Roma nel 1850 metropoli paesana preindustriale

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Roma nel 1850 metropoli paesana preindustriale

Storicamente la Roma dell’Ottocento mantenne un aspetto campagnolo che si andò via via sviluppando negli anni del piano regolatore 1883. Roma nel 1850 metropoli paesana che si reggeva sull’agricoltura, la produzione di vino e la pastorizia, attività che si svolgevano all’interno delle mura cittadine e contribuirono al benessere romano, insieme al modo gli affitti e al turismo. Quasi tutto il ceto borghese esercitava il mestiere di affittacamere.

Roma nel 1850 metropoli paesana: turismo e affittacamere

Nel 1850 Roma era ben lontana dall’industrializzazione, sebbene la Chiesa volesse far apparire il contrario, elencando come produzioni industriali produzioni prettamente locali e artigianali. Gli affittacamere erano una gran fonte di reddito, basti pensare che nel 1851 la città contava 180 mila abitanti e che nel periodo della settimana santa si recarono a Roma 25 mila stranieri. Stessa cosa accadde durante il carnevale e nelle festività Natalizie.

Il turismo resse l’economia della Roma ottocentesca

Roma attraeva, esattamente come fa anche ora, orde di turisti. Era proprio il turismo a reggere l’economia della città grazie al patrimonio immobiliare ecclesiastico e quello dei principi; inoltre le attività locali e le tenute agricole fornivano anch’esse una buona rendita. Per questo motivo non si investiva nell’industria e Roma rimase, per lungo tempo, una metropoli paesana preindustriale.

Roma antica
Roma antica

Roma nel 1850 gli edifici e la prima ferrovia Roma – Frascati

Dentro la città infatti, non si vedevano costruzioni riconducibili ad una produzione industriale, ma solo granai, fienili, campi e panni stesi: ma lo sviluppo era alle porte. Uno dei pochi segni di modernità che la città romana vantava era la ferrovia.

La prima linea ferroviaria con tratta Roma – Frascati fu inaugurata nel luglio del 1856. Non fu un grande investimento per la società costruttrice. La stazione di Roma fu collocata fuori Porta Maggiore e veniva affiancata da un omnibus che partiva da Piazza Montecitorio. Mentre, quella di Frascati era collocata a 3 chilometri dalla cittadina, immersa tra le vigne ed i canneti.

Proprio per questa dislocazione poco comoda le merci continuarono ad essere trasportate con le diligenze. Per questo il ristorante ed il piccolo teatro costruiti dalla società ferroviaria all’ingresso di Frascati, non riscossero molto successo. Ma nonostante gli errori commessi, il futuro ferroviario di Roma era stato avviato.

Roma e l’illuminazione a gas dell’800

Altro barlume di modernità proveniva dalle illuminazioni a gas. Su pressione delle forze armate occupanti francesi, e per motivi di sicurezza si procedette all’installazione di illuminazioni a gas nel 1849 – 1853 che sostituì quella meno efficiente ad olio.

Il giornale di Roma presento così l’evento: “Alcune delle principali via di Roma, ieri sera, alle 7 (19:00) cominciarono ad essere illuminate a gas. E la luce che usciva dal becco di ogni lampione era si vivida e chiara, che interamente eclissava quella che mandavano i lampioni ad olio adoperati finora. Una grande moltitudine di persone si è intrattenuta fino a tarda ora onde godere di sì bello spettacolo”.

Prime vie romane illuminate con lampioni a gas

I primi luoghi ad essere illuminati furono: piazza del Popolo e via del Corso, piazza del Gesù, piazza Venezia, e ovviamente la strada detta Papale che andava dal Vaticano a Castel Sant’ Angelo, e che da qui attraversando il ponte giungeva a Sant’Andrea della Valle, costeggiava il Campidoglio, giungeva al Colosseo e passando accanto alla Chiesa di San Clemente (oggi via San Giovanni), giungeva fino al Laterano.

Roma antica Colosseo
Roma antica Colosseo

Roma violenta 247 omicidi in 2 anni 1850 – 1852

Nonostante l’illuminazione, nei giorni feriali dopo le 21 le strade erano deserte, ciò favoriva incontri segreti, amori ed omicidi che all’epoca a Roma si verificavano in gran numero. Dopo la caduta della Repubblica Romana il popolo romano era noto per la litigiosità.

Esempio di ciò lo sono i numeri: nel periodo che va dal 1850 al 1852, in soli due anni nella città romana si verificarono ben 247 omicidi tutti avvenuti con arma da taglio, il coltello.

Vendette contro le milizie francesi

A ciò si aggiunsero le numerose vendette perpetrate verso gli invasori, ovvero, i soldati francesi, di cui diversi cadaveri vennero rinvenuti nelle acque del Tevere e spesso, gli omicidi rimanevano impuniti, in quanto molto raramente si trovava il colpevole che finiva, di conseguenza, nell’allora carcere del Muro Torto.

Considerazioni

Una Roma bellicosa, quella di metà ottocento, in cui artigianato e modernità cominciano a camminare, almeno progettualmente, su binari paralleli. Ma ancora ci vorrà del tempo affinché la città si svilupperà dal punto di vista industriale. Intanto a Roma, come in altre città italiane ed europee si andava sviluppando nell’aristocrazia, la moda e la nuova sartoria dell’ 800 e del 900.

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3 COMMENTS

  1. che meraviglia Roma a quei tempi sempre una citta’ meravigliosa non vedo l’ora che si ritorni a viaggiare per visitarla

  2. Un periodo storico molto interessante! Non sapevo che Roma avesse vissuto però un periodo di omicidi e violenze nell’800.

  3. Ciao storia molto interessante e dire che nominano Napoli il leader per gli omicidi, ogni mondo è paese

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