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domenica, Gennaio 11, 2026
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Come scegliere il trucco da sposa: make up perfetto per le nozze

Come scegliere il trucco da sposa: make up perfetto per le nozze
Come scegliere il trucco da sposa: make up perfetto per le nozze

Per molte donne arriva il momento del fatidico sì, il giorno delle nozze tanto atteso. Scegliere l’abito ed il make up da sposa è un’impresa che assorbe molta dell’attenzione della futura sposa e talvolta si commettono errori. Come scegliere il trucco da sposa? Vediamo quali sono le regole di base per un make up perfetto per le nozze.

Trucco da sposa: errori e regole per un make up perfetto

Partiamo dagli errori di base che comunemente vengono commessi quando si sceglie un trucco da sposa. In genere si tende ad enfatizzare l’evento anche con il make up: cosa molto sbagliata. Il trucco per le nozze deve riproporre la bellezza naturale ed elegante della donna facendone risaltare i pregi, e nascondendo i difetti, ma il tutto senza stravolgerne i lineamenti e la fisionomia. Uno degli errori più grandi che si possa commettere è quello di trasformarla in un bizzarro “mascherone” in cui il make up di matrimonio, trasforma completamente la sposa scivolando talvolta anche in un make up volgare, o proponendo un’immagine che non rappresenta la persona per come realmente è. Il trucco, come i gioielli da sposa devono essere raffinati, mai eccessivi e volgari.

Perché si sbaglia?

In genere chi si occupa di matrimoni e di make up di nozze non commette questo errore, in quanto conosce bene le regole di base per un trucco da sposa elegante e mai eccessivo. Le truccatrici parrucchiere da cui ci si reca spesso per tagliare i capelli, invece, non sempre sono altamente specializzate in questo genere di make up e tendono a effettuare un “bel trucco” che spesso però, può risultare inappropriato per l’evento matrimonio. Il trucco per un evento mondano, un capodanno, una serata particolare, è una cosa, e il trucco per la sposa è un’altra, e vi chiariamo il perché di questa affermazione.

Come scegliere il trucco da sposa: migliori 5 regole

Come visto non basta realizzare un bel trucco, ma serve creare un trucco da sposa raffinato, in linea con il tipo di nozze, con la cerimonia, con l’abito e soprattutto, con la fisionomia ed i colori della sposa, senza dar luogo ad eccessi di sorta: vediamo come fare!

  1. La regola numero uno per un make up di nozze è quella di studiare il viso, i colori della sposa e prendere ispirazione da questi: se la sposa ha un incarnato bianco, non si dovrà applicare un fondotinta troppo scuro, ma rispettare il colore dell’incarnato e lavorare su questa base. Potranno essere corrette imperfezioni della pelle, ma sempre rispettandone la tonalità.
  2. Regola numero due per il trucco sposa: dare risalto agli occhi. Gli occhi sono il fulcro del make up insieme a sopracciglia e bocca, ma mentre per la bocca vedremo come operare, per gli occhi il consiglio è di usare tonalità come il marrone o il grigio/nero creando sfumature leggere che valorizzino lo sguardo. La matita andrà usata ma in maniera limitata, mentre il rimmel si può utilizzare così come leggere ciglia finte.
  3. La terza regola per il make up nuziale è quella che consiglia di curare le sopracciglia senza però marcarle in maniera eccessiva. Sebbene molte make up artist amino dar risalto alle sopracciglia, è bene considerare che talvolta, un arco sopraccigliare troppo marcato, irrigidisce e indurisce il volto e lo rende molto meno elegante.
  4. La quarta regola per truccare una sposa consiglia di non eccedere neanche nell’uso di terra, fard o similari. Gli zigomi potranno essere leggermente colorati rispettando sempre e fortemente l’incarnato della sposa.
  5. L’ultima regola per rendere bellissima una sposa con il trucco, riguarda la bocca. Le labbra andranno truccate in maniera quasi sempre leggera e naturale. Da evitare la matita che marca, in maniera esagerata il contorno, specie se con colori come il marrone scuro o il nero. Scegliere tonalità di rossetto tenui come il rosa il rosa perlato. Alcuni rossi chiari o scuri possono essere indicati solo ad alcuni volti e incarnati: quindi attenzione!

Regole e consigli di eleganza per un trucco da sposa

Alcune di voi, leggendo questa guida sul trucco sposa, potranno trovarsi non in accordo, ma pensate per un attimo quante spose vi è capitato di vedere che avevano un make up esagerato che gli stravolgeva il viso, e che per questo, non vi sono piaciute: sicuramente più di una. Ecco perché anche se farete la prova del trucco da sposa e la vostra truccatrice di nozze cercherà di convincervi ad adottare il make up che preferisce lei, ricordatevi che lo specchio è rivelatrice, e che l’immagine che deve riflettere è quella di un volto rilassato, naturale e raffinato, in linea con l’abito e con l’evento di cui sarete la protagonista. Il perfetto make up da sposa non stravolge viso e lineamenti, non ne cambia i colori, ma asseconda l’insieme del volto, valorizzandolo.

Trucco da giorno e trucco da sera sposa

Se il matrimonio è di sera si può eccedere un po’ di più con il make up, ed usare anche brillantini o simili ma senza mai esagerare. Anche se la sera ci concede un po’ di più, è sempre bene non dimenticarsi che l’eleganza della sposa è determinata dall’insieme: abito, trucco, gioielli e acconciatura “trucco e parrucco sposa” sono fondamentali, ma anche l’abito. Se scegliete un abito shabby chic per il matrimonio anche il make up dovrà rispettare questo stile ed essere leggero e un tantinello country (es acconciatura con nastri o fiorellini bianchi, coroncina, make up in marrone e bianco leggero. i colori del make up però sono anche influenzati dai colori dell’incarnato, e dei capelli, nonché degli occhi.

