GDPR come rendere anonimi gli indirizzi Ip per Blogger WordPress e altri siti /blog

Con le nuove normative che entrano in vigore il GDPR impone una serie di accorgimenti per garantire la sicurezza e la privacy degli internauti. La legge va a colpire soprattutto i siti di vendita, e-commerce, e tutti quei siti che utilizzando newsletter trattengono i dati dell’utente registrato.

 

GDPR come rendere anonimi gli indirizzi Ip per Blogger WordPress e altri siti /blog
GDPR come rendere anonimi gli indirizzi Ip per Blogger WordPress e altri siti /blog

 

GDPR Come rendere anonimi gli indirizzi Ip per Blogger wordpress e altri siti /blog

 

I piccoli blog dal canto loro, dovrebbero provvedere a fornire un elenco dettagliato di tutti i cookie presenti nei siti, incluse affiliazioni, banner e quant’altro ed aggiungere un banner che permetta di spuntare i consensi qualora si voglia commentare un  post blog/ sito. Dato che la normativa non è proprio ben chiara per questo settore “blogger” personalmente ho provveduto ad adeguare i vari blog che ho in rete su diverse piattaforme  in modo diverso.

 

Come procedere per il GDPR su WordPress

 

Per quanto riguarda WordPress sono presenti vari plugin che posso essere utili per i commenti blog in regola con il GDPR  che consentono anche di richiedere il ritiro della mail, qualora l’utente lo voglia. Ho eliminato, al momento, le newsletter in attesa di saperne di più. La rimozione dei banner è soggettiva io, preferisco non rischiare, dunque per il momento li ho aggiunti nella privacy ma preferisco oscurarli dato che, Google sembra non avere le idee chiare in termini di cookie e pubblicità. Anche per quanto riguarda rendere anonimi  gli ip che visitano il sito ci sono pareri contrastanti: I plugin anlytics permettono di spuntare l’anonimizzazione, ma non sempre sembrano funzionare a dovere. In alternativa, attraverso google tag manger si può creare una variabile della costante ID del blog. (Vi lascio i link sotto).

Troverete utili queste guide:

  1. Come creare un account su google tag manager
  2. Come implementare analytics per anonimizzare gli ip con google tag manager

 

Servizi esterni Iubenda e Cookiebot

 

Potete anche utilizzare servizi esterni che elenchino tutti i cookie che avete e vi forniscano la privacy ma i prezzi non sono proprio ridotti, si intravede una sorta di speculazione, inutile dirlo, ed è penalizzante a livello economico specie per chi ha molte pagine e o visite.  I due siti in questione sono il noto Iubenda, che offre un piano free che però non compre neanche i social, e Cookiebot, il quale in accordo con WordPress offre un buon servizio free per chi non supera le 500 pagine. Oltre tale limite si sale a 22 euro mese più IVA e a 37 euro mese + iva.  Il primo mese però è gratuito e di prova per tutti, inoltre vi offrono un rapporto dettagliato di tutto ciò che è presente nel vostro sito e ciò, vi consente eventualmente di intervenire.

 

Overblog, ed altre piattaforme simili

 

Per quanto riguarda la piattaforma di Overblog, dalla Francia mi dicono che “penseranno a tutto loro”… ci crediamo? Spero di si, dato che sulla loro piattaforma ho attualmente attivi 4 blog. Ma si può sempre, tramite codice, seguire la stessa procedura che descrivo sotto per rendere anonimi gli Ip, preparare una privacy stilata di proprio pugno se avete aggiunto banner esterni alla piattaforma ed altri servizi, inclusi i codici di monitoraggio delle piattaforme di scrittura utilizzati per tracciare gli articoli che vi vengono commissionati. Attenzione perché link interni ai post e video potrebbero generare cookie a vostra insaputa. Per questo ritengo che questa legge metterà in ginocchio il web riducendo enormemente il giro di fatturato specie per quanto riguarda acquisti, vendite e pubblicità. Vedremo!!!

