389972978
sabato, Gennaio 3, 2026
Home Blog Page 195

Come illuminare il giardino? Idee e consigli

Come illuminare il giardino? Idee e consigli
Come illuminare il giardino? Idee e consigli

Il giardino è una parte integrante della propria casa da sfruttare di giorno e anche di notte. L’illuminazione da giardino deve essere funzionale, gestita in maniera corretta, ma anche esteticamente gradevole così da ottenere uno spazio piacevole ed elegante. Ma quali sono le soluzioni per illuminare il giardino? Ecco idee e consigli dei professionisti su come illuminare il giardino nel migliore dei modi.

Consigli per illuminare il giardino

Acquistare una casa con giardino è un grande vantaggio sfruttando lo spazio giorno e notte senza limiti. I giardini oggi si arredano come vere e proprie stanze tanto che anche l’illuminazione è importante. Ci si deve basare sulla parte estetica, funzionale e anche su quella tecnica: come si fa? Le soluzioni sono molteplici e tengono conto del tipo di giardino, del budget ma anche della grandezza degli spazi esterni e delle proprie esigenze.

Tipologia di illuminzione per giardino

Le soluzioni per illuminare un giardino oggi sono tantissime e gli esperti del settore studiano particolarità di grande impatto ma con attenzione alla sicurezza ai non sprechi e al rispetto dell’ambiente. I modelli che si possono trovare all’esterno in giardino sono:

  1. Le lampade da esterno moderne da scegliere tra i vari modelli di lampioni da giardino. Questa è la soluzione più elegante e classica
    dallo stile vintage che si contrappone a quello più moderno arricchendosi di elementi (come i sensori di movimento che servono a ridurre sia gli sprechi che l’ inquinamento luminoso).
  2. Le soluzioni a parete che sono ottimali se si ha un giardino di piccole dimensioni e muri che ne permettono l’applicazione. Ideali anche per un grande terrazzo o per illuminare la zona cena, al fine di sfruttare il giardino durante l’estate.
  3. Lampade moderne che sono disegnate per seguire un certo tema o arredamento. Una soluzione d’arredo garden piacevole che si prestano alla creazione di giochi di contrasto romantico o a dare un aspetto fluo con linee decise e irregolari. Soluzioni piacevoli per illuminare gli spazi verdi e abbellire il giardino.

Ecologia e inquinamento luminoso

Quando si illumina il giardino ci si basa sullo spazio a disposizione, sul tipo di gusto personale e sui punti focali da utilizzare. In tutto questo i professionisti del settore studiano soluzioni per ridurre l’inquinamento luminoso e gli sprechi di energia. Optare preferibilmente per le lampade Led, ecologiche e pratiche nonché efficienti sotto il punto di vista energetico/funzionale. Gli esterni chiedono una illuminazione diretta per moltissime ore e questa è la soluzione ideale anche per le cene lunghe in estate.

Strategie per illuminare il giardino

Quando si desidera illuminare il giardino è bene rivolgersi ai professionisti del settore proprio per valutare spazi, necessità e funzionalità. Come prima cosa si deve capire se:

  • si necessita di una illuminazione per il solo passaggio dal giardino a casa, senza che questo venga sfruttato in altro modo;
  • si necessita di una illuminazione strategica in vari punti del giardino che vengono sfruttati anche di notte.

Non solo, se si possiede un piccolo laghetto o una piscina sarà ottimale valorizzare le zone utilizzando le lampade Led che facciano loro da contorno, e rendano fruibile l’area anche di notte, il tutto in associazione a quelle subacquee molto suggestive. Una soluzione innovativa per rendere il giardino accogliente e sicuro, senza lasciare spazi vuoti.

Come abbiamo visto oggi le proposte sono green e rispettano l’ambiente dando al giardino quella illuminazione diretta, piacevole e di grande impatto estetico. Associare sempre lampade che si accendono in automatico al crepuscolo – anche ad energia solare – con quelle che si possono attivare solo su necessità. Soluzioni innovative e multifunzionali per l’illuminazione esterna del giardino perfetta, funzionale ed estetica.

Prato ed erba da giardino: come scegliere

I migliori parcheggi di Roma Fiumicino per lasciare l’auto durante le vacanze estive

I migliori parcheggi di Roma Fiumicino
I migliori parcheggi di Roma Fiumicino

Finalmente si parte! È così: dopo tanto penare, anche grazie al cosiddetto “Green Pass“, finalmente i confini della nostra Europa e del mondo intero, ci sono meno complessi da varcare. Si torna a viaggiare! Per questa ragione, forse, non vediamo l’ora di prendere un aereo e di fiondarci verso una delle mete dei nostri sogni.

