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Come scegliere l’outfit giusto: trucchi tattici

mini dress verde
Come scegliere l'outfit giusto: trucchi tattici

Scegliere l’outfit giusto in base alle occasioni non è sempre facile: perché? Ma perché noi donne siamo complicate e complesse, passiamo da momenti in cui non ci piacciamo e tutto ciò che indossiamo non ci soddisfa, ad altri in cui, invece, siamo felici e ci vediamo più belle.

Ma la moda con i suoi stili e tendenze offre davvero moltissimo. Per cui possiamo rilassarci e vedere cosa ci offre il mercato rispettando la nostra silhouette e soprattutto la propria personalità. Mini dress, jeans, set sportivi ed abiti lunghi sono tutte soluzioni che offrono ampia alternative alle giornate e alle serate, nonché agli eventi importanti.

Vediamo come scegliere l’outfit giusto, e come trovare il proprio stile moda, quello che ci fa sentire a posto, adeguate e comode.

Come scegliere l’outfit giusto?


La prima cosa da fare per scegliere l’outfit giusto è quella di individuare il proprio stile. Arrampicarsi su un tacco 12 ed infilarsi un mini abito come un Little black dress un mini abitino nero o magari anche bianco tipo questo “White midi dress” (se preferiamo il colore e siamo nella bella stagione) può renderci femminili, ma non noi stesse. Per vestirsi con abiti di questo tipo occorre “sentircisi bene dentro”. Dobbiamo essere razionali: c’è chi ama vestirsi così, chi utilizza mini dress audaci solo in alcune occasioni indossandoli egregiamente, e chi invece, non è proprio fatto per questo tipo di capi d’abbigliamento. E allora cosa fare? Scegliere ciò che fa per noi!

Jeans e Loungewear set: abbigliamento comodo? Certo che si!

Se vi sentite un po’ come Pippi calze lunghe: cosa indossate a fare un mini dress? Ne esistono di lunghi, comodi e ammalianti, ma c’è anche un abbigliamento meno formale, pratico e perfetto per tutti i giorni, tranne che per eventi davvero importanti. Certo, non andrete di sicuro al vostro matrimonio indossando una tuta, ma un women’s loungewear sets del colore preferito, o magari dai colori primaverili, come questo in foto che indosso io, sarà perfetto per tante occasioni: gite fuori porta, palestra, spesa, e giornate da dedicare al relax.

I jeans, un vero passepartout per tutte

Grasse, magre, alte o basse: diciamocelo! I jeans sono un vero passepartout per tutte, l’importante è realizzare l’outfit giusto, quello che ci fa sentire in sintonia con il nostro corpo e con l’occasione per cui li indossiamo, sia essa informale o formale, lavorativa o sociale, poco importa: i jeans hanno mille facce e mille ruoli se si riesce ad abbinali ad altri capi moda nel modo giusto.

Se invece volete “vestirvi” un po’ di più immaginate un bel paio di jeans: corti lunghi, accessoriati da top e magliette sexy, supportate da un bel tacco, possono già fornirvi un outfit degno di nota senza farvi sentire scomode o fuori luogo. Questo non significa che non dobbiamo rispettare il dress code e le regole che esso ci suggerisce ma, che in relazione a ciò che ci piace, e a ciò che ci fa sentire a posto, possiamo abbigliarci senza problemi, osservando le regole “più o meno ferree” del codice d’abbigliamento sole ad alcune occasioni importanti o dove sia espressamente richiesto.

Outfit giusto: essere formali quanto basta

E’ importante sentirsi libere di vestirci come ci piace, rispettando la nostra indole e la nostra essenza riservando un occhio d’attenzione in più solo quando è strettamente necessario. Anche quando le occasioni sono formali e richiedono, ad esempio l’abito lungo, se non siamo donne da abito, e il vestito lungo non ci “appartiene” possiamo tranquillamente optare per una jumpsuit elegantissima, o all’occorrenza anche un tailleur elegante, uno smoking, visto che oggi come oggi anche le donne indossano con classe questo capo d’abbigliamento nato per l’uomo.

Consigli di moda

Se avete le idee confuse, e non riuscite a crearvi un’identità nel vestire che vi calzi a pennello, il consiglio è di leggere questo articolo: Guida stili moda: come capire il proprio stile e trarne utili ispirazioni. Ma attenzione: al di la dello “stile moda che più ci somiglia” spesso, con il passare degli anni cambiano le tendenze moda, ma cambiano anche i nostri gusti.

Così ci troveremo ad indossare solo jeans per molto tempo e poi, dopo alcuni anni, prediligere i midi dress fino ad amare, in seguito, tailleur ed abiti lunghi. Per cui lasciatevi ispirare dalle foto ma date una sbirciatina anche al sito femmeluxe.co.uk dove troverete ha un’infinità di proposte femminili, sportive e super sexy, dai loungewear set ai mini dress e maxy dress per donne e ragazze di tutti i tipi.

La moda sceglie i tessuti ecosostenibili

La moda sceglie i tessuti ecosostenibili
La moda sceglie i tessuti ecosostenibili

Nel panorama della moda sostenibile, la tipologia di tessuto pregiato che compone un capo è oramai un aspetto a cui molti consumatori prestano attenzione. Negli ultimi anni anche la provenienza e i trattamenti usati per rifinire i filati rientrano tra gli interessi dei compratori. La moda sceglie di utilizzare i tessuti ecosostenibili nel rispetto dell’ambiente e del Pianeta.

