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giovedì, Gennaio 1, 2026
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Sognare un’amante o un amante immaginario significato, simboli e numeri da giocare

Sognare un'amante o un amante immaginario significato, simboli e numeri da giocare
Sognare un'amante o un amante immaginario significato, simboli e numeri da giocare

I sogni talvolta, sono davvero strani e ci lascino perplessi: può capitare di sognare persone nude, di essere con il proprio amante, o di vedere persone fare sesso, ma può anche accadere di sognare un’amante immaginario ossia che nella vita reale non esiste, e non conosciamo: come interpretare questo sogno?

Sognare un’amante immaginario significato

Dato che l’amore è un elemento davvero molto importante nella vita di ogni essere umano, sognare un’amante o un amante può indicare che abbiamo necessità di calore umano, o semplicemente e istintivamente, necessità di relazioni eccitanti.

Un’amante o un amante (donna o uomo che sia) ciò che unisce e si identifica come elementi e significati in questo sogno, è comune ai due sessi. La frustrazione potrebbe essere l’elemento scatenante del sogno: una vita insoddisfacente, o un rapporto in crisi, può dar vita a questo genere di sogni, ma non solo.

Sognare un amante ed essere sposati (e non)

Donna? Uomo? Sognate di trovarmi con un partner che non è il vostro compagno/a? Ciò sta ad indicare che avete una vita di coppia insoddisfacente e se nel sogno siete, in un atteggiamento non romantico, e state facendo sesso, è molto probabile che la vostra relazione attuale non vi soddisfi proprio da questo punto di vista.

Se invece nella vita siete alimentati da sfiducia nel partner e risentimento reale, è probabile che vistiate romanticamente vendicando in sogno, questo perché vi sentite trascurati o non amati come vorreste dal vostro compagno o dalla vostra compagna.

Sognare amante se siete single

Se non siete sposati, con molto probabilità desiderate un compagno o una compagna, e nel sogno state gratificando voi stessi, immaginandovi in una relazione clandestina. Magari avete conosciuto qualcuno di recente che vi ha ispirato questo sogno, o magari no, ma ciò che emerge in ambedue i casi, è una necessità sempre impellente di colmare un vuoto.

Conoscete l’amante?

Se conoscete l’amante che compare nel sogno non si tratta di sognare un amante immaginario ma di una persona reale che fa parte della vostra vita, la persona che sognate e che rappresenta l’amante nel sogno potrebbe indicare che nutrite un interesse per questa persona e che il vostro inconscio ve ne stia facendo prendere coscienza.

Ma alle volte invece, potrebbe indicare che istintivamente avete una necessità sessuale che state cercando di appagare le vostre necessità e bisogni in sogno, con qualcuno che è di vostra conoscenza.

Il simbolismo dell’amante nei sogni è fortemente legato all’istinto primordiale che ogni uomo ha innato in se. Può nascere da un rapporto insoddisfacente ma anche dalla semplice voglia di trasgressione che sfocia in una relazione clandestina che configura una necessità di unione, amore fisico ma anche mentale ed emotivo.

Se l’amante è fratello, sorella, genitore, prete, nonno, nonna, insegnante

Sognare che l’amante sia un fratello, un genitore o una persona lontana dal desiderio reale del sognatore, indica invece, una necessità non a sfondo sessuale, ma bensì di comprensione dell’altro, unitamente alla voglia di cambiare e crescere come persona. La trasgressione indica unicamente la necessità di approfondimento e crescita.

Per cui sotto questo sogno si possono racchiudere vari significati e desideri come:

  • romantico
  • sessuale
  • trasgressivo
  • di carena affettiva
  • rapporto di coppia frustrante
  • necessità di emozioni
  • gelosia e rivalità
  • cambiamento e crescita

Sognare di avere più amanti

Se nel sogno avete due amanti o più di due, dovete porvi all’ascolto di voi stessi. Questo sogno nasce dal nostro inconscio e spesso è frutto di una vita frenetica che non lascia spazio alle nostre necessità.

Le responsabilità quotidiane, lavoro, famiglia, figli, vi stanno sopraffacendo e il tempo per voi non è sufficiente, allo stesso tempo vi sentite trascurati dagli altri e privati delle attenzioni che invece, volgete intorno a voi, ogni giorno. Fare l’amante implica impegno, farlo di più persone, ancor di più.

Essere amanti di più persone assorbe energie, ed è così che vi sentite nella vita: senza energie, ne tempo. Cercate di appagare meno le esigenze altrui, dedicatevi più tempo ed imparate anche a dire qualche no.