Quindi, rispolveriamo le valigie e iniziamo con i preparativi, perché portarci avanti è sempre buona cosa: lista delle cose da portare in vacanza, Green Pass (o luogo dove fare un tampone, in alternativa) pronto, biglietti per l’aereo presi, dove parcheggiare l’auto in aeroporto scoperto… un attimo! Ecco cosa ci manca! Dove lasciamo l’auto in aeroporto? Dove trovare un comodo parcheggio Roma Fiumicino

Dunque, leggendo le prossime righe di questo articolo, vi renderete conto di quanto facile potrebbe essere trovare una soluzione a portata di mano, di gambe e di tasche, per non avere proprio più pensieri al mondo riguardo al vostro viaggio, che vi auguriamo sia
imminente, divertente e rilassante!

Dove parcheggiare quando si parte da Roma Fiumicino? La risposta a distanza di click


Abbiamo organizzato a dovere il nostro viaggio e siamo certi di aver pensato a tutto, ma alla fine ci accorgiamo di un dettaglio: no abbiamo considerato il parcheggio per la nostra auto, a dove lasciarla, in totale sicurezza, dopo che ci avrà comodamente accompagnati all’aeroporto di Fiumicino? Eccoci qua a cercare di capire quali potrebbero essere le soluzioni più adatte.

Cominciamo dai vari parcheggi interni all’aeroporto stesso, quelli indicati dai cartelli quando siamo nei pressi della struttura: facilmente raggiungibili, quelli per la sosta breve sono gratuiti per i primi quindici minuti, mentre quelli per la sosta lunga potrebbero essere un po’ troppo salati, dato che si trovano esattamente, a soli due passi dalle piste di decollo e di atterraggio. Ovviamente la prossimità si paga, ma non disperiamo: in zona aeroporto ci sono comunque molte possibilità per lasciare l’auto al sicuro, preferibilmente al coperto.

Parcheggio Easy Parking lunga sosta


Il parcheggio Easy Parking lunga sosta, nei pressi dell’aeroporto e vicinissimo al Parco Leonardo, potrebbe essere quello che fa per voi, perché ovviamente, trattandosi di “soste lunghe”, ha dei comodi abbonamenti settimanali che non graveranno troppo sulle vostre tasche: le recensioni a riguardo sono poche, ma decisamente buone.

Kingparking Aeroporto Fiumicino

Il Kingparking Aeroporto Fiumicino, poi, è un’altra buona soluzione: più a buon mercato ma altamente attrezzato, sia per grandezza che per servizio. Abbiamo, per questa struttura, più recensioni e mediamente molto soddisfatte. Io stessa vi ho parcheggiato più volte.

Parcheggio Park and Go

Il parcheggio Park and Go è quello tra i più gettonati, forse perché decisamente grande e difficilmente si rischia di non trovare posto, soprattutto quando (spesso al momento di partire capita proprio così!) si è un po’ al pelo con gli orari e si rischia di perdere il volo: certo, come spesso accade la maggior parte dei posti disponibili sta allo scoperto, ma se non abbiamo grandi esigenze ecco che qui possiamo trovare il pane per i nostri denti!

Parclick Applicazione per trovare parcheggio

Speriamo di avervi reso un buon servizio, analizzando quali sono i migliori parcheggi di Roma Fiumicino, ma in ogni caso, sappiate che grazie a comode applicazioni come Parclick, capaci di indirizzarci verso il parcheggio libero più vicino in una manciata di secondi, ogni nostro grattacapo non avrà più senso di esistere. Almeno quelli riguardanti dove parcheggiare l’auto per goderci le nostre meritate vacanze lasciando l’auto al sicuro e custodita in un parcheggio in prossimità di un aeroporto importante come quello di Fiumicino od anche in un altro aeroporto nazionale o internazionale.

Dopo aver parcheggiato attenderemo l’arrivo del nostro volo intrattenendoci, con varie attività, sì perché di cose da fare a Fiumicino nell’attesa del volo ce ne sono molte. E poi, via: pronti a decollare verso la nostra meta!

Buon viaggio, dunque, buone vacanze se siete in procinto di partire e, ovviamente, buon parcheggio!

Carboidrati e attività fisica: quando e come assumerli

Carboidrati e attività fisica: quando e come assumerli
Carboidrati e attività fisica: quando e come assumerli

Non c’è pace per i carboidrati: allontanati dalle diete, accuratamente selezionati nei regimi alimentari, demonizzati da tv e mass media, sembra che siano i peggior nemici della linea e di una buona forma fisica. Ma è davvero così? E soprattutto: è così anche per chi pratica attività sportiva?

Proviamo a scendere più nel dettaglio della questione e cerchiamo di capire come preparare una buona pizza, un bel piatto di pasta o qualsiasi altra pietanza a base di carboidrati senza rimorsi, e senza vanificare gli sforzi fatti per restare in forma.

Carboidrati: un nutriente importante

Partiamo dalle basi: per prima cosa bisogna chiarire che i carboidrati non sono da demonizzare, bensì costituiscono un nutriente essenziale in un regime alimentare bilanciato.

Quando si affronta il discorso della quantità di carboidrati da assumere si fa, tendenzialmente, molta confusione: si tende a pensare, infatti, che la diminuzione del peso dipenda esclusivamente dalla quantità di carboidrati che si riesce ad evitare nei pasti (e tra un pasto e l’altro).