I tessuti sostenibili ed ecosostenibili sono alla base del prodotto finito e, al tempo stesso, il biglietto da visita per le aziende che vogliono mostrare la propria credibilità al loro pubblico in termini di sostenibilità. Ovviamente, presentare un prodotto di qualità e duraturo, realizzato attraverso tessuti sostenibili, ha un costo più elevato rispetto ad altri prodotti fuori da questi standard, tuttavia, sembrerebbe che i consumatori siano disposti a pagare un prezzo maggiore.

Quando la sostenibilità è certificata

Quando si parla di tessuti ecosostenibili si intendono tutti quei tessuti che, per processo di crescita della fibra, inclusi i trattamenti di tessitura e filatura hanno un basso impatto sul nostro Pianeta. Ci sono diverse certificazioni standard riconosciute, tra esse ricordiamo, ad esempio, il certificato Organic content standard (Cos). Queste certificazioni attestano e garantiscono che il filato in oggetto sia organico e sostenibile. Queste certificazioni, ovviamente, sono diverse per ogni tipologia di filato ma rappresentano complessivamente delle garanzie contro la diffidenza creata dai casi di greenwashing.

Tipi di tessuti per abiti e accessori: guida completa

L’ampia scelta dei tessuti ecosostenibili

Ma quali sono questi tessuti sostenibili? I tessuti ecologici sono divisi in tessuti naturali, tessuti artificiali e, strano ma vero, quelli sintetici. I tessuti naturali sono realizzati interamente con materie prime organiche e naturali. Dal comune cotone, ai tessuti più pregiati come lino, seta e lana, in particolare il cashmere. Questi tessuti sono particolarmente importanti perché biologici se composti dal 95% di fibre naturali, e biodegradabili quando trattati senza mutare la composizione chimica della fibra.

I tessuti ecosostenibili
I tessuti ecosostenibili

Tessuti artificiali ecologici

I cosiddetti tessuti artificiali sono tessuti ecosostenibili creati in laboratorio partendo però da fibre naturali. Questa tipologia ricade sotto la campana della viscosa ed è oggetto di diverse ricerche su scala globale per cercare tessuti sempre più innovativi che siano però sostenibili e che prevedano un uso sempre più limitato di agenti chimici per la loro sintentizzazione. La cosa interessante di questi tessuti è che derivano da scarti alimentari o da polpa di legno, di conseguenza sono biodegradabili.

Il più conosciuto, subito dopo la viscosa, è il Lyocell, una fibra prodotta dalla cellulosa di legno di eucalipto. Meno conosciuto, ma derivante dallo stesso processo di produzione del Lyocell, è il Modal, estratto dalla polpa del faggio. Quando si parla di tessuti pregiati sintetici bisogna fare più attenzione in quanto il credo comune li addita solitamente come “plastica” e quindi “dannosi per l’ambiente”. Può sembrare un controsenso utilizzare fibre sintetiche quando il trend è quello del Green, ma diverse aziende li prendono ancora in considerazione nell’ottica di poter fare del bene al Pianeta.

Considerazioni

Senza questi tessuti pregiati ed ecologici non si potrebbe parlare di moda sostenibile. Non importa che si usino tessuti ecosostenibili naturali o artificiali, prodotti da materie prime organiche o da materiali plastici riciclati, ciò che rende un tessuto pregiato ecologico e sostenibile sono le certificazioni che attestano la riduzione del loro impatto ambientale.

In un momento come questo in cui il nostro pianeta sta vivendo un periodo difficile, prestare maggior attenzione a ci che si produce e si vende ma anche a ciò che si acquista può risultare davvero molto utile per l’ambiente, per il futuro delle nuove generazioni, e la Terra. Ecco perché la moda ha scelto di utilizzare i tessuti ecosostenibili: per un presente ed un futuro migliore!

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Storia del cinema Lumière: dai film muti al sonoro

Storia del cinema Lumière: dai film muti al sonoro
Storia del cinema Lumière: dai film muti al sonoro

Di strada ne ha fatta il cinema da quando i fratelli Lumière, grazie ai loro strumenti rudimentali riuscirono a portare in teatro il primo film. Quel piccolo schermo bianco posto in fondo alla sala sul quale scorrevano le immagini, o meglio i fotogrammi. Al pubblico di fine 800 sarà sembrato di vivere un avventura fantasiosa e quasi magica quel 28 dicembre del 1895, quando gli spettatori assistettero alla prima proiezione cinematografica della storia ad opera dei fratelli Lumière, avvenuta nel Salone Indiano a Parigi. La bella capitale francese fu la protagonista di un evento che avrebbe cambiato la storia di molte tradizioni artistiche e usanze: fu la nascita del cinema!

La storia del cinema

In quel di Parigi, il 28 dicembre 1895 nella sala semi deserta e semibuia del Salone Indiano, si inaugurò la storia del cinema, un nuovo modo d’espressione destinato a cambiare, in poco tempo, la stessa vita delle persone, il divertimento e persino il modo di pensare di ciascuna persona.