Abiti da sposa vintage shabby chic
Abiti da sposa vintage shabby chic

Make up sposa giovane

Per i colori valgono le regole di base che abbiamo enunciato in questo articolo, ma anche l’età ha la sua influenza sul make up. Se siete una sposa giovane, cercate di non caricare il vostro viso di make up, ma di adottare un trucco sposa più naturale possibile. La bellezza è data dalla vostra giovane età, e se volete proprio osare, fatelo con lo sguardo e l’abito. Perfette le acconciature con capelli sciolti e naturali.

Make up sposa giovane
Make up sposa giovane

Sposa bionda, castana chiara e sposa rossa: make up e i colori

Sposa bionda o castana chiara e rossa  il make up e i colori
Sposa bionda o castana chiara e rossa il make up e i colori

Per questa tipologia di sposa il consiglio è di adottare per l’ombretto tonalità calde come il marrone, il bronzo per la sera, e l’avorio e il marrone o il grigio chiaro per il giorno, che andranno sfumati molto e completata con l’ombretto bianco verso l’arco sopraccigliare. Per le sopracciglia rispettare il colore senza marcarle troppo.

Perfetto anche il grigio molto chiaro sfumato verso l’esterno dell’occhio e accompagnato da un leggero bianco perlato per realizzare un trucco delicato e giovanile.

Per le labbra sono consigliabili i toni rosati e aranciati o i gloss nude. Le rosse possono sfruttare l’ampia gamma di ombretti marroni, qualche punta di oro e utilizzare rossetti aranciati o tinte naturali.

Sposa mora o castana scura

Sposa mora o catana trucco? Per questa tipologia di sposa i colori più adatti sono tutti quelli della terra, ossia ogni tonalità di marrone, ampia scala di grigi e nero ma sempre da usare con parsimonia e sfumandoli moltissimo. In alcuni casi si potranno adottare anche colori come il violetto ed una leggera linea di eye-liner che ridisegni l’occhio nell’arcata superiore.

Disegnare le sopracciglia ma senza marcarle troppo per non appesantire il volto, e utilizzare un fard in linea con l’incarnato in maniera moderata.

Quanto al rossetto, sono consigliati i toni chiari e nude. Le castane dal colore brillante possono adottare anche un rossetto arancio o mattone chiaro. Le more in alcuni casi possono puntare anche sul violetto specie se hanno optato per questo colore anche per l’ombretto, ma è necessario un incarnato chiaro ed un viso regolare. Alcuni esempi fotografici nelle immagini sottostanti. Il “non eccedere” rende vincente il make up per ogni donna, buna o bionda che si sposa.

Come scegliere il trucco da sposa
Come scegliere il trucco da sposa in base al colore dei capelli e degli occhi

L’acconciatura da sposa

Anche l’acconciatura da sposa ha un ruolo molto importante e spesso, insieme a orecchini e gioielli, tende a coronare l’insieme del viso della sposa. Molto, nella scelta dell’acconciatura, dipenderà anche dal tipo di capelli che abbiamo, dalla loro condizione e stato di salute e dalla lunghezza. Le acconciature, sia con chioma libera che acconciata e legata, difficilmente si rivelano sbagliate anche se sceglierne un tipo idoneo all’abito e al proprio stile, non è sempre facile; per questo vi lasciamo un approfondimento sulle acconciature da sposa ricco di consigli utili.

Come scegliere l’acconciatura per sposa

Come fare jeans strappati fai da te guida facile

Come fare jeans strappati fai da te guida facile
Come fare jeans strappati fai da te guida facile

Come strappare i Jeans: Cropped pants fai da te

Sono di gran moda, piacciono molto, e sono facili da realizzare: di cosa stiamo parlando? Ma dei jeans strappati fai da te, un vero must della cultura giovane, e non solo. Corti, lunghi o 3/4, i jeans sono un passepartout adatti per moltissime esigenze, pratici e resistendo si trasformano in un capo di tendenza se strappati e tagliati. Ma vediamo come realizzare pantaloni strappati fai da te.

Come fare jeans strappati fai da te in 5 passaggi

Se giriamo per i negozi fisici o online sono moltissimi i brand che propongono jeans strappati da uomo o da donna anche a prezzi stratosferici: strappati sono più belli, e soprattutto, sono di moda. Ma possiamo realizzare da soli i jeans stracciati, con strappi scoloriture e tagli, in maniera semplice: vediamo come fare a rendere speciale questo capo, il pantalone jeans che da oltre 147 anni è in vetta alla classifica tra i capi più amati.

Fai da te: jeans strappati

Jeans strappati come fare? Negli anni 80 i jeans strappati hanno iniziato a prendere piede e, nel decennio successivo lo stile grunge li ha portati in auge facendoli diventare uno dei capi cult più amati. Le fashioniste di oggi ne vanno pazze le amano in tutte le versioni dagli short cortissimi ai jeans lunghi sia a tubo che a zampa. Per iniziare ci dovremo procurare dei materiali.

Occorrente

  • Jeans dismessi o nuovi ed economici
  • Candeggina
  • Forbici
  • Taglierino
  • Carta vetrata
  • Giornale
  • Pinzette
Come fare jeans strappati fai da te in 5 passaggi
Come fare jeans strappati fai da te in 5 passaggi

