Verde sospeso verticale, o verde a terra, in vaso, le piante da scegliere vanno considerate in relazione alla facilità di coltivazione, e all’adattamento in vaso, a seconda della disposizione ed esposizione. Le piante che hanno un ridotto apparato radicale e non necessitano di frequenti trapianti, sono le più indicate per essere poste in vaso. Vediamo quali sono e come vengono classificate.

Come scegliere il terriccio giusto per fiori piante e arbusti

Le piante si suddividono in annuali, biennali, erbacee perenni, bulbose ed infine cespugli, arbusti ed alberelli. Le piante primaverili da giardino sono moltissime. Ogni categoria citata ha esigenze vegetative diverse e richiede una coltivazione appropriata e specifica per quella categoria.

Le piante annuali

Si tratta di piante con vita limitata, appunto annuali, erbacee che iniziano la loro vita con la semina e che la terminano a fine stagione dopo la fioritura che produrrà nuovi semi da piantare. Alcune annuali hanno una fioritura breve ma molto intensa per questo si consiglia una semina a più riprese, distanziata, per poter godere dei fiori più a lungo. Tra esse la Calendula, il tagete, l’Alisso. Piante con cicli brevi che spesso si auto riproducono facendo cadere al suolo i loro semi. Torneranno a fiorire l’anno successivo.

Tra le più rustiche ricordiamo il papavero, il nasturzio ed il garofano, piante annuali che vanno seminate a fine inverno, direttamente nella fioriera o nel vaso. Alcune sono indicate per i giardini con prato informale.

Più delicate ma altrettanto belle troviamo la viola e lobelia che è necessario seminare prima in semenzaio protetto in substrato di torba e sabbia per poi trapiantarle a dimora quando le condizioni climatiche esterne lo permetteranno.

Le piante biennali

Le piante biennali hanno vita più lunga delle precedenti. In genere concludono il loro ciclo vitale in 2 anni. Il primo anno crescono con un buon sviluppo che tende a completarsi con la fioritura l’anno seguente. Queste piante possono essere seminate direttamente nelle fioriere o nei vasi. Durante la stagione invernale andranno diradate e protette dalle basse temperature invernali. Con la bella stagione potranno essere trapiantate, rinvasate e poste in sede. Alcune definite biennali in realtà tornano a rifiorire anche successivamente o ad auto riprodursi.

Le erbacee perenni

Si tratta di specie dai diversi portamenti, ossia strisciante, cespuglioso, ricadente, alcune sempreverdi mentre in altre la parte aerea si secca rimanendo però vivo e a riposo l’apparato radicale che tenderà a germogliare di nuovo in primavera. Come tutte le erbacee hanno delle radici poco profonde e per questo si adattano con facilità a vivere anche in ciotole e vasi poco profondi. Con le erbacee perenni si può ottenere un bellissimo effetto scenografico sistemandole in soluzioni miste e tenendo conto dei contrasti di colore e dell’epoca di fioritura a scalare.

Le piante bulbose

Le bulbose possono essere coltivate sia in terra che in idrocoltura. Possiedono un fusto sotterraneo che può essere costituito da un bulbo, come ad esempio i ciclamini, gli Iris, il narciso, il giacinto o il tulipano con una sola gemma apicale che da vita a fiori e foglie. Iris mughetto e croco hanno gemme e forme diverse e fioriture precoci. I bulbi vanno interrati 3 o 4 mesi prima del periodo previsto di fioritura.

Le fioriture durano qualche settimana e quando il fiore appassisce lo si deve recidere lasciando la vegetazione fin quando non secca in modo spontaneo in questo modo si favorisce l’accumulo di sostanze nutritive nel bulbo che tornerà a fiorire l’anno seguente. Anche in questo caso per un bell’effetto estetico si possono preparare delle fioriere con diverse varietà di bulbi con fioriture che avvengono in mesi diversi.

Giacinto (Hyacinthus ibridi): specie e coltivazione
Giacinto (Hyacinthus ibridi): specie e coltivazione

Piante rampicanti

Belle nel fogliame e nelle fioriture, le piante rampicanti si prestano a ricoprire pergole, abbellire muri, staccionate e grigliati regalandoci abbondanti fioriture. Ve ne sono alcune a foglia caduca ed altre a foglia persistente le piante rampicanti sono presenti in numerose specie da scegliere per le nostre esigenze, in base al clima e all’esposizione. Tra esse la vite americana, la bouganvillea, le clematidi, il gelsomino ed il falso gelsomino, gesominum officinale detto trachelospermum la bignonia con i suoi fiori a trombetta, il poligono, il caprifoglio alcune varietà di rose etc.

