La tecnologia entra in casa (e non fa più paura)

Nessuno scenario alla Black Mirror né alla Masahiro Mori: il nostro futuro, ma anche il presente, vede un ruolo sempre più centrale della tecnologia in ogni aspetto della nostra vita, a cominciare dalle soluzioni per la casa. In effetti la La tecnologia entra in casa e diventa parte integrante della stessa, aprendo nuovi orizzonti. 

 

La tecnologia entra in casa: la domotica

 

Un mercato sempre più ampio. Il mercato della domotica, e in particolare dei prodotti che consentono di creare una “smart home“, è in rapida crescita in Europa e in Italia; secondo recenti statistiche, nel nostro Paese gli acquisti di device hi-tech per la casa hanno già superato la quota di 250 milioni di euro di fatturato all’anno, portando anche alla diffusione di siti di eCommerce per la distribuzione di videocitofoni, apparecchi per gestire la temperatura delle stanze ed elettrodomestici intelligenti, come nel caso dello shop di Punto Luce, uno dei pionieri in questo ambito.

All’estero domotica più diffusa. Di certo ci sono ancora passi da compiere per raggiungere i ritmi di altri Paesi, come la Germania (dove il valore smart home ha già superato quota 1,4 miliardi di euro) o il Regno Unito, ma le sensazioni sembrano positive, soprattutto prendendo in considerazione i dispositivi legati alla sicurezza dell’abitazione e al risparmio energetico, che restano i principali fattori che spingono gli italiani verso le tecnologie dell’Internet of Things.

Dal reale all’audiovisivo. Per la diffusione di questa tipologia di prodotti, però, è stato necessario un cambio di tipo culturale, ovvero il superamento di alcuni preconcetti e pregiudizi verso l’innovazione e, in particolare, l’automazione. Abbiamo citato non casualmente prima due esempi piuttosto calzanti, ovvero la serie tv britannica Black Mirror e il saggista giapponese Masahiro Mori, che hanno scavato proprio nell’immaginario distopico della tecnologia.

Come in Black Mirror? Nella serie in onda su Netflix si racconta di un mondo in cui le nuove tecnologie hanno preso il sopravvento, ma già negli anni Settanta il saggio “The uncanny valley” approfondiva il rapporto tra la nostra psiche e l’estetica della tecnologia, teorizzando (tra i primi) che siamo felici quando un robot ci assomiglia, ma al contrario ci allarmiamo tuttavia (o “perturbiamo”) se questo ci somiglia troppo. In entrambi i casi, si prendono elementi della nostra quotidianità tecnologica e, alterandoli un po’, se ne enfatizzano i rischi e se ne mette in dubbio il controllo, che resta il punto critico di fondo.

La domotica e gli italiani

 

Italiani e domotica. Al di là di queste considerazioni quasi filosofiche, c’è un altro nodo da risolvere per diffondere a pieno la smart home nel nostro Paese, ed è rappresentato dalla conoscenza degli strumenti: secondo un recente sondaggio della Doxa, c’è ancora quasi la metà dei nostri connazionali che non ha mai sentito parlare di domotica e casa intelligente, un 24 per cento è in difficoltà con l’utilizzo e la gestione di oggetti smart, mentre (tornado al discorso sulla “distopia“) un 30 per cento di persone confessa di provare apprensione per la protezione della privacy e il 14 per cento è preoccupato per l’eccessiva autonomia degli oggetti smart connessi. 

Ancora preoccupazioni. Insomma, in Italia la situazione sembra essere a due facce: da un lato reputiamo che la casa debba essere espressione del carattere e dei gusti di chi la abita, ma allo stesso tempo c’è ancora una certa diffidenza verso questo tipo di cambiamenti e innovazioni. Se nel quotidiano siamo iperconnessi e sempre più smart, sembra ancora lontana l’accettazione di un sistema di Internet of Things che varchi le soglie della nostra intimità.

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10 Commenti

  1. Marianna Noto

    Devo dire che io sarei assolutamente favorevole a rendere la mia casa domotica perchè in questo senso e con questi aiuti si potrebbe risparmiare energie e ci avrebbero dei notevoli vantaggi. Speriamo ci sia una maggiore diffusione e partecipazione italiana nel prossimo futuro.

  2. Sono molto attratta dalla tecnologia , pero’ sono attenta e rifletto molto prima di acquistare qualcosa di nuovo, valuto il prezzo , le caratteristiche del prodotto e il risparmio energetico che ne deriva. Un saluto, Daniela.

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