Jean strappati come fare

  1. Per prima cosa per realizzare i pantaloni in jeans strappati è quella di decidere se tagliarli molto o creare un jeans usurato fai da te ma senza troppi buchi o tagli. Fatto questo, prendete i vostri Jeans e lavateli in acqua tiepida, aggiungendo qualche goccia di candeggina. Prima inserite la candeggina, poi mescolate e immergete i pantaloni per circa un’ora. Sciacquate e asciugate. Iniziate la procedura per strappare i jeans.
  2. Indossate i jeans da strappare e segnate con un gesso da sarta dove volete effettuare i tagli o le zone usurate e poi procedete.
  3. Riempite i jeans con dei giornali per fare spessore e non lesionare la parte inferiore dei pantaloni e cominciate a consumare la zona con la carta vetrata agendo con discreta forza.
  4. Se amate i tagli, operate con la taglierina praticando dei tagli in prossimità delle ginocchia, ma senza esagerare. Anche in queste aree, e sulle cosce, agisci con la carta vetrata per migliorar e l’effetto usurato. Vedrai apparire dei fili bianchi della trama dei jeans che potrai lasciare a vista o tagliarli ulteriormente. Aiutati con una pinzetta per le ciglia per tirare fuori i fili.
  5. Infine, indossa i tuoi jeans strappati e controlla se il livello di usura e di strappi ti piace, o se voi aumentare l’effetto usurato. A questo punto i tuoi jeans stracciati donna fai da te, (o uomo), sono pronti per essere indossati e foggiati con un bel tacco 12 o con scarpe da ginnastica.

Come rovinare i jeans? O meglio quanto abradere e tagliare i pantaloni jeans in base al proprio gusto. Questo tutorial Jeans strappati è facile da seguire. In base al tipo di jeans che vi piace indossare deciderete se strappare i jeans di più o di meno o se semplicemente usurarli con carta vetrata a grana grossa.

Quali sono le 5 zone fitoclimatiche italiane utili per piante e giardini

Quali sono le 5 zone fitoclimatiche italiane utili per piante e giardini
Quali sono le 5 zone fitoclimatiche italiane utili per piante e giardini

Conoscere le 5 zone fitoclimatiche italiane è utile per capire quali piante possiamo inserire nei giardini e quali è meglio evitare. In base alla zona climatica infatti, si hanno temperature, altezze e terreni diversi, e con essi, vengono influenzate anche le temperature locali. La classificazione in 5 aree climatiche ci pervien da Aldo Pavari (1916) che si ispirò al modello di Heinrich Mayr (1906), poi completato nel 1937 da Alessandro De Philippis.

Quali sono le 5 zone fitocliamatiche in Italia

Le zone fitocliamtiche sono rappresentate, oltre che da aree climatiche e parametri climatici riferite a rappresentazioni geografiche, anche ad un’ associazione vegetativa che racchiude specie vegetali omogenee nel territorio. I campi di applicazione delle zone fitoclimatiche riguardano la botanica, l’ecologia e la selvicoltura.

Sono utili da considerare quando si allestiscono dei giardini. L’Italia, per la sua conformazione geografica, ha il privilegio di possedere una flora molto interessante e variegata, che spazia dalle specie botaniche subartiche, come le piante da montagna, fino a numerose specie botaniche subtropicali, come ad esempio, la Palma di San Pietro “Trachycarpus Excelsa” nota anche con il nome di Chamaerops excelsa, endemica in Sardegna, appartenente alla grande famiglia delle palme.

Per riconoscere in quale zona climatica si trova il proprio giardino è bene consultare la cartina illustrata che evidenzia le varie zone fitoclimatiche che sono 5:

  • Zona 1: Laurtum
  • Zona 2: Castagnetum
  • Zona 3: Fagetum
  • Zona 4: Picetum
  • Zona 5: Alpinetum

Zone fitoclimatiche: Lauretum

Il Lauretum è una zona climatica che si estende dal mare fino circa a 200 – 300 metri sull’Appennino settentrionale, e a 600 – 900 metri sull’ Appennino meridionale e sulle isole, tutte le aree geografiche a un clima mite e caldo che consentono la coltivazione di specie tropicali e semini anticipate.

La tipologia di vegetazione più diffusa in queste aree sono quelle tipiche della macchia mediterranea e specie come la sughereta ” Quercus suber”, la pineta “Pinus pinea”, P. Halepensis e P. Pinaster. Le specie botaniche di dimensioni minori variano in base anche al terreno e all’altitudine per cui possiamo trovare da piante di ginestre, a mirto, fino a piante da sottobosco come i ciclamini.

  • Lauretum caldo: è caratterizzato dalle coltivazioni intensive degli agrumi.
  • Lauretum freddo: si distingue per coltivazioni estese di ulivi.

Castagnetum seconda zona fitoclimatica

Il Catagnetum si estende dalla Pianura Padana, sulle Prealpi dai 300 ai 400 metri, fino ai 700 – 900 metri sull’Appennino e, ad altitudini crescenti andando verso sud. La vegetazione tipica è costituita dai boschi di castagni con l’ottimo frutto la castagna, “castagneti”, dal querceto deciduo, ed anche dal bosco misto di latifoglie decidue.

Fagetum terza zona fitoclimatica

La terza zona è rappresentata dal fagetum che si estende sulle Alpi dai 700 – 100 metri, fino anche ai 1200 ai 1500 m. mentre, sugli Appennini dagli 800 ai 900 metri sino al limite della vegetazione arborea. Formazioni tipiche di queste aree sono la faggeta pura e mista, con carpino, acero e abete bianco.

Zona 4 Picetum

Occupa la fascia alpina tra i 1500 metri ed i 2000 metri, e, nell’area orientale la zona Picetum si colloca anche in zone più basse. La tipologia di vegetazione caratteristiche di questa zona sono diverse conifere come il larice, il pino e l’abete bianco.

L’alpinetum 5° area

L’Alpinetum occupa la fascia alpina più elevata, da 1700-1800 m. sino al limite della vegetazione arborea. I boschi sono sempre molto radi e sono costituiti in prevalenza da larici, pino cembro e pino uncinato. La zona fitoclimatica Alpinetum non riveste grande interesse per le coltivazioni ne per il giardinaggio.

Zone climatiche favorevoli: i microclimi

Lungo la penisola italiana, si possono trovare particolari situazioni ambientali più favorevoli della normale zona climatica di appartenenza: queste sono dette MICROLCLIMI.

