La strega di Todi Matteuccia bruciata nel medioevo: seguono 110.000 donne

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Donne bruciate vive
Donne bruciate vive

Una storia fatta di donne, di conoscenza di voglia di scoprire e, in particolar modo, quello che le erbe e la natura riservano. Così venne condannata al rogo e arsa viva, la prima donna in Italia, Matteuccia di Francesco a Todi, il 20 Marzo del 1428. Si trattò solo della prima tragedia che coinvolse nel mondo e nei secoli, ben 110.000 persone quasi unicamente donne. Una strage degli innocenti di cui si parla poco. Matteuccia era una monaca cristiana italiana che venne accusata di stregoneria e bruciata viva sul rogo. Seguirono, dopo questa esecuzione, tante altre, milioni di donne che finirono sul rogo con l’accusa di stregoneria.

La strega di Todi Matteuccia prima strega bruciata in Italia

Nel medioevo bastava davvero molto poco per incorrere nelle punizione della chiesa. Torture ed omicidi, così come le crociate, fecero molte vittime in nome di Dio. Vennero riprese, nel 200, le leggi suntuarie in termini di abbigliamento, una delle tante limitazioni e regole da osservare. Matteuccia rappresenta una vittima della chiesa e dell’inquisizione. La strega di Ripabianca, così venne chiamata in virtù del suo luogo di origine, fu accusata di stregoneria e di arti magiche non permesse.

La strega di Todi Matteuccia bruciata nel medioevo: seguono 110.000 donne

Matteuccia fu giudicata a Todi dove il tribunale l’accusò, tra le varie cose, anche di prostituzione, commercio di filtri d’amore, profanazione. La sua morte, ed il suo processo, sanciscono un triste primato: il primo omicidio in Italia e in Europa in nome della stregoneria compiuto dalla chiesa in nome di Dio. I verbali del suo processo, infatti iniziano proprio così: “In dey nomine…Amen” (in nome di Dio… Amen) in cui la lettera I, la prima, raffigura la testa di una donna spettinata (la strega). Storia e mitologia si intrecciano in un mondo di fate, folletti e streghe da scovare ed uccidere, una triste sentenza e realtà che darà il via a tante tristi storie di donne bruciate vive.

Le streghe nell’immaginario collettivo

Ma cosa sono le streghe o wiccan tra mitologia e realtà e che si esprime nell’immaginario collettivo? In genere le streghe sono viste come delle megere anziane e brutte che cavalcano una scopa di saggina, in grado di compiere incantesimi e sortilegi. Ma nelle realtà un tempo le donne dichiarate come streghe e bruciate vive, erano semplicemente delle esperte erboriste come le erano anche molti frati che utilizzavano metodi naturali per curare le persone. Per la scienza dell’epoca, chi riusciva a curare le persone finiva per essere dichiarato in combutta con il diavolo, e per questo veniva accusato di stregoneria.

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La storia di Matteuccia di Francesco di Todi

Vissuta nel periodo medioevale Matteuccia nasce a Ripabianca di Todi nel 1328 e muore il 20 Marzo del 1428 sul rogo all’età di 40 anni. Sin da piccola si interessa alle erbe e alle piante, una passione che purtroppo la condurrà, in età adulta, alla morte, accusata di stregoneria. Matteuccia per la sua conoscenza approfondita delle erbe si guadagnò il titolo di “Dominae erborum” che tradotto significa esattamente “signora delle erbe”. E con le erbe Matteuccia curava le persone, i suoi unguenti, infusi e decotti, erano utili per combattere malattie, problemi fisici, psichici e psicologici. Conosceva le erbe e le piante fitoterapiche officinali che attualmente si utilizzano in farmacologia, ed erboristeria.

La notorietà di Matteuccia si diffuse

Matteuccia divenne nota in tutto il bacino dell’Italia centrale e non solo in Umbria e nei borghi umbri, questo grazie alle sue competenze erboristiche e alle sue capacità. Molti uomini e donne di ogni ceto sociale, si recavano dalla ella alla ricerca di un rimedio per il loro problema di salute; tra essi, anche un nobile personaggio di spicco il capitano Andrea Fortebreccio, mal visto dalla chiesa in quanto ateo.

Matteuccia oltre a curare con le erbe, compiva secondo le carte processuali, anche dei veri e propri rituali utilizzando candele ed oggetti toglieva il malocchio, ripeteva delle nenie, invocava la S.S Trinità e curava anche a distanza. Per cui per l’inquisizione. Fu davvero molto facile accusarla di stregoneria.

Ma non solo la Chiesa non vedeva di buon occhio la donna, molti mariti la temevano: Matteuccia dava consigli alle donne per il loro benessere fisico e psichico, consigli che, in tempi moderni, potrebbero essere giudicati come femministi.

