Elsa la razza di provincia trova lavoro

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Elsa la ragazza di provincia trova lavoro
Elsa la ragazza di provincia trova lavoro

Le sembrava di vivere come sospesa in una bolla di sapone pronta a rompersi da un momento all’altro. Sospesa tra amore e realizzazione, desideri e sogni Elsa la ragazza di provincia stava per realizzare un suo sogno: trovare lavoro. La vita di città aveva sicuramente il suo fascino ma Marco stavo molto poco a casa, rientrava quasi sempre la sera per l’ora di cena, e le giornate sembravano davvero interminabili per Elsa: se solo avesse trovato un lavoro…

Sei mesi dopo…

Erano passati sei mesi da quando Elsa aveva deciso di andare a convivere con Marco, trent’anni, un ragazzo di città che veniva da un matrimonio fallito, ma molto propositivo nei confronti del loro futuro e verso la nuova relazione. I fine settimana erano fantastici. Spesso si recavano a fare gite fuori porta, (sempre se il tempo lo permetteva).

Il sabato sera cenavano fuori casa e incontravano gli amici. Alle volte, anche la piccola Angelica era con loro, anche se nelle uscite serali e notturne, data la sua giovane età, preferivano lasciarla con la nonna paterna. Le giornate e le settimane scorrevano così, velocemente, ed Elsa si stava abituando a questa sua nuova vita. Angelica era dolcissima e le piaceva molto occuparsi di lei.

Dopo innumerevoli colloqui di lavoro, andati male, finalmente si presentò all’orizzonte una proposta di lavoro interessante.

Il colloquio di lavoro

Un amico di Marco, Stefano, noto architetto romano, era alla ricerca di una figura femminile professionale per la sua galleria d’arte. Nel cuore di Roma, si trovava la “galleria d’arte Il Sole Rosso”, che ospitava mostre permanenti e mostre d’arte temporanee. Si trattava per lo più di una galleria d’arte contemporanea, ma aveva anche una sezione dedicata ad opere storiche classiche, con quadri e sculture di pregio.

Un luogo incantato, per Elsa, che amava questo genere di esposizioni: era proprio il lavoro giusto per le!. Avrebbe dovuto occuparsi degli allestimenti ogni qual volta si metteva in atto una nuova mostra; curare le relazioni con i proprietari delle varie opere, ed essere presente in galleria nell’orario di apertura. Le piaceva questa offerta e sperava proprio di concludere positivamente.

Dopo un lungo colloquio, durato più di un’ora e una conclusione informale che si svolse in una sala da caffè vicina alla galleria, Stefano ed Elsa, vararono i dettagli relativi alla retribuzione e all’orario lavorativo, e si lasciarono soddisfatti, salutandosi con un sorriso ed una stretta di mano.

Elsa non stava più nella pelle: non vedeva l’ora di correre a casa per raccontare tutto a Marco. Avrebbe iniziato a lavorare nella galleria a Luglio, e precisamente ad inizio mese. Mancavano solo due settimane, pensò; due settimane che le sarebbero sembrate lunghissime!

Finalmente anche lei aveva un suo lavoro e, ne era certa: le gratificazioni non le sarebbero mancate!

La sera

Il colloquio di lavoro era andato avanti più a lungo del previsto, ed Elsa tornò a casa giusto in tempo per la cena. Erano da poco passate le 20:30. L’orologio dl campanile di fronte, scoccò la mezz’ora.

Ciao Marco“, disse con voce euforica. Marco comprese subito che le cose erano andate bene perché nell’aria c’era un non so che di frizzante: ” ti hanno presa“? disse. La stanza era in penombra, e Marco, rientrato da poco dal lavoro, si stava riposando sul divano.

Siiii“, rispose lei saltandogli al collo e baciandolo sul viso ripetutamente.

Bene, sono felice per te, questa sera festeggiamo e andiamo a cena fuori, anche perché non c’è nulla di pronto, ed ho una gran fame“.

Le sembrò quasi un rimproverò quel commento suonò apostrofato con un tono diverso: “non c’è nulla di pronto“. Ma no non era così, pensò; e poi non voleva rompere quell’attimo di felicità! Sorrise.

Si chiusero l’uscio alle spalle e si diressero verso la trattoria sotto casa. Era felice! L’indomani avrebbe chiamato i suoi genitori per raccontargli la belle notizia…

Quando un sogno sta per realizzarsi c’è sempre qualcosa che ci ricorda che abbiamo anche altro da fare…

Il seguito a Domenica prossima: Elsa torna in provincia: la visita a Ninfa

Vi lascio alcune domande a cui mi piacerebbe possiate rispondere:

  1. A quanto pare per Elsa il lavoro era davvero molto importante: Quanto è importante per voi il lavoro?
  2. Preferireste lavorare o occuparvi della vostra famiglia a tempo pieno?

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Ciao sono Mara Mencarelli, founder di questo ed altri siti. Blogger, webeditor, freelance. La scrittura e lo sport sono tra i miei interessi principali. Per informazioni e collaborazioni scrivi a maraoya21@gmail.com

13 COMMENTS

  1. Ti ringrazio per tema che hai trattato, io sono dell’idea che sono entrambi importanti, e farò di tutto per bilanciare le cose perché sono convinta che non si debba rinunciare ne alla famiglia ne alla propria carriera

    • Ciao penso che ogni donna tenta di bilanciare le due cose ma spesso non ci si riesce o si finisce per ritrovarsi sopraffatti… secondo me, molto dipende dalla propria famiglia e dal proprio compagno. Le esigenze e le realtà femminile sono cambiate ma la società maschile, e non solo, fatica a comprenderlo

  2. un tema molto attuale, nella vita ognuno deve cercare di far combaciare lavoro e casa, no è scritto da nessuna parte che tutte le faccende di casa li deve svolgere la donna. se si lavora in due anche in casa si devono dividere i compiti

  3. Ma è un racconto che hai scritto tu?
    Mi ha subito appassionato!
    Per me il lavoro è stato molto importante in passato tanto da mettere in secondo piano la famiglia. Ma quando è arrivata mia figlia ho dovuto fare una scelta ed ovviamente sono rimasta con lei!

  4. Racconto interessante! Non riuscirei a star ferma, ho bisogno di lavorare per diversi fattori. Un tema che sicuramente ancora oggi si discute parecchio.

  5. Io reputo importante il lavoro ma al tempo stesso è importante occuparmi della mia famiglia… anche perchè senza un lavoro ..vengono a mancare tante cose!

  6. Ciao quando mi sono sposata ho scelto di non lavorare perchè altrimenti eravamo agli antipodi dell’Italia, essendo lui un militare. Dopo anni me ne sono pentita, il lavoro non solo è importante ma gratificante e regala rispetto

  7. In effetti il lavoro rende autonomi e quando si è autonomi il rispetto, per alcuni versi, lo so esige…quando non vi è autonomia la libertà spesso viene a mancare e so è costrette ad accettare compromessi e talvolta scarsa considerazione

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