Certo è che, in breve tempo, si assisterà al miglioramento degli strumenti tecnici e della primordiale macchina da presa dei fratelli Lumière, ma quello che si capì subito fu che il cinema, e quello che apparve su quello schermo, rappresentava uno straordinario strumento per veicolare le idee.

La macchina da presa e il proiettore

Le proiezioni cinematografiche avvennero attraverso una rudimentale macchina da presa dotata di mirino ossia un sistema ottico che consentiva all’operatore di vedere le immagini con “precisione”. Gli organi principali della cinepresa erano e sono rappresentati dalla camera oscura, che consiste in una finestrella per la delimitazione precisa deli fotogrammi, il mirino l’otturatore ottico e il sistema di avvolgimento. Le attuali cineprese sono ovviamente digitali e dotate di tecnologia all’avanguardia.

Per riprodurre ile immagini catturate dalla cinepresa si utilizzava e si utilizza il proiettore un apparecchio di illuminazione che produce un fascio di raggi luminosi paralleli. Al cinema, sullo schermo, passavano attraverso il proiettore 24 fotogrammi al secondo, immagini rimandate sullo schermo riflettente.

I fratelli Lumière

I fratelli Lumière inventori della macchina da presa sono due fratelli: Auguste Marie Louis Nicolas Lumière nato a Besancon il 19 di ottobre del 1862 e suo fratello Luis Jean Lumière nato a Besancon il 5 ottobre del 1864. Furono due imprenditori francesi inventori del proiettore cinematografico e i primi cineasti che scrissero i primordi della storia del cinema.

Il cinema dei fratelli Lumière

I primi film storici: i film muti

Il cinema divenne presto un veicolo di idee, moda, storia. Dapprincipio il genere cinematografico che ebbe maggior successo fu il film comico identificabile con “comiche finali” ed i film a carattere storico, sebbene furono proiettati in versione muta “cinema muto”.

I grandi personaggi, le storie, le guerre, uscivano dalle pagine dei libri, dove fino ad allora erano stata relegate, per vivere ed animarsi sul grande schermo. Era una vera e propria magia che faceva sognare con la fantasia.

Cinema e sonoro gli anni 20 e la rivoluzione cinematografica

Ala fine degli anni 20 l’avvento del sonoro sconvolse nuovamente il cinema che passerà dai film muti ai film con voce e musica. Il sonoro provocò una vera e propria rivoluzione del cinema: la possibilità di dialogo, la parola, diedero la spinta ad altri generi cinematografici che si unirono alle comiche e al film storico come le commedie ed il melodramma. Attraverso la macchina da presa si poterono raccontare vere e proprie storie dell’umanità di uomini e donne, di eventi.

Charlot - Charlie Chaplin in Il Monello
Charlot – Charlie Chaplin in Il Monello

Le emozioni supportate dalla voce, presero forma in modo più incisivo, si passò dalla bombetta di Charlot, (Charlie Chaplin) ai personaggi ammalianti e dolci dei film della Walt Disney, e a raccontare i viaggi e storie romantiche, fino ad arrivare ai film più avanguardisti che parlavano di fantascienza.

Il cinema è una vera e propria forma d’arte ed inventa dei sogni così grandi che la nostra stessa vita concorre a farne parte attiva. Sarà proprio per questo che il cinema è da sempre un mondo artistico molto apprezzato dal pubblico di tutte le età.

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Musica e Rumore nuova canzone di Lolloflow e Matteo Polillo

Musica e Rumore nuova canzone di Lolloflow e Matteo Polillo
Musica e Rumore nuova canzone di Lolloflow e Matteo Polillo

Fervono gli animi in attesa della prossima nuova uscita di Lolloflow e Matteo Polillo in arte Icaro. Le due giovani promesse della musica trap questa volta, si cimentano in un brano musicale corredato da videoclip, che è una ventata di allegria frammista a tristezza.

Musica e Rumore, la nuova canzone cantata dai due componenti della Subacrew e scritta da Lorenzo Gennaro (Lolloflow), uscirà su tutte le piattaforme il 25 di febbraio, mentre il videoclip è attualmente in fase di lavorazione ed uscirà nelle prossime settimane. Curiosi? Scopriamo di più su questo brano musicale e sugli autori.

Musica e Rumore nuova canzone di Lolloflow Lorenzo Gennaro e Matteo Polillo

Dalle scene di Mare fuori, al set di Musica Rumore. E’ proprio in questi giorni che i due artisti si sono cimentati nelle riprese del videoclip che farà da contorno al brano inedito Musica e Rumore. I due ragazzi, dopo aver lavorato ad alcuni dei brani che abbiamo ascoltato nella serie Mare fuori, tra essi la sigla “‘O Mar ‘For” ed il successo di Sangue Nero, si sono cimentati nella stesura dell’EP EDO di Matteo Paolillo che si è rivelato un successo.

Eccoli tornare alla ribalta con una produzione siglata Lolloflow, una canzone cantata da Lorenzo Gennaro con la partecipazione di Matteo Polillo. Un brano che racconta la tristezza degli addii, ma al tempo stesso, un brano che si carica di energia positiva e che invita a ballare. Ma abbiamo intervistato per voi Lorenzo.