Ma non è esattamente così: questo tipo di elemento nutrizionale svolge importanti funzioni nell’organismo, tra cui, oltre quella di riserva energetica, quella di trasportare l’energia da un luogo all’altro (amido, glicogeno).

Il nostro stesso cervello non può funzionare correttamente senza carboidrati, e in particolare senza glucosio: si è calcolato il sistema nervoso centrale ha bisogno di circa 180 grammi di glucosio al giorno per poter svolgere le proprie funzioni, indispensabili alla sopravvivenza di tutto il resto dell’organismo, in modo corretto e ottimale.

Quando i carboidrati sono davvero “troppi”?


D’altro canto, un antico proverbio dice che in medio stat virtus: il giusto equilibrio risiede sempre nel mezzo, e non agli estremi. Per cui, anche un eccesso di carboidrati può essere dannoso per l’organismo.

Dopotutto, viviamo in un contesto geografico e storico tale (i Paesi dell’Europa industrializzata) che tende a favorire una dieta molto ricca di carboidrati, e in particolare di glucidi semplici (mono e disaccaridi) di cui l’industria alimentare fa largo uso nella preparazione di prodotti confezionati.

Indice glicemico

In questo caso, però, l’unico parere “scientifico” è quello dell’indice glicemico, un indicatore che rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia – ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue – in relazione alla quantità di carboidrati assunti.

Un alto indice glicemico indica una tendenza a un rapido assorbimento dei carboidrati: se gli zuccheri semplici entrano in circolo molto velocemente, si costringe l’organismo a una produzione eccessiva e prolungata di insulina, che in alcuni casi e con il tempo, può portare allo sviluppo del diabete, con importanti ripercussioni sulla propria salute.

Carboidrati e sport

Il quadro cambia se si associa al proprio stile di alimentazione anche una buona dose di sport e attività fisica in generale: sport e alimentazione sono due facce della stessa medaglia.

Svolgere attività motoria, specie all’aria aperta, ha importanti ripercussioni – in positivo – non solo sulla forma fisica, sulla forza e sull’energia del nostro corpo, ma anche sulle performance psichiche: chi pratica sport regolarmente è più rilassato, soffre meno di stress e nervosismo, è più lucido e concentrato, dorme meglio e ha migliori relazioni sociali.

Ovviamente, però, ha anche bisogno di un apporto energetico maggiore, per supportare l’attività fisica. E qui entrano in gioco i carboidrati, che sono una valida risorsa per fare il pieno di energia: ma vanno consumati nel modo e nei tempi corretti affinché siano veramente efficaci.

Allenamento mattutino

Se ad esempio si svolge un allenamento serale, di solito si procede con una colazione e un pranzo leggeri (frutta e carboidrati ricchi di fibre) e uno spuntino pre-workout in cui prediligere un tipo di carboidrato a basso indice glicemico (legumi e frutta come mele, banane e arance). Infine, una buona cena, che concentri il 50-60% dell’assunzione di carboidrati, con pasta di mais, riso e patate dolci, può essere una buona soluzione per recuperare.

Allenamento serale

Se invece si predilige un allenamento mattutino, è bene fare una colazione leggera a base di carboidrati a basso indice glicemico (la frutta è consigliata solo se si ha tempo di aspettare almeno un’ora tra la colazione e il workout), per poi recuperare con uno spuntino subito dopo l’allenamento (anche questo a base di frutta e cereali integrali).

Il pranzo può essere più ricco, simile alla cena dell’allenamento serale, in modo da suddividere la maggior parte dei carboidrati tra questo pasto e quello precedente (lo spuntino post- workout), con una cena invece molto leggera, orientata sulle proteine.

Carboidrati e dieta: alcune considerazioni

Chi pratica attività sportiva, spesso, ha un rapporto più equilibrato con le componenti energetiche del cibo. Non altrettanto sereno, invece, è solitamente il rapporto tra carboidrati e diete restrittive.

Ad esempio, alcune diete, il digiuno intermittente, tendono a concentrare l’attenzione non tanto sulla quantità o sul tipo di nutrimento, quanto sul timing e sui rapporti tra accumulo di energia e rilascio della stessa.

Ma anche in questo caso, come per l’alimentazione sportiva, l’obiettivo non è tanto perdere peso, quanto adottare uno stile di vita più sano per l’organismo, stimolare il rinnovamento cellulare ed eliminare le tossine.

La dieta dei colori: quali cibi scegliere per un’alimentazione sana

Come avere una pelle di porcellana a tutte le età

Come avere una pelle di porcellana a tutte le età
Come avere una pelle di porcellana a tutte le età

Avere una pelle liscia e senza imperfezioni è il sogno di tanti, ma anche se può sembrare impossibile, seguendo i giusti accorgimenti è possibile avere una pelle di porcellana a tutte le età.

