Elsa, vita di coppia e responsabilità

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Elsa, vita di coppia e responsabilità
Elsa, vita di coppia e responsabilità

Si sentì improvvisamente in colpa. Aveva la sensazione di fare un torto a quella bella bambina dagli occhi verdi Si, ne avrebbe parlato con Marco, lui era sua padre è avrebbe trovato la soluzione. Elsa aveva una settimana da organizzare e tante cose a cui pensare prima di iniziare il suo nuovo lavoro.

Arrivò l’ora di cena. Marco aveva avvisato che avrebbe ritardato il suo rientro a casa. Nei mesi estivi, capitava spesso che si trattenesse più a lungo al lavoro. C’erano le consegne da completare prima del mese di agosto e, grazie a Dio, il lavoro non gli mancava.

Questo gli permetteva di avere un tenore di vita al di sopra della media. Elsa avrebbe potuto scegliere di non lavorare; se avesse voluto. Ma non era quello che desiderava. Aveva studiato tanto per poter concretizzate le sue ambizioni. Amava l’arte, praticamente da sempre.

Sin da bambina era stata attratta da quel mondo in cui l’attenzione al dettaglio, la bellezza, è l’esternazione delle emozioni attraverso un dipinto, una scultura o un’ installazione, anche insolita, l’avevano sempre coinvolta e affascinata entrandogli prepotentemente nell’animo.

Aveva un animo sensibile, Elsa. Lei amava le cose belle, amava le persone, la natura, ogni soffio di vento e raggio di sole, ogni insetto, animale e goccia d’acqua, ogni elemento e ogni essere vivente. Era una creatura bella, parte integrande della natura e del mondo stesso con cui viveva in simbiosi silenziosa.

Vita di coppia

Erano da poco passate le 21:00. Elsa e Angelica avevano cenato da un pezzo. La piccola si era addormentata sul divano, ed Elsa, senza svegliarla, l’aveva delicatamente spogliata e messa nel suo lettino. Era una serata che offriva un tepore come preludio estivo, non troppo calda e ben ventilata. Non era necessario accendere il condizionatore. Non amava quel tipo di refrigerio forzato; non era abituata.

Al suo paese le serate estive erano fresche e ventilate e, anche ad Agosto, di notte, non era raro, l’utilizzo di un copriletto o di una copertina leggera. Elsa era una ragazza di provincia, semplice e poco pretenziosa, le piaceva vivere così come era stata abituata per anni.

Accese la TV. Davano una serie televisiva che stava seguendo da alcune settimane, ma quella sera non riusciva ad immergersi nella storia del film. Era presa da altri pensieri. Presto avrebbe iniziato a lavorare. Di questo era felice, ma aveva anche un senso d’angoscia: era necessario trovare qualcuno che si occupasse di Angelica quando lei e Marco erano al lavoro.

Sentì girare la chiave nella serratura: era Marco!

Ciao, come va? Tutto bene?… Marco entrò e la baciò sulla bocca. La salutava sempre con affetto. A lei piaceva molto questo suo modo di fare. Le chiese come era andata la giornata e poi si diresse in cameretta per dare il bacio della buonanotte ad Angelica.

Tornò in soggiorno e si sedette a tavola per cenare. Il piatto era coperto per tenere in caldo la cena. Elsa era molto premurosa con lui. Bistecca e fagiolini, pane fatto in casa e frutta fresca che Elsa acquistava da un contadino che, 2 volte alla settimana, vendeva i suoi prodotti al mercato di zona. Non aveva molta scelta, ma i suoi prodotti erano buoni; il sapore le ricordava, quello di frutta e verdura del suo paese.

Dialogo e confronto

Marco era visibilmente stanco. Aveva lavorato tutto il giorno. Lo lasciò cenare parlando del più e del meno, informandosi su come era andato il lavoro e riassumendogli la puntata in TV.

Il momento di parlare

Aveva pensato a lungo a cosa dire e a come dirlo. Non voleva offendere la sensibilità di Marco ma, al tempo stesso, si chiedeva come mai lui non avesse pensato a tutto ciò che si stava delineando all’orizzonte nella loro vita. Il suo ingresso nel mondo del lavoro cambiava alcune cose in modo radicale.

Era arrivato il momento di parlare. “Marco volevo chiederti una cosa” disse quasi in un bisbiglio… non aveva nulla da temere eppure si sentiva in inferiorità in quel discorso a due.

Marco la guardò negli occhi scrutandone il dissenso: “che cosa c’è che ti cruccia Elsa?“…

Elsa raccolse tutte le sue energie e in pochi secondi sviscerò a Marco le perplessità che le nascevano dal suo prossimo nuovo impiego e alla necessità di trovare qualcuno per badare ad Angelica.

Marco rimase qualche secondo in silenzio. Poi si alzò, spense la TV, e si diresse verso la camera da letto senza rispondere.

Marco sto parlando con te! Aggiunse; alzando un poco la voce.

Sono stanco, (disse), non possiamo riprendere questo discorso domani?

Un velo grigio calò sulla serata. Fuori, il vento si era calmato. La notte, silenziosa, non le avrebbe dato la risposta che cercava. Almeno non quella sera.

Il resto a Domenica prossima

Vi lascio con una domanda, come faccio sempre dopo ogni episodio del racconto: vi capita di essere ignorate quando cercate un confronto per qualche argomento scottante o problema da risolvere?

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  1. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA
  2. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA TROVA LAVORO
  3. ELSA TORNA IN PROVINCIA LA VISITA A NINFA
  4. ELSA TORNA A CASA UNA SETTIMANA DA ORGANIZZARE
  5. ELSA VITA DI COPPIA E RESPONSABILITA’
  6. PUNTI DI VISTA E RESPONSABILITA’: ELSA ALLA RICERCA DELLA SOLUZIONE
  7. CHI FA DA SE FA PER TRE: ELSA VERSO L’INDIPENDENZA

17 COMMENTS

  1. Mi lasci così, con la curiosità di sapere come andrà a finire?
    Marco si comporterà come tutti gli uomini che credono di poter rifare il mondo??? Non vedo l’ora arrivi domenica 😀

  2. a volte capita soprattutto quando si è entrambi presi da mille questioni (lavoro, figli, casa,…) ma non si dovrebbe mai smettere di confrontarsi, soprattutto sulle questioni importanti..
    Ora attendo la nuova parte del racconto 🙂

  3. Purtroppo mi e’ capitato , triste ma vero, alcune persone ignorano quello che non vogliono accettare. Aspetto la seconda parte !

  4. uff sempre così per noi donne, annunciare di avere un lavoro e non poter badare alla bimba, una tragedia annunciata, sono curiosa di sapere il seguito

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