In questi giorni non si parla d’altro: Coronavirus! Ogni persona dice la sua, ma ciò che proprio stona, ed anche molto, in questa emergenza sanitaria mondiale, è il cazzeggio. La gente sta morendo, muore ed è morta, e questo è un fatto reale che non può passare inosservato. Eppure, in tutto questo dramma, c’è chi si diverte a postare vignette idiote, quasi a voler sfatare una realtà, quasi a voler dire: io sono immune! Ed il rispetto per i morti? Il rispetto per le famiglie che piangono i propri cari, coloro che, purtroppo, non ci sono più?

Tante realtà, ma poco rispetto

Personalmente faccio parte di una realtà diversa, vivo e convivo con una malattia che al momento mi sta dando filo da torcere, tanto da dover ricorrere a terapie forti, come biologici e immunosoppressori. Rientro tra quei soggetti a rischio anche se ho grinta da vendere, e voglia di vivere. Non mi abbatto, non l’ho mai fatto, tant’è che molti che mi conoscono da anni, neanche sanno della mia patologia. Nella mia vita ho voluto fare sempre tutto, ed anche di più di quello che avrei dovuto, e potuto fare. Non sto a letto con i dolori, ne con la febbre.

Faccio ciò che voglio, o che devo fare, con forze, o senza forze. Con dolore, o senza dolore. Ho 3 figli, vengo considerata, dai medici, una specie di miracolata. Li ho voluti, malgrado tutto, e nonostante tutti. Quindi, sono sostanzialmente una persona che sdrammatizza, da sempre, anche se stessa. Ma questa volta non posso, non ci riesco, perché questa tragedia non è la mia, non è solo la mia: è di tutti!

Forse è proprio per la mia posizione, con una vita in bilico, che sto provando fastidio, ed anche rancore, nei confronti di coloro che sdrammatizzano eccedendo. Forse perché sento dire, da sempre, che di Crohn non si muore, ma ho visto morire diverse persone di Crohn in questi 35 anni di malattia…

Forse perché mi sento dire che il Coronavirus è al nord… ma poi, giro per i reparti dell’ospedale dove sono in cura, e sento infermieri e medici disperati, preoccupati, in ansia per se stessi e per le loro famiglie.

Forse perché, lavorando nel web, ho contatti con gente di tutta Italia, e ho sentito e visto le lacrime di molti amici e amiche, persone che hanno perso un loro caro congiunto per colpa di questa epidemia.

Eh si! Per me il cazzeggio è proprio di troppo, è una mancanza di rispetto nei confronti di chi piange un suo caro. Leggo nei vari gruppi che ho in wazzup, battute idiote, e poi leggo un articolo e vedo il video della mia amica blogger Elisabetta, che piange suo padre. Una bellissima donna distrutta da questa pioggia gelata che gli ha portato via il suo papà.

Questa è la realtà, e questa realtà merita rispetto! Mi chiedo se anche i cinesi si siano comportati nel medesimo modo, non lo so, ma immagino che la risposta sia NO.

Cazzeggio per scongiurare?

No, non credo che sia un modo per scongiurare il problema, credo che sia in modo per auto convincersi che le cose “capitano solo agli altri“.

Scarsa empatia così la chiamo io, scherzare sulla morte è sinonimo di scarsa empatia e poco rispetto. Poco rispetto nei confronti di chi sta soffrendo, di chi si trova in campo 24 h al giorno, medici ed infermieri ridotti allo stremo nel tentativo di salvare 1 vita umana in più, se pur con modesti mezzi a disposizione.

Ma basta scansarsi un po’ più in la e sentirsi al riparo da tutto…?

Rispetto è, rimanere a casa!

Ci vuole rispetto, maturità serietà, senso di responsabilità: Ci sono dei giovani nella zona dove abito io, che si sono offerti di consegnare la spesa agli anziani a casa, gratuitamente. E poi c’è chi continua a far finta di nulla, a minimizzare, sia nel linguaggio che nei modi.

