389972978
sabato, Gennaio 3, 2026
Home Blog Page 190

Sognare una festa significato simboli e numeri di giocare

Sognare di fuggire o scappare significato, simboli e numeri
Sognare di fuggire o scappare significato, simboli e numeri

Festeggiare, sognare di essere in festa o di partecipare una festa può avere molteplici significati e risvolti psicoanalitici differenti, in relazione al tipo di festa e alla sua evoluzione. Può trattarsi di sognare una festa di paese, o magari di una festa privata, di una cerimonia, una festa di compleanno o altro. I motivi che possono dar luogo ad una festa che si sogna sono davvero moltissimi.

Generalmente sognare una festa esprime la necessità di avere contatti umani, divertirsi e svagarsi: Dietro a questo sogno possono collocarsi delle carenze affettive, una vita sociale scarsa e delle necessità di relazione importanti od anche allegria, avanzamenti e promozioni in ambito lavorativo. Oltre al tipo di sogno i simboli di sognare una festa determineranno il tipo di interpretazione.

Sognare una festa significato

Sognare di partecipare alla propria festa è diverso dal sognare il compleanno di qualcuno, un amico, un parente, o uno sconosciuto. Nel sogno poi, si possono riconoscere le persone, o magari accorgersi che si tratta di sconosciuti, o ancora, di persone non riconoscibili in quanto indossano una maschera sul viso. Dunque, la festa nei sogni può avere molteplici valenze e significati: scopriamo uno ad uno!

Sognare una festa in maschera

In questo caso è evidente che vi sentite soli, non riuscite ad identificare dei volti, ma avete necessità di condividere e socializzare. Attenzione però, la maschera può avere un duplice significato: di non conoscenza o di inganno.

Gli elementi che compaiono nel sogno e lo stato d’animo, faranno da cornice e aiutano a comprendere meglio questo tipo di sogno. Attenzione però perché il sognare una festa in maschera è anche l’espressione della necessità di uscire fuori dai propri ruoli senza esporsi più di tanto perché la maschera vi cela il viso.

Sognare la propria festa

Voi siete al centro della festa, voi il festeggiato, e voi avete necessità di sentirvi considerati ed amati. Forse, in famiglia, negli ultimi tempi vi siete sentiti trascurati? Il sogno potrebbe portare a galla questa situazione. Se nel sogno sono presenti persone di famiglia, amici e gente che conoscete esse rappresentano le vostre relazioni e i progetti personali.

Sognare la festa di altri

Avete voglia di uscire, evadere e divertirvi: e cosa c’è di meglio di organizzare una bella festa? Se si tratta di una festa tra amici, allegra e tranquilla, avete necessità di vedere di più le persone con cui condividete la vita, amici e parenti. Se invece siete circondai da estranei, il sogno vi sta segnalando un’ eccessiva clausura: uscite, conoscete gente e divertitevi senza timore.

Sognare il compleanno di qualcuno

In questo caso, a livello onirico emergono dei segnali positivi: Sognare di essere alla festa di compleanno di un amico indica una positività che spesso è connessa al proprio lavoro e alla propria carriera, magari si tratta di un sogno premonitore e, annuncia che un avanzamento o una promozione è in arrivo.

Sognare festa di paese

Questo è l’esempio più semplice della necessità di divertirsi e svagarsi che emerge nel sogno della festa di paese. Incontrate persone che conoscete di vista, amici e sconosciuti: la voglia di socializzare e divertirsi emerge con forza. Se nella festa di paese che appare nel sogno vi trovate immersi in una folla di estranei, può trattarsi di una proiezione di atteggiamenti e sentimenti repressi che emerge dal vostro inconscio.

Il significato dei sogni è sempre complesso e come tutti i sogni che prendiamo in esame, i simboli e gli elementi presenti, così come lo stato d’animo influenzano moltissimo il sogno e la sua interpretazione: paura, gioia, allegria, ansia, inadeguatezza etc.

Sognare una festa di matrimonio

Il sogno si colloca ad una festa di matrimonio? Potrebbe esprimere il vostro desiderio recondito di legarvi a qualcuno, specie se siete fidanzati da tempo. A tal proposito vi conviene consultare questo post: sognare un matrimonio, significato, simboli e numeri da giocare.

Sognare una festa trasgressiva

Se la festa evolve in modo non consono, il sogno potrebbe indicare che avete voglia di trasgressione e di evasione. Se nel sogno vi sono persone e corpi nudi il significato onirico è rivolto sicuramente alla sfera sessuale. Se invece si tratta di una festa aggressiva e cruenta forse state vivendo un periodo di stress e avete necessità di riposarvi.

Sognare sangue macchie di sangue: significato, simboli e numeri da giocare

Sognare una festa noiosa

In questo caso entra in gioco la vostra sfera sessuale. Una festa noiosa nei sogni può indicare che la vostra sessualità ha subito dei rallentamenti, che vi siete impigriti e che forse, la passione originaria si è un po’ raffreddata.

