Il Carnevale: storia origini e tradizioni

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carnevale origini
carnevale origini

Il carnevale inizia 40 giorni prima di Pasqua e termina il  Martedì grasso ossia, il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri. Il carnevale rappresenta un periodo di gioco e mascheramento sia per i più piccoli che per gli adulti un momento di festa e divertimento che coinvolge tutto le classi sociali. Vediamo insieme il Carnevale: storia origini e tradizioni di questo evento allegro e ricco di festeggiamenti e colori.

Il Carnevale e la storia

Durante il 1970, il governo italiano ha deciso di rilanciare la storia e la cultura di Venezia, e ha cercato di utilizzare il Carnevale tradizionale come elemento di attrazioni. Oggi, circa 50.000 (altre fonti  parlano di 100.000- 150-000) si recano a Venezia ogni giorno per il Carnevale. Uno degli eventi più importanti è il concorso per la migliore maschera che si svolge l’ultima settimana del Carnevale. Un altro importantissimo carnevale, conosciuto in tutto il mondo è il Carnevale di viareggio”.

Al carnevale sono legate tradizioni, maschere e dolci, in molte località italiane si organizzano feste in piazza con sfilate di carri allegorici, a cui, nonostante il freddo, partecipano migliaia di persone ogni anno.

L’elemento comune del Carnevale in ogni città, è costituito dai festeggiamenti in luoghi sia all’aperto che al chiuse, dalle maschere e dai  carri allegorici e dall’uso di coriandoli e stelle filanti.

Carro allegorico carnevale di Viareggio
Carro allegorico carnevale di Viareggio
 

Storia ed origini del Carnevale

 
Benchè presente nella tradizione cristiana le origini del carnevale son ben più antiche e si rifanno infatti alle dionistiche greche e ai saturnali romani. In dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza. 
Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, un periodo di festa  e simbolico rinnovamento, durante il quale il caos e il gioco sostituivano l’ordine normalmente costituito, ma una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva l’ordine consueto talvolta rinnovato, per un ciclo valido fino all’inizio del carnevale seguente, “Il ciclo preso in considerazione” era riferito all’anno solare.

Nell’epoca antica la Dea Iside (riportata anche nell’impero romano) veniva festeggiata con l’ausilio di gruppi  di maschere e di un carro che passava durante le antesterie (Feste celebrate in onore di Dionisio), periodo che cade tra Febbraio e Marzo chiamate, ad Atene, dionisie.

Il 12 di Antesterione, si svolgeva in un clima di allegria domestica e di ebbrezza, ma contemporaneamente, si andava sviluppando anche un secondo aspetto, decisamente più cupo e in contrasto col giorno precedente: vediamolo!

Secondo la storia si racconta che in quei giorni i fantasmi popolassero le città, si manifestavano spiriti chiamati  “Cari” considerati gli antichi abitanti dell’Attica: Le popolazioni  per proteggersi,  cospargevano le porte di pece e compravano rametti di biancospino. Tutti i templi erano chiusi così come tutti i santuari bloccati. Durante questo giorno si usavano delle maschere, infatti, non molti lo sanno, ma  Dioniso è anche considerato Dio della maschera. Oltre al mascherarsi  si usava svolgere dei cortei con dei carri, esattamente come accade ancora ai nostri giorni.

      Foto sotto: Oinochoe  raffigurante la sfilata di un gufo armato durante la celebrazione delle Antesterie (410–390 a.C.).File:Armed owl Louvre CA2192.jpg

Il Carnevale a Venezia: Bauta, Gnaga e Moretta

Uno dei travestimenti più comuni nel Carnevale antico,  a partire dal XVIII secolo, rimasto in voga ed indossato anche nel Carnevale moderno, è sicuramente la “Bauta”, prettamente veneziana ed indossata sia dagli uomini che dalle donne, costituita da una maschera bianca denominata “larva” completata da un avvolgente mantello nero. La bauta veniva utilizzata durante il carnevale ed a teatro, ma anche in feste galanti in cui si voleva corteggiare ed essere corteggiati mantenendo l’anonimato.