Prendersi cura della propria pelle è fondamentale, non solo per un fattore estetico, ma soprattutto per mantenerla sana. I nemici della cute sono lo stress, lo smog, il sole e l’eccesso di make-up che contribuisce all’occlusione dei pori e alla nascita di imperfezioni. Ecco tutti i consigli per avere una pelle di porcellana.

Mantenere la pelle pulita


Per migliorare l’aspetto dell’incarnato è importante detergere a fondo la propria pelle. La detersione della pelle del viso deve essere svolta in maniera quotidiana, due volte al giorno affinché sia pronta a ricevere il trattamento idratante o antirughe, a seconda delle proprie esigenze.

In caso contrario, il tipo di trattamento scelto risulterebbe essere meno efficace, proprio perché non riuscirebbe a penetrare a fondo. Il detergente per il viso deve essere scelto in base alle proprie esigenze. Ad esempio per una pelle mista o grassa, l’ideale è un detergente purificante.

Meglio evitare, invece, il latte detergente per via della sua consistenza oleosa. Per le pelli secche e sensibili, invece, è più indicato un detergente delicato e nutriente. Non sempre, però, si trova il prodotto giusto per il proprio tipo di pelle, ecco quindi dove comprare la skincare online.

L’importanza del tonico

Sebbene, durante la skincare routine questo cosmetico venga spesso sottovalutato o trascurato, il tonico in realtà apporta un gran numero di benefici alla pelle. Si tratta di una soluzione cosmetica a base acquosa o idroalcolica che viene applicata subito dopo la
detersione del viso.

Questo prodotto cosmetico permette di eliminare completamente i residui di detergente e impurità; a seconda della composizione, è adatto anche alle pelli più sensibili e delicate, mantiene inalterato il grado di umidità della pelle e prepara la pelle all’applicazione dei prodotti successivi, come il siero e la crema idratante.

Parola d’ordine? Idratazione

L’ultimo step della skincare routine quotidiana, ma non meno importante, è rappresentato dall’idratazione. Dopo il tonico è necessario applicare un siero o un’essenza. A questo punto non bisogna dimenticarsi del contorno occhi e della crema idratante che devono essere specifici in base alle proprie esigenze.

Prima della crema, un paio di volte a settimana, è possibile applicare una maschera di bellezza. Oramai ce ne sono di tutti i tipi da quelle esfolianti per rimuovere a fondo le impurità, a quelle più nutrienti.

Proteggere la pelle dal sole

Per avere una pelle perfetta è altrettanto fondamentale proteggerla dai raggi solari responsabili dell’invecchiamento precoce e di altre problematiche cutanee, come macchie, lentiggini, etc. La protezione solare va sempre applicata, anche quando il cielo è nuvoloso perché i raggi ultravioletti sono in grado di oltrepassare le nuvole.

Ma quale scegliere? Innanzitutto deve essere una protezione ad ampio spettro, quindi che protegga sia dai raggi UVA e sia dai raggi UVB. Per le esposizioni prolungate è necessario riapplicarla ogni 2 o 3 ore. Se si va al mare o in piscina, bisogna riapplicarla ogni volta che si esce dall’acqua.

Tuttavia, per evitare di danneggiare la pelle, oltre alla protezione solare, sarebbe meglio evitare di prendere il sole. Laddove questo non fosse possibile, la soluzione potrebbe essere quella di mettersi all’ombra il più possibile e di indossare un cappello o portare con sé un ombrello per proteggersi soprattutto nelle ore più calde.

Cura del corpo: 5 consigli per la pelle da seguire ogni giorno

Attenzione all’alimentazione

Infine, per avere una pelle di porcellana è fondamentale fare attenzione anche a tavola. Le vitamine sono le migliori amiche della pelle, quindi, via libera a frutta e verdura.

Sono da evitare, invece, gli alimenti difficili da digerire come i fritti, l’eccesso di grassi o cibi che sono anche ricchi di sale. Alleata della pelle è anche la vitamina D ed è utile averne un giusto quantitativo in circolo e, in questo, ci aiutano i raggi del sole.


Attenzione anche all’alcol che, in generale, è molto ricco di zuccheri e non è proprio il massimo per la pelle poiché tende anche a disidratarla.

I disturbi della minzione e l’incontinenza urinaria

I disturbi della minzione e l’incontinenza urinaria
I disturbi della minzione e l’incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria non dovrebbe essere considerata una malattia, quanto piuttosto il sintomo di un problema che interessa il tratto urinario. Si parla di incontinenza quando un soggetto non è in grado di controllare l’urina e di trattenerla: ciò avviene nel momento in cui la vescica diventa più debole, così che l’urina si perda in maniera incontrollata.

La vescica è un sacco muscolare che si trova nel bacino; si tratta di un organo cavo che agisce alla stregua di un serbatoio. Lo sfintere urinario interno gestisce la fuoriuscita di urina: non appena il cervello trasmette lo stimolo alla minzione, si verifica una contrazione delle pareti della vescica; di conseguenza, si rilassa lo sfintere e ciò favorisce l’eliminazione dell’urina.