Lolloflow: Musica e Rumore

Abbiamo avuto ospite qui da noi, Lolloflow, quando ci presentò una delle sue ultime canzoni intitolata 2%, brano che racconta l’amore come strumento di crescita personale, sia quando ci lascia l’amore in bocca, che quando ci fa vivere ad un passo dal cielo. Oggi, chiediamo a Lorenzo di parlarci della sua prossima uscita musicale.

Cosa comunica Musica e Rumore? Cosa ti ha spinto a scrivere questo brano?

Quando ho scritto questa canzone, stavo attraversando un periodo non molto facile. C’era il Covid che ci limitava nei contatti, ed io avevo subito delle perdite importanti. Mi misi a scrivere come sfogo, ed il contenuto che è uscito fuori di Musica e Rumore, ha una tonalità malinconica e nostalgica al tempo stesso.

Ma contemporaneamente, dato che l’istino di sopravvivenza vince sul dolore, e si deve sempre rinascere come una fenice, nel brano vi è anche una vena di speranza e di rivalsa. Musica e rumore richiama all’aggregazione, al vivere insieme per combattere il dolore, a condividere divertimento e affetto anche, e soprattutto, nei momenti peggiori della vita, in cui una perdita affettiva importante lascia il segno nelle nostra anima.

Come ti è venuta l’idea di coinvolgere in questo progetto musicale Icaro, (Matteo Polillo)?

Matteo ed io siamo amici, facciamo parte della stessa crew, al tempo stesso ci stimiamo molto e lavoriamo insieme a diversi progetti. Sono il suo producer, le canzoni che lui canta nascono in collaborazione e quindi, abbiamo avuto voglia di sperimentare questo nuovo mood a due.

A tal proposito, ci tengo a ricordare che a breve uscirà anche una nuova canzone del trio Suba Crew di cui fanno parte oltre a me e, Matteo, anche Pietro Jellinek in arte PJ. Non è la prima volta che cantiamo qualcosa insieme ma, in Musica e Rumore lo facciamo in modo diverso.

Da dove viene l’idea di mischiare il genere pop anni 80 alla trap di oggi?

Sono sempre stato affascinato dalla musica pop di allora. Ho dei bei ricordi di quando da bambino salivo in macchina con mio zio, ed ascoltavo i brani tipici di quegli anni. In loro riconosco la leggerezza e la spensieratezza caratteristica di quel genere, e della mia età; ed è per questo che ho voluto riproporla in chiave diversa e contestualizzata all’epoca moderna.

Da qui la scelta di usare il genere pop anni 80 insieme alla trap: il risultato? Musica e Rumore! Una canzone che coniuga in se tempi storici diversi, generi musicali differenti e stati d’animo contraddittori.

Qual’ è il messaggio che pensate di veicolare attraverso questa nuova canzone?

Dato il tipo di contenuto, sia musicale che testuale di Musica e Rumore, ritengo che il messaggio abbia un effetto poliedrico che può facilmente adattarsi a varie tematiche sociali e non, da cui scaturiscano stati d’animo di diverso genere e nei quali è bene ritrovare, sempre e comunque, il giusto spirito combattivo.

“Io lascerò che sia il vuoto a cantare, io lascerò che sia il tempo a cambiare” questa strofa racchiude in se un messaggio ben preciso.

Nonostante le negatività e gli ostacoli che la vita ci pone difronte, dobbiamo avere la forza di reagire nel modo migliore, quello più vicino e consono ad ognuno di noi. La vita, ormai lo sappiamo bene tutti, è un insieme di rose e spine, ma va vissuta con il sorriso e la voglia di viverla pienamente, ogni giorno.

Altre novità?

Beh si c’è una novità importante: questa volta usciamo supportati da un etichetta: la Orangle Records, che ringraziamo!

Musica e Rumore testo

1 Strofa Lolloflow:
Dai non andate via
proprio ora
che qua a casa mia
la malinconia
sale ancora
ma dai che vuoi che sia
dicevano c’ è tempo ma adesso
dove sei? Dove sei? Oooh
nei tuoi occhi perdo il riflesso
non ci sei. Non ci sei. Oooh
Grido scrivo però poi lo accetto oh
musica leggera da depresso oh
Balla a tempo che così vivrai
ooooh wooo

Musica e rumore….

Ritornello:
Io lascerò
che sia il vuoto a cantare uh yeah
io Lascerò
che sia il tempo a cambiare uh yeah

2 Strofa Lolloflow:
Fa così freddo non sembra l’estate
resto senza pare (paranoie)
servirebbe il mare e ok
non ci possiamo abbracciare
ma faccio come mi pare
Un’ altra notte in studio
dove fingo di viaggiare
ho acceso il cuore
per scrivere una canzone
c’ ho le palpitazioni e non trovo manco (neanche) le parole
mascherandolo sta volta col contesto
tu mi facevi stare bene ma sai che non lo ammetto e ok

Strofa Icaro:
Sai che non lo ammetto
mi chiedi la foto non come sto adesso
mi serve un pretesto
per farmi del male perché muoio dentro
sai che non lo ammetto, vorrei scomparire per poi ritrovarmi da solo con te
lascio il tempo scorrere, una clessidra con gocce di sangue, non la rompere (dai)