Carnevale di Venezia: storia e date
Carnevale di Venezia: storia e date
  • Un altro travestimento, era la “Gnaga”, adottato sia  dalle  donna che dagli uomini, facile da realizzare e d’uso piuttosto comune. Era costituito da indumenti femminili di uso comune e da una maschera con le sembianze da gatta, accompagnati da una cesta al braccio che solitamente conteneva un gattino.
  • Molte donne invece, indossavano un travestimento chiamato “Moretta”, costituito da una piccola maschera di velluto scuro, indossata con un delicato cappellino e con degli indumenti e delle velature raffinate, era una maschera muta.

Il Carnevale e l’economia veneta: i teatri e i spettacoli

Durante il Carnevale le attività e gli affari dei veneziani passavano in secondo piano, ed essi concedevano molto del loro tempo a festeggiamenti. Oltre alle grandi manifestazioni nei luoghi aperti, si diffusero ben presto piccole rappresentazioni e spettacoli di ogni genere talvolta trasgressivi,  presso le case private, nei teatri e nei caffè della città. Nelle dimore dei sontuosi palazzi veneziani si iniziarono ad ospitare grandiose e lunghissime feste con sfarzosi balli in maschera. Carnevale diede impulso ad un numero crescente di spettacoli mascherati allestiti nei teatri privati della città. Gli eventi erano spesso allestiti e finanziati da famiglie nobili veneziane, le quali intravidero presto l’esigenza di affidare le rappresentazioni, sempre più elaborate, a grandi artisti e veri professionisti della recitazione.

Questi spettacoli in luoghi privati erano inizialmente riservati ad un ristretto pubblico di famiglie nobili. Verso la metà del 1500, seguendo il grande sviluppo e la richiesta di questo genere artistico, a Venezia aprirono numerosi altri piccoli teatri, rivolti anche ad un pubblico popolare. All’inizio del 1600, con l’incremento del numero e della qualità delle compagnie teatrali, formate ormai da artisti professionisti ed apprezzate anche fuori città, si svilupparono vere e proprie attività legate al mondo della commedia teatrale, delle arti sceniche e dell’artigianato dei costumi e delle maschere. Il carnevale nei secoli successivi, si è evoluto in tutta italia assumendo aspetti e diversificazioni in base alle località. Il Carnevale di Venezia con le sue programmazioni attira ogni anno un numero elevato di turisti.

Venezia è un meta ambita per i turisti non solo a carnevale ma anche tutto l’anno per la bellezza dei luoghi e l’unicità della città lagunare.

Le  maschere più conosciute  del Carnevale

  • Pantalone, una delle più antiche maschere veneziane.
  • Pulcinella, originario di Napoli, è poco affidabile e di carattere pauroso e mutevole, riesce a cacciarsi sempre   nei guai.
  • Arlecchino, il quale nasce nei quartieri poveri di Bergamo insieme a Brighella, un servo credulone e bugiardo che si caccia facilmente nei guai, il suo abito è costituito da toppe multicolori.
  • Brighella, in scena è un servitore come Arlecchino ma più furbo dello stesso.
  • Colombina, invece è originaria di Siena, sulla scena è spesso la moglie o la fidanzata di Arlecchino.
  • Balanzone, che ha sempre la testa fra le nuvole, sulle spalle porta un’ampia toga
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Ciao sono Mara Mencarelli, founder di questo ed altri siti. Blogger, webeditor, freelance. La scrittura e lo sport sono tra i miei interessi principali. Per informazioni e collaborazioni scrivi a maraoya21@gmail.com

7 COMMENTS

  1. Articolo molto interessante e ben scritto, però le persone che si recano in città ogni giorno durante il Carnevale sono tra le 100.000 e le 150.000

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