In tal senso sono note le limonaie del Lago di Garda, gli olivi del lago di Lecco, il Lauro canfora “Cinnamomum Camphora” presente lungo la sponda occidentale del lago Maggiore.

L’osservare quale vegetazione caratterizza una certa località è molto importante, non solo per la scelta delle piante da giardino e fiori, ma soprattutto per integrarle bene dal punto di vista paesaggistico evitando stonature e piante che faticano a vivere in tuto il loro splendore.

Come avere un giardino perfetto in 5 mosse

Le navi da trasporto fenice, greche, egizie e romane ed il commercio

Le navi da trasporto fenice, greche, egizie e romane ed il commercio
Le navi da trasporto fenice, greche, egizie e romane ed il commercio

Le antiche imbarcazioni e la navigazione permisero grandi cambiamenti

Via terra ci si spostava con i carri e di cavalli, mentre via mare, il commercio era agevolato dalle imbarcazioni che giungevano alle loro destinazioni relativamente presto. Le navi da trasporto fenice, greche, egizie e romane erano costruite in maniera differente tra di loro, risentendo delle tradizioni locali e della presenza di materiali di diverso tipo. Vediamo quali sono le navi antiche di cui abbiamo accennato.

Le antiche navi da trasporto: fenice, greche, cretesi, egizie e romane

I popoli anticamente, svilupparono tecniche raffinate per lo sfruttamento dei venti e ampliarono notevolmente le conoscenze legate alla meteorologia. In questo modo furono in grado di compiere viaggi difficili e superare le Colonne D’Ercole, laddove si credeva che il mondo finisse. Hanno circumnavigati l’Africa, con le loro barche lunghe e snelle e le loro vele quadrate sono arrivati in luoghi inimmaginabili.

Le navi fenice


I fenici furono famosi proprio per il commercio e per la produzione di tessili di alta qualità, in particolare delle stoffe porpora. Gli abiti fenici, erano fuori dal comune rigore di altri popoli e, per le loro barche, vennero definiti nella stessa Bibbia, i Re del mare. La loro bravura gli consentì di diventare degli abili commercianti e trasportare le loro preziose stoffe in lungo e in largo per il mare. Le navi fenice avevano struttura allungata e armonica, grande vela centrale rettangolare, sostenuta dall’albero centrale ed erano spinte da numerosi rematori.

Abbigliamento antico oriente: come vestivano Fenici, Persiani, Sumeri, Assiri Babilonesi

Nave egizia e nave fenicia
Nave egizia e nave fenicia

Le navi egizie

Gli egizi si distinsero in molti settori, per le loro architetture, per il cibo e anche per l’abbigliamento dell’antico Egitto e la cosmesi Furono uomini di scienza ed abili navigatori. Le barche egizie si svilupparono in diverse forme caratterizzate però da prua bassa e poppa alta e ricurva, imbarcazioni adatte ad altro tipo di navigazione, rispetto a quelle fenice.

Scendevano il Nilo, e spesso il loro carico, costituito da pietre e altro materiale, serviva all’edificazione delle piramidi e delle sfingi. In relazione al tipo di utilizzo gli egizi svilupparono diverse tipologie di imbarcazioni: dalla semplice barca da diporto, alla barca da trasporto con albero abbattibile, comuni barche da pesca ed infine, una più sofisticata imbarcazione che era rappresentata dalla nave reale.

Antiche imbarcazioni egizie
Antiche imbarcazioni egizie

Le navi greche

I greci furono un popolo che amava le bellezze e l’arte. La popolazione greca indossava abiti che variavano in base al ceto sociale ed anch’essi erano abili navigatori. Anche i greci si distinsero con le loro imbarcazioni antiche: sul mare il popolo greco costruì la sua potenza commerciale e dal mare, trassero un esperienza profonda ed intima che nessuna altro popolo raggiunse. Basti pensare ad Omero, loro primo poeta, e ad Ulisse, loro primo eroe, ai suoi viaggi che si svolsero lungo le coste del Mediterraneo, quasi ad illustrare lo spirito avventuroso e marinaro di tutto un popolo.

Basti pensare agli argonauti, al loro viaggio alla ricerca del Vello d’oro, all’abilità con la quale i greci sapevano guidare le loro navi, alla certezza che avevano rispetto alla loro rotta, che veniva seguita leggendo il cielo notturno, la posizione e il moto delle costellazioni celesti. Anche Creta, in questo, non fu certo da meno, ma sviluppò un’imbarcazione diversa da quella greca.

Nave cretese e nave greca
Nave cretese e nave greca

Triremi da battaglia e navi onorarie romane

Mare nostrum: di fronte a Roma antica, si estende il mar Mediterraneo, luogo di battaglia e di scontri epici, intricato da un groviglio di vie marittime che portavano in lontani territori e diversi mercati commerciali. Luoghi in cui vi era la guerra. Le acque del mare venivano solcate dalle imbarcazioni triremi, navi romane così chiamate, in quanto caratterizzate da tre ordini di remi sovrapposti, navi spinte dalla forza dei rematori oltre che dai venti che che spiravano su di una vela unica.

Sulle navi romane, a poppa, vi erano le insegne dell’Imperatore, mentre a prua, le navi romane avevano sotto la linea di galleggiamento una specie di sperone di bronzo chiamato rostro che serviva durante i combattimenti allo sfondamento delle fiancate delle imbarcazioni avversarie. Era in uso sulle navi triremi, veloci e robuste.

Le navi onerarie romane, invece veniva lasciate libere di avvicinarsi ai porti cariche di mercanzie e prodotti commerciali. Le navi da trasporto sancivano il dominio commerciale di Roma imperiale sui popoli dell’intera area del mediterraneo, e oltre.