Piccoli alberi, arbusti e cespugli

Piccoli alberi, arbusti e cespugli sono utili per allestire verde e fioriture nei piccoli giardini, sui terrazzi e sui balconi. Gli arbusti possono essere utilizzati per creare schermature, i cespugli zone di verde insieme ai cespugli fioriti. Tra le piante cespugliose rientrano anche le erbe e piante aromatiche come rosmarino, salvia timo e lavanda che oltre a ad essere utili in cucina allontanano anche gli insetti.

Come coltivare e riprodurre le aromatiche

Terriccio e substrato giusto per ogni pianta

Generalmente, le piante da coltivare in vaso hanno predilezione per terricci di consistenza soffice, leggera e porosa. Questo perché consentono la giusta areazione e umidificazione, inoltre questi terricci leggeri riducono i problemi id peso e staticità dei balconi. In commercio se ne trovano di varia tipologia.

  • Terriccio universale: possiedono caratteristiche diverse in relazione alle varie marche ma sostanzialmente si tratta di terriccio formato da cotiche erbose compostate, fogliame, parti legnose sminuzzate e letame. Nei terricci di minor qualità prevale la torba, stoppie triturate sabbia e terriccio organico. Infine troviamo dei terricci specifici ben formulati per piante come le azalee ed i gerani.
  • Terriccio di foglie: fatto di foglie e corteccia insieme a legno triturato finemente come quello di castagno, faccio e quercia. SI tratta di un terriccio molto leggero e soffice umifero che riesce ad apportare alla pianta molto nutrimento. Essendo un terricci leggermente acido è utile per molte piante coltivate in vaso miscelandolo con terriccio universale.
  • Terriccio di aghifoglie: si decompone più lentamente ed apporta, quindi, un minor nutrimento alle piante. Si tratta comunque di una tipologia molto soffice, drenante decisamente acido, per cui utilizzato al pari del terriccio di erica (povero e fibroso), mescolato, si utilizza per terreni poveri e troppo calcarei come correttivo.
  • Loam: si tratta di un particolare tipo di terriccio che viene ricavato dalle zolle erbose stratificate che vengono lasciate decomporre. E’ un terriccio fibroso ed abbastanza compatto con buone capacità nutrizionali. Un tempo era il comune terriccio da giardino.
  • Stallatico e letame: si tratta di sostanze necessarie per nutrire in maniera corretta le piante. Deve essere ben maturo e va usato con moderazione per evitare eccessi e bruciature anche gravi. In commercio è disponibile sotto forma di granuli secchi già miscelati pronto per poter formare un terriccio arricchito.

Utilità del compost naturale

Chiunque si impegni nella coltivazione di piante, fiori, alberelli in casa sul balcone o in giardino può utilizzarsi per la produzione di compost naturale utilizzando gli scarti prodotti in casa e, in particolar modo in cucina. Tramite compostaggio si ottengono terricci di ottima qualità bel leggeri. A tal proposito è utile leggere questo articolo: Compost e riciclo: come fare il terriccio fai da te.

Terricci, piante acidofile e mancanza di ferro

Alcune piante presentano un ingiallimento delle foglie. Questa colorazione anomala della pagina fogliare indica che la pianta è sofferente ed ha carenze di ferro, detta clorosi ferrica che ne causa l’ingiallimento, appunto. Attenzione dunque alla scelta del terriccio che in alcune piante con esigenze particolari va scelto in modo selettivo. E’ il caso, ad esempio, delle piante chiamate acidofile che prediligono terricci a PH acido. Ve ne cito alcune:

  • Azalee
  • Rododendri
  • Andromede
  • Camelie
  • Corbezzoli
  • Eriche
  • Gardenie
  • Magnolie
  • Mimose
  • Mirtilli
  • Skimmie e specie meno note come Pieris, Leucothoe, Hamamelis, gli Equiseti etc.

Tra le erbacee acidofile ricordiamo le calle, i gigli, le felci, i lillà, la vinca e le clivie. Mentre gli alberi più comunemente amanti del PH acido sono i seguenti:

Da ciò che abbiamo detto si evince che non ogni terriccio sia adatta od ogni pianta. Ma in questo caso si possono apportare anche modifiche al terreno con apposite correzioni adottata attraverso stallatico, concimi liquidi e solidi a lento rilascio, e prodotti minerali di vario genere.

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