L’interpretazione dei sogni dai popoli antichi a Freud e Jung: Artemidoro

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L'interpretazione dei sogni dai popoli antichi a Freud e Jung: Artemidoro

Durante la vita di ogni essere umano le fasi positive e negative ricorrono e si alternano, ad essi viene associata l’attività onirica che spesso si rileva come unica soluzione alle più svariate problematiche, non è a caso che si usa dire: <<ci dormirò su >>.

Così come è  abitudine centenaria pensare che la notte porti consiglio, tutto questo perché durante il sonno l’attività onirica che si manifesta con i sogni  affronta e talvolta risolve a livello inconscio problematiche e situazioni che creano squilibrio nella vita del soggetto.

 

L'interpretazione dei sogni dai popoli antichi a Freud e Jung: Artemidoro
L’interpretazione dei sogni dai popoli antichi a Freud e Jung: Artemidoro

 

L’interpretazione dei sogni dai popoli antichi a Freud e Jung: Artemidoro

 

Può capitare che alcuni sogni vengano completamente dimenticati, ma l’attività onirica e i messaggi ad essa collegati rimangono attivi  nel nostro subconscio. I sogni rivestono un ruolo fondamentale nella nostra vita, in alcune epoche sono stati oggetto di studi ed attenzione riportati alla ribalta da Freud e dai suoi seguaci, in altre, hanno attraversato fasi di decadimento, una storia lunga ed avvincente quella dei sogni che si intreccia con periodi storici, religioni e culture fondendosi talvolta con pratiche divinatorie.

Anticamente, in molti popoli veniva attribuito ai sogni un significato divino e “rivelatorio”, sono giunte a noi molte le opere letterarie inerente il panorama onirico, dal quale è possibile estrapolare notizie e informazioni importanti,  alcuni testi importanti ci provengono dalla Biblioteca di Babilonia dove anticamente venivano conservate numerose tavolette recanti numerose chiavi di lettura dei sogni, che ritroviamo raccolte nel libro: “il libro dei sogni Assiro”, risalente all’epoca  di re Hammurabi, 1728 – 1626 a.C; attraverso questo materiale fu realizzata nel II secolo d. C. un’importante opera  sui sogni da Artemidoro: “L’Onirocritica”, uno dei testi più completi, contenente materiale proveniente da vari popoli, racchiuso in 5 volumi, possiede al suo interno 90 sogni avveratosi da lui interpretati in modo corretto.

Se ben sia basata su testi della tradizione “L’Onirocritica” possiede al suo interno accenti personali e moderni, l’autore attribuisce molta importanzaall’abilità dell’interprete, inoltre  anticipa Freud nel sottolineare l’importanza di tutti i riferimenti che evocano nella coscienza le immagini oniriche. Artemidoro compie una distinzione classificando i sogni in “fantasie oniriche” e “sogni premonitori”, atti ad indicarci il futuro, questi ultimi vengono suddivisi in diretti e simbolici, i primi sono di facile interpretazione per via dei contenuti presenti, mentre i secondi richiedono l’intervento  di un “interprete”  che ne sveli il significato mediante l’associazione ad una simbologia  ben precisa e catalogate. I sogni simbolici, vengono a loro volta suddivisi in:

  • personali,
  • impersonali,
  • comuni,
  • pubblici e cosmici.

Per la prima volta viene  presa in considerazione l’identità, il carattere, lo stato d’animo e l’occupazione (lavorativa o altro) del sognatore, considerando  la possibilità che regole interpretative possano variare a seconda delle epoche e delle culture. Il grande valore dell’opera di Artemidoro fu riconosciuta  sia da Freud che da Jung.

I popoli dell’area mediterranea si influenzarono reciprocamente nella valutazione del mondo onirico, la sfera divina era presente in varie forme e atteggiamenti, un percorso onirico simile era seguito anche dai popoli egiziani i quali ritenevano anch’essi che i sogni provenissero dagli dei ma non ritenevano, a differenza degli altri popoli, che durante il sogno il corpo si disgiungesse dall’anima.

 

I greci ed i sogni

La cultura greca fu la sola che si distinse fortemente dal resto dei popoli, questa nazione, culla di molti filosofi, attraverso  l’oniromanzia abbozzò i primi tentativi di trovare nel sonno e nei  sogni  un significato dal punto di vista scientifico: Uno  dei primi  a rendersi conto della realtà umana presente nei sogni fu  Eraclito di Efeso (VI – VII sec a. C.), il quale riteneva che nei sogni fosse racchiuso il mondo interiore del soggetto.In seguito l’interpretazione di Aristotele affermò  che durante il sonno i sensi sono attivi anche in assenza di stimoli esterni, allo stesso modo Platone  credeva che esistesse un mondo interiore in cui l’anima tendeva ad affacciarsi durante il sonno, riconoscendo la partecipazione primaria di emozioni e sentimenti, esattamente come farà Freud molti secoli dopo. Rimane il fatto che, Platone, ritenesse comunque una implicazione divina dei sogni, fermamente convinto che ci fossero inviati da Zeus.

 

L’evoluzione dell’interpretazione dei sogni nel corso dei secoli

Nel corso dei secoli il quadro riguardante il mondo onirico ha risentito di cambi di rotta e modifiche ma, nella sostanza, i concetti di base presenti sono gli stessi, considerando che attualmente da diversi orientamenti vengono considerate sia la componente interpersonale inconscia che l’attività premonitrice attribuita ad alcuni sogni, inoltre alcuni popoli presenti nel “globo” gli attribuiscono anche ad oggi, una forte influenza divina.

 

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