Sognare un’amante o un amante simboli e numeri da giocare

Il contesto, le situazioni, come colori, suoni, profumi o oggetti presenti nel sogno, possono modificare il significato, anche di molto. L’amante potrebbe essere romantico, aggressivo, ubriaco o magari sconosciuto. L’amante in sogno potrebbe farvi un regalo, picchiarvi, tradirvi a sua volta, essere romantico o irruento.

Questi citati, sono tutti elementi che modificano il significato del sogno di un amante, in maniera anche importante.

Se la relazione con l’amante è forzata, e la relazione si vive come un’ aggressione, il sogno significa che state soffrendo una situazione lavorativa, affettiva o familiare pesante, che vi sentite umiliati e non considerati.

Ricevere un regalo da un’amante è invece fortemente gratificante e produttivo, indica dei progressi in atto nella vostra vita, sia che si tratti di quella affettiva, che sociale e lavorativa.

La simbologia dei sogni è molto importante e va sempre considerata con attenzione al di la delle persone e dei copri nudi nei sogni ma anche dello stato d’animo e degli elementi presenti.

Amante significato e numeri

Quanto alla numerologia analizziamo la parola AMANTE secondo le tavole pitagoriche e vediamo quali sono i numeri da giocare all’otto secondo la smorfia napoletana quando si sogna un amante.

Sognare un amante Smorfia napoletana

  • Amante numero 39
  • Amante che ride 9
  • Amante che bacia 11
  • Avere amante 55

Secondo Pitagora

AMANTE : A-M-A-N-T-E 1 – 4 – 1 -5 – 2 -5 = 18

👉 Significato dei numeri da 1 a 10 

👉 Significato dei numeri da 11 al 22 consiglio questa lettura

Bonsai di melograno come coltivarlo e mantenerlo in salute

Bonsai di melograno
Bonsai di melograno

Tra i tanti bonsai da esterno che vivono bene all’aperto si collocano i bonsai da frutto. Tra essi i bonsai di melograno si rivelano facili da coltivare e molto belli da vedere sia quando fioriscono che quando fruttificano. Ma come tutte le piante, questi mini alberi fruttiferi hanno necessità di cure specifiche. Vediamo il bonsai di melograno come coltivarlo e mantenerlo in salute nel migliore dei modi.

Bonsai di melograno come coltivarlo, potarlo, concimarlo e irrigarlo

Il melograno appartiene alla famiglia delle Punicacee. Comprende una sola specie denominata punica granatum della quale esistono diverse varietà.

Questo piccolo albero da frutta lo troviamo come melograno normale con grossi frutti e il piccolo melograno nano “Punica grantum varietà nana” con piccoli frutti un po’ meno dolci del precedente.

Le varietà sono state selezionate dai cinesi e dai giapponesi e sono principalmente a fiore doppio, a fiore bianco e varietà nane.

Originario del bacino mediterraneo, il melograno, pianta rustica resistente di facile adattabilità è diventata una delle piante più apprezzate in Oriente.

Interessante questa pianta come esemplare di bonsai sia per la fioritura e d frutti nonché per la struttura del tronco. Per fruttificare richiede temperature estive calde.

Bonsai di melograno come coltivarlo e mantenerlo in salute

Bonsai di melograno esposizione e irrigazioni

Sebbene sia una pianta da esterno, nelle regioni a clima freddo viene trattata come una pianta e bonsai da interno. Il melograno bonsai ama posizioni in pieno sole. In inverno va protetta dal freddo e dal vento.

  • Irrigazioni bonsai melograno: è una pianta che sopporta abbastanza bene l’asciutto, ma per farla vegetare al meglio, è opportuno irrigarla con regolarità dalla primavera fino al termine dell’estate. Le irrigazioni dovranno essere più copiose dopo la fioritura questo per favorire la fruttificazione estiva o tardo estiva.

Bonsai di melograno concimazioni e rinvaso

Essendo una pianta da frutto va concimata dal periodo di risveglio primaverile, fino alla fioritura e accompagnata anche nella fruttificazione.

  • Rinvaso bonsai melograno: deve avvenire ogni due anni fino al compimento dei dieci anni della pianta. Successivamente ci si regola in base allo sviluppo e alla crescita dell’apparato radicale. Necessita di terriccio argilloso, leggermente acido composto dal 40% di argilla, 30 % da foglie o letame maturo ed infine dal rimanente 30 % di sabbia.

Bonsai di melograno potatura, legatura e moltiplicazione

Il bonsai di melograno va potato in modo energico a fine inverno, o in primavera, prima della ripresa vegetativa. La chioma va sfrondata per favorire la penetrazione di luce ed aria tra i rami. Lasciare solo due coppie di foglie sulla nuova crescita.