Sognare una festa e numeri da giocare

Per quanto concerne i numeri da giocare quando si sogna una festa e l’interpretazione pitagorica sono i seguenti:

Smorfia numero da giocare è l’ 80

Pitagora numeri:

F-E-S-T-A = 6- 5 – 1 – 2 – 1 = 15

Ti potrebbe interessare

👉 Significato dei numeri da 11 al 22  invece, vi consiglio questa lettura

👉 Significato dei numeri da 11 al 22  invece, vi consiglio questa lettura

Se vi interessa conoscere il significato di altri sogni cercateli nell’elenco sottostante in continuo aggiornamento: 👉  I sogni elenco per titolo


Chi fa da se fa per tre: Elsa verso l’indipendenza

Chi fa da se fa per tre: Elsa verso l'indipendenza
Chi fa da se fa per tre: Elsa verso l'indipendenza

Doveva risolvere il “problema Angelica”….pensò che Marco stesse attraversando un periodo di stress eccessivo… Avrebbe provato a sbrogliare la situazione da sola, e poi, gliene avrebbe parlato…”Chi fa da se fa per tre”, cita un vecchio detto; Elsa aveva deciso di fare da se.

Punti di vista e intraprendenza: Elsa alla ricerca della soluzione

Se i continui tentativi di parlare con Marco erano finiti come un buco nell’acqua, ora non poteva più aspettare. Di li a pochi giorni avrebbe dovuto iniziare il suo nuovo lavoro, ne era entusiasta, e non voleva che nulla al mondo potesse creare problemi alla sua attività, ne al suo rapporto con Marco. Si era convinta che lui, fosse semplicemente non in grado, in quel momento specifico, di affrontare il problema e dunque, aveva pensato di prendere l’iniziativa e risolvere la situazione. La vita di coppia è fatta anche di responsabilità e non sarebbe stata lei quella a girarsi dall’altra parte.

Chi fa da se fa per tre: la scelta della baby sitter

Quella mattina stessa avrebbe incontrato le due ragazze che aveva selezionato telefonicamente per accudire Angelica. Le due baby sitter erano giovani, ma avevano una buona esperienza con i bambini. Aveva deciso di fare da se, e scegliere la baby sitter giusta per Angelica. La bimba non era sua figlia, in effetti, ma lei l’accudiva come se fosse un figlio suo, con amore e responsabilità.

Come qualsiasi mamma che vuole occuparsi dei suoi figli, ma anche lavorare, aveva necessità di trovare qualcuno che la coadiuvasse in questo. Forse anche Marco avrebbe potuto sostituirla in alcune cose, come ad esempio nell’orario in cui c’era la necessità di riprendere la bimba a scuola ma, fino a quel momento, ogni tentativo di dialogo orientato verso quel tema, aveva prodotto “il nulla”.

Aveva deciso di fare da sola! Suonò il campanello. Era Marta la prima baby sitter con cui aveva preso appuntamento. Di li a breve, sarebbe arrivata anche la seconda ragazza e dunque doveva essere sbrigativa per non rischiare di farle incontrare. Non sarebbe stato carino, ne educato.

Marta le era piaciuta da subito. Come lei, era una ragazza di provincia di un paese vicino al suo, che si era stabilità in città da un paio di anni. Era sposata, non aveva figli, e faceva questo lavoro da diverso tempo. Amava i bambini, le piaceva occuparsi di loro, ma per il momento aveva deciso di non averne di suoi.

Lei e suo marito volevano sistemarsi, il che includeva il riuscire a comprare una piccola casa per loro, prima di farsi famiglia. Era difficile, al giorno d’oggi, riuscire a farsi una famiglia, mantenerla, pagare il mutuo. Marta e suo marito ne erano consapevoli, ma erano anche giovani e di tempo a disposizione ne avevano ancora molto.

Elsa e Marta chiacchierarono a lungo del più e del meno. Sembrava si conoscessero da sempre. Scoprirono di avere amicizie in comune, e questa cosa fece una certa leva su Elsa. Anche ad Angelica Marta piacque molto. Le stava simpatica, aveva un modo di fare che conquistava subito i bambini. Ecco perché, ancor prima di concludere il loro colloquio, Elsa aveva già deciso: sarebbe stata Marta ad occuparsi di Angelica quando lei era al lavoro!

Chiuse la porta di casa salutandola con gentilezza e un bel sorriso sincero. Subito dopo, chiamò l’altra baby sitter disdicendo l’appuntamento: “mi spiace tanto, ma abbiamo già trovato”, (disse), comunque la terremo presente per il futuro. La ragazza dall’altro capo del telefono le sembrò un po’ amareggiata, ma comprensiva.

Ultimi ritocchi organizzativi: il suo orario di lavoro

Nel pomeriggio avrebbe incontrato Stefano per discutere alcuni dettagli che riguardavano il suo nuovo lavoro, incluso l’orario. Sperava che Stefano si rivelasse accondiscendente e comprensivo con lei. Gli avrebbe spiegato tutta la situazione, e si sarebbe fatta consigliare. In fondo, Stefano conosceva Marco da anni, aveva visto nascere e crescere Angelica… avrebbe capito la situazione.