Bridge Icaro:
Dai non andare via
proprio ora
con te sto sulla luna
lascio casa mia
stella cadente
io e te su un’astronave

Musica e Rumore

Ritornello:
Io lascerò
che sia il vuoto a cantare uh yeah
io Lascerò
che sia il tempo a cambiare uh yeah
Io lascerò
io lascerò
io lascerò

Io lascerò
che sia il vuoto a cantare uh yeah
io Lascerò
che sia il tempo a cambiare uh yeah
Si lo farò

Credit Lolloflow per notizieinvetrina (citare la fonte)

Potete iniziare il countdown a partire da oggi 19 febbraio, mancano 7 giorni e Musica e Rumore sarà fuori su tutte le piattaforme digitali. Stay Tuned!

Per seguire gli artisti:

Instagram Lolloflow

Instagram Matteo Paolillo

Ascolta la canzone:

MUSICA E RUMORE su spotify

Giardino di 30 mq come renderlo speciale: installazione e manutenzione

Giardino di 30 mq come renderlo speciale: installazione e manutenzione
Giardino di 30 mq come renderlo speciale: installazione e manutenzione

Un piccolo giardino andrà ottimizzato in maniera ancora più funzionale di un giardino grande. Questo perché in uno spazio limitato si deve riuscire a creare varie aree estetiche e funzionali da utilizzare per il relax e lo svago.

Un piccolo giardino di 30 mq è in grado di ospitare ogni accessorio utile per pranzare, ed contemporaneamente unire alla comodità anche la bellezza di piante e fiori scelti con attenzione. Alcuni accorgimenti sapranno rendere il giardino piccolo una oasi felice da vivere da soli o in compagnia.

Giardino di 30 mq ecco come renderlo funzionale ed estetico: installazione

La prima cosa da fare quando si deve allestire un giardino di 30 mq, e dunque un giardino piccolo, è quello di prenderne attentamente le misure, considerare l’esposizione, decidere eventuali pavimentazioni e zone a prato, considerando anche la presenza di divisori, schermature e aiuole fiorite. Riassumendo, quando progettate un giardino piccolo di metratura limitata di 20, 30, 40 50 metri, tenete conto di:

  1. Misure
  2. Esposizione
  3. Divisori
  4. Zone a prato resistenti
  5. Aree pavimentate
  6. Illuminazione

Considerare gli spazi in un giardino di 20, 30, 40 e 50 metri quadri

Calcolare bene gli spazi servirà a comprendere meglio che tipo di mobili outdoor utilizzare e dove collocarli. Inoltre, condizionerà anche la presenza di zone pavimentate e di un opportuna illuminazione. Un altra cosa da non sottovalutare, è quella di considerare l’esposizione del giardino, se soleggiata o ombreggiata e quanto, e il tipo di zona climatica in cui si vive.

In special modo, queste ultime informazioni consentiranno di scegliere le piante più giuste per il garden mini di 30, 40 metri. Un sito che può consigliarvi nella scelta delle varietà botaniche da collocarvi è sicuramente La Falda: https://lafalda.it/. La scelta delle piante giuste, infatti, avrà un ruolo determinante nella riuscita del giardino.

Considerare gli spazi in un giardino di 20, 30, 40 e 50 metri quadri
Considerare gli spazi in un giardino di 20, 30, 40 e 50 metri quadri

Piante e fiori in un giardino di 30 metri quadrati

Piccoli spazi verdi, mini garden che vogliamo creare estetici e funzionali, necessitano della scelta di piante ornamentali belle ma poco ingombranti. E’ da preferire l’installazione di alberelli di media grandezza, magari in numero limitato di uno o due, da collocare nei punti in cui vogliamo creare zone d’ombra.

Gli alberi di piccole dimensioni sempreverdi come gli splendidi olivi, gli agrumi o gli oleandri, tanto per citarne alcuni, garantiscono un ingombro limitato e colorano di verde e di fiori il giardino. Un piccolo acero rosso potrà dare la sensazione di un angolo zen specie se vi si accosta una fontana in stile.

Valorizzare un giardino di 30 metri: fontana ed accessori

Per valorizzare 30 metri di spazio verde è consigliabile creare una zona a prato calpestabile resistente come il prato facile di dicondra repens, allestire aiuole fiorite laterali, preferibilmente su due lati, e lasciare gli altri due lati da destinare alla zona pranzo e magari ad un area barbecue e ad una fontana decorativa.

Come ad esempio quella in foto, una piccola fontana in stile giapponese. Ma, in alternativa, si potrà scegliere un modello di fontana classico con vaschetta, uno a parete, o di altro tipo.

Fontana per giardino piccolo
Fontana per giardino piccolo

In alternativa alla fontana si può scegliere di adottare un piccolo pozzo decorativo (prima foto in alto), allestire vasi con ninfee e scegliere accessori decorativi ricercati. Anche un semplice tronco d’albero scavato, utilizzato come porta vasi può arredare con gusto il giardino piccolo di 30 metri, poco più o poco meno.