Gli intoccabili! Coloro che si sentono al di sopra delle situazioni, ma che in realtà, ti rendi conto, giorno dopo giorno, che sono metri al di sotto del “mondo comune”… hanno scarsa capacità di comprendere, poca empatia, e probabilmente, una certa dose di anaffettività, racchiusa, talvolta, in una raggelante stupidità!

Sdrammatizzare va bene, ma il rispetto è dovuto

E’ vero che non essendo tutti uguali, ci sia chi voglia sdrammatizzare ma, come in ogni cosa, esistono modi diversi di farlo.

Più la situazione diventa grave, più i morti salgono, meno trovo congruo il cazzeggio: abbiate pietà e sappiate: ci stona proprio! Scorrendo anche la home di facebook ho letto tante di quelle cretinate, stupidaggini? Fake news…ma il senso? C-o-m-u-n-i-c-a-z-i-o-n-e delle più deleterie.

Forse non vi è chiaro: ma, mentre i ciliegi fioriscono e, con essi le rose, i gerani, le violette profumate di cui ne ho pieno il giardino; mentre si raccolgono i mandarini cinesi e si semina il prato; mentre l’aria di primavera si sente ovunque e diffonde odori e pollini, c’è gente che sta morendo, i numeri parlano chiaro: dalle 100 alle 160 persone al giorno. Siamo in un emergenza sanitaria che non sappiamo ancora dove ci condurrà. Ma semina morte!!!

Non ve ne frega un ca- -o??? Beati voi!

Sicuramente servirebbe meno cazzeggio, più responsabilità, stare a casa: #iostoacasa. Magari, è utile anche il tendere una mano a chi ha più necessità: anziani ad esempio, persone che da un giorno all’altro si sono ritrovate senza lavoro, malati, vittime e parenti delle vittime, servizi sociali utili, genitori con bambini etc.

Ma tutte queste persone che si danno al cazzeggio, a crisi finita, quando si ritroveranno, (e ci ritroveremo), ricoperti da una montagna di tasse che serviranno per risanare il deficit che si sarà creato, disoccupati in più e chiusura di alcune piccole attività, avranno sicuramente ben poco da ridere. Perché le tasse toccheranno anche loro.

Apprezzare ciò che si ha

Per le persone comuni, invece, quelle che di cazzeggio non hanno voglia, quelli che si radunano nei gruppi facebook di malati di varie patologie, e chiedono consigli e li suggeriscono, sono quelle persone che si sostengono da sempre, per mano, anche con un semplice: FORZA CE LA FARAI!!!

Quelle persone che guardando il telegiornale, e si lasciano sfuggire una lacrima, quelli che, come me, si commuovono nel sentire che la Cina sta porgendoci il suo aiuto con mezzi e persone; beh, per loro, per tutti loro, ci sarà un dono: quello di saper apprezzare ogni minuto delle propria vita, come non avevano mai fatto prima.

Agli altri rimarrà uno sterile cazzeggio e magari, pure la fortuna di averla sfangata. O magari no!

3 COMMENTS

  1. Ciao hai assolutamente ragione su tutto e tutti. Purtroppo la gioventù e altre esigenze oltre la paura li fa straparlare, in fondo non è successo tra i loro cari..Se non subiscono in prima linea non lo capiscono…Per quanto mi riguarda sto in casa da subito e sono preoccupata per mio figlio in Friuli che lavora in fabbrica e parenti in Lombardia.

    • E’ questo infatti…alcune persone si sentono “distanti dalla tragedia” come se non li riguardasse se non per la scocciatura di dover stare in casa… forse noi blogger essendo in contatto tra noi e essendo di tutta italia e anche di fuori Italia vediamo la realtà da un’altro punto di vista…ci sono i lutti…poco da dire…si sentono testimonianze… come si fa a scherzarci sopra attualmente proprio non lo so!

  2. Purtroppo le notizie chengirano nel web sono molto discordanti fra loro e vengono poco nominati gli immunodepressi e i chi soffre di varie patologie. In questo momento dovremmo essere tutti più vicini e aiutarci ma a quanto pare non tutti lo capiscono

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