Quando è lo Stato a garantire (e pagare) l’avvocato

 

Avvocato a Milano: Quando è lo Stato a garantire (e pagare) l’avvocato

 

In determinate condizioni l’assistenza legale può essere fornita in maniera gratuita dallo Stato a chi deve iniziare una causa o si trova nella necessità di difendersi da una causa intentatagli da altri, all’interno di procedimenti civili, penali, amministrativi e tributarie. Come spiegato dagli esperti online di Avvocato Accanto, il primo discrimine è il limite reddito per il gratuito patrocinio, ulteriormente modificato agli inizi dell’anno.

 

Quando è lo Stato a garantire (e pagare) l’avvocato

 

Assistenza legale gratuita. Dal punto di vista normativo, il gratuito patrocinio è l’istituto che rende possibile la difesa gratuita in ogni stato e grado del giudizio a chi non dispone del reddito sufficiente per pagare un avvocato di fiducia; come dicevamo, anche in questo 2018 il Ministero della Giustizia ha aggiornato il tetto entro il quale si può richiedere e ottenere questo speciale supporto, facendo seguito agli effetti dell’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che è stato pari allo 0,3 per cento.

Il limite di reddito per il 2018. E così, in questo 2018 il limite di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato passa da 11.528,41 euro a 11.493,82 euro, con un lieve abbassamento dell’ammontare: solo chi non supera questa soglia, detto in altri termini, può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, che secondo il nostro ordinamento può essere appannaggio sia degli italiani sia degli stranieri.

Un supporto alle persone non abbienti. Questo istituto deriva dal “Testo unico in materia di spese di giustizia” emanato il 30 maggio 2002 dal Presidente della Repubblica con il decreto numero 115, che riporta questa definizione precisa che spiega la ratio del provvedimento: “Le persone non abbienti, qualora abbiano necessità di essere rappresentate in giudizio sia per agire che per difendersi, possono richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato”.

Il gratuito patrocinio a Torino. Secondo quanto rivelato da un recente articolo del Corriere della Sera, l’assistenza legale ed economica fornita dallo Stato sta iniziando a diffondersi in maniera più forte: soltanto a Torino, nel corso dell’anno 2017 hanno presentato tale istanza poco più di ottomila persone, con una percentuale di accettazione della richiesta pari al 94 per cento (e, dunque, 7.525 casi presi in carico in maniera gratuita). “Le istanze vengono quasi sempre accolte perché il giudice deve semplicemente valutare se esistono le condizioni per accedere al beneficio. La copia dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio viene infatti inviata contestualmente anche all’Agenzia delle entrate, cui spetta il compito di eseguire controlli più rigorosi”, ha spiegato l’avvocato Roberto Brizio, iscritto all’albo speciale dei legali disponibili al patrocinio a spese dello Stato. 

Processi in sede civile

Tante richieste nel civile. Scendendo più a fondo nell’analisi dell’utilizzo di questo strumento si nota che il gratuito patrocinio è stato utilizzato con più frequenza per i processi in sede civile che in quelli relativi al penale, nell’area torinese: 4.575 domande (57 per cento) contro 3.451 istanze (43 per cento) presentate nell’anno scorso. Per fare un raffronto, nel 2016 le richieste nel civile erano state 5.411 (60 per cento) e nel penale 3.598 (40 per cento), mentre nel 2015, erano state presentate 4.073 domande in sede civile (55 per cento) e 3.264 nel penale (45 per cento). Come spiegato nel commento allo studio, questi numeri sembrano essere dettati dal fatto che nel civile ricadono tutte le pratiche che hanno a che fare con la famiglia, come le separazioni e i divorzi, quantitativamente superiori alle altre.

 

 

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