Più gli spazi verdi sono ridotti, maggiore dovrà essere la cura del dettaglio per riuscire a rendere il tutto più armonico possibile, senza rinunciare alle zone relax e alla funzionalità.

Panchine, tavoli, accessori ed illuminazione

L’illuminazione dovrà essere pianificata con attenzione perché insieme alla scelta dei mobili da esterno completerà il piccolo giardino di 30 metri quadri. Il consiglio è di non eccedere in dimensioni e numero e scegliere solo quelli strettamente necessari ad assolvere le funzioni utili per il nucleo familiare.

Preferibile considerare, almeno per il tavolo da esterno, anche qualche seduta in più per eventuali ospiti. Una piccola oasi verde di 30 metri ben organizzata vi regalerà benessere per la vista e la mente ed una spazio vivibile nella bella stagione che valorizzerà di molto la vostra casa.

Giardino idee con pochi soldi

In effetti, lo spazio è ridotto, ma il lato positivo di un giardino piccolo è che per allestirlo, se ben pianificato, non servono molti soldi. Allo stesso tempo la sua manutenzione divine meno dispendiosa e faticosa rispetto a giardini grandi.

Piante e mobili potranno essere scelti senza sperperare. Qualche esemplare più ricercato, costituirà la punta di diamante, ma poi per il resto, è la pianificazione ben curata e funzionale che creerà zone di verde ordinate ottimizzando lo spazio e la sua estetica.

Anche per le pavimentazioni esterne, viottoli e stradine si possono adottare sia materiali costosi che economici: ai voi la scelta, le idee per giardini sono infinite e con un po’ di buona volontà e fai da te, si possono allestire giardini di 30 metri in economia con ottimi risultati.

Microcemento, il rivestimento più popolare per la decorazione interna ed esterna

Microcemento, il rivestimento più popolare per la decorazione interna ed esterna
Microcemento, il rivestimento più popolare per la decorazione interna ed esterna

La tecnologia, e con essa i materiali da costruzione e rifinitura, hanno subito, nell’ultimo ventennio, una vera rivoluzione. Tra essi troviamo il microcemento, materiale per la decorazione interna ed esterna degli edifici in grado di apportare un notevole valore estetico ad un costo contenuto, rispetto ad altri materiali come il marmo, l’ardesia, il gres e la pietra.

Ma perché il microcemento è diventato uno dei materiali da rivestimento più popolai in assoluto? Scopriamolo in questa guida dedicata proprio al materiale più innovativo e versatile!

Microcemento per decorare interni ed esterni

Il microcemnto è un materiale all’avanguardia che grazie alle sue peculiarità estetiche e di durezza, è assolutamente versatile, adatto ad essere applicato sui pavimenti, ma anche su pareti, scaffalature, mobili e piscine. Un “tuttofare” dalle mille + 1 sfaccettature che può essere applicato su altri materiali da costruzioni già presenti in loco.

Tra i più comuni materiali che si rivestono con il microcemento si collocano, senza dubbio, le normali piastrelle da parete e pavimento in gres, il cartongesso ed il gesso ma anche il marmo e la pietra. La sua versatilità è dovuta alla grande capacità di adesione che presenta sia quando viene applicato in senso orizzontale (classico), che in verticale.

Pregi del Microcemento

Il microcemento, come visto, può essere applicato su un’infinità di materiali preesistenti. Il bello di questo materiale da ristrutturazione è che riesce ad aderire in maniera ottimale e si stende con poco lavoro, attuando uno spessore non troppo sostanzioso, che si riduce infatti, a soli 3 millimetri.

In questo modo, grazie al microcemento è possibile ristrutturare rapidamente gli spazi abitativi interni ed esterni degli edifici. E’ un materiale molto durevole resistente ai graffi, agli urti, al calpestio e al traffico, e non da meno, resiste egregiamente anche ai prodotti chimici.

Un altro pregio del microcemento è la continuità della superficie che riesce a creare: non vi sono fessure ne cuciture, non esistono interruzioni visive, a meno che non si desideri realizzare una superficie “disegnata” decorativa.

Spessore e nuance del micorcemnto

Lo spessore che si può scegliere, ad esempio, tra i microcementi Topciment è di tre tipologie e va da quella più sottile, fino a quella media e spessa. I colori che si possono adottare per la stampa in microcemento sono moltissimi, oltre al fatto che le finiture con vernici specifiche, consento una ampia gamma di variazioni e tinte.

Le tipologie di finitura consentono di operare la scelta più idonea in base all’utilizzo scegliendo tra 5 tipologie:

  1. Finitura opaca
  2. Finitura super opaca
  3. Finitura lucida
  4. Finitura satinata
  5. Finitura opaca antiscivolo in microcemento

Inoltre, è possibile anche combinare più colori sulla medesima superficie realizzando così, grandi effetti decorativi molto estetici.

Dove usare il microcemento

La personalizzazione del micorcemento è talmente vasta che ciò lo rende un materiale di rifinitura perfetto per moltissimi utilizzi e in tante tipologie di edifici e attività. Per i motivi elencati nella guida, questo materiale da costruzione e ristrutturazione è sempre più richiesto ed apprezzato, non solo per gli edifici privati come le comuni abitazioni, ma anche nei centri sportivi, nei locali commerciali, nelle strutture ricettive come alberghi e SPA.

