3886880913_0295538c64.jpgDivinazione

La divinazione è da sempre un’arte misteriosa che si perde nella notte dei tempi. Molti popoli usano divinare in modo diverso, per alcuni la divinazione è strettamente legata alla religione di appartenenza “Santeria cubana”, popoli Nigeriani, Cabala Ebraica, Brasile, etc. praticamente, in alcuni paesi fa parte del vivere sociale mentre in altri è considerata con molti pregiudizi una credenza popolare di poco conto, sia in un caso che nell’altro, uno dei metodi di divinazione più conosciuto in tutto il mondo è costituito dai tarocchi.

Tarocchi cenni storici

L’arte della divinazione tramite i tarocchi è antichissima, circa le sue origine sono presenti numerose versioni, quel che è certo è che nell’antico Egitto si praticava la divinazione con i tarocchi, gli unici a cui era concesso il privilegio di divinare erano i sacerdoti  e i principi di sangue reale. In seguito, con la decadenza dell’impero tutto andò distrutto, ma si salvò il libro “Ta-Rosch”, che in parte riuscì a conservare gli elementi fondamentale di questa divinazione. nel tempo, grazie ai popoli nomadi,  questa conoscenza si diffuse per tutta l’Europa, prendendo vari nomi:

Naibe, che in italiano rinascimentale significa “Il gioco del luogotenente”.

Naipes, in lingua spagnola.

Naibi, deriva dalla lingua araba e significa prendere, tenere.

Arcani maggiori

Fu così che dal più antico gioco divinatorio composto da 22 figure simboliche chiamate arcani maggiori, si arrivò in seguito alla mescolanza delle carte comuni  di denari, coppe, spade e bastoni, realizzando un gioco molto simile all’attuale briscola.

La tradizione cristiana e la cultura occidentale ne modificarono l’iconografia.

Verso il XV secolo i tarocchi approdarono nelle corti, e sebbene in forma più frivola, rispetto a quella egiziana, vennero nuovamente destinati alla divinazione. Nel tempo verranno realizzate varie versioni dai dipinti molto belli.

In Italia, l’uso dei tarocchi risale ad un periodo precedente il Rinascimento probabilmente eredità del Medioevo, nel Convivio di Dante (Convivio II,3), troviamo la chiave della loro etimologia e della loro moralità.

Tarocchi

Il mazzo degli Arcani (questo è il loro nome), è costituito da 78 carte, 22 sono gli Arcani maggiori, i quali vengono rappresentati da 22 figure che si avvicendano in un vero e proprio percorso iniziatico.

Le 22 Lame o Arcani presentano le 22 lettere sacre dell’alfabeto ebraico, esistono numerose correlazioni tra la Cabala ebraica e la divinazione degli arcani, spesso sconosciute alla maggior parte delle persone, ma non a coloro che usano questo metodo di divinazione.

Nel corso degli secoli, figure,  costumi e dettagli si sono modificati, il legame delle Lame (carte) con i  simboli dell’alfabeto ebraico è rimasto inalterato, le dieci Sephirot e i 22 Arcani formano quello che i cabalisti chiamano le “trentadue vie” della scienza assoluta. Ogni Arcano ha corrispondenza con le lettere della “Kabbalah“, esiste inoltre, una corrispondenza pitagorica numerologica  e planetaria, anche queste molto spesso ignorate dai non esperti del settore.

 

Gli Arcani maggiori sono 22:

  • I        IL BAGATTO
  • II       LA PAPESSA
  • III      L’IMPERATRICE
  • IV      L’IMPERATORE
  • V       IL PAPA
  • VI      GLI AMANTI
  • VII     IL CARRO
  • VIII    LA GIUSTIZIA
  • IX      L’EREMITA
  • X       RUOTA DI FORTUNA
  • XI      LA FORZA
  • XII     L’APPESO
  • XIII    LA MORTE
  • XIV    LA TEMPERANZA
  • XV     IL DIAVOLO
  • XVI    LA TORRE
  • XVII   LE STELLE
  • XVIII  LA LUNA
  • XIX    IL SOLE
  • XX     IL GIUDIXIO
  • XXI    IL MONDO
  • 0       IL MATTO

Quello dei Tarocchi è, un mondo, pieno di fascino, in cui si incontrano moltissime elementi e tradizioni religiose, appartenenti a numerose etnie distribuite in tutto il globo, per questo motivo, giorno per giorno approfondiremo questo discorso in maniera minuziosa e dettagliata.

 

 

Fedele riproduzione del Grande Gioco dell’Oracolo delle Dame.

È sicuramente uno dei mazzi esoterici più affascinanti e misteriosi: Etteilla (Jean-Baptiste Alliette) lo pubblicò tra il 1783 e il 1787 a Parigi e Amsterdam.

L’autore affermò che il gioco dei Tarocchi era derivato direttamente dal leggendario “Libro di Thoth“, un testo magico dell’antico Egitto che potrete riscoprire attraverso queste carte.

5 COMMENTS

  1. Caspita, pensa che pensavo anche io di scrivere dei tarocchi! Li leggevo (con l’i-ching, le rune,i cristalli e le sibille) da quando avevo 15 anni poi, con la nascita delle piccine ho abbandonato
    tutto 🙁 Quanti ricordi… Vabbe’, magari scriverò di altro ^_^

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