Il funzionamento della vescica

Sono i reni a produrre l’urina, la quale viene indirizzata alla vescica tramite gli ureteri, che sono dei condotti. Una volta che la vescica è piena, il cervello riceve dai recettori nervosi situati nella parete vescicale i segnali che devono indurre la minzione. Quando questa si verifica, l’urina passa nell’uretra, che è il tratto conclusivo dell’apparato urogenitale.

La quantità di urina che il corpo produce cambia in funzione di una serie di fattori, come per esempio il tipo di regime alimentare che si segue, il sesso, l’età e fattori esterni, come per esempio l’assunzione di medicinali e la quantità di liquidi che vengono espulsi con il sudore e con la respirazione.

I disturbi della minzione

Ci sono diversi tipi di disturbi della minzione, i quali in molti casi sono trascurati: il che è un errore, dal momento che essi costituiscono in molti casi un sintomo iniziale di incontinenza urinaria. Pertanto, nel caso in cui si soffra di questi problemi è sempre necessario parlarne con il proprio medico di base.

Alcuni disturbi della minzione vengono definiti irritativi: è il caso, per esempio, della stranguria, che consiste in una minzione dolorosa, ma anche della pollachiuria, che rappresenta il bisogno di urinare spesso nel corso della giornata. Si parla di nicturia, invece, per indicare un frequente stimolo a urinare di notte.

I prodotti assorbenti

Quando si soffre di incontinenza urinaria, uno dei metodi più efficaci per contrastare l’imbarazzo e il disagio che possono scaturire da questo problema consiste nel ricorrere a dei prodotti assorbenti. Possono essere acquistati in farmacia, oppure risparmiando sul web sui molteplici shop online che mettono a disposizione dei clienti una vasta scelta di soluzioni che coniugano sicurezza e performance eccellenti.

L’incontinenza

Ci sono varie cause alla base dell’incontinenza: per esempio un aumento delle dimensioni della prostata, che può favorire una notevole ostruzione. Succede, infatti, che quando la prostata si espande l’uretra viene compromessa; ciò impedisce il passaggio di urina.

Pertanto, le pareti della vescica risultano irritate. L’incontinenza dopo un intervento alla prostata è un altro caso frequente. Va detto, comunque, che non sempre i problemi alla prostata sono fonte di incontinenza, ma quando ciò succede è probabile che la minzione diventi più frequente o addirittura dolorosa.

Quando compare l’incontinenza urinaria

A volte a innescare l’incontinenza è una contrazione della vescica troppo veloce o comunque improvvisa: si parla in questo caso di vescica iperattiva o OAB, acronimo che sta per Over Active Bladder. In altre circostanze, può succedere che la vescica non si svuoti del tutto, o ancora che l’uretra sia ostruita al punto che l’urina dopo essersi accumulata fuoriesca goccia dopo goccia.

I disturbi ostruttivi della minzione

Oltre ai disturbi irritativi della minzione vale la pena di conoscere anche quelli ostruttivi. Il mitto intermittente, per esempio, si caratterizza per un flusso urinario esitante e non regolare, dato che la vescica non può essere svuotata in un tempo unico.

L’anuria, invece, consiste nella completa assenza di minzione nel corso delle 24 ore, mentre il tenesmo vescicale corrisponde a uno stimolo urgente a urinare dopo il quale, però, si avverte un dolore localizzato e si ha la sensazione che lo svuotamento non sia avvenuto in modo completo.

La diminuzione della forza del getto urinario prende il nome di mitto ipovalido; non va dimenticato, infine, lo sforzo minzionale, che presuppone il bisogno di sforzare i muscoli della vescica per portare a termine la secrezione di urina o anche solo per cominciarla.

Le tipologie di incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria viene distinta dalla medicina in varie tipologie: c’è, per esempio, quella funzionale, che è provocata da fattori esterni e fa sì che il soggetto non sia in grado di arrivare in bagno per un disagio mentale o per una disabilità motoria. 

L’incontinenza da pressione o da stress, invece, è una disfunzione urinaria che si palesa dopo che è stato compiuto un movimento fisico per effetto del quale viene amplificata la pressione addominale interna: possono bastare un movimento un po’ brusco o uno sforzo, ma anche un semplice colpo di tosse o uno starnuto.

Elsa la ragazza di provincia

Elsa la ragazza di provincia
Elsa la ragazza di provincia

Era una mattina di fine Maggio, Elsa dormiva in giardino sdraiata sulla sua coccolante amaca. Erano da poco passate le 17:00, il sole era tiepido e l’aria profumava di gelsomino in fiore.
Elsa aveva sempre avuto un debole per tutto ciò che era bello: la natura con i suoi fiori, le farfalle, gli insetti, i colori del cielo; persino il suono e il fragore dei temporali le piaceva.

