Atlantide: la leggendaria civiltà sommersa

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L’antica città sommersa di Atlantide è una di quelle storie che tra leggenda e realtà hanno fatto molto parlare di se, un po’ come la storia della città di  Troia, anticamente creduta una leggendaria invenzione, fu poi realmente ritrovata, da un giovane archeologo di nome Heinrich Schliemann. Alcuni ritengono che vi siano dei collegamenti tra le piramidi sommerse, come quella presente nel triangolo delle Bermuda e la città di Atlantide, la quale sembra potesse fungere da distaccamento della città stessa.

 

Atlantide: la leggendaria civiltà sommersa

 

 

Il direttore del Research Association Mediterraneo di Los Angeles, il dottor Maxine Asher, dichiarò, diversi anni fa, di essere fermamente convinto che Atlantide fosse una città  in cui era presente una super-civiltà esistente tra il 10.500 e il 10.00 a.C e che probabilmente fu distrutta da una catastrofe globale, ipotizzando il diluvio universale narrato nella Bibbia. Sembra quindi che Atlantide  si sia inabissata per via di  massicce inondazioni  che causarono un brusco innalzamento delle acque. Le ricerche effettuate  dimostrano che nei secoli si è verificato un innalzamento del livello del mare di quasi 400 metri.

 

 

Atlantide profondità

 

 

Notizie in merito ad Atlantide ci provengono da Platone, in due suoi famosi dialoghi “Timeo”, e “Crizia”  secondo i quali notizie in merito ad Atlantide erano conservate in scritti custoditi da sacerdoti egizi di Sais e dipinti sulle colonne del tempio.

Secondo il racconto di Platone Atlantide sarebbe stata una potenza navale situata “oltre le Colonne d’Ercole”, che avrebbe conquistato molte parti dell’Europa occidentale e dell’Africa novemila anni prima del tempo di Solone (approssimativamente nel 9600 a.C.). Dopo avere fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata “in un singolo giorno e notte di disgrazia”.

Il nome dell’isola deriva da quello di Atlante, leggendario governatore dell’Oceano Atlantico, figlio di Poseidone, che sarebbe stato anche, secondo Platone, il primo re dell’isola.

 

 

Atlantide: la leggendaria civiltà sommersa
Atlantide: la leggendaria civiltà sommersa

Ipotesi recenti su Atlantide

La maggior parte delle ipotesi avanzate di recente indicano la collocazione dell’ isola non più nell’Oceano ma bensì nel Mediterraneo o nei suoi immediati dintorni, dove Platone più probabilmente poteva avere tratto i vari elementi per costruire il suo racconto. Le conoscenze geografiche dei greci all’epoca di Platone erano infatti molto vaghe e limitate al bacino del Mediterraneo, ed erano in realtà sufficientemente precise solo nell’ambito dell’Egeo. Un’altra teoria risalente ai primi del 900 sostiene che il mito di Atlantide non sarebbe altro che la memoria, deformata e ingigantita, della Civiltà minoica la quale ebbe fine intorno al 1450 a.C.. La causa potrebbe essere l’esplosione del vulcano dell’isola di Thera, attualmente conosciuto con il nome di Santorini, che provocò lo sprofondamento parziale dell’isola e giganteschi terremoti: l’esplosione di Thera avrebbe propagato nel Mediterraneo un’ onda anomala in grado di spazzare via gli insediamenti lungo le costa.

Atlantide e le teorie di Sergio Frau

Una teoria analoga è stata avanzata  recentemente dal giornalista italiano Sergio Frau nel suo libro Le colonne d’Ercole (2002): le colonne di cui parla Platone andrebbero in realtà identificate con il canale di Sicilia, dunque l’isola di Atlantide sarebbe in realtà la Sardegna; il popolo che edificò i nuraghi coinciderebbe con il misterioso popolo dei Shardana o Šerden (dai quali appunto la Sardegna prende il nome), citati tra i “popoli del mare” che secondo le cronache degli antichi egizi tentarono di invadere il Regno d’Egitto.

infine, un’altra recente teorie collco Atlantide in Spagna e precisamente in Andalusia secondo le rivelazioni dello studioso tedesco Rainer Kuehne che si avvale di rilevazioni satellitari, che non coinciderebbero, però con le dimensioni e la descrizione di Platone.

Analogia per Atlantide: Machu Picchu e l’Egitto

Molte analogie tra la civiltà dell’antico Egitto e quelle dell’America Centrale: costruzioni piramidali, imbalsamazione, anno diviso in 365 giorni, leggende ed affinità linguistiche, sono una realtà. Atlantide sarebbe stata dunque una sorta di ponte naturale tra le due civiltà, esteso, probabilmente, tra le Azzorre e le Bahamas.

Nel 1815, Joseph Smith, contadino quindicenne di Manchester, nella Contea di Ontario a New York, ebbe un primo incontro con un angelo di nome Moroni il quale   anni dopo  gli mostrò il nascondiglio di alcune  tavole scritte in una lingua sconosciuta, che Smith, illuminato dall’ispirazione divina, si mise  a tradurre.

Nel 1830 uscì Il libro di Mormon, ossia la  bibbia della setta dei Mormoni, che descrive una distruzione con caratteristiche del tutto Atlantide (non  citata) avvenuta dopo la crocifissione di Cristo.

“Nel trentaquattresimo anno, nel primo mese, nel quarto giorno, sorse un grande uragano,  un orribile tuono che scosse la terra intera  molte città grandi e importanti si inabissarono, altre furono in preda alle fiamme, parecchie furono scosse finché gli edifici crollarono, e gli abitanti furono uccisi e i luoghi ridotti in desolazione.

I superstiti, il popolo di Nefi, si erano rifugiati in tempo “nel paese di Abbondanza”, dove avevano costruito templi e città, tra cui quello di Palenque e una grande fortezza identificata successivamente con Machu Picchu

Circa trent’anni dopo, uno  studioso francese, l’abate Charles-Etienne Brasseur, avanzò un collegamento tra Mediterraneo, Atlantide e Centro America.

Le sue teorie furono immediatamente screditate, ma ispirarono la prima opera popolare sull’argomento: Atlantis, the Antediluvian World, scritta dall’americano Ignatius Donnelly (1882).

Atlantide il paradiso terrestre?

Secondo Donnelly, Atlantide rappresentava in realtà  il biblico Paradiso Terrestre, nel quale  si erano sviluppate le prime civiltà, i suoi abitanti si erano in seguito sparsi nel territorio di  America, Europa e Asia, successivamente intero continente era stato sommerso da un cataclisma di origine vulcanica. Dall’altra parte dell’oceano Augustus Le Plongeon, medico francese contemporaneo di Donnelly, che per primo aveva scavato tra le rovine Maya nello Yucatan, riprese  la tematica di The Antediluvian World in Sacred Mysteries among the Mayas and Quiches 11.500 Years Ago; their Relation to the Sacred Mysteries of Egypt, Greece, Caldea and India (“Misteri sacri dei Maya e dei Quiché 11500 anni fa; loro relazione con i Misteri Sacri degli Egizi, dei Greci, dei Caldei e degli Indiani”).

Il libro ottenne un grande successo e contribuì in  alla diffusione al rilancio del mito della città sommersa di Atlantide, tuttora avvolta da grande mistero.

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