Fare attenzione a non potare i germogli più corti con apice arrotondato perché sono quelli fioriferi. Spesso, dopo la potatura, e senza un motivo apparente, può accadere ce alcuni rametti secchino.

  • Legatura bonsai melograno: viene attuata per la formazione e si effettua, generalmente, solo sui soggetti giovani.
  • Il melograno bonsai si riproduce e moltiplica per talea semilegnosa nel periodo estivo. Questa pianta ha la peculiarità di riuscire a radicare anche da vecchi rami tenuti su sabbi pura.

Parassiti e malattie dei bonsai di melograno

E’ una pianta robusta ma può essere attacca sulle punte dagli afidi che potranno essere eliminati con saponata, macerato d’ortica, quassia amara o altri rimedi.

Viene frequentemente attaccata da malattie fungine. A tal proposito, è bene evitare i ristagni di acqua e lasciare asciugare tra un irrigazione e l’altra. Favorire il ricambio e la circolazione d’aria.

Curiosità sul bonsai di melograno

Si tratta di una pianta molto particolare con origini lontane e antichissime. Pensate che in una tomba egiziana, datata attorno al 2000 – 2500 a. C. è stata scoperta una delle raffigurazioni più antiche della Punica granatum.

Il melograno fu una pianta sacra per i Fenici; allo stesso tempo la troviamo citata da Omero nell’Odissea, ed infine, la troviamo citata nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici.

Il Bonsai di melograno è un piccolo grazioso albero antico dalle infinite particolarità, tutto sommato è facile da coltivare e molto bello.

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Bonsai a Settembre e Ottobre cosa fare: cure interventi, innaffiature

Bonsai a Settembre e Ottobre cosa fare: cure interventi, innaffiature
Bonsai a Settembre e Ottobre cosa fare: cure interventi, innaffiature

L’estate sta per finire le temperature in alcune regioni iniziano a scendere. I bonsai hanno necessità di cure ed interventi adatti al clima che si viene a creare. Le specie da interno, vanno riportate gradualmente in case qualora le temperature notturne comincino ad essere troppo basse. Ma le operazione da fare sui bonsai a Settembre e Ottobre sono varie: vediamo quali sono e cosa fare in maniera generica e poi nel dettaglio.

Bonsai a Settembre e Ottobre cosa fare: cure interventi, innaffiature

I bonsai da interno che nella bella stagione sono stati spostati in luogo riparato dal sole e dal vento, ma all’esterno, devono essere riportati in casa, o spostati in luogo protetto come ad esempio in serra.

Nelle zone a clima freddo è opportuno porre al riparo anche i piccoli alberi da esterno, in quanto, alle basse temperature, il pane di terra più o meno contenuto, potrebbe gelare. Ma in genere, fino alla fine del mese di Ottobre nella maggior parte delle regioni non si assiste alle gelate notturne.

Caduta delle foglie bonsai decidui

Oltre al posizionarli in luogo a temperatura “protetta” e idonea, va considerato che i bonsai a settembre e ottobre subiscono delle trasformazioni. Il vigore vegetativo rallenta e tende a fermarsi, mentre nei bonsai a foglie decidue si assiste all’ingiallimento graduale e naturale, (specie ad ottobre), delle foglie, e alla loro perdita. Le foglie che cadono al suolo vanno rimosse e, con esse, anche le poche che rimangono attaccate ai rami.

Innaffiature, tale e temperatura


Le innaffiature vanno ridotte in modo drastico e, con esse, anche le concimazioni di alcune specie.

Nel mese di ottobre si possono eseguire le tale legnose per dar vita a nuove piantine di bonsai da talea.

I bonsai che vivono all’aperto o al chiuso definiti da appartamento, o da interni, dovrebbero essere mantenuti ad una temperatura costante che oscilla tra i 10 e i 16 gradi. Se si verificano temperature superiori è opportuno spruzzare le piante ed umidificarle, specie nel periodo in cui si accendono i caloriferi. Si raccomanda di porre le piante in zona luminosa, ma non al sole diretto.

In questo periodo insetti e parassiti lasciano quasi del tutto il campo ma talvolta si può ancora verificare, nelle zone più calde, la presenza di insetti, ecco cosa fare: Insetti ed animali nocivi per piante e bonsai: 5 rimedi naturali.

Bonsai a Settembre cosa fare

Come visto, già da settembre il periodo vegetativo delle piante volge al termine per cui è necessario iniziare a ridurre la quantità d’acqua. Tuttavia, a settembre, si assiste ancora a giornate calde, specie nelle regioni del centro sud dell’Italia per cui è bene adeguarsi alle temperature locali e controllare che il pane di terra non asciughi troppo.

