Ama il prossimo tuo come te stesso: razzismo e non amore

No razzismo
No odio

Tanti anni fa scrissi un articolo sul razzismo, su cos’è, da cosa deriva, come si manifesta e perché. A distanza di alcuni anni mi rendo conto che la situazione riguardo al razzismo in Italia, ma anche in altri paesi, sta precipitando. L’escalation, a mio avviso, si è avuta anche grazie alle idee politiche manifeste e talvolta male interpretate, espresse da alcuni politici. Rimane il fatto che oggi è diventato normale leggere insulti razziali sui social, assistere ad episodi di razzismo e vedere articoli di giornale che raccontano l’ennesimo caso. Il razzismo in Italia c’è ed è in crescita! #nohate #noodio #nienteodio #norazzismo

Razzismo e non amore: sei diverso e ti odio

Sempre più di frequente la cronaca racconta episodi razzisti, i social sono diventato un vero campo minato in tal senso. Tutti fanno politica, tutti giudicano e, in molti, si sentono superiori a chi ha il colore della pelle diversa, professa una religione diversa, ha abitudini sessuali di altro tipo… e così via.

E’ recente il caso Balotelli verificatosi sul campo di gioco e che ha determinato la sospensione della partita, ed è di ieri la notizia della bambina di 7 anni vittima di razzismo su un autobus ad opera di una donna di 60 anni che le ha vietato di sedersi vicino a lei.  Torna ad accecare gli animi degli insoddisfatti la paura del diverso.

Torna la voglia di affermarsi come “persona superiore” e di trarre soddisfazione dal denigrare un’altro essere umano. Cosa c’è dietro l’ondata razzista che dilaga nel nostro paese?

La discriminazione sociale e razziale

Dietro all’ondata di razzismo c’è sicuramente la politica mal condotta, ed una buona dose di ignoranza che alimenta reazioni esasperare verso una diversità di base che può essere ricercata nelle origini razziali, nel colore della pelle, od anche nelle abitudini religiose, talvolta, anche nella sessualità e nella disabilità.

I diversi sono coloro che non rientrano nei canoni sociali, politici culturali o di “bellezza” che ogni individuo si è posto nel suo piccolo mondo interiore. E’ come se, in alcune persone, questo equilibrio dell’accettazione del diverso, venga meno. Quello che invece c’è dietro a molti episodi razzisti, è una forte strumentalizzazione operata da alcune forze politiche.

Fake news e potere politico: facebook

Molti quartieri hanno una pagina o un gruppo in facebook, il noto social nato come strumento di contatto tra amici e conoscenti, negli ultimi anni è diventato un canale molto pericoloso. Le fake news  create per screditare “quello” o “questo”, appoggiare un politico o un governo, un costume sociale piuttosto che un’altro, sono all’ordine del giorno. Nate proprio per creare confusione, ed orientare le masse verso una realtà politica e sociale di convenienza, vengono vissute come “oro colato” dalla maggior parte degli utenti.

Possiamo parlare di ignoranza? Forse si! In quanto ogni fake news può essere controllata, sempre se lo si voglia. Prima che i controlli avvengano ad opera degli organi preposti, alcuni post illeciti hanno già fatto il giro di milioni di account su facebook: diventando una realtà, se pur falsa.

Sono religioso, non sono razzista ma non voglio gli stranieri

Nel gruppo della mia zona, fake news vengono pubblicate con estrema facilità, allo stesso modo si intavolano conversazioni di stampo razzista che non lascerebbero scampo al gruppo stesso, secondo le regole di facebook… ma il gruppo rimane li indisturbato, ad indottrinare le persone comuni, e a riempire la loro mente di odio razziale. Una realtà questa che appartiene a molti gruppi sui social ed anche a semplici account.

Ultimo bersaglio del gruppo il Parroco di Montespaccato che ha aperto una delle sale parrocchiali ad una comunità islamica. Un luogo dove pregano e si riuniscono senza far del male a nessuno ormai da 5 anni. Nel gruppo è facile leggere commenti del tipo:”non sono razzista” seguiti da denigrazioni per la razza e la religione professata. Ma dov’è finito lo spirito cristiano e umanitario: “Ama il prossimo tuo come te stesso” era ed è un comandamento… o sbaglio?

razzismo
Ama il prossimo tuo come te stesso: razzismo e non amore

Le molteplici realtà del nostro paese e del mondo

I bambini di oggi, che crescono in una società multirazziale in cui il compagno di banco può essere di etnia diversa e colore della pelle differente dal proprio, potrebbero sconfiggere o mitigare l’ondata di razzismo che sta condizionando la vita delle generazioni passate, frustrate dal malgoverno e dallo stato di povertà dilagante in cui molte famiglie vivono, lo sfogo ultimo, diviene quello di stampo razzista: “ci rubano il lavoro”, “sono sporchi”,”sono pericolosi” e così via.

In verità le diversità sociali, economiche e culturali, se andiamo a vedere, riguardano anche il  Nord ed il  Sud del nostro “bel Paese”, diviso da sempre in due, con l’uomo del sud denigrato e additato come “terrone” e dunque inferiore. La Terra, tutta, nella sua interezza, è in balia delle diversità: in Australia ci sono tutt’ora gli aborigeni, mentre alcuni stati sono talmente evoluti da recarsi nello spazio.

Riti e cerimonie che non approviamo, religioni diverse, stili di vita devono farci ricordare che, meno di un secolo fa, le donne non avevano diritto al voto, non dovevano lavorare, ma stare in casa, che l’adulterio era punito con la galera e che l’omicidio passionale era approvato dalla nostra legislazione. Inoltre, l’istruzione non era obbligatoria e i bagni in casa erano un lusso raro…

Ciò che un tempo rendeva noi diversi, oggi è la diversità di altri popoli che additiamo come incivili, che vengono discriminati e accusati di ogni genere di colpa. In ogni popolo c’è chi delinque, e chi ha un comportamento socialmente corretto… eppure, il razzismo continua a perseverare e a dilagare.

Perché la gente è razzista?

Abbiamo parlato di insoddisfazione e senso di inferiorità, il tutto camuffato, talvolta da ostentata superiorità. Ma entra in gioco anche l’istinto:  l ‘essere umano diviene vittima di istinti primordiali di autodifesa, difende se stesso, il suo “branco”, il proprio territorio, e combatte ciò che non riconosce come “appartenente” ad esso, dunque, lo  individua come “minaccia”. Ma l’essere pensante, civilizzato ed istruito, dovrebbe andare oltre i comuni “istinti animali”.

 

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3 COMMENTS

  1. Io credo invece che il razzismo in Italia, tranne nei casi di evidente stupidità per i cori razziali negli stadi, oggi sia anche frutto di frustrazione e rabbia di un popolo che è al collasso sia dal punto di vista economico che sociale e si sfoga con gli extracomunitari incolpandoli (ingiustamente) dei nostri problemi.

  2. Non esiste davvero razzismo verso gli altri popoli ma paura di doverli mantenere e della loro violenza se non riescono a integrarsi

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