Crescere giocando: imparare con le attività ludiche

Il gioco risale all’alba dei tempi. Nell’antichità ci si arrangiava con bastoncini di legno e sassi, bambole e palle di stoffa, poi, si è passati alle bambole in ceramica e alle partite a carte, ed ora i bambini hanno a disposizione molti giochi  tra cui scegliere:

Lo scopo però rimane il medesimo, soprattutto per i piccoli, per i quali  questi giochi si traducono in attività ludiche.

 

Crescere giocando: imparare con le attività ludiche
Il gioco: le attività ludiche e la crescita

Crescere giocando: imparare con le attività ludiche

 

Ma cosa si intende esattamente con questo termine? Le attività ludiche hanno la funzione di migliorare lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e motorio del bambino. È stato dimostrato, infatti, che questo tipo di giochi aumenta la neuro-plasticità delle aree del cervello coinvolte durante il gioco.

 

Sviluppare le diverse aree

Esistono vari tipi di attività ludiche che sono in grado di sviluppare aree del cervello responsabili di diverse attività.

  • I giochi motori, ad esempio, sono fondamentali per migliorare la postura e le capacità motorie come correre, saltare, lanciare oggetti e coordinare gli arti. Le attività motorie dal oro canto, sviluppano le competenze cognitive.
  • Ci sono anche i giochi socio-drammatici nei quali il bimbo finge di essere qualcun’altro e usa la fantasia per creare luoghi, situazioni e personaggi che lo aiutano ad esprimere la sua personalità e i suoi sogni.
  • Infine, i giochi cooperativi, cioè i tipici giochi di gruppo dove lo scopo non  è gareggiare e prevalere ma al contrario, divertirsi ed imparare a conoscere ed accettare gli altri.

Diverse attività ludiche per ogni fase di crescita

Oltre a queste distinzioni, inoltre, c’è un’ulteriore divisione da fare a seconda dell’età del bambino che, a seconda del suo sviluppo emotivo, si rapporta e gioca con gli altri in modo diverso.

L’attività ludica ha luogo già nel primo anno di vita, quando il bambino comincia a conoscere se stesso e il mondo che lo circonda attraverso il movimento di braccia e gambe ma anche grazie al rapporto con il corpo della madre.

 

Secondo anno: ansia da separazione ed oggetto transizionale

Rapporto che, intorno ai 2 anni, si definisce sempre di più fino a portare alla consapevolezza, da parte del bambino, di essere una persona a parte. In questo momento capisce anche di doversi separare da lei, e quindi si trova a dover affrontare l’ansia da separazione. Per aiutarlo si usa un oggetto transizionale, cioè un giocattolo o una bambola che rappresenti la figura materna, o la persona che si prende cura del bambino, un oggetto che lo rassicuri quando lei non c’è (la classica copertina di Linus).

 

Il gioco come strumento di socializzazione

Finora il bambino ha sempre giocato in solitaria, ma ora che comincia ad avere una visione del mondo più chiara e ampia inizia anche a socializzare e a voler giocare con gli altri, sperimentando con i vari oggetti che lo circondano.

Dai 4 anni i bambini cominciano a sviluppare l’immaginazione, che usano nel gioco per metabolizzare le emozioni belle e brutte della vita di tutti i giorni.

Dai 6 anni in poi, infine, le attività ludiche cominciano a svolgersi in gruppo, con una serie di regole e punizioni che il bambino deve seguire: in questo modo mette da parte l’ego e impara a interagire e rispettare gli altri.

 

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Le attività ludiche e il gioco sono quindi una parte fondamentale della crescita del bambino, ed è dovere di ogni genitore fornire ai propri figli gli strumenti necessari per crescere in armonia.

 

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12 Commenti

  1. Nunzia82

    Ho sempre pensato che il gioco sia importantissimo per la crescita dei bambini. Post molto interessante per aiutare i genitori ad orientarsi su quasi giochi è meglio proporre alle diverse età.

     

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