  • Continuare la concimazione con gli appositi fertilizzanti rivolte alle piante di bonsai che dovranno fruttificare nella primavera successiva.

Bonsai a Ottobre cosa fare

Ottobre è un mese decisamente di poca attività per i bonsai e bonsaisti. Le concimazioni andranno ridotte per i bonsai da esterno, mentre i bonsai da interno necessitano di fertilizzante per tutto l’anno.

  1. Ad ottobre si irriga regolarmente ma riducendo e allungando l’intervallo, in modo da non creare ristagni e terreni troppo umidi che possono favorire la comparsa di funghi e muffe. Adeguarsi al clima riducendole ancor di più in autunno avanzato.
  2. E’ necessario rimuovere gli aghi secchi dalle conifere e “pizzicare” i pini eliminando le punte dai rami per rallentarne la crescita.
  3. I rami dei bonsai che perdono le foglie andranno accorciati e, se necessario, si procede all’applicazione del filo di metallo per la formazione. Tagliare, e rimuovere i vecchi fili che tendono a penetrare nella corteccia.
  4. Frutti e baccelli vanno eliminati dal bonsai, mentre le bacche possono essere lasciate sulla pianta per tutto il periodo invernale.

Riportare in casa, come visto, i bonsai da interno, e proteggere quelli da esterno in luogo idoneo riparato.

Dopo questa guida sui Bonsai a Settembre e Ottobre, cosa fare diviene più semplice e intuitivo. Le piante hanno tutte un ciclo vitale e delle esigenze stagionali in relazione alla specie.

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Mobile da stiro shabby chic con contenitori e tavola

Mobile da stiro shabby chic con contenitori e tavola
Mobile da stiro shabby chic con contenitori e tavola

Ci sono delle cose di “oggettistica utile”, come la tavola da stiro che fatichiamo ad inserire nel contesto di un arredamento, ancor di più se la nostra casa è arredata in stile shabby chic. Ma il mercato artigianale e l’arredamento sono sempre alla ricerca di soluzioni salvaspazio di grande utilità che riescono ad inserirsi egregiamente anche in arredi shabby come il mobile da stiro shabby chic che andremo a vedere.

Mobile da stiro shabby chic: la soluzione pratica

Le comuni tavole da stiro sono abbastanza standard come linea ed estetica. Si trovano mobili da stiro come quelli della Foppa Pedretti in colore noce, faggio o bianco, in grado di offrire un piano stiro ampio e un piano contenitore. Alcune proposte più recenti dotano i mobiletti da stiro con ripiani e cassetti.

La soluzione shabby può adottare ad esempio delle belle ceste da poggiare sul piano già esistente ma spesso, i colori cozzano tra loro, e trovare la giusta dimensione dei contenitori da inserire non è sempre facile. Eppure ci sono dei produttori di mobili shabby che hanno voluto pensare proprio a tutto creando un mobile da stiro shabby funzionale ed estetico come quello in foto reperibile sul sito Amazon.

1) Il primo è dotato di ceste con ripiani e sportello;

2) Il secondo ha due ante frontali;

3) Il terzo è il classico mobile da stiro Foppa Pedretti in bianco.

Ma andiamo a scoprirli tutti e tre nel dettaglio.


Uno dei 3 mobili da stiro presi in esame mobile è venduto da Rebecca Mobili ed è un mobiletto versatile che può essere utilizzato anche per cucire, oltre che come mobile da stiro salvaspazio.

Il mobile è in stile Shabby, colore bianco grigio, di cui vi lasciamo le misure: 84 x 137 x 35 cm (HxLxP). Realizzato in legno di Paulownia il mobiletto da stiro shabby si rivela leggero facile da trasportare e al tempo stesso resistente.

Mobile shabby chic per stirare e cucire
Mobile shabby chic per stirare e cucire

Mobile shabby chic multiuso: stiro e cucito

Il mobiletto multiuso shabby nasce come asse da stiro dotato di ceste per contenere e riporre gli abiti da stirare o stirati. L’armadietto permette di riporre oggetti di utilità come ferro da stiro, acqua distillata etc. Al tempo stesso, il mobile shabby da stiro è un mobile cucito shabby chic in quanto il piano d’appoggio morbido e ben imbottito consente la realizzazione di lavori di cucito.

Ceste rivestite in tessuto, sportello e vani, permettono di tenere in ordine gli oggetti di ogni genere: dalle forbici al metro, ai rocchetti e al cestino del cucito, fino ai tessuti. Arredare casa con questi mobili salvaspazio diventa più facile.