E’ un materiale ecologico, facile da pulire e manutenere che si può installare velocemente senza il disagio derivante dall’asportazione dei materiali che creano macerie e polvere, e soprattutto, senza sovraccaricare le strutture degli edifici ed i solai. I tempi necessarie per operare ed applicare in microcemento, vanno dai 3 giorni circa, fino ad una settimana massimo, ciò ovviamente anche in relazione al tipo di intervento di ristrutturazione richiesto.

Quanto costa installare il microcemento?

I prezzi della messa in opera del microcemento risentono di diversi fattori. Il prezzo al metro quadro varia in relazione al tipo di rivestimento scelto (spessore e finitura) e alla lavorazione richiesta. Tuttavia il prezzo standard per la messa in opera del microcemento va dai 30 – 35 euro fino ai 100 euro al metro quadro, dove il prezzo medio si attesta intorno ai 50 – 70 euro al metro quadro materiale e messa in opera inclusa.

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Per chi ama la musica ed il teatro, troverà piacevole il connubio che porta in sala Paolo Belli in “Pur Di Fare Commedia” dal 5 marzo 2022. Nuovo spettacolo di Paolo Belli, scritto insieme ad Alberto Di Risio. Nel racconto l’artista ci narra le mille peripezie ed i colpi di scena che hanno colorito la sua vita in tanti anni di carriera, fra provini esilaranti e musicisti strambi, ma al tempo stesso geniali: uno spettacolo introspettivo che ci racconta la vita di Paolo artista.

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Nello spettacolo teatrale “Pur di Far Commedia” si narrano storie e aneddoti che prendono per mano il pubblico accompagnandolo nella scoperta dei personaggi di “Pur Di Far Commedia” che si rivelano talvolta surreali, ma che, al tempo stesso, si dedicano alla composizione di quella sottile trama che porta a realizzare il sogno di vivere seguendo la propria passione.

Prosa, canzoni e risate, momenti di riflessione insieme ad i suoi grandi successi musicali e artistici rivisitati in una nuova veste. Questi i contenuti e gli ingredienti che troveremo in “Pur di Far Commedia” dove Paolo Belli, avvalendosi anche di sette bravi musicisti, lascerà maggior respiro ai racconti e al parlato, interagendo con il pubblico e lasciandosi trasportare dall’onda dei ricordi che compongono la sua vita. Riuscirà, emozionandosi lui stesso, a coinvolgere ed emozionare il pubblico presente in sala.

Come si svolge il racconto di “Pur Di Fare Commedia”?

L’ambientazione avviene all’interno di una ipotetica sala prove. Paolo sta lavorando per preparare il suo prossimo tour ma, all’improvviso, uno dopo l’altro, gli eventi che accadranno lo travolgeranno. I provini per nuovi musicisti, ritardi, e imprevisti di ogni genere, sono li a testimoniare e raccontare la quotidianità di chi svolge un mestiere di per se bello, ma non esente da difficoltà e problematiche. Alla fine si formerà un’ eccentrica band, ed il protagonista, appunto, dovrà adeguarsi al linguaggio e alle stravaganze dei suoi musicisti.

Debutti date e e Sold Out Paolo Belli

Pur di Far Commedia” ha debuttato con un sold out al Teatro Comunale di Carpi, in occasione dei festeggiamenti del Capodanno 2022. Sono due gli album in uscita nei prossimi mesi: il primo composto da cover, uscirà in primavera ed è un vero omaggio ai suoi maestri (Dalla, De Gregori, Fossati e Jannacci, tanto per citarne alcuni). Il secondo album, invece, è composto da brani inediti, e la sua uscita è prevista dopo l’estate.

Tra i nomi degli artisti che troveremo nell’opera teatrale o che hanno partecipato nella stesura, regia e organizzazione citiamo:

“Pur di Far Commedia”, opera di Alberto Di Risio e Paolo Belli – Regia di Alberto Di Risio
Con: Paolo Belli, Juan Carlos Albelo Zamora, Gabriele Costantini, Mauro Parma, Enzo Proietti, Gaetano Puzzutiello, Peppe Stefanelli e Paolo Varoli.

"Pur Di Fare Commedia" con Paolo Belli regia di Alberto Di Risio
“Pur Di Fare Commedia” con Paolo Belli regia di Alberto Di Risio

Le date del tour

Paolo Belli nel mese di Marzo, sul palco, festeggerà i suoi 60 anni, per proseguire poi da maggio nelle piazze insieme alla sua Big
Band con concerti divertenti e ricchi di sorprese.

MARZO 2022
5 Viterbo – Teatro dell’Unione
18,19,20 Napoli – Teatro Troisi
21 Frosinone – Teatro Nestor
22 Napoli – Teatro Totò
23 Sala Consilina (AS) – Teatro Scarpetta
24 Casalnuovo di Napoli (NA) – Teatro Magic Vision
25 Nola (SA) – Teatro Umberto
26-27 Salerno – Teatro delle Arti

Paolo Belli Carriera musicale e televisiva

Spettacoli, musica e TV dell’artista in pillole: Paolo Belli fonda nel 1984 il gruppo musicale Ladri di Biciclette di cui sarà il leader fino al 1991. Successivamente scegliere di intraprendere la vita artistica di  solista.

