Arlecchino: la maschera burlona

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Arlecchino vestito e maschera

Cinquecento anni fa gli attori della commedia dell’ arte crearono le maschere personaggio, dal servo sciocco e dall’ intrigante nacquero maschere come Arlecchino, Pulcinella e Brighella. Maschere del Carnevale molto amate.

Sicuramente Arlecchino è una delle maschere più amate: simpatica, giocherellona, allegra e tanto colorata.

 

Arlecchino e Pierrot due maschere di carnevale

Arlecchino: la maschera burlona

In teatro mantennero a lungo questa caratteristica, finché il declino della Commedia dell’ Arte li allontanò pian piano dai palcoscenici per limitare la loro presenza nei teatri dei burattini e nelle sfilate di carnevale. I primi interpreti del personaggio di Arlecchino nella commedia dell’arte, furono, nel 500, due fratelli Tristano e Drusiano Martinelli, che recitavano nella compagnia “gli Accesi”.

Origini della maschera di Arlecchino

Arlecchino è una famosissima maschera bergamasca, il cui nome, deriverebbe dal francese antico Hellequin, diavolo buffo delle leggende medievali, ma l’origine primaria deriva dal tedesco Hölle König (re dell’inferno), anche se l’attuale personaggio di Arlecchino, non ha proprio nulla di demoniaco e infernale.

Il vestito di Arlecchino

Nel XVI secolo Arlecchino divenne la maschera più popolare del Teatro dell’Arte italiano; all’abito multicolore aggiunse una maschera nera sul viso, un cappello bianco, una borsa di cuoio legata alla cintura e una spatola di legno dal nome batocio. Sui libri di testo delle scuole, si narra che le origini del suo abito siano riconducibili al fatto che, essendo molto povero, non poteva permettersi un vero abito, quindi sua madre, escogitò un modo per riuscire a realizzargli un vestito, unendo tanti piccoli scarti di stoffa che aveva racimolato chiedendoli in giro.

 

Arlecchino mentre suona

 

Carattere di Arlecchino

Caratterialmente, agli inizi, personificava il servo lazzarone e truffaldino, mezzano e cinico, ma  in seguito, soprattutto con Carlo Goldoni, si trasformo’ nel popolano malizioso, in fondo onesto sensato e burlone, intendiamoci Arlecchino non è uno stupido; sicuramente è un ingenuo, ricco di fantasia e immaginazione, e di tanto in tanto un po’ sciocco.

In quanto a lavorare nemmeno a parlarne; fra Arlecchino ed il lavoro c’ é una profonda incompatibilità, ma in compenso è un abile oratore, i suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti.

Quando poi non sa come cavarsi da un impaccio o a liberarsi da un guaio, Arlecchino diventa un  abile maestro nel far funzionare le gambe; capriole, piroette e salti acrobatici, distraggono i suoi interlocutori.

Molto  vivace e scanzonato, pieno di brio e di trovate, Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere italiane. Ancora oggi, dai palcoscenici dei teatri o nel mezzo di una festa di Carnevale, incanta e diverte il pubblico, di tutte le età.

 

 

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