I laterali del mobile salvaspazio shabby possono essere tirati su aumentando lo spazio del piano o utilizzati giù a seconda delle proprie necessità il mobile risulta funzionale, comodo, ed anche molto gradevole alla vista, contrariamente a come si rivelano, in genere, i mobili da stiro salvaspazio. Due comode funzioni in una, grazie ad un mobiletto contenuto e versatile.

Se ti piace e ti interessa lo puoi trovare al link che segue: Mobiletto da stiro shabby chic. Quel che è certo è che se i mobili rimangono a vista anche dopo il loro utilizzo, come nel caso di alcuni mobili da stiro, è bene che si integrino completamente nell’arredamento esistente.

Tavola da stiro shabby chic con mobile
Tavola da stiro shabby chic con mobile – Prezzo 115,99 euro

Ma va detto che non tutti amano ceste a vista e, in questo caso, il mobile da stiro si veste di sportelli come quello della foto sotto.
Venduto in Amazon da Montemaggi il mobile da stiro Shabby Chic bianco è dotato di asse da stiro e 1 Cesto in Vimini superiore affiancato da un cassettino e 2 Ante 66X37X87 cm. Prezzo 103,99, poco meno di quello illustrato sopra.

Sono entrambi molto belli, il stile shabby, ma completamente diversi tra loro, sia nelle linee che nei colori e nei materiali. Questo secondo mobile lo trovate qui: Mobiletto shabby stiro.

Dove collocare il mobile da stiro shabby?

E’ un mobile molto grazioso che può essere collocato a vista in cucina, ingresso, persino in un soggiorno in stile shabby chic. Ma se si ha una stanza dedicata allo stiro e al cucito, il mobiletto contribuirà, con la sua estetica shabby, ed il suo profilo gradevole, ad arredarla con semplicità arricchendola di funzionalità utili, in poco spazio.

Mobili salvaspazio come questi si rivelano dei veri passepartout nell’arredamento, specie se si vive in case dalle dimensioni contenute e inoltre, riescono ad integrarsi completamente nell’arredo costituendo talvolta un valore aggiunto che va al di la della loro funzionalità.

Arriva il freddo, ecco l’abbigliamento adatto al tuo bambino

Arriva il freddo, ecco l'abbigliamento adatto al tuo bambino
Arriva il freddo, ecco l'abbigliamento adatto al tuo bambino

Con l’arrivo dell’inverno e del freddo sia anziani che bambini corrono il rischio di ammalarsi, ma soprattutto i neonati hanno bisogno di cur e attenzioni particolari nel vestirli. Occorre infatti, scegliere abbigliamento adeguato alla sua tenera età, dei capi morbidi, comodi e caldi che coprano bene il bambino proteggendolo dal freddo.

Ogni stagione richiede abiti ed accessori particolari per il neonato e ancor di più la stagione fredda. Ecco l’abbigliamento adatto al tuo bambino quando arriva il freddo.

Abbigliamento per il neonato in casa

L’ampia gamma di capi disponibili per neonati permette di scegliere abbigliamento specifico adeguato a proteggerli dal freddo quando si è in casa. Oggi le abitazioni sono ben riscaldate e quindi non occorre scegliere capi troppo pesanti, in quanto si rischia di farli sudare.

Vanno invece benissimo tutine e pagliaccetti in caldo cotone o in morbida ciniglia per farli stare comodi e caldi allo stesso tempo. Si trovano tanti capi e abiti sfiziosi realizzati con questi diversi tessuti.

Ottime sono le ghettine, capi studiati apposta per tenere caldi i piedini e le gambe del neonato, ideali da indossare sopra la mutandina, economici e pratici anche da lavare. Realizzati in cotone naturale, proteggono la pelle delicata delle gambe da eventuali irritazioni.

I tessuti naturali sono sempre i più indicati per i piccoli perché risultano delicati sulla pelle. Un abbigliamento a strati è la scelta migliore per mantenere giusta la temperatura corporea del neonato ed evitare di farlo sudare. Ecco dunque come vestirlo:

  • Body in cotone o caldo cotone a mezze maniche, e a maniche lunghe quando fa troppo freddo oppure si decide di portarlo fuori.
  • Calzini cotone o caldo cotone, da mettere eventualmente anche sotto la tutina con i piedini. Se la tutina ha i piedini scegliere quelli in cotone.
  • Tutina in caldo cotone o in cotone a maniche lunghe, con o senza piedini.
  • Completino composto da una magliettina e da una ghettina, da scegliere sempre in caldo cotone o ciniglia a cui aggiungere i calzini a seconda della temperatura.
Come vestire il neonato in inverno
Come vestire il neonato in inverno

