Ansie – fobie – psicosi – attacchi di panico: 6 terapie cognitive

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Le terapie cognitive sono molteplici e tendono a curare ed eliminare le problematiche che hanno determinato l'insorgenza di ansie, fobie, psicosi, depressione ed attacchi di panico, sempre più frequenti in una società in cui l stress raggiunge quote elevate. Tra le terapie cognitive ve ne sono 6 che meritano di essere citate, ma cosa si intende esattamente per terapia cognitiva?

La terapia cognitiva in realtà è un termine utilizzato sotto il quale si racchiudono differenti terapie di ordine cognitivo e gli psicoterapeuti esperti ricorrono molto spesso, ad approcci terapeutici di versi ed incrociati. Le terapie cognitive si baso su un principio ben preciso, secondo il quale non sono tanto gli avvenimenti che accadono nella vita di una persona a determinare l'insorgenza della patologia (ansia, fobie, attacchi di panico etc), ma piuttosto la percezione di ciò che accade al singolo soggetto. Ogni individuo è dotato di personalità e sensibilità differente e per questo la terapia sarà volta ad alterare il sistema cognitivo in modo da eliminare i problemi presenti, ma per far ciò sono necessarie molte sedute. La mente ha il potere di apportare modifiche e dar vita ad atteggiamenti ed emozioni positive. Tra le terapie da ricordare citiamo:

La terapia cognitivo analitica; la terapia cognitivo comportamentale; la terapia del comportamento razionale ed emotivo; la terapia della realtà; la terapia della costruzione personale ed infine la terapia breve che mira a risolvere il problema.

Le 6 terapie cognitive più usate per curare disturbi psicologici e psicotici

  1. La terapia cognitivo analitica ha un approccio fondato sia su tecniche cognitive che psicoanalitiche riconosce la personalità e la dimensione inconscia del paziente come qualcosa di molto importante ed è basata sostanzialmente sul "transfert" tra paziente e terapeuta. Il terapeuta incoraggia i pazienti ad arrivare alla comprensione dei loro atteggiamenti e convinzioni e l'effetto che essi hanno sulle persone, paziente e medico lavorano insieme per ottenere atteggiamenti più positivi. Le sedute durano circa un 'ora o poco meno e possono protrarsi per mesi ed anni.
  2. Terapia cognitivo comportamentale adottata in USA intorno agli anni 50 è stata sviluppata prevalentemente da psicologi. L'aspetto fondamentale di questo metodo terapeutico è da ritrovarsi nella "ristrutturazione cognitiva" attraverso la quale il paziente viene indirizzato verso l'analisi di se stesso e la critica costruttiva inducendolo a rivedere la propria filosofia di vita ed i propri atteggiamenti. Il paziente andrà coinvolto emotivamente ed indotto a volere che le cose cambino in modo da poter affrontare insieme al terapeuta, le problematiche presenti. I trattamenti durano circa 50 minuti e si protraggono per irca 3 mesi con seduta settimanale.
  3. Terapia del comportamento razionale emotivo. Sviluppata nel 1955 da Albert Ellis riprende la metodologia della terapia precedentemente citata (2). I terapeuti ritengono che spesso alla base dei pensieri irrazionali e delle ansie e fobie vi siano dei disturbi legati alla sfera affettiva e a delle carenze. Viene attuata la tecnica della "discussione" in cui il paziente viene indotto alla riflessione e a prendere consapevolezza dei punti deboli del proprio carattere e personalità ma anche dei punti di forza in modo da costruire un'immagine di se più razionale. Per assicurarsi il completo coinvolgimento del paziente spesso si adottano strategie che includono ricompense e punizioni. Le sedute sono di cadenza settimanale sia individuali che di gruppo e possono durare diversi mesi.
  4. Terapia della realtà. Questa è una terapia cognitiva sviluppata dall'americano William Glasser questa metodologi parte da presupposti diversi secondo i quali il disturbo affettivo è in realtà causato da un sistema cognitivo errato. Secondo il terapeuta il comportamento umano tende a soddisfare 5 esigenze fondamentali: appartenenza, sopravvivenza, desiderio di potere, necessità di svagarsi ed infine, bisogno di libertà. Quando il comportamento assunto non riesce a soddisfarli tutti e 5 si prova un senso di insoddisfazione e fallimento con relativa nascita di disturbi quali depressione, disturbi emotivi, ansia, crisi di panico. La terapia della realtà è volta a rendere i pazienti responsabili delle proprie azioni e percorrendo un cammino che li aiuti a soddisfare le loro 5 esigenze fondamentali: l'acquisizione della libertà di scegliere gioverà al paziente e farà scomparire il senso di inadeguatezza e la frustrazione. La terapia richiede un notevole impegno da parte del paziente e va protratta per diversi mesi.
  5. Terapia della costruzione personale. Creata da uno psicologo americano "George Kelly" si base su una percezione errata del mondo da parte dei soggetti: secondo Kelly il mondo viene costruito e percepito secondo le esperienze personali che hanno accompagnato la vita del paziente.I comportamenti che scaturiscono da questa visione distorta del mondo sono spesso patologici e vanno corretti aiutando i pazienti a ricostruire la visione del mondo. Il tutto ha inizio attraverso un questionario che serve ad analizzare le aspettative,i pensieri le convinzioni del paziente ed il suo atteggiamento di risposta rispetto al mondo esterno. Dunque si ricorre a tecniche cognitivo comportamentali utili a dimostrare una modalità di percezione e reazione diversa. La terapia serve a costruire una visione delmondo diversa e più valida in cui il paziente riesce a sentirsi a suo agio.
  6. Terapia breve che risolve il problema specifico: Questo sistema si adotta nel caso sia presente una fobia specifica e in genere offre una soluzione rapida al problema. Già n prima seduta viene prese in esame il problema ossia la fobia in causa e si prendono in esame i vari modi per affrontarla analizzando i punti di forza e le debolezze del paziente. nelle sedute successive invece, si mettono in pratica le tecniche cognitive e comportamentali più adatte a risolvere il problema. Infine una quarta seduta servirà da verifica e metterà in atto strategie eventuali da utilizzare in futuro.

