rappresentato da abiti ed accessori, ma anche i tessuti, di produzione artigianale che si esprimono in maxy abiti, gonne lunghe, camice oversize, pantaloni ampi in tessuto leggero con colori e tinte batik.
  • Tribal style, deriva dal termine tribale, uno stile evocativo e selvaggio che prende ispirazione dall’Africa e da essa ne eredita i toni selvaggi, i colori naturali sabbia, terra, verdi bottiglia, marrone bruciato, insieme ad accessori e gioielli appariscenti ricavati da semi ed ossi. Due modi di vestire molto simili nella scelta “nature” genuina, dei tessili, dei modelli comodi, e dei colori. Gli accessori tribali rispecchiano pienamente lo stile degli abiti.

ANIMALIER

Stampe animalier e long dresses
Stampe animalier e long dresses per un look di primavera estate over 40

Più che uno stile, racchiude alcune tipologie di indumenti caratterizzati da stampa animalier. Quest’ultima, può essere sia leopardata che zebrata. Come indossare questi capi? Sempre meglio mescolare e non creare un total look animalier, a meno che non si tratti di un vestito. Uno stile attualissimo, portato in passerella da Christian Dior nel lontano 1947, amato da subito, e sfoggiato per molti anni da molte star in chiave bon ton. Lo stile animalier è diventato un must nella moda ed un trend intramontabile.

HYGGE STILE SCANDINAVO “monocromatico”

Mi piace definirlo Hygge style monocromatico, in quanto usa toni chiari, sia nell’arredamento, che nella moda. Ad ogni modo, il concept che esprime, è quello di relax e pace.

Nato nell’arredamento in stile scandinavo e come stile di vita, proveniente dalla Danimarca, si esteso, come concetto di base, anche alla moda. La comodità la fa da padrone, i tessuti sono naturali, e le linee minimali.

Tra i colori spiccano, oltre al bianco, il beige nelle sue tonalità tenui, colori sabbia, caki, colori pastello tenui ed i grigi. Un’abbigliamento che esprime ritmi lenti, colori e luci pacate, soluzioni green d’arredamento hygge e di abbigliamento.

VINTAGE

Un ritorno prepotente quello retrò che riporta in passerella linee e capi degli anni passati. Non è riconducibile ad un solo stile, ma a più stili risalenti a tempi passati, siano essi anni 30, 50 o anni 80. Tutto ciò che era un tempo, viene rianalizzato, reinventato e riproposto per un abbigliamento vintage rinnovato nei tessuti e, talvolta, anche nelle linee. Lo stile vitage può essere interpretato con capi retrò o con abiti nuovi di zecca. Mercatini, boutique, abiti abbandonati nei bauli, tornano a vivere.

Abbigliamento vintage

La mania vintage di questi anni è stata rilanciata dagli stilisti. Il passato torna con proposte nuove, riempiendo le vie ed i negozi delle città. Bluse, pantaloni a sigaretta anni 60, modelli a zampa di elefante anni 70, gonne a ruota, abiti da pin up, pantaloncini corti, sono solo alcuni dei capi che si possono indossare, senza disdegnare abiti anni 50 stile Marilyn Monroe, top all’uncinetto stile figli dei fiori. Anche gli accessori vintage vengono rivalutati, primi fra tutti, le calzature, le borse, e gli occhiali con montature d’epoca.

Ti potrebbe interessare approfondire l’argomento con un altro articolo dettagliato: quali sono gli stili di moda attuali quelli più in voga e i più usati.

13 COMMENTS

  1. Possiamo tornare ai tempi dei dandy e delle flapper girls, per favore? Sono i miei preferiti in assoluto! Bell’articolo 🙂

  2. E’ molto bello vedere le differenze tra i primi look e quelli più attuali. Mi hanno colpito sopratutto le foto di questo articolo che ci danno un impatto realistico del cambiamento

  3. Un articolo davvero ben scritto e molto interessante. Interessante vedere come la moda si modifica e come è cambiato nel tempo. Un bel viaggio

  4. La moda è cambiata tantissimo nel tempo facendosi sempre portavoce del momento storico e delle idee dell’epoca. Personalmente non mi dispiace lo stile flapper e bohemien. Tuttavia penso che sarei “leggermente” fuori moda.
    Maria Domenica

  5. una lettura piacevole ed approfondimenti fatti con molto interesse, quanti stili diversi si sono susseguiti, alcuni non li ricordavo

  6. Un bellissimo articolo che racconta l’evoluzione della moda fino ad oggi. Sono affascinata da come sono cambiati gli stili in funzione delle esigenze di comodità e praticità!

  7. Dandy style per sempre. Adoro gli uomini vestiti così anche se nel 2020 possono sembrare fuori tempo. Articolo completo. Forse un po’ lungo

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