L’undicesima fatica di Eracle: Ercole e le tre mele d’oro

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L'undicesima fatica di Eracle: Ercole e le tre mele d'oro
L'undicesima fatica di Eracle: Ercole e le tre mele d'oro

Siamo giunti all’undicesima fatica di Eracle, quella che narra delle tre mele d’oro. Si tratta della penultima fatica di Eracle, in quanto le fatiche di Ercole, così chiamato nella mitologia romana, sono dodici in totale (dodekathlos in greco).

Si tratta di una serie di episodi della mitologia greca che narrano le gesta dell’eroe e che servirono per espiare la sua colpa più grande, quella di essersi reso colpevole della morte della sua stessa famiglia in seguito ad un attacco di ira generato da Era, di cui il motivo, fu la gelosia di Era nei confronti di suo marito Zeus perché Ercole era figlio illegittimo.

L’undicesima fatica di Eracle: le tre mele d’oro

L‘undicesima fatica di Eracle consisteva nel riuscire a prendere le tre mele d’oro: Le mele d’oro si trovavano nel giardino delle Esperidi abitato dalle figlie della notte, quattro belle ninfe. La difficoltà per Eracle era quella di dover, non solo prendere le mele, ma riuscire a sapere dove si trovasse questo giardino segreto.

In viaggio verso l’Africa

Dopo averlo cercato in diverse zone della terra greca, si diresse a chiedere informazioni a Prometeo che, riconoscente per essere stato liberato dalle catene che lo imprigionavano per essersi reso colpevole del furto del “fuoco divino”, gli diede le preziose informazioni. Grazie ad esse, si diresse verso l’Africa. Attraversò l’Egitto, successivamente l’Etiopia e poi giunse in Libia.

Atlante e le tre mele d’oro

Durante il viaggio per compiere l’undicesima fatica di Eracle, l’eroe incontrò varie difficoltà ma riuscì comunque ad andare avanti fino a trovare il titano che reggeva il cielo sulle sue spalle. Egli si chiamava Atlante, ed era prigioniero del suo compito.

Ercole si offrì di prendere il suo posto per un po’ in cambio Atlante avrebbe dovuto recarsi nel giardino delle ninfe e prendere i tre pomi d’oro. Atlante accettò e compì la sua missione senza grandi difficoltà.

Atlante tornò con le tre mele d’oro ma disse a Eracle che non voleva più sostenere il cielo, ma tornare libero. Ercole, con astuzia, gli disse che accettava, ma aveva bisogno di un favore: gli chiese di tenere solo per un secondo il peso del cielo, in modo che lui potesse costruirsi una stuoia che alleviasse i dolori del suo compito.

Ovviamente si trattò di uno stratagemma e, non appena Atlante riprese il cielo sulle sue spalle, Ercole fuggì con le tre mele d’oro compiendo l’undicesima fatica di Eracle.

Le dodici fatiche di Eracle origini

Grazie alla sua furbizia, intelligenza, e astuzia, si può dire che Eracle fu uno degli eroi della mitologia greca più apprezzato. I 12 racconti o fatiche di Eracle furono scritti separatamente e poi riuniti in un unico volume, chiamato Eracleia, scritto intorno al 600 a.C. dallo scrittore Pisandro originario di Rodi. Questo volume che riunisce le fatiche di Eracle è oggi, andato perduto.

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