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lunedì, Novembre 2, 2026
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Priorità familiari e la realtà oggettiva, la vera differenza

scelte a un bivio tra famiglia e se stessi
Priorità familiari e la realtà oggettiva, la vera differenza

Le priorità familiari sono una di quelle cose scontate che spesso, finiscono per non avere la giusta considerazione e valore. La vita delle persone è composta da impegni di vario tipo e, alle volte, per dar spazio ad alcuni di questi, si finisce per sacrificarne altri. L’essere umano non è infallibile, e gli errori sono sempre dietro l’angolo. Ma come comprendere quali sono le reali priorità familiari a cui non si può e non si deve dire di no? Come far quadrare i propri impegni con la realtà oggettiva senza trincerarsi dietro ad inutili giustificativi che, altro non sono, che un alibi al proprio egoismo? Vi svelo il mio punto di vista (magari il vostro sarà diverso).

Priorità familiari e la realtà oggettiva, la vera differenza

Partiamo da un presupposto di base: se non si ha voglia di dedicarsi agli altri, condividere con le persone che amiamo e essere presenti nel bene e nel male agli eventi degli affetti familiari, si deve fare una sola cosa: evitare di farsi una famiglia.

Quando si ha un animo egocentrico che non consente di comprendere le esigenze altrui, e condividere le gioie e dolori con le persone, così come amare il prossimo, si dovrebbe evitare, magari, di farsi una famiglia. I problemi di coppia tra persone con sensibilità ed empatia diversa influenzano la convivenza per chi non sa dare e darsi.

Penso che solo in questo modo non si corra il rischio di fare confusione sulle reali priorità familiari e i propri egoistici desideri, o le proprie priorità. Va da se che se si ha una famiglia serena e sana, l’affetto è parte integrante di questi rapporti e dunque, una persona equilibrata e normo-affettiva sceglie di sua spontanea volontà di far parte della vita dei propri familiari in forma più o meno costante.

Ma, oltre a chi decide di farsi una famiglia, c’è chi in una famiglia ci si trova sua malgrado, si tratta dei figli generati che, a loro volta, un domani, saranno magari genitori. Figli nati e cresciuti in famiglie tossiche e anaffettive un domani avranno una buona probabilità di avere a loro volta problemi di relazione e di affettività.

Le persone anaffettive i narcisisti e gli egoisti patologici

Quando le cose si ingarbugliano? Quando una persona è spiccatamente narcisista o anaffettiva, o magari spiccatamente egoista e centrata su se stessa e sui propri interessi, motivo per cui non è in grado di anteporre gli altri a se stesso, ne di desiderare di condividere con i familiari i momenti salienti della vita, nel bene e nel male, dai compleanni, alle nascite, i battesimi, le festività, i lutti, i momenti di malattia ed altri eventi ed impegni di qualsiasi tipologia.

Quando l’egoismo patologico (o narcisistico) o la alassitimia affettiva sono parte integrante di alcuni individui, ecco che le priorità riguardano solo l’IO e non più il mondo circostante. Figli, nipoti, genitori, fratelli, assumono un ruolo di secondo piano rispetto a se stessi.

La vera gratificazione, per questa tipologia variabile di persone, viene principalmente da se stessi, ed è di se stessi che si finisce di parlare e di occuparsi, senza condividere molto con le persone di famiglia, e spesso è presente anche una scarsa e reale capacità e volontà di ascoltare l’altro.

Per questo tipo di persone le priorità familiari si scontrano sempre con le realtà oggettive. Vengono accantonati amici e parenti, mentre le priorità oggettive risultano essere sempre incentrate su se stessi ed i propri impegni, sia che quest’ultimi siano reali, che presunti tali.

Anche un semplice dover andare a “riposare 2-3 ore di pomeriggio” diventa una priorità, rispetto ad un evento importante pomeridiano dedicato alla propria famiglia.

Una nascita, un matrimonio o simili, ad esempio, diventa non importante e non prioritaria rispetto ad impegni di altro tipo che portano il soggetto a rimandare per mesi la sua presenza, pur di non tralasciare mai nulla “dei propri inderogabili impegni”.

Le scelte e le conseguenze

Il lavoro, gli hobby, e le varie problematiche della vita, sicuramente ci mettono spesso di fronte a delle scelte e ci costringono a dover sacrificare del tempo a vantaggio di altro ma, quando questo tempo viene speso sempre e comunque in altro, accantonando gli affetti e la famiglia, allora non si tratta di più di coincidenza sfavorevoli, ma di come queste persone decidono di impiegare il proprio tempo dando la priorità sempre e comunque a cose che riguardano solo il loro IO.

Una cosa si impara nella vita con il passare del tempo: ognuno può essere come vuole, ma sono le priorità che si sceglie di avere che delineano realmente chi sei a come riesci ad amare il prossimo; prossimo che, nello specifico, è rappresentato dalla propria famiglia e dagli affetti in genere. Ciò non significa porre se stessi in secondo piano, ma trovare il giusto equilibrio tra le due cose: “se stessi e gli altri”.

In una società sempre più egocentrica e fragile, il fulcro familiare è, e rimane, il porto sicuro dove amare e lasciarsi amare, confrontarsi, supportarsi e farsi aiutare nei momenti difficili. Confondersi è facile, forse, ma ritrovarsi lo è un po’ meno!

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