Le navi romane erano sostanzialmente di 3 tipologie

  • Nave da combattimento dotata di rostro: le triremi.
  • Nave oneraria utilizzata per il commercio.
  • Nave fluviale romana adibita al trasporto di botti e utilizzata sui fiumi, in particolar modo sul Reno.
Nave trireme romana

Abbigliamento nell’antica Roma: come si vestivano i romani

La navigazione fu uno dei mezzi di trasporto più importanti per le popolazioni antiche; permise di scoprire nuove terre ed intensificò i traffici commerciali e gli spostamenti. Contribuì alla diffusioni di merci locali in nuovi paesi, nuovi cibi, nuove materie prime e, ovviamente, alla conquista di nuove terre e a fenomeni di transculturazione.

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Come coltivare il mughetto

Come coltivare il mughetto
Come coltivare il mughetto

La pianta del mughetto o Convallaria Majalis è nota per i suoi piccoli fiori profumati penduli a forma di campanellino. Fa parte della famiglia delle Liliaceae (prima) e attualmente nelle Asparagaceae; ed è apprezzata per le sue proprietà terapeutiche e fitoterapiche in quanto pianta officinale.

Mughetto descrizione pianta

Il Mughetto è una pianta perenne erbacea alta circa 20 centimetri, con rizoma strisciante dal quale si diparte la parte aerea della pianta. Le foglie sono in numero di due per ogni piantina di mughetto, presentano un picciolo lungo, sono di forma ovale con apice fogliare appuntito. La pagina della foglia è verde, liscia e con margine arricciato e ondulato all’interno.

I fiori di mughetto sono a forma di campanelli penduli appesi ad un “racemo”, Allineati su lati opposti i fiori di mughetto emanano un gran profumo. Il frutto del mughetto è una bacca rossa rotondeggiante contenente alcuni semi.

Dove vive il mughetto?

Le piante di mughetto nascono spontaneamente nelle zone sub montane e in aree fresche e ombreggiate frequente nelle zone prealpine. Si trova in Europa, Nord America e Asia. Viene comunemente coltivato come fiore decorativo e profumato tant’è che se ne ricavano anche alcune essenze profumate come il “profumo di mughetto”. La raccolta avviene nel mese di Maggio. I fiori sono bianchi ma esiste una varietà a fiori rosa.

Parti utilizzate, composti chimici, proprietà fitoterapiche

Coltivazione del mughetto
Parti utilizzate, composti chimici, proprietà fitoterapiche

Le parti utilizzate del mughetto sono sia i fiori che le foglie. La pianta contiene diversi composti chimici: concallatossina, conavallamarina, convallarina, mialina, acido chelidonico e zucchero.

Il mughetto ha proprietà sedative, cardiotoniche, diuretiche. In genere i preparati di mughetto vengono utilizzati in polvere, tintura, estratto fluido e sciroppo.

Coltivazione del mughetto

Esistono due varietà di mughetto, una a fiori bianchi ed una a fiori rosa. E’ una pianta che ama terreno fresco e leggero, posizioni ombreggiate, e mai sole pieno. Le innaffiature devono essere regolari ed abbondanti specie in estate, quando le temperature tendono a seccare troppo il terriccio in quanto è una pianata che necessita di umidità.

Si moltiplica in primavera e in autunno per divisione dei rizomi, lasciando alcune radici per ogni nuova pianta e alcune gemme.

Curiosità sul mughetto

La piantina è particolarmente tossica per uso interno, anche se il suo veleno difficilmente risulta letale. Il rizoma in polvere viene usato nei raffreddori dato il suo effetto starnutatorio. L’essenza di mughetto è molto ricercata ed utilizzata in profumeria si ottiene tramite “infioraggio“. In molti paesi il primo di Maggio si celebra sotto il segno del fiore del mughetto, ritenuto in moltissime culture antiche portafortuna e simbolo di amicizia e felicità.

Leggenda del mughetto

Anche questa pianta e questo fiore, come altri fiori hanno generato storie e leggende. Il mughetto viene comunemente considerato un fiore sinonimo di felicità. La leggenda sul mughetto più nota narra che San Leonardo dovendo combattere il diavolo. Lo scontro causò ferite e San Leonardo perse alcune gocce di sangue e cadute a terra si trasformarono in candidi campanellini: i fiori di mughetto. Pianta che nel rinascimento veniva considerata portafortuna, in molte tradizioni veniva donata alle donne come segno di amicizia e d’amore.

Balli caraibici e balli latini quali sono? Tutte le differenze

Balli caraibici e balli latini quali sono? Tutte le differenze
Balli caraibici e balli latini quali sono? Tutte le differenze

Spesso si sente parlare di balli latini e vi si accorpano balli che di latino americano non hanno proprio nulla. I balli Caraibici nascono nei Caribi hanno radici folcloriche, e sono più morbidi nello stile. I principali sono la sala, la Bachata ed il merengue. I latino americani, invece, hanno un’impostazione completamente diversa, sono rigidi, nascono per le competizioni. questo genere da competizione si divide in due grandi categorie: gli standard ed i latino americani propriamente detti.

Parlare di Caraibici parlare di Latino Americani, e leggere spesso commenti che li accumunano in riferimento a spettacoli come Ballando Con Le Stelle e fare confronti è sbagliato: sono due cose completamente diverse in termini di stile, periodo di nascita, tradizione, impostazione e spesso anche per il genere musicale (basti pensare alla rumba).

Quali sono i caraibici

Quali sono i caraibici? I caraibici provengono dai caraibi e si ballano ad ogni livello, professionale e non. Sono relativamente più facili da imparare, rispetto ai latini e agli standard, sfruttano la sinuosità del corpo con movimenti morbidi delle ginocchia, delle spalle e del bacino. Il carico peso sulle gambe avviene in modo completamente opposto rispetto ai Latino americani che infatti, hanno una postura elegante ma rigida della gamba e del busto.