 

Blog spot o Blogger come rendere gli ip anonimi

 

Per quanto riguarda Blogger di Google diciamo che teoricamente, dovrebbero pensarci loro… ma così al momento non sembra essere. Dunque se avete pubblicità vi consiglio di rimuoverle e vedere cosa accade per chi non lo ha fatto. Forse potete stare un po’ più tranquilli se avete le pubblicità di Adsense  e dunque di Google ma vi consiglio di rimuovere quelle esterne ad Adsense e, se proprio non volete farlo aggiungetene il nome nella privacy del sito /blog e relativo link alla privacy del soggetto erogante.

 

Newsletter: un problema per tutti!

 

Rimuovete anche le newsletters se le avete installate attraverso l’apposito modulo. In alternativa dovreste inviare a tutti gli iscritti delle mail in cui includete testo di riferimento alla normativa e nuovo consenso da accettare.

Ora, sempre parlando di Blogspot, se andate in ” impostazioni” / “altro” trovate i dati del vostro sito, se non lo avete ancora fatto attivate in “impostazioni” il certificato di sicurezza SSL. Poi andate in “altro” e rimuovete il vostro ID analytics. Dovrete semplicemente spuntare due caselle.

 

Un occhiata ad Anlytics?

 

tempo fa avreste dovuto ricevere la mail in cui Google vi pregava di entrare nel vostro account e spuntare alcune cose (come se bastasse). Se non lo avete fatto, andate in Anlytics e anche li seguite la guida: se avete una barra gialla in alto vuol dire che non siete in regola … impostate la durata dei tracciamenti a 14 mesi.  Se non siete iscritti ad Analytics il problema non vi tocca, almeno da questo punto di vista.

 

Come trovare il vostro codice ID in analytics

 

Se non siete iscritte ad Anytics il problema non sussiste :-). Altrimenti, procedete come segue. Entrate nel Vostro account selezionate il blog/sito su cui intendete procedere e poi andate su “informazioni monitoraggio”, poi subito sotto in “impostazioni monitoraggio”, cliccateci e vi riporterà al vostro codice html Anlytics con incluso ID univoco. Starete pensando che questo GDPR complica la vita inutilmente? Lo penso anche io specie a chi con i blog ed i siti ci fa ben poco e non trattiene dati per venderli, ma solo per il corretto funzionamento di tutte le applicazioni del blog . Cosa che invece fanno le grandi aziende. Ma il GDPR non fa distinzione tra newsletters e commenti di piccoli blog e grandi e-commerce, ne tra i cookie di terze parti di quest’ultimi o dei vostri.  Non al momento almeno!

 

 

 

 

 

A questo punto avete il vostro codice al quale dovrete aggiungere altre 2 stringhe di codice che andrete ad inserire nel vostro blog andando in “Tema”  e successivamente in “modifica html”. Io ho dei temi base semplici in Blogspot e non so se tale modifica possa incontrare qualche difficoltà nei tempi “dinamici” ma non credo. Scorrete l’html ed arrivate alla sezione dove trovate questo simbolo </head>  prima di questo tag di chiusura incollate il vostro codice di monitoraggio anlytics che dovrebbe essere così (ovviamente recante il Vostro ID (il mio l’ho cancellato in rosso).

 

Ora dovrete semplicemente inserire queste 2 stringhe di codice subito dopo la riga che riporta la seconda cancellazione rossa ossia sotto al vostro ID.

 

Queste le due stringhe di codice

ga(‘set’, ‘anonymizeIp’, true);
ga(‘send’, ‘pageview’);

 

 

Più o meno vi trovate il codice con le due stringhe aggiunte dove XXXXXXXX indicano il Vostro ID che dovrete lasciare completo di numeri come lo prendete da anlytics

<b:include data=’blog’ name=’google-analytics’/>

<!– Global site tag (gtag.js) – Google Analytics –>
<script async src=”https://www.googletagmanager.com/gtag/js?id=UA-XXXXXXXXX”></script>
<script>
window.dataLayer = window.dataLayer || [];
function gtag(){dataLayer.push(arguments);}
gtag(‘js’, new Date());

gtag(‘config’, ‘UA-XXXXXXXXX’);

ga(‘set’, ‘anonymizeIp’, true);
ga(‘send’, ‘pageview’);

</script>

</head>

Fatto questo salvate e controllate in Anlytics che gli ip siano anonimi andando su “Home” poi “pubblico” infine, “esplorazione pubblico”.

Buon lavoro augurandosi che questo GDPR si ridimensioni e vada ad agire dove realmente serve.

 

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