Il suo animo sensibile le faceva apprezzare le bellezze della vita, il mondo, tutto. Adorava gli animali e si commuoveva di fronte alla spontaneità di ogni cucciolo, inclusi quelli d’uomo. La sua natura era pacifica e mai e poi mai, avrebbe fatto male ad una sola mosca. Elsa era così, semplicemente Elsa, con un cuore grande e tanti sogni nel cassetto. Desiderava, come molte ragazze della sua età, farsi una bella famiglia con tanti marmocchi scorrazzanti e realizzarsi nel suo lavoro.

Vita di città

Lei, ragazza di provincia, aveva da poco conosciuto Marco, un ragazzo di città. lei, che nella sua vita aveva solo frequentato luoghi familiari, amicizie d’infanzia, parenti, sagre di paese e pochi locali di provincia, si sentì catapultata in un mondo che sapeva non appartenergli. Era andata in città poche volte insieme a Marco, ma come tutte le ragazze di provincia, era rimasta affascinata dai negozi, le vetrine colorate, i pub, i cinema, le numerose discoteche e sale da ballo: una città grande e storica come Roma, sembrava offrire davvero molto ad una ragazza di provincia.

Il ragazzo di Elsa

Marco era un ragazzo per bene, con un matrimonio fallito alle spalle, ed una figlia piccola che teneva con se nei fine settimana, ed ogni volta che gli era possibile. L’ex moglie non era una madre possessiva, faceva la modella ed amava svagarsi, viaggiare e divertirsi ed era ben felice di lasciare a Marco la piccola.

Marco aveva un lavoro artistico che gli piaceva molto. Era uno scenografo, e curava con passione e professionalità le scenografie di spettacoli teatrali ma anche di set cinematografici. Nel suo ambiente era molto apprezzato, ed il suo lavoro gli piaceva moltissimo.

Elsa, invece, aveva da poco terminato gli studi di storia dell’arte, e sognava di trovare un lavoro che la facesse sentire realizzata e libera. In città, forse, avrebbe avuto la sua occasione. La provincia, in tal senso, offriva davvero poco, ma una città come Roma, ricca di musei, storia, ed arte, avrebbe potuto spalancargli le porte del mondo del lavoro.

Almeno così le diceva Marco.

Fu così che, dopo alcuni mesi di frequentazione, quel pomeriggio di Maggio decise che doveva tentare. Lasciò la sua casa paterna, salutò gli amici d’infanzia, abbracciò sua madre sull’uscio di casa, trattenendo le lacrime a stento, e si diresse alla scoperta del mondo cittadino e della sua nuova vita da convivente.

Per i primi tempi avrebbe vissuto con Marco occupandosi della casa e cercando con calma il suo lavoro.

Una ragazza in città

Le prime settimane le servirono per ambientarsi un po’, comprendere dove si trovavano i negozi per gli acquisti quotidiani, come muoversi con i mezzi pubblici, fare amicizia e conoscere gli amici più intimi di Marco.

Conobbe anche Angelica, la figlia di Marco, una bambina di appena 5 anni. Aveva due grandi trecce castane che le scendevano sul dorso, due occhi grandi verdi e una faccina furba e sveglia. Tutto sembrava andare per il meglio. Dopo circa un mese dal suo arrivo, riuscì a fissare i primi colloqui di lavoro. Purtroppo non andarono come sperava.

In attesa di altro, si dedicava alle faccende domestiche e cercava nuove opportunità. Alle volte portava al parco giochi e a scuola la figlia di Marco, Angelica, che, da quando lei si era spostata in città, era sempre più spesso a casa con loro.

Ogni tanto si fermava a riflettere e ripensava ai pomeriggi trascorsi nella sua casa paterna, le ore a fissare un albero dondolare al vento, incantata ad ascoltare il canto degli uccelli o a fissare il volo di una farfalla. La città le stava un po’ stretta, lo sapeva bene, lo avvertiva in tutto il suo essere, ma amava Marco, e sperava di poter realizzare il suo sogno di trovare un lavoro e costruire con lui una famiglia.

Un po’ di solitudine

Talvolta quella casa gli sembrava davvero vuota, specie quando Marco era al lavoro. Aveva conosciuto davvero poche persone con cui trascorrere del tempo. Quando Angelica era con lei, le giornate trascorrevano più veloci, ma quando era sola, una volta svolte le faccende e le commissioni domestiche, occupava del tempo nella ricerca del lavoro e faceva alcuni colloqui. Le giornate trascorrevano lentamente.

Le sembrava di vivere come sospesa in una bolla di sapone pronta a rompersi da un momento all’altro. Sospesa tra amore e realizzazione, desideri e sogni

Continua

Elsa la ragazza di provincia trova lavoro

Elsa torna in provincia la visita a Ninfa

Continua Domenica prossima intanto vi lascio alcune domande…

  1. Secondo voi vale la pena trapiantarsi in un altra città per il vostro lui o la vostra lei?
  2. Chi deve seguire chi? Lei il suo compagno o lui la sua donna? Avete esperienze in merito?
  3. A ben 25 anni si può essere ancora delle spensierate sognatrici? E a 40?