Abbigliamento per il neonato per dormire

In inverno, la temperatura durante la notte si abbassa di molto sia fuori che in casa, quindi occorre coprire il neonato ancora di più per non fargli sentire freddo. Ecco l’abbigliamento ideale per farlo stare bene anche durante il sonno:

  • Body in cotone a mezze maniche
  • Tutina o completino a maniche lunghe in caldo cotone o ciniglia
  • Calzini in cotone
  • Copertina pesante in ciniglia

Abbigliamento per il neonato in inverno quando si va fuori casa

Quando si va fuori casa con il neonato in inverno occorre prestare molta attenzione alle temperature esterne e coprirlo per bene, però senza eccessi. A differenza che in casa, per stare fuori con il piccolo è consigliata anche la lana, oppure va bene anche la ciniglia che mantiene caldo il corpicino. Ecco cosa mettere al piccolo per andare fuori casa in inverno:

  • Body in cotone o caldo cotone a mezze maniche o maniche lunghe.
  • Tutina o completino a maniche lunghe in ciniglia o in lana se c’è troppo freddo, altrimenti in caldo cotone. Entrambe devono avere i piedini.
  • Calzini in cotone sotto la tutina o la ghettina.
  • Tuta piumino.
  • Cappellino.
  • Copertina se le temperature sono basse.

È importante che il bambino piccolo, così come il neonato di poche settimane, sia libero di muoversi, sia in casa che fuori casa, quindi evitare di mettergli la tuta piumino sopra tutine e golf perché sarebbe impacciato, ma potrebbe anche sentire caldo e sudare (cosa che accade più spesso di quel che si pensi).

Aver cura di vestirlo a strati, usando body, camicini e ghettine insieme a tutine e abitini adatti, regolandosi con le temperature di volta in volta, e senza finire per esagerare, coprendolo troppo.

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Bacche di goji: benefici e proprietà

Bacche di goji: benefici e proprietà
Bacche di goji: benefici e proprietà
Le bacche di goji rinomate per i loro benefici sono prodotte da una pianta di origine tibetana denominato Lycium barabarum, appartenente alla famiglia delle solanaceae esattamente come le patate ed i pomodori. Queste bacche hanno molte proprietà benefiche cosi come altre bacche rose e arancioni commestibili.

Bacche di goji: benefici e proprietà

Ne esistono diverse varietà ma le più note piante di goji sono:

  • bacche Goji Berries
  • Bacche Xing Dai

Le bacche Goji Berries sono una delle qualità più rinomate. Le solanaceae  vengono considerate un elisir di lunga vita e di giovinezza, approdate sulle tavole della penisola recentemente, sono conosciute ed apprezzate in occidente da secoli per le loro proprietà antiossidanti.

Un’altra varietà nota e molto apprezzata è la Xing Dai la quale necessita di sbalzi termici specifici e terreno appropriato per dar luogo ad una buona fruttificazione. Le piante necessitano di essere esposte al sole e in base alla varietà saranno più o meno produttive.

Proprietà delle bacche di goji

le proprietà delle bacche di goji sono dovute ai suoi costituenti: carboidrati, zuccheri, aminoacidi, sostanze proteiche, fosforo, sodio, magnesio, cromo, manganese omega 3 Ed omega 6.

Inoltre, contengono vitamine del gruppo B, C ed E, aminoacidi, carotene, germanio e luteina, tutte sostanze che aiutano a mantenere la pelle giovane, contrastano i lipidi tenendoli sotto controllo e, grazie alla loro azione energizzante, aumentano il livello di prestazione fisica e resistenza alla fatica, utili per gli sportivi.

Consumo delle bacche di goji: integratore naturale

Le bacche di goji sono un vero e proprio integratore naturale in grado di tenere sotto controllo la pressione sanguigna, a beneficio del cuore e di tutto l’apparato cardiocircolatorio, inoltre aiutano il metabolismo. Possono essere consumate cucinate nei cibi o in maniera indipendente, utilizzabili in yogurt, dolci e in moltissimi altri impieghi culinari.

Utili nei bambini, negli anziani, negli sportivi ed in tutte le persone. La quantità consigliata di queste bacche è di circa 30 gr al giorno per gli adulti, mentre per i bambini 10/20 gr al giorno.

Bacche di goji essiccate - Pianta bacche di goji
Bacche di goji essiccate 

Coltivazioni bacche di Goji

Il periodo migliore per piantare le bacche di goji è quello primaverile, il terreno andrà mantenuto umido senza ristagni che potrebbero rivelarsi dannosi. Preferibile terreno con ghiaia per drenare, o fondo sabbioso mescolato con terriccio. Le piante di goji per fruttificare richiedono un’esposizione soleggiata.