Nei caraibici la coppia è più spontanea, meno impostata, non esiste uno standard vero e proprio, e le due figure della coppia possono muoversi anche in modo diverso e con stile diverso. Più strutturato appare il ballo della salsa quando si parla di sala portoricana, o new york style, mentre ancor più morbida e meno stereotipata è la salsa cubana, la quale spesso sfrutta anche movimenti tipici del folclore cubano, derivanti dalla rumba cubana e, ultimamente, anche dall’afro (Santeria cubana). La salsa cubana si balla anche il circolo, in più coppie, formando una rueda de casino. La Rumba Cubana non ha proprio nulla da condividere con la Rumba dei latino americani, ne per stile, ne tantomeno per movenze o musica.

Si tratta di una categoria di ballo ufficiale ma anche ufficiosa, motivo per cui se pur riconosciute dalla federazione danza, sono categorie molto flessibili nelle quali spesso vengono racchiuse anche altre forme di danza.

  • Salsa: cubana, portoricana, new york style (acrobatica), e colombiana, ricca di pasitos (passettini veloci e virtuosismi).
  • Bachata: un genere di danza e di musica originaria dei Caraibi. In particolar modo nasce nella Repubblica Domenicana. Le musiche sono dolci e molto melodiche, il ballo è sensuale con poche figure nella versione originaria che si è andata via via animando con pasitos, piroette e contaminazioni varie.
  • Merengue: anche il merengue è un ballo caraibico nato nella Repubblica Domenicana, ma proveniente, come origine, dagli schiavi importati dall’Africa intorno al 1500. SI tratta di un ballo cadenzato da ritmi dinamici.

Altri balli

Negli ultimi anni si è andata diffondendo anche la Kizomba, un ballo sensuale che è andato contaminando il tradizionale stile di bachata. La Kizomba è nata in Angola intorno agli anni 80 / 90. Si origina da una fusione di stili, ma alla radice di questo ballo si colloca il Samba. Dai paesi dell’Africa il ballo si è andato diffondendo nei paesi di lingua portoghese e in Portogallo, e in tempi recenti è approdata in Europa.

Infine, va detto che vi sono balli come la Cueca e la Cumbia che vengono considerati come “danze uniche” e non incluse in nessuna categoria specifica.

Qual è il ballo più sensuale?

Dipende molto dal tipo di standard se latino o caraibico. Nei caraibici il ballo più sensuale è la Bachata insieme alla Kizomba mentre nei latini sicuramente il ballo più sensuale è la rumba. La rumba è nata a Cuba (riti bantu di fertilità africani) ma nei caraibici viene ballata con uno stile ed un ritmo completamente diverso rispetto ai Latini.

Qual è il ballo più elegante?

Anche nel caso del ballo più elegante in genere tra queste due categorie di balli, si deve fare una distinzione:

  • Caraibici: sicuramente il ballo più elegante è il SON precursore della sala.
  • Latini: nei latini il ballo più elegante è il VALZER.

I balli folclorici cubani

  • Rumba cubana: la rumba cubana deriva da riti di fertilità Bantù importati in Cuba dagli schiavi. La rumba cubana si divide in due generi musicali, e di ballo, molto simili tra loro, ma con delle differenze di base: rumba Guaguancò ballo “dei giovani” in cui avviene i l “vacunao” (ossi l’atto simbolico di possedere la donna”, e “la ruma degli anziani” Giambù in cui l’uomo non “vacuna la donna” ed i ritmi sono più lenti e cadenzati.
  • Afro cubano: originario dell’Africa, utilizzato per celebrare le divinità, si trasforma in Cuba in una religione chiamata Santeria, I tamburi sacri dettano il ritmo ed il tempo, diversificandosi in relazione all’Orishas o “dio” che rappresentano. Nel tempo la religione ha sincretizzato i propri Santi con quelli della chiesa cattolica. Il processo nacque dall’esigenze di poter celebrare i propri riti da parte delle comunità di schiavi importati, senza subire oppressioni e punizioni.
Rumba cubana
Rumba cubana Mara Mencarelli Vincenzo Aglietti

Quali sono i balli Latino Americani

I balli latino americani principali sono sostanzialmente 5. Richiedono abiti eleganti e impegnativi e vengono esibiti in competizioni di alto livello. L’esecuzione per le competizioni richiede grande preparazione atletica e molte ore di lavoro anche nei bambini. Ci vuole molto tempo per raggiungere un buon livello, ancor di più per raggiungere livelli alti.

Sono quelli che vediamo anche in programmi come “Ballando con le stelle” e che talvolta vengono paragonati (dai meno esperti), ai balli caraibici. Si ballano in coppia, richiedono tanto affiatamento, la postura è molto impostata e la gamba è spesso rigida nel ginocchio e dritta, contrariamente a quella dei caraibici che risulta morbida, così come tutto il corpo. Nei Latini, la postura elegante e rigida è un tutt’uno tra i due partner, specie in alcuni di questi balli.

Quali sono i balli Latino Americani o latini e gli standard

I balli Latino Americani sono di nascita recente, nati nel secondo dopoguerra. Si tratta di balli orientati verso la competizione che si sono occidentalizzati allontanandosi anche di molto dal ballo tradizionale originario. Non sono come la salsa cubana, la bachata o la rumba, balli di quartiere di strada, dedicati alla condivisioni, al divertimento e alle feste in famiglia e in strada.

  • Cha cha cha: il ritmo è il medesimo dei caraibici ma lo stile e le tecniche di ballo molto diverse ma il passo base è il medesimo. Negli standard è il primo ballo che viene insegnato ai bambini. Il ritmo musicale proviene da Cuba, nato grazie al compositore cubano Enrique Jorrin.
  • Rumba: completamente diversa dalla rumba dei caraibici anche nella musica. In entrambi i generi si tratta di un ballo dell’amore ma la rumba dei latini è nata successivamente alla rumba cubana.
  • Samba: il passo ci riporta al Samba brasiliano ma anche in questo caso il ballo è diverso.
  • Paso doble: una danza di origine spagnola risalente ai primi anni del XX secolo. In origine venne utilizzata per accompagnare l’entrata delle quadriglie.
  • Jive: Il jive o jive jazz si balla in ritmo di 4/4 ed è una danza che proviene dal Nord America. Veniva ballata dagli afroamericani durante gli anni quaranta.

