Regalare un mazzo di fiori, indipendentemente dalla ricorrenza da celebrare, è sempre un pensiero gradito. Ciò vale ambo i sessi: i fiori, infatti, hanno significati che trascendono la classica distinzione maschile/femminile. Con il passare del tempo, però, i fiori possono appassire, specie se poco (o mal) curati.

Sono rare quelle efflorescenze che, anche dopo diverse settimane, mantengono ancora il colorito vivido mostrato pochi giorno dopo l’acquisto. Si tratta di un fenomeno naturale: i fiori, infatti, come qualsiasi essere vivente hanno bisogno di acqua, di luce e di ossigeno, comportandosi alla pari di un organismo delicato.

Regalo che dura nel tempo

Nonostante appassiscano, il pensiero altruista di chi ha donato i fiori rimane pur sempre valido. Tuttavia, c’è anche chi preferisce regalare o ricevere in dono dei fiori che… non appassiscano.

La natura vuole che i petali perdano smalto diventando estremamente deboli, ma con qualche piccolo accorgimento è possibile esaudire il sogno di chi vorrebbe avere sempre con sé un fiore “immortale”.

Un esempio è dato dalle affascinanti rose stabilizzate. Ma cosa si intende per “rosa stabilizzata”? Quali sono le sue caratteristiche? Come ottenere un fiore di questo tipo?

La stabilizzazione delle Rose

La “stabilizzazione” di una rosa non è altro che un trattamento chimico (non nocivo) con il quale si fissa l’aspetto della rosa per lungo tempo. Tale trattamento è nato nella seconda metà del secolo scorso, a partire dagli anni ’80, e col passare dei decenni è divenuto sempre più efficace.

Oggi, infatti, una rosa stabilizzata può perdurare per diversi anni, senza che il tempo possa scalfire la sua bellezza. Va precisato, per dovere di completezza, che le rose stabilizzate sono rose vere. Spesso gli inesperti tendono a confondere le prime con fiori artificiali, ritenendo impossibile che un’efflorescenza possa rimanere immutata nel corso degli anni.

Certo, si tratta pur sempre di un dubbio ragionevole, ma va anche considerato che i progressi della chimica hanno fatto passi da gigante, consentendo all’uomo di ottenere rose in grado di “vivere” a lungo al massimo del loro splendore.

A questo punto, come è giusto che sia, viene da chiedersi: come ottenere una rosa stabilizzata? Quale tipo di composto chimico è utilizzato per portare a termine il processo conservativo?

Bouquet di rose rosse e rose stabilizzate
Bouquet di rose rosse e rose stabilizzate

Il processo di stabilizzazione

In precedenza è stato fatto riferimento alla chimica, la disciplina che, grazie alla sperimentazione, ha permesso di raggiungere un risultato come la stabilizzazione delle rose. Al fine di portare a termine il processo citato, è necessario poter operare su rose appena colte (manualmente!).

L’ideale sarebbe poter applicare la soluzione chimica sulle rose migliori, quelle caratterizzate da un colorito vivido e dotate di un bocciolo particolarmente carnoso; dopotutto, la stabilizzazione va compiuta solo sulle rose più belle, no? Dopo essere state colte, si deve attendere che le rose raggiungano in maniera naturale la maturità.

Quali rose scegliere

La stabilizzazione può avvenire solamente su rose mature, poiché le efflorescenze, in questa fase vitale, saranno cariche di liquidi. Come agire? Vengono sostituiti i liquidi del fiore con una miscela composta da acqua, coloranti e glicerina. Si può ben intuire come si tratti di un processo altamente specialistico, demandato all’esperienza di un botanico o un fioraio.

Una volta terminate le operazioni, la rosa deve essere lasciata temporaneamente a riposo (un paio d’ore), dopodiché può essere riunita insieme ad altre rose simili, così da formare un mazzo elegante e… immortale!

L’aspetto e la resistenza delle rose stabilizzate

Una volta terminato il processo la rosa appare splendente! Il composto chimico, infatti, se instillato a dovere, è in grado di conferire al fiore un aspetto appariscente; non solo, la rosa ha un aspetto straordinariamente naturale, pur rimanendo fuori dall’acqua.

Una stabilizzazione media, sempre se eseguita con cura, può durare anche più di un anno (un arco di tempo che, a pensarci bene, sembra un’eternità), ma le stabilizzazioni migliori garantiscono una vita duratura ed estremamente lunga alle rose (si parla anche di diversi anni!).

Consistenza rosa stabilizzata

Al di là dell’aspetto, è interessante notare come la rosa stabilizzata mantenga intatta anche la sua consistenza. Una rosa appena colta appare molto morbida al tatto, con i petali che, allo scorrere delle dita, risultano leggeri e delicati, ma è uno stato che perdura al massimo per uno o due giorni; una rosa stabilizzata, invece, mantiene questa stessa condizione per un arco di tempo più ampio, rimanendo setosa e sempre morbida.

Che sia solitaria o in un mazzo più ampio, la rosa stabilizzata non va innaffiata, né ricevere qualsiasi altra cura atta a mantenerla in salute: un motivo in più per regalarne un magnifico esemplare alle persone a cui si vuole bene.

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