“La ragione può avvertirci di quel che conviene evitare; solo il cuore ci dice quel che dobbiamo fare”

Joseph Joubert, filosofo

Ci vediamo Domenica prossima con il seguito del racconto.

Seguono gli altri episodi

  1. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA
  2. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA TROVA LAVORO
  3. ELSA TORNA IN PROVINCIA LA VISITA A NINFA
  4. ELSA TORNA A CASA UNA SETTIMANA DA ORGANIZZARE
  5. ELSA VITA DI COPPIA E RESPONSABILITA’
  6. PUNTI DI VISTA E RESPONSABILITA’: ELSA ALLA RICERCA DELLA SOLUZIONE
  7. CHI FA DA SE FA PER TRE: ELSA VERSO L’INDIPENDENZA

Gatti paurosi: ansia e paura nel gatto cosa fare

Gatti paurosi: ansia e paura nel gatto cosa fare
Gatti paurosi: ansia e paura nel gatto cosa fare

Gli episodi che si verificano nei primi mesi di vita di un gatto ma anche la sua gestione a livello familiare, possono influenzare l’indole del micio e provocare ansia e paura nel gatto. Non tutto è perduto! Ci sono regole di rieducazione che possono influenzare l’indole di un gatto pauroso e renderlo più sicuro e meno timoroso rispetto al mondo, agli umani, ed ai suoi simili, e decaloghi da seguire che possono ridurgli lo stress.

Gatti paurosi: cosa fare

La regola numero uno per i cuccioli, siano essi cani o gatti, è la socializzazione. Imparare sin da piccoli a stare con persone ed animali li aiuta a comprendere il mondo, e ad essere più sicuri di loro. L’indole ha un suo ruolo ma spesso le paure eccessive di un micio sono dovute a traumi pregressi o ad una vita in casa con poche persone e scarsa socializzazione. Se non ricevete mai nessuno in casa non potrete che ritrovarvi un gattino che quando arriva un estraneo si va a nascondere.

Ansia e paura nel gatto

Ansia e paura del gatto non sono esattamente la stessa cosa. Paura e ansia nei felini possono essere però collegati e possono causare disturbi comportamentali nel gatto. Molti gatti quando combattono con l’ansia ed hanno paura, tendono a nascondersi, e talvolta, proprio per questo motivo, non ci si rende conto da subito del problema.

  • Paura: La paura nel gatto è una risposta emozionale negativa causata da qualcosa, o qualcuno, che il gatto considera minaccioso, In realtà può avere poco a che fare con fattori esterni e dipendere anche dal carattere del micio, soprattutto dalle sue scarse esperienze di socializzazione, od anche da spiacevoli incidenti che ha vissuto.
  • Ansia: Si tratta di uno sgradevole stato emotivo del gatto che viene evocato da segnali di qualcosa di spaventoso che sta per accadere: Il classico esempio è il rumore del trasportino che viene usato ogni volta che si porta il gatto dal veterinario.
  • Fobie: A volte i gatti trovano certe situazioni e alcuni stimoli spaventosi, tanto da sviluppare vere e proprie fobie che suscitano, a loro volta, una grande paura che impedisce loro una vita normale.

Gatto e agenti ansiogeni

Le condizioni che possono causare ansia nel gatto possono variare da caso a caso, ma sono davvero molti gli elementi che possono stressare un gatto, animale che in natura è molto abitudinario. Alcuni gatti diventano agorafobici ed hanno paura degli spazi all’aperto specie se sono vissuti sempre in casa o in una stanza.

Talvolta, evitano le stanze che gli ricordano eventi spiacevoli, come il suono della sirena anticendio scattato (tempi prima) che li ha spaventati a morte. I gatti più anziani sono più timorosi e sensibili e spesso hanno paure che si sono radicate nel tempo. Un micio molto sensibile può scappare anche quando sente il suono di un campanello, questo se in passato un visitatore troppo invadente ha insistito per fagli le coccole.

Regole per gatti paurosi

  • La prima regola è quella di non far crescere il vostro gatto come un recluso ed abituarlo ad oggetti, persone, animali.
  • Fate in modo che da adulto, se pauroso, non debba affrontare le cose che lo spaventano.
  • Non lo coccolate e rassicurate ma mettetegli a disposizione dei “supporti rifugio” in cui possa nascondersi quando ha paura, per poi cercare di tranquillizzarlo.
  • Attenzione ai cambiamenti e alle modifiche in casa se con voi avete gatti paurosi che hanno subito dei traumi, o magari anziani.
  • Proteggetelo da situazioni a rischio crisi ansia: come i fuochi pirotecnici di capodanno, i temporali invernali, il suono di trapani e rumori forti. Chiudetelo al sicuro in casa nell’ ambiente dove possa sentirsi protetto.

