Amigdala: Il cassetto segreto delle nostre emozioni

5
116

 

La nostra mente, i nostri pensieri, sono fortemente condizionati dalle esperienze che abbiamo vissuto nel corso della nostra vita. Determinanti e fondamentali i primi anni di vita di un individuo, specie i primi 3 anni, periodo in cui si formano e delineano le principali caratteristiche della nostra personalità, nella quale influisce, oltre alla componente ambientale sociale e familiare, una forte componente di natura genetica.

Un elemento che non va sottovalutato e che funge da cassetto segreto delle nostre esperienze ed emozioni è rappresentato dall’Amigdala, un piccolo organo presente nella nostra testa, grande poco più di una noce.

L’Amigdala originariamente nell’uomo primitivo, aveva il compito di aiutare l’individuo per la sopravvivenza, in questa piccola noce vi è depositata in maniera indelebile, la memoria delle nostre emozioni, tutto ciò che nel corso della nostra vita ci ha provocato emozioni positive e negative di una certa entità rimane registrato e scolpito in quest’organo.

Le emozioni  derivanti da esperienze negative, legate talvolta a suoni, parole gesti ed anche odori, rimangono impresse nella nostra Amigdala, quando nel corso della nostra vita, si verificano situazioni in cui la nostra Amigdala ridentifichi uno o più di questi elementi o fattori, viene  automaticamente attivato, dall’Amigdala stessa uno stato di allerta, se si tratta di esperienze memorizzate come negative, e uno stato di gioia se, se si tratta di esperienze positive, la reazione è ovviamente determinata dal tipo di esperienza vissuta in passato riguardante la situazione specifica.

 

L’Amigdala nell’uomo primitivo e nell’uomo moderno

 

In epoche passate il pericolo, per l’uomo, era costituito da animali predatori, da situazioni climatiche e ambientali legate al territorio e alla natura, oggi, invece, la nostra Amigdala percepisce, recepisce e immagazzina a livello emotivo, segnali determinati da legami affettivi, situazioni lavorative, scolastiche, le quali  in base alla loro evoluzione e percezione possono determinare uno stato di ansia anche in situazioni di “quasi normalità”, situazioni che, nei secoli passati la nostra Amigdala non avrebbe neanche considerato: Panico per un esame, ansia per una situazione affettiva legata all’amicizia o all’amore, sfiducia nel prossimo, profumi, musiche e immagini visive (paura dei temporali, fobie provocate da animali), che ridestano, a livello inconscio, ricordi e stati d’animo legati ad esperienze, sia positive , che negative, condizionamenti estremi ed esterni proposti da altri soggetti, riconducibili  al nostro passato.

 

Come ricondizionare un’Amigdala 

 

Da quanto detto è ovvio presupporre che ricondizionare un Amigdala con l’obiettivo di superare situazioni che generano psicosi, ansia, panico sfiducia nel prossimo e quant’altro, non sia esattamente un’impresa semplice, però vogliamo essere positivi, e quindi diremo che è possibile, in che modo?

Ogni volta che entrano in gioco le nostre emozioni e  i nostri stati d’animo (in negativo), dobbiamo cercare, quanto più possibile, di “razionalizzare l’evento”, fare un esame di quello  che ci sta accadendo, contare fino a dieci e gestire, o almeno cercare di gestire, lo stato d’animo, le sensazioni che la situazione contingente ci sta procurando, questo ovviamente, è valido anche quando un soggetto ci procura antipatia o paura senza un motivo apparentemente esplicabile, si dice mi sta antipatico e basta, oppure mi mette paura non mi piace, in realtà dietro a queste emozioni sono presenti dei forti condizionamenti del passato di cui non siamo coscienti (magari è sufficiente una somiglianza) oppure il riconoscimento, in questo soggetto di caratteristiche dominanti di successo che non riusciamo ad identificare in noi (stato di inadeguatezza e inferiorità).

Lo stesso discorso va applicato quando si verificano stati di panico o fobie, spesso riconducibili a traumi infantili e condizionamenti involontari genitoriali, l’importante è rendersi conto che ogni volta in cui una situazione tende ad influenzarci e a prendere il sopravvento sulle nostre emozioni, siamo noi e solo noi che possiamo contrastarla, razionalizzando e prendendo il controllo dei nostri pensieri, analizzando l’accaduto, la situazione o la persona in causa in maniera distaccata e imparziale, acquisendo in questo modo il controllo della nostra vita e del nostro umore, senza ansie patologiche o preconcetti. 

 

Note personali:

Dedico quest’articolo a tutte quelle persone che in u modo o nell’altro hanno condizionato i loro rapporti umani nell’incapacità e la non volontà di voler andar oltre le loro istintive emozioni: siamo esseri pensanti questo e solo questo ci pone in maniera differente rispetto agli animali.

Spero sia di aiuto a coloro che soffrono di ansia e attacchi di panico “apparentemente non giustificati”

 

 

5044719208_6324687418.jpg

   Gocce di vita

L’acqua scorre instancabilmente nel letto di un fiume

tracciando in maniera indelebile il letto  che l’ha ospitata,

un fiume in piena allagherà le pianure

costruiamo gli argini e controlliamone il percorso

rendiamo sicuro il suo scorrere

nello stesso modo rendiamo più sereno il fluire della nostra vita.

 

5 COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!

* Raccogliamo il tuo nome, la tua email e il contenuto del messaggio per tracciare i commenti postati sul nostro sito. Per informazioni controlla la nostra privacy policy. Per commentare ci dai il tuo consenso ad acquisire la tua mail. Per rimuoverla, fai richiesta.

*

Ho letto e acconsento alla privacy policy: Accetto

Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.