I ladri di Biciclette parteciperanno nel 1989 al Festival di Sanremo con il brano Dr. Jazz e Mr. Funk album del quale verranno vendute più di 100.000 copie e che si aggiudicherà il disco d’oro.

L’anno seguente, nel 1990 con la canzone “Sotto questo sole” vincerà il Festivalbar insieme a Francesco Baccini.

Tifoso Juventino, Paolo Belli ha cantato e arrangiato “Juve storia di un grande amore“. Per quanto riguarda lo sport, Paolo è anche appassionato di ciclismo ed ha cantato numerose canzoni per Il Giro D’Italia, tra esse “Faccio Festa”.

Nel 2009 parteciperà nuovamente al Festival di San Remo insieme a Youssoun N’Dour e Pupo con il brano L’opportunità.

Nel 2020 esce un nuovo successo “Come gira il mondo” scritta da Franco Simone.

Per quanto riguarda la TV Polo Belli è co-conduttore televisivo di due programmi televisivi noti: Ballando con le Stelle insieme a Milli Carlucci e su Rai 1 con Giorgio Panariello in Torno Sabato.

Come scegliere un prato semplice da curare

Dicondra repens
Il prato facile: dicondra repens

Il prato è lo specchio del vostro giardino: tutti vorrebbero un prato semplice da curare e bello da vedere. Purtroppo, non sempre le condizioni climatiche e la tipologia di terreno nonché il tempo che abbiamo da dedicarvi ed il calpestio a cui e soggetto, ci consentono di avere un tappeto erboso degno di questo nome. Ma come scegliere un prato semplice da curare? Una tipologia che non richieda troppi interventi di taglio e manutenzione? Scopriamo insieme!

Come scegliere un prato semplice da curare

Anche nel giardinaggio esistono le soluzioni pratiche ai vari problemi che possono essere influenzati, in questo caso, dal terreno, dall’esposizione, e dal tempo che abbiamo a disposizione per curare il nostro giardino ed il prato.

Il prato semplice da curare e bello da vedere può usufruire di sementi ben scelti. Se è vero che esistono sementi di varie tipologie adatte alle varie esposizioni, usi, e terreni, e altresì vero che un bel prato richiede delle cure non indifferenti per far fronte al diradamento e alla diffusione delle infestanti.

Molte persone, poi, non possiedono proprio il tempo o la voglia, e così anche l’impianto migliore, diviene in breve tempo, un tappeto erboso decisamente poco gradevole. Come ovviare? Scegliendo un prato facile! Un prato facile avrà necessità di poche cure e crescerà senza troppo impegno da parte nostra.

Prato facile e bello con la Dicondra

Iniziamo con il dire che in commercio troviamo varietà nane e miscugli di sementi molto rustici che riducono notevolmente le operazioni di taglio, ma se vogliamo quasi eliminare tale operazione ed avere in breve tempo un prato fitto e gradevole potremo optare per la dicondra repens, una piantina strisciante e tappezzante che presenta foglioline cuoriformi a rapida diffusione.

Per mantenere in forma il tappeto erboso, basterà una concimazione granulare del prato da effettuare ogni 15 giorni, annaffiature a giorni alterni più frequenti e quotidiane nei giorni di grande caldo, ed avrete anche voi il vostro bel prato, robusto e verde.

Si tratta di un prato davvero facile, la dicondra repens infatti è calpestabile ed adatta ad ogni tipo di giardino, utile per riempire le fessure tra i mattoni che lastricano varie superfici nei giardini. Acquistabile in semi, o in zolle di prato già formate.

Il prato facile: dicondra repens

Dicondra repens

Considerate che questa tipologia di prato resiste molto bene al clima rigido, teme un po’ le gelate, cresce bene sia in zone soleggiate che in ombra, e  la sua altezza non supera i 2 o 3 centimetri, quindi, praticamente non necessita di tagli, se non davvero molto raramente. Adatto anche ai meno esperti.

Infine, se amate i prati rustici potrete anche optare per il trifoglio seminando qua è la delle margherite e dei papaveri per un effetto a tutto prato informale e molto piacevole. Un prato che richiede poche cure e tagli rarissimi.

Considerazioni

Il tappeto erboso che avrà vita grazie a questo tipo di sementi vi darà parecchie soddisfazioni, lo vedrete crescere, lentamente diventare sempre più fitto ed omogeneo. Bello e pratico, semplice da piantare e curare, il prato renderà il giardino ancora più bello. Ora non vi resta che creare alcune aiuole fiorite, piantare delle belle piante rampicanti, qua e la, e vedrete che anche il giardino più angusto cambierà totalmente il suo aspetto originario.

Infatti il manto erboso condiziona moltissimo l’aspetto del giardino tant’è che se proprio non riuscite a prendervene cura e a farlo crescere bene v conviene pensare seriamente all’uso di una pavimentazione per giardino o adottate dei ciottoli bianchi. In alternativa, adottate una soluzione mista che vi sgraverà un poco dalla manutenzione del parto e del giardino.

L’unico inconveniente è il costo dei semi di dicondra che è leggermente superiore rispetto ad altre sementi per prato.

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