Gli standard tipicamente noti sono:

  • Valzer Inglese: una variante di valzer lento tipico ballo da sala, elegante romantico e molto raffinato.
  • Slow Foxtrot: come abbreviativo slow fox, è un ballo che rientra nelle categorie balli standard e risale agli anni 20.
  • Quickstep: ballo standard che segue il ritmo 2/4 od anche 4/4. Frizzante e dinamico, può somigliare al Foxtrot ma passi e tecnica sono diversi.
  • Tango Standard: possessivo e conflittuale il tango standard “tango British” risulta quasi come una caricatura rispetto all’originale tango Argentino, nato nella regione de Rio de la Plata. Il Tango Argentino, nato come espressione artistica e popolare ha dato vita, nel tempo a diversi stili e scuole.
  • Valzer Viennese, Mazurka e Polka attualmente sono danze che fanno parte del liscio unificato.

Come si vede non si può e non si deve paragonare un ballo Latino Americano con uno tipicamente Caraibico perché si tratta di balli che nascono da tradizioni diverse, spesso in paesi diversi e con un contenuto musicale, strutturale ed espressivo completamente diverso. La salsa eseguita nel Balli standard latino americani, così come la rumba e altri balli tipici della tradizione caraibica, bachata e merengue inclusi, hanno uno stile completamente diverso da quelli originari dei caraibi.

Balli Caraibici e Balli Latino Americani: da cosa nasce la confusione?

Sebbene i maestri e gli esperti del settore dovrebbero saperlo, le persone comuni cadono spesso in questo classico errore di accumunare le due categorie di ballo:

1) Caraibici

2) Latino Americani

La confusione si origina dal fatto che spesso si raggruppano i balli sotto una etichetta unica di “danze latino americane” in quanto l’appartenenza geografica è la medesima, ma la loro nascita e la loro evoluzione assolutamente no. In campo musicale, tecnico e competitivo, e soprattutto agonistico, la differenza è notevole: i balli latino americani nascono per la competizione, i caraibici dal folclore, e si evolvono per il divertimento e la condivisione. Come tali, si differenziano in ogni sfaccettatura e stile.

Laurea del figlio, cosa regalare per celebrare l’evento nel modo giusto

Laurea del figlio, cosa regalare per celebrare l'evento nel modo giusto
Laurea del figlio, cosa regalare per celebrare l'evento nel modo giusto

Devi fare un regalo a tuo figlio per la sua laurea? In questo articolo vedremo cinque idee regalo per commemorare nel modo migliore la laurea di tuo figlio.

Idee regalo per la laurea di tuo figlio

Dopo molti sforzi, tuo figlio si è finalmente laureato. Si tratta di una tappa molto importante nella sua vita, che andrebbe celebrata nel modo giusto, ma spesso risulta difficile trovare delle idee regalo che non risultino banali o inadeguate al momento. Vediamo assieme cinque regali laurea che saranno certamente graditi, oltre che utili.

Un orologio da polso

Gli orologi da polso sono tra i regali laurea più classici, per buoni motivi. Il loro aspetto elegante, senza tempo, li rendono oggetti perfetti per essere regalati in celebrazione di un evento importante. Un orologio di classe, infatti, potrà accompagnare tuo figlio per molti anni a venire, e contribuirà a donargli un aspetto più professionale una volta effettuato il suo ingresso nel mondo del lavoro.

Un portafoglio

Un altro classico intramontabile, un portafoglio elegante costituisce un ottimo regalo per la laurea di tuo figlio. Si tratta, infatti, di oggetti dal fascino indubbio, che contribuiscono a conferire un tocco di eleganza in più all’utilizzatore, oltre a essere molto utili. Donare un portafoglio in occasione di una laurea non è mai una scelta sbagliata.

Uno smartphone di ultima generazione

Indubbiamente tuo figlio possiede già uno smartphone, ma questo non significa che un modello nuovo non sia tra un’ottima idea regalo per la sua laurea. Il mondo dei telefoni cellulari è, infatti, in continua evoluzione, per cui un dispositivo vecchio anche solo di un paio di anni rischia in breve tempo di diventare obsoleto e non più al passo coi tempi. Alla luce di ciò, ed essendo un accessorio ormai indispensabile per i giovani adulti, uno smartphone di ultima generazione rappresenta un regalo che sarà certamente gradito.

Un computer portatile

Restando nel campo della tecnologia, un Notebook nuovo può rappresentare un’ottima idea regalo per la laurea. Con esso, infatti, tuo figlio avrà l’opportunità di rilassarsi, gustandosi un film o giocando a un videogame, ma, allo stesso tempo, avrà la possibilità di usarlo per lavoro o per i suoi progetti personali. Qualunque sia l’utilizzo cui verrà adibito, un computer portatile sarà senza dubbio una sorpresa piacevole e molto utile.

Un viaggio

Dopo tanti sforzi per raggiungere un traguardo tanto importante come una laurea, tuo figlio desidererà certamente prendere un momento per riposarsi e gustarsi il traguardo. Proprio per questa ragione un viaggio rappresenta un’ottima idea regalo per celebrare la laurea di tuo figlio.

In commercio esistono molti pacchetti con numerose opzioni, tra le quali tuo figlio potrà selezionare la meta che preferisce. In alternativa, potresti affidarti a una agenzia di viaggio, magari chiedendo aiuto ad amici di tuo figlio per scegliere la destinazione migliore. Qualunque opzione tu finisca per scegliere, puoi star certo che una meritata vacanza sarà un regalo di laurea più che gradito.

