Prima donna Medico fu Virdimura, un’ebrea nel medioevo di fine 300

Prima donna Medico fu Virdimura un'ebrea nel medioevo del 400
Prima donna Medico fu Virdimura un'ebrea nel medioevo del 400

La prima donna medico è da annoverare nel periodo del medioevo e fu per la precisione una donna di origini ebraiche. Il suo nome è Virdimura, donna determinata e sensibile che, nel tardo medioevo, si distinse per la medicina. Fino ad allora, le donne avevano semmai ricoperto il ruolo di infermiera, atta alle cure e ai bisogni del malato, ma mai di medico. La figura di medico come la conosciamo anche oggi, era prerogativa maschile e, fino al 1376 nessuna donna aveva conseguito una laurea in medicina. Scopriamo di più su Virdimura la prima donna medico della storia.

Virdimura la prima donna medico della storia

Nei secoli le donne si sono dovute conquistare con tanta fatica alcuni ruoli che venivano identificati come “maschili”. Uno di questi era, senza dubbio, quello di medico. Ma Virdimura, giovane donna ebrea aveva un’attenzione particolare alla salute umana.

Era un’ ebrea catanese, educata sin da piccola alla disciplina alimentare e alla cura della persona, come dettato dagli antichi precetti ebraici. Va detto che sia il padre, che il marito Pasquale de Medico di Catania, furono entrambi due bravi medici ed entrambi la sostennero.

Letteratura storico – medica ebraica

Ma fu proprio per motivi culturali si deve molto a questo popolo in termini di medicina e di scienza al femminile. Infatti è innegabile che nella letteratura storico -medica furono proprio le donne ebree a rivestire un ruolo importante e, tra esse, Virdimura.

Questa ragazza Siciliana ottenne, il 7 novembre del 1376, la prima laurea in medicina nella storia delle donne. Un traguardo importante per lei ma anche per tutte le donne del mondo: una donna era diventata ufficialmente medico, con tanto di riconoscimento: la laurea!

Gli studi

Oltre alle limitazioni imposte alle donne ella dovette combattere anche contro altre limitazioni, ma furono proprio la figura del padre e del marito a dare una svolta alla sua vita di medico.

Infatti la formazione medica della comunità israeliana delle donne era affidata prevalentemente alla famiglia ed a un suo componente a suo volta medico.

Inoltre in Sicilia non vi era, all’epoca, la presenza di una vera scuola e dunque era necessario recarsi in altre regioni per studiare e laurearsi. Virdimura apprese l’arte della medicina aiutando il padre ed il marito.

La laurea

Per essere abilitata all’esercizio medico, fu esaminata dal Protomedico, commissione d’esperti della famiglia reale di Sicilia, la quale le conferì l’autorizzazione all’esercizio della medicina.

Inoltre Virdimura richiese alla commissione d’esame il permesso e la licenza per poter curare i poveri.

[«licencia praticandi in scientia medicine circa curas phisicas corporum humanorum, maxime pauperum quibus difficile censetur in mensa phisicorum et medicorum salaria solucionem vivique»].

Ma al tempo stesso veniva vietato di curare i cristiani a tutti i medici ebrei.

Grazie alle sue abilità, Virdimura, in poco tempo, divenne famosa in tutto il regno e spesso richiesta dalle donne che non amavano essere visitate dagli uomini.

Il suo titolo di medico “magistra” non corrispondeva ad un vero dottorato, poteva praticare la professione di medico in tutto il Regno di Sicilia ma non insegnare, questo perché il vero “dottorato” veniva assegnato solo ai medici cristiani.

Va ricordato che nel medioevo magia e medicina si intrecciavano e, specie per le donne, il limite sottile che le separava dalla stregoneria era davvero poco.

Nel medioevo le donne bruciate per stregoneria furono 110 mila, e tra esse anche Matteuccia di Todi; anche per questo era di comune pensiero che intraprendere la carriera di medico per una donna fosse impensabile.

Ma nelle famiglie ebree ricche e avanguardiste sia le mogli, che le figlie femmine, potevano esercitare la professione di medico con il su citato titolo di “Magister”.

Virdimura ed il suo lavoro di medico nel medioevo

In modo particolare Virdimura, donna che si distinse nel medioevo come altre donne (ne abbiamo parlato qui: 15 donne famose del medioevo) fu un medico e chirurgo che si dedicò alla salute delle donne, a quella delle persone disagiate e bisognose, e ai poveri.

In Sicilia, la presenza degli ebrei nel Medioevo era limitata, nel 1400 se ne contavano circa 50 ed erano raggruppati in alcune famiglie. Già all’epoca, purtroppo, gli ebrei erano considerati diversi ed inferiori e soggetti ad alcune restrizioni.

Ad esempio, sia uomini che donne dovevano obbligatoriamente indossare un segno distintivo (rotella uomini e rondella donne) ed erano sottoposti ad una tassa personalela gizia“. In molte città vi erano ospedali, cimiteri e macelleria appositamente per gli ebrei in quanto non erano ben accetti.

La laurea in medicina “Facultas legendi” agli ebrei

Nonostante le limitazioni subite dagli ebrei essi furono un popolo che mostrò, da sempre, grande interesse e capacità per le scienze e per ottenere il diritto alla laurea si imposero, nel tempo.

Il diritto di insegnare “Facultas legendi” gli era ingiustamente negato e, solo nel 1446, Beniamino Romano di Siracusa fece in modo che l’allora sovrano Giovanni D’Aragona, concedesse loro lo Studium generale.

Lo Studium generale permise di riconoscere ai medici ebrei la laurea ufficiale ed il titolo accademico in medicina e giurisprudenza.

L’espulsione dalla Sicilia degli ebrei 1492

Purtroppo, come ben sappiamo, il 31 Marzo del 1492 con l’editto di Granada, detto anche di Alhambra, avvenne la cacciata degli ebrei dalla Sicilia ad opera dei re cattolici Isabella di Spagna e Ferdinando II di Aragona.

Erano secoli difficili per le popolazioni, tra le assurdità partorite dai tribunali dell’Inquisizioni, che si macchiarono di terribili omicidi, spesso operati sulle donne accusate di stregoneria, (ma non solo).

Inoltre, va ricordato che vi furono leggi discriminatorie sull’abbigliamento nate nel 200 ed in uso fino al 700 / 800 “Leggi suntuarie“, insieme a disposizione e divieti di ogni genere, per cui per una donna, per giunta ebrea, aggiudicarsi il titolo di medico nel fine 300, (periodo tardo gotico) fu davvero un grande, grandissimo traguardo.

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