Per trattarle, accudirle e coglierne, e per qualsiasi manipolazione è necessario utilizzare i guanti in quanto, come le piante di rose, presentano anch’esse delle spine. La fioritura delle bacche di goji avviene tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate (maggio, giugno). Raggiungono la maturazione alla fine dell’estate periodo in cui possono venire colte e consumate sia fresche che essiccate.

Conservazione bacche di goji

Una volta raccolte per essiccarle si procede stendendole su un piano al sole per poi conservarle e consumarle. Per la conservazione è bene adottare dei barattoli di vetro o dei sacchetti di plastica opportunamente chiusi. Una volta conservate le bacche possono essere utilizzate per varie preparazioni culinarie o consumate con altra frutta sia secche che inserite in dolci e yogurt. Inoltre, mescolate a mele o pere possono essere utilizzate per la preparazione di deliziose confetture.

La leggenda Tibetana delle piante di Goji

Queste piante sono prese in grande considerazione nella medicina cinese. Si dice che già migliaia di anni fa le bacche e le piante di goji venivano coltivate nelle valli dell’Himalaya.

Ritenuto il frutto dell’eterna giovinezza, per i motivi che vedremo, le bacche di goji sono un alimento naturale ricco di nutrimenti. Si narra che in Tibet, durante la dinastia Tang risalente a 800 anno d. C. vi era un pozzo completamente circondato e ornato dalle piante di goji.

Gli abitanti bevevano l’acqua di quel pozzo e arrivavano a oltre 80 anni di età in ottima salute e con i capelli neri. Sembra che l’acqua fosse miracolosa in quanto le bacche, cadevano all’interno del pozzo arricchendola di nutrienti. Da li l’acqua venne considerata magica.

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Il problema delle pubblicità sul web

Ormai la fonte di reddito delle pagine web si appoggia quasi esclusivamente sul compenso dei proventi delle pubblicità inserite all’interno della propria pagina. Questo fenomeno ha comportato che il numero di annunci pubblicitari che invadono la rete sia diventato quasi soverchiante. Sebbene il GDPR sancisca se utilizzare o no i cookie spuntandone l’autorizzazione o no, il problema delle pubblicità invasive su siti e device di ogni genere, rimane, anche se Google promette d penalizzare i siti che fanno uso di “pubblicità spam“.

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A tutti sarà capitato di imbattersi in link che una volta aperti rimandano a pagine che invadentemente promettono guadagni facili col trading on-line, assicurazioni a prezzi vantaggiosi e prestiti a tasso zero, per non parlare delle false speranze che hanno colpito il cuore di ognuno di noi per vincite fantasma di una macchina o di un viaggio!

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Come eliminare le pubblicità dai nostri PC

Nonostante il dilagante avvento di smartphone e tablet, il traffico dati di navigazione maggiore è ancora appannaggio dei nostri PC casalinghi. Pertanto noi di Notizie in Vetrina vogliamo consigliarvi un piccolo addon per i nostri browser, in particolare Google Chrome, Firefox, Opera e IE, che può snellire il nostro surfing del web in maniera molto consistente. L’addon Adblock plus può fare davvero al caso nostro, contro l’invadente fenomeno delle pubblicità.

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Otre a queste app ed estensioni per PC che consentono di eliminare le fastidiose pubblicità, la tecnologia ha fatto progressi e attualmente, il mercato ne offre anche altre per cui, se queste non vi dovessero soddisfare, non vi rimane che provarne altre cercandole semplicemente nello store.

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Come eliminare pubblicità e pop-up da smartphone e tablet Android

Se siamo i felici possessori di uno smartphone o di un tablet Android, ci saremo accorti che il settore delle pubblicità fastidiose ha trovato modo di attecchire anche su di essi, specialmente sotto forma di pop-up. Nel Play store ci sono molte proposte di app scaricabili per arginarle, ma dalle nostre prove non sono risultati spesso attendibili o funzionanti.

Alcuni si limitano a mettere delle X rosse al posto delle pubblicità, facendoci perdere lo stesso molto tempo per chiuderle, altri non funzionano affatto, o peggio ne aumentano il numero! L’ unica soluzione tra quelle che abbiamo preso in esame e che ha saputo soddisfarci è stata quella rappresentata da AdAway, un’app che è possibile scaricare tramite il web, cercandola con la key “AdAway Apk”, o tramite store alternativi, poiché non è presente sul play store (probabilmente perché blocca anche le pubblicità di Google, e quindi va contro gli interessi dell’ azienda stessa).