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Foto credit: animalibera.it

15 pensieri riguardo “Ansie – fobie – psicosi – attacchi di panico: 6 terapie cognitive

  • maggio 1, 2015 in 22.11
    Permalink

    articolo molto interesante pieno di spunti che voglio approfondire

    Risposta
  • maggio 1, 2015 in 22.11
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    Non conoscevo alcune nozioni molto interessante per chi soffre di queste patologie

    Risposta
  • maggio 1, 2015 in 22.11
    Permalink

    Una mia cara amica ha diverse fobie e sta lavorando sul risolverle proprio in questo modo!

    Risposta
    • maggio 4, 2015 in 22.11
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      Lavorarvi sopra serve a superarle

      Risposta
  • maggio 1, 2015 in 22.11
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    Questo articolo è davvero interessante..ho sofferto in passato di attacchi di panico…info precise ed esaurienti

    Risposta
  • maggio 1, 2015 in 22.11
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    Non si finisce mai di apprendere! Sono davvero contenta di aver letto questo tuo interessante ed utile articolo! A volte quando si soffre di alcuni disturbi non si sa neanche a chi rivolgersi, grazie!

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  • maggio 1, 2015 in 22.11
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    In effetti leggendo questo articolo ci si rende conto di quante siano, molte delle problematiche che affliggono tante persone, ho un’amica che soffre di ansia e attacchi di panico. Anche se ormai ai giorni nostri è veramente difficile trovare qualcuno che non sia ansioso.

    Risposta
    • maggio 4, 2015 in 22.11
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      Per alcune persone costituiscono un vero problema

      Risposta
  • maggio 2, 2015 in 22.11
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    Farò leggere questo articolo a mia suocera che soffre di attacchi di panico. Magari le sarà d’aiuto

    Risposta
  • maggio 2, 2015 in 22.11
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    Ciao
    Questo post l’ho trovato molto interessante.
    Poi io soffro d’ansia,percui molto utile
    Grazie
    Bacione
    La Fra

    Risposta
  • maggio 2, 2015 in 22.11
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    troppo utile e preciso questo tuo post… io soffro di ansia e attacchi di panico… e devo dire che mi è stato di aiuto…leggere le tue info… grazie

    Risposta
    • maggio 4, 2015 in 22.11
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      Mi dispiace che tu ne soffra… ma sono contenta che possa esserti di aiuto questa lettura

      Risposta
  • maggio 3, 2015 in 22.11
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    Un articolo che aiuta molto chi ha problemi di questo genere grazie per le informazioni molto utili.

    Risposta

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