Il Papa e la condanna

La chiesa nel 1300 mal tollerava i rituali, l’istigazione all’indipendenza femminile, e la conoscenza di questo tipo. Fu così che sotto Papa Martino V iniziarono le persecuzioni delle donne considerate streghe, tra cui, la prima a morire, fu proprio Matteuccia: iniziò la triste storia della caccia alle streghe. Gli atti processuali che condannarono a morte la donna, sono custoditi nella Biblioteca di Todi e non in Vaticano come ci si aspetterebbe.

Le donne al rogo dal medioevo al 1700

Matteuccia fu dunque, la prima donna Italiana ed europea a finire sul rogo. Questa pratica barbara non si limitò a colpire le sole donne del medioevo ma si protrasse fino al 1700 e, in rari casi, colpi anche uomini. Ogni processo seguì le linee del primo, e ogni donna processata fu condannata a morte sul rogo proprio come Matteuccia. Una vera e propria strage delle innocenti che annovera milioni di casi. Si parla di cifre da capogiro: circa 110.000 donne furono processate e poi bruciate vive condannate per una presunta stregoneria.

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Il tribunale del’Inquisizione

Ma come agiva il tribunale dell’inquisizione? L’organo che aveva la responsabilità di giudicare e condannare uomini e donne dichiarati eretici o stregoni?

L’inquisizione vede la sua nascita tra il dodicesimo ed il tredicesimo secolo. Le figure preposte dalla chiesa avevano il compito di identificare ed estirpare ogni forma di eresia. Nel 300 i Tribunali dell’inquisizione si diffusero nell’intera Europa ed affidati a Domenicani e Frati. Il Papa, scrisse a Filippo V di Spagna una lettera, in cui affermava che andava sterminato sia chi si sottometteva che chi resisteva. I mezzi di tortura furono mostruosi e di loro, si ha testimonianza in molti luoghi, musei ed edifici sparsi nel mondo.

Inquisizione: confessioni e torture

Le confessioni venivano estorte con la tortura tra esse ricordiamo la ruota, le catene, l’amputazione di arti e parti come orecchie, lingua, dita, bruciature e tagli, tenaglie incandescenti bastonate e disarticolazione degli arti, cavalline con punzoni appuntiti e cunei, e molti altri strumenti atroci. Inoltre,anche la famiglia dell’accusato veniva coinvolta, in quanto, il tribunale faceva pagare una tassa che serviva per coprire le spese di tortura e carcerazione. Chi denunciava gli eretici o testimoniava a loro sfavore, riceveva indulgenze. Dopo la confessione, o anche senza di essa, avveniva la condanna e l’esecuzione.

Matteuccia: una donna tra tante

Matteuccia non si difese, non ne ebbe la possibilità, ne l’esigenza. Non ricevette il sostegno della sua famiglia. Tra le sue colpe principali, sicuramente pesava quella di avere voluto spingere alla consapevolezza molte donne: mogli e madri di tanti figli, alle quali predicava il rispetto di se stesse, la cura del proprio corpo sfatto e stanco, provato da numerose gravidanze in un epoca in cui, le cure ed i rimedi per il parto ed il dopo parto, erano davvero inconsistenti. Alle donne parlava di libertà e di evasione, predicava la non sottomissione alle famiglie, ed il rispetto di se stesse. Le curava e le consigliava.

Donne-autonomia
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La persecuzione delle donne “streghe”

Quale che è certo è che, con la morte di Matteuccia, si avvia l’inizio di una persecuzione al femminile che vedrà cadere tantissime vittime oltre 110.000 donne accusate di comportamenti eretici, di stregoneria e quant’altro.

Una guerra alle donne, a quel mondo femminile a cui non era permesso discostarsi dalla morale comune, ne con i pensieri, ne tantomeno con le azioni.

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9 COMMENTS

  1. Il medioevo si è macchiato di tantissime torture del genere, veniva considerate streghe anche sulla base di un solo sospetto. Povera gente

  2. Hai raccontato un pezzo di storia triste ma sempre affascinante. Non conoscevo la storia di Matteuccia e leggerla mi ha appassionata molto, essendo amante del genere. Ho letto molti libri su queste tematiche, oltre che aver visto film e serie tv.

  3. Amo il medioevo, un era di grande trasformazione ma anche di grandissima ignoranza e oppressione. Un primato acquisito che era meglio non fosse esistito

  4. Fa venire i brividi pensare a quanta sofferenza causata dalla chiusura mentale e dalla paura, quanta strada abbiamo fatto per affermare certi diritti e quanta ancora ne dobbiamo fare

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