L’ unica “pecca” (se così vogliamo chiamarla) è che funziona solo su dispositivi che hanno sbloccato i permessi di root. Per il resto si comporta come un’ app normale: la si installa, la si avvia, e dopo aver cercato le pubblicità fastidiose (che quindi sono sempre aggiornate!) richiederà il riavvio del dispositivo. Dopo di che sarete liberi di navigare finalmente senza seccature .

Written by Mirco Angelosante

Fai da te: come recuperare una vecchia sedia trasformandola

Fai da te: come recuperare una vecchia sedia trasformandola
Fai da te: come recuperare una vecchia sedia trasformandola
 

vecchia sediaTalvolta la voglia di fare da soli è molto forte e produttiva anche considerando che, girando per vecchi mercatini e negozi con mobili usati, si può facilmente recuperare sedie, madie, cassapanche, credenze, mobili buffet, camere da letto e tanti altri pezzi d’arredamento obsoleti e mal ridotti che, attraverso le opportune operazioni di recupero, riciclo e ristrutturazione, possono trasformare il mobile, in questo caso la vecchia sedia, in un originale elemento di design che caratterizzerà completamente l’arredamento.

Il fai da te sta prendendo piede sia per via delle esigenze economiche che della disponibilità ampia di materiali da utilizzare per tinteggiare, rifinire e restaurare i mobili di ogni genere e tipologia.

Seguendo il video tutorial che si trova alla fine dell’articolo, vedrete con quanta semplicità e soprattutto facilità estrema, si potrà, grazie al fai da te, recuperare una vecchia sedia trasformandola in un nuovo prodotto. Come fare? Vediamolo insieme nel secondo passo. 

Come ristrutturare la vecchia sedia

Il riciclo consente di risparmiare anche molto, e fa parte di quel processo che viene definito economia circolare, sano per l’ambiente e per il proprio portafoglio. Oltre a ciò riciclo e fai da te possono costituire un sano hobby ricreativo.

Materiali:

  • Vernice acrilica
  • primer ad acqua
  • stucco
  • carta vetrata a grana grossa e fine
  • straccio morbido
  • pennelli
  • passamaneria
  • imbottitura
  • nuovo tessuto e fondello
  • forbici
  • spillatrice
  • morsetti
  • nastro

Per prima cosa attraverso l’ausilio di un cacciavite si dovrà rimuovere la vecchia tappezzeria dalla vecchia sedia 2vecchia sedia e procedere alla pulizia o sostituzione del fondello in tela se necessario imbottire con nuova gommapiuma o crine successivamente. Qualora qualche parte sia da sistemare e dei pezzi da rincollare è bene carteggiare la zona da ambo le parti ed incollare con colla vinilica applicando dei morsetti o del nastro. Lasciando asciugare per 24 ore.

Stuccatura sedia

Ora si procede stuccando la sedia in zone consumate, fessure e fori. Applicare un prodotto antitarlo e lasciar asciugare lo stucco e l’antitarlo. Carteggiare completamente la sedia ed applicare un primer ad acqua per creare una base liscia ed uniforme per la pittura finale.

Verniciatura sedia

Poi procedere alla finitura della sedia da ristrutturare utilizzando una vernice del colore che si preferisce. Nel video è stato utilizzato del giallo ma si potrà optare per colori pastello un bel bianco, un beige o qualunque altro colore anche in relazione all’arredamento della stanza in cui la sedia andrà inserita. E’ preferibile utilizzare uno smalto acrilico.

Lasciare asciugare 24 ore carteggiare con carta vetrata a grana fine e passare una seconda mano di smalto. Lasciar asciugare 24 ore e procedere alla collocazione della tappezzeria utilizzando gommapiuma di riempimento spessa 3 o 4 centimetri che andrà sagomata con le forbici adagiandola sul sedile dopo averla fasciata con il tessuto e cucita ad esso (vedi tutorial video).

Fissate il cuscinetto così ottenuto e rifinito con la graffatrice operando lungo il bordo perimetrale. Occultare le graffette utilizzando della passamaneria a cordoncino che fisseremo utilizzando una pistola con colla a caldo.

In breve la vecchia sedia sarà tornata come nuova pronta ad essere inserita nel vostro arredamento. In questo modo e con poca abilità manuale, è possibile ridare vita a vecchie sedie, specie a quei modelli particolari o antichi che inseriti nel giusto contesto lo valorizzano ed aiutano ad arredare con stile. Anche sedie semplici in legno, se opportunamente verniciate in colori vivaci possono costituire una valida soluzione per arredare un ambiente giovane in stile pop.

Ristrutturare una vecchia sedia video tutorial

Recuperare e riciclare una vecchia sedia seguendo il video che è allegato alla fine dell’articolo e che mostra, passo passo, come procedere per restaurare una vecchia sedia dotata di imbottitura e tappezzeria.