Nei casi estremi, per la vostra tranquillità e per il benessere del gatto, se la paura blocca la sua vita rivolgetevi ad un comportamentista felino chiedendo aiuto al vostro veterinario.

Come curare un gatto ferito da altri gatti

Wellness in Alto Adige: perché scegliere una vacanza a tema benessere

Wellness in Alto Adige: perché scegliere una vacanza a tema benessere
Wellness in Alto Adige: perché scegliere una vacanza a tema benessere

L’anno di pandemia ha fortemente colpito molti settori e tra questi c’è chiaramente il turismo; la voglia di viaggiare però non è mancata e anzi, forse è addirittura cresciuta. Il risvolto è che sicuramente è cambiato il modo di fare vacanza: gli italiani stanno cercando sempre più di fare vacanze all’insegna del relax. Tra le tendenze sempre più in crescita c’è la vacanza a tema benessere e tra le zone più apprezzate ci sono quelle in mezzo alla natura, per questo motivo il Wellness in Alto Adige è senza dubbio un trend.

Dove prenotare una vacanza Wellness in Alto Adige

Se stai cercando dove rivolgerti per trovare una sistemazione per le tue vacanze dai un’occhiata al portale Wellness in Alto Adige dove vengono elencati e selezionati i migliori hotel a tema con strutture specializzate per offrire una vacanza a tutto relax, in cui il benessere viene messo al primo posto. Spa, piscine private, viste incantevoli ma anche un ristorante interno con cucina curata: questi sono solo alcuni degli elementi che tiene in considerazione il portale di Wellness Hotel in Alto Adige per poter suggerire strutture assolutamente garantite.

5 motivi per scegliere una vacanza wellness

  1. Fa dimagrire – lo so, siamo contro tendenza, la gente normalmente vuole dimagrire prima delle ferie e invece qui dimagrirete durante. In vacanza si cammina di più ma i centri wellness presentano menù gustosi ma light e bilanciati. Inoltre i numerosi trattamenti sono spesso studiati per drenare e snellire.
  2. Fa ritrovare l’equilibrio – mai come in questo anno ne abbiamo bisogno. Riuscire a riequilibrare momenti di confusione, stress emotivo o fisico è fondamentale. La vacanza in un centro wellness vi rimette a nuovo sia dal punto di vista fisico che emotivo.
  3. C’è la SPA – nelle strutture con SPA poter restare anche a lungo spaziando tra trattamenti, lettini in cui stendersi e leggere o nuotare in piscina vi aiuterà a ritrovare le energie per ripartire dopo le ferie.
  4. Si possono provare nuovi trattamenti – i centri wellness sono all’avanguardia e danno modo di provare anche nuovi trattamenti che probabilmente ritroverete in autunno in città ma saprete già quale scegliere per i vostri trattamenti futuri!
  5. Vacanze offline – non è facile per questa generazione ma nei centri wellness si riesce a staccare la spina facendo una vera e propria digital-detox. Questo significa che è più semplice riuscire a stare senza guardare frequentemente il cellulare e i social, attenzione…non stiamo dicendo che non li guarderete per tutta la vacanza ma che sicuramente riuscirete a gestirli meglio!

Perché una vacanza in Alto Adige

Secondo alcune indagini pubblicate anche da Repubblica, l’estate 2021 sarà tutta italiana: gli italiani scelgono di restare nel Belpaese che ha tantissimo da offrire sia dal punto di vista del turismo enogastronomico che naturalistico. Una meta di grande fascino l’Alto Adige in cui è possibile spaziare tra paesaggi incantevoli, alcuni dei quali Patrimoni Unesco, alle incredibili città d’arte senza dimenticare ovviamente il mix culturale dato dalla posizione di confine.

In Trentino Alto Adige è la natura a dominare lo sguardo ma qui si possono trovare non solo incantevoli strutture in cui soggiornare, soprattutto se non si è abili camminatori, ma ci si può gustare anche sentieri fattibili anche per principianti e poi soffermarsi a scoprire i piatti della tradizione tra cui gli imperdibili canederli, i krapfen e i tiroler grostl, oltre all’immancabile strudel di mele. Il Trentino Alto Adige non è solo piste da sci: ecco cosa fare in Alto Adige durante l’estate, quando non si può sciare.

Un weekend in hotel wellness per ritrovare energia

A molti può sembrare una banalità ma, oltre alle vacanze zaino in spalla o al mare, si può spaziare tra altre tipologie di prenotazioni optando ad esempio per un breve periodo a tutto relax. Se avete scelto una vacanza tra le montagne per scoprire sentieri, laghi e meraviglie naturali non è detto dobbiate escludere il relax.

Il Trentino Alto Adige offre numerose soluzioni da questo punto di vista e proprio il portale wellness Alto Adige ci ha dimostrato come sia possibile trovare strutture di design a prezzi interessanti in cui rilassarsi. Rilassarvi in hotel vi rimette a nuovo, vi dà modo di accedere ad una serie di servizi che in un appartamento o in un residence non avreste.

Cosa vedere e cosa fare a Trento