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Idee regalo per lui e per lei

Pitagora la numerologia o aritmosofia e la filosofia secondo Giamblico

pitagora
Pitagora la numerologia o aritmosofia e la filosofia secondo Giamblico

Pitagora fu un grande matematico, ma anche un iniziato, uomo di grande sapienza che basava le sue teorie sulla tradizione orfica (movimento religioso mistico nato in Grecia VI secolo a. C.). Pitagora la numerologia o aritmosofia e la filosofia sono tutt’ora argomenti di grande interesse. Secondo Pitagora il copro rappresentava una prigione dell’anima perdendo la sua originaria purezza solo attraverso il ciclo della metempsicosi poteva riuscire a purificarsi liberandosi.

La scuola Pitagorica e la musica

La scuola pitagorica si basava sull’insegnamento della medicina, della filosofia della morale ed anche della religione, si occupava anche di astronomia, geometria e della musica. Pitagora, nel suo insegnamento privilegiava, senza dubbio, l’educazione musicale in quanto, tramite il suono, riusciva a ricondurre gli allievi all’equilibrio naturale delle facoltà fisiche, psichiche e spirituali riuscendo a guarire, in questo modo, anche diverse malattie.

Prima di far addormentare i suoi adepti, gli faceva ascoltare della musica monocorde tratta da uno strumento antico “il monocordo”, riteneva che potessero trarre grande beneficio dal potere catartico e terapeutico delle vibrazioni di questo strumento.

Aritmosofia Pitagorica

Pitagora riteneva che le discipline interne alla sua scuola potessero condurre ad un alto livello di perfezionamento, specie l’aritmosofia che nel tempo divenne una vera e propria scienza dei numeri di cui ne analizzava in particolar modo i primi 9. Secondo Pitagora la vita umana e l’Universo sono fortemente influenzati dai numeri, e che i numeri altro non sono che simboli di diverse forme di energia.

Giamblico e la numerologia pitagorica

Giamblico e la numerologia pitagorica
Giamblico e la numerologia pitagorica

Giamblico o Jamblicus (245-325) nacque a Calcide in Celesiria parte dell’antica Siria. Proveniva da ricca e nobile famiglia, si interessò di scienze, matematica e filosofia. Fu discepolo di Anatolio, e di Porfirio.

Delle sue opere resta una parte esigua che mostra però una grande varietà di temi. I suoi studi si possono classificare in gruppi: Trattati filosofici; teologici, Commentari e le Epistole. Diede vita ad una scuola filosofica in Siria in cui si formarono numerosi filosofi, tra cui Dessippo e Sopatro.

Giamblico e le cifre pitagoriche: aritmosofia

Nella sua opera sulla Teologia dell’aritmetica Giamblico tratta in maniera approfondita le cifre pitagoriche già prese in esame e studiate in modo approfondito da Pitagora.

  • Per i pitagorici il numero 1l’intelligenza” non ha posizione, è un numero stabile in quanto mantiene la stessa forma pur associandolo a qualsiasi altro numero. Ad esso attribuite diverse virtù come la semplicità, la concordia, la verità e la prudenza.
  • Al contrario il numero 2 viene associato alla materia, si determina come infinità ed è definito il Diometore (madre di Zeus).
  • Il numero 3, chiamato l’indomabile, rappresenta il numero dell’assoluta bellezza e le tre fasi della vita umana: infanzia, maturità e senilità. Porta in se anche il senso del mistero della triade divina ricorrente in numerose religioni antiche.
  • Il numero 4 viene definito corporeo, rappresenta la terra e i pitagorici lo definiscono l’emblema dell’albero della vita.
  • Il numero 5 è chiamato dai pitagorici assenza di contesa, abbraccia tutte le virtù perché composto dal 3 irrazionale e dal 2 razionale.
  • Il 6 è considerato il primo numero perfetto, contiene una progressione infinita e viene chiamato anche unione amorosa in quanto unisce maschio e femmina.
  • Il 7 è il numero delle sfere celesti, è più che perfetto e ritenuto il numero superiore era detto Settade e veniva considerato come la ragione della provvidenza di Dio creatore. Potere creativo incarna la sorte ed il fato. La sua forza magica è notevole e viene molto usato nei rituali di guarigione. I Pitagorici lo attribuirono ad Atena dea della sapienza. Il numero 7 rappresenta felicità e perfezione.
  • Il numero 8 è il primo cubo della decade e esotericamente rappresenta le madri: sia quella della nascita materiale che spirituale. Viene considerato il mese sbagliato per il parto in quanto connesso a Saturno (che divorava nella mitologia, i figli generati da Rea). E’ considerata cifra sacra della costruzione, indice di sicurezza e stabilità
  • Il numero 9 racchiude il concetto di unità. Chiamato dai pitagorici sia oceano che orizzonte, definito anche Prometeo in quanto raccoglie tutte le cifre (da 1 a 8) chiude un ciclo al quale segue il 10 /(Decade). E’ il primo quadrato di un numero dispari chiamato anche Telesforo perché porta al compimento del parto dopo 9 mesi di gestazione. Anch’esso viene definito perfetto in quanto nato dal numero 3, sua radice.
  • Numero 10 completa la composizione del cosmo, in quanto tutte le altre cifre sono delle derivate. Viene identificato con ‘Eternità rappresenta la forza e la perfezione.

Numeri e significati: dall’1 al 10

Per lungo tempo gli insegnamenti di Pitagora, inclusi quelli esoterici, vennero tramandati oralmente e, per questo motivo attualmente molti di essi sono andati persi, ma per quel che concerne la numerologia che egli definì con il termine di aritmosofia, ne è considerato il padre fondatore.

Alcuni suoi seguaci di rilievo furono Aristotele, Giamblico, Platone e Filolao. Eraclito grande filosofo, profetizzò la legge cosmica delle cose e, come Pitagora. profetizzò “l’eterno ritorno”. Condividendo molti dei principi di Pitagora scrisse moltissimo su di lui.