Sentirsi un pesce fuor d’acqua, il significato e come evitare questo disagio

Sentirsi un pesce fuor d'acqua, il significato e come evitare questo disagio
Sentirsi un pesce fuor d'acqua, il significato e come evitare questo disagio

Quante volte abbiamo sentito esprimere questo concetto: “sentirsi un pesce fuor d’acqua” un termine, e un modo di dire che è entrato a far parte del vocabolario comune, utilizzato spesso per descrivere situazioni di disagio. Un pesce fuor d’acqua è colui che non si trova bene in una situazione o in un ambiente ma allo stesso tempo è una sensazione che in psicologia viene attribuita a coloro che non si sentono mai a loro agio nella vita comune di tutti i giorni: Scopriamo di più su questo modo di dire e cosa c’è dietro al significato di: Sentirsi un pesce fuor d’acqua.

Significato di Sentirsi un pesce fuor d’acqua

Innegabilmente questo modo di dire è spesso inflazionato, ma forse solo perché dietro a questo concetto si possono racchiudere molti significati, e concetti, incluso quello che riguarda uno stato emozionale descritto in psicologia.

Pesce fuor d’acqua significa, letteralmente, non sentirsi a proprio agio, esattamente come un pesce che se tenuto fuori dal suo ambiente naturale, boccheggia per un po’, soffre, e poi muore. L’immagine del pesce boccheggiante e in fin di vita rende perfettamente l’idea di come si sente colui o colei che, inserito in un contesto a lui non congeniale, ne soffre.

Sentirsi un pesce fuor d’acqua in psicologia

Il disagio può essere oggettivo o semplicemente interiore. Secondo la psicologia sentirsi in molte, o in tutte le situazione, come un pesce fuor d’acqua, è sinonimo di bassa considerazione di se o eccessiva timidezza. Talvolta può anche accadere il contrario, ossia ci si sente al di sopra della situazione contingente, come può capitare a persone provenienti da dei ceti sociali molto diversi tra di loro.

Il concetto di base del sentirsi fuor d’acqua è riconducibile a questa definizione: particolare stato d’animo avvertito e descritto, relativo a colui che inserendosi in un contesto a lui non usuale (diverso dal suo ambiente) si sente fortemente a disagio e in imbarazzo.

A quanti di voi è capitato di sentirsi almeno una volta nella vita “un pesce fuor d’acqua?” Penso a tutti!

La sensazione di essere diversi e l’introversione

Come si è ben capito la sensazione di essere diversi può essere reale, o semplicemente avvertita. Il non riuscire a compiere nessun passo verso gli altri, o a saper cogliere il momento giusto in cui gli altri lo compiono verso di noi, indica una scarsa capacità di adattamento: ci sentiamo poco propensi a condividere e ad aprirci, e a creare un interscambio con gli altri.

I caratteri introversi avranno maggiore difficoltà in tal senso. Essere eccessivamente introversi porta, molto spesso, a sentirsi dei pesci fuor d’acqua ma, la consapevolezza di questo nostro modo di essere, può aiutarci un minimo: dare il giusto input a cercare di aprirsi quel minimo che occorre per creare sane relazioni sociali o lavorative.

Come non sentirsi un pesce fuor d’acqua

Se da un lato, avere la sensazione di non essere in sintonia con determinate situazioni, ambienti o persone è legittimo, e come visto, può capitare a chiunque di trovarsi in imbarazzo in determinati contesti, non rientra nella norma sentirsi, sempre e comunque dei pesci fuori dall’acqua.

Quando questa evenienza diventa consuetudine, è ovvio che ci sia qualcosa da rivedere in noi, specie a livello di autostima, od accettazione dell’altro. Infatti, non si tratta solo di autostima. Nella maggior parte dei casi sono le insicurezze a farci sentire a disagio, ma talvolta, anche un eccesiva timidezza.

Ma può accadere anche l’esatto contrario: le menti geniali, le persone con quoziente intellettivo alto potrebbe non riuscire ad inserirsi socialmente in vari contesti di vita e con persone comuni, in virtù del fatto che magari, non avranno molto da spartire con queste persone.

Livello di adattamento e strategie

Il livello di adattamento, in questo senso, fa la sua parte. Quanto più si è adattabili, al di la delle situazioni di diversità oggettive, tanto più si riesce ad integrarsi nel contesto. Meno si è adattabili più difficile sarà l’integrazione. Ecco dunque, che sentirsi un pesce fior d’acqua non è solo questione di sicurezze ed “imprinting sociale“, ma anche di capacità di adattamento all’ambiente circostante.

Consapevoli di ciò, sappiamo che anche nei contesti a noi meno congeniali, avremo sempre qualcosa da condividere con gli altri, sia essa una ricetta di cucina, un viaggio, un confronto sul tipo di lavoro, la famiglia, figli o fratelli, un hobby, e così via. La volontà di volersi inserire riesce a sfumare la sensazione di disagio e a farci sentire, se pur in minima parte, inseriti nel contesto.

Sinonimi di sentirsi un pesce fuor d’acqua e similitudini

Sentirsi un pesce fuor d’acqua non è l’unica frase ad indicare disagio, vi sono infatti dei sinonimi e similitudini che possono avere lo stesso significato di questa frase: vediamone alcuni!

  1. Avere l’acqua alla gola (indica il sentirsi od essere in difficoltà).
  2. Sentirsi un pellegrino nel deserto (isolato dal mondo e solo).
  3. Sentirsi un naufrago alla deriva (sempre senso di ineluttabilità ed isolamento).
  4. Sentirsi un carciofo in un campo di broccoli… Simpatico sinonimo 🙂

Concludendo, se avete spesso la sensazione di sentirvi come “un pesce fuor d’acqua” forse è il caso che ne parliate con uno specialista del settore che possa aiutarvi a risolvere od alleviare questa difficoltà.

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