E così fu…

Stefano non sembrò molto sorpreso nel venire a conoscenza del fatto che Marco “avesse fatto orecchie da mercante”: “è nel suo stile“. Disse. “Marco quando ha un problema, lo evita, ci gira intorno, ficca la testa sotto la sabbia come gli struzzi, si da cinquecento giustificazioni, ma non lo affronta mai!

Sospirò scuotendo la testa.

“E’ uno dei motivi per cui ha rotto con sua moglie Pamela. Non mi stupisce affatto che non ti abbia dato ascolto“.

Hai fatto bene a parlarne con me“. Disse con aria comprensiva, sfoggiando un sorriso pacato e sereno.

Aveva un bel sorriso Stefano, sapeva ascoltare le persone, dire la cosa giusta, al momento giusto. Elsa pensò che era molto fortunata ad avere un amico / datore di lavoro così.

Si sentì rassicurata e finalmente serena.

“Chi fa da se fa per tre”, cita un vecchio detto; Elsa aveva deciso di fare da se e aveva risolto il problema. Ora doveva parlare con Marco ed informarlo della situazione.

Probabilmente si sarebbe sentito sollevato anche lui… sì, ne era certa! Beh ci sperava, anche se con un pizzico di dubbio. Infondo, aveva dovuto risolvere il problema tutto da sola e, l’ultimo dei suoi desideri, ora, era discutere con Marco.

Vi saluto e vi do appuntamento a domenica prossima la puntata seguente lasciandovi sempre qualche domanda indagatrice:

  1. Vi capita di prendere iniziative drastiche senza consultare il vostro lui?
  2. E se si…qual è la sua reazione?

GLI ALTRI EPISODI

GLI ALTRI EPISODI

  1. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA
  2. ELSA LA RAGAZZA DI PROVINCIA TROVA LAVORO
  3. ELSA TORNA IN PROVINCIA LA VISITA A NINFA
  4. ELSA TORNA A CASA UNA SETTIMANA DA ORGANIZZARE
  5. ELSA VITA DI COPPIA E RESPONSABILITA’
  6. PUNTI DI VISTA E RESPONSABILITA’: ELSA ALLA RICERCA DELLA SOLUZIONE
  7. CHI FA DA SE FA PER TRE: ELSA VERSO L’INDIPENDENZA

Pasta veloce con speck, funghi ed odori

Pasta veloce con speck, funghi ed odori
Pasta veloce con speck, funghi ed odori

Un primo piatto veloce da realizzare con pochi ingredienti in 5 minuti. Un condimento semplice che non richiede grande lavorazione ma un semplice soffritto con cui le verdure, gli odori, i funghi e lo speck si rosolano in olio e si insaporiscono con vino bianco pepe e prezzemolo. Se non si ha lo speck si può usare del prosciutto crudo o della pancetta, insomma uno di quei primi piatti di pasta svuota frigo, economico e rapido, molto facile ma anche decisamente buono.

Pasta veloce con speck, funghi ed odori: ingredienti

Gli ingredienti sono di facile reperibilità e possono venire intercambiati in relazione a ciò che si ha nel frigorifero. L’importante è abbinare il sapore di affettati come prosciutto crudo, pancetta e speck (o salsiccia) con verdurine di quelle che nel frigorifero ci sono sempre: gli odori, immancabili in molte ricette, ci sono sempre nel frigorifero. Gli ingredienti della pasta veloce con speck, funghi ed odori sono per circa 4 persone.

  • 400 gr di pasta (penne, fusilli o simili)
  • 4 fettine di speck
  • 4 funghi medi
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 spicchio di cipolla
  • Un ciuffo di prezzemolo
  • due cucchiai vino bianco
  • sale e pepe
  • olio
  • 1 spolverata di provolone o pecorino (se piace) sul piatto

Pasta veloce con speck, funghi ed odori: preparazione

In una pentola portate a bollore l’acqua precedentemente salata con sale grosso. Intanto, in una padella non antiaderente versate l’olio, scaldatelo e mettetevi a rosolare tutti gli ingredienti tagliati finemente; aggiungete solo metà del prezzemolo da inserire però a fine rosolatura. Aggiungete il vino bianco e fate sfumare a fuoco basso.

Aggiungete, infine, un pizzico di sale e uno di pepe, e spegnete la fiamma. Attendete la cottura della pasta che avverrà mediamente in una decina di minuti. Scolate la pasta, evitando eccedenze di acqua che potrebbero far schizzare l’olio, e versatela nella padella dove avete fatto rosolare il condimento.

Accendete di nuovo il fuoco a fiamma media e rimestate la pasta insaporendola con il condimento che avete preparato in precedenza. Aggiungete l’altra metà del prezzemolo fresco, tagliato finemente. Servite in tavola spolverando con pecorino o provolone piccante, o in alternativa, servite senza formaggio a vostro piacere come in questa ricetta in foto.

Pasta veloce con speck, funghi ed odori
Pasta veloce con speck, funghi ed odori

Le ricette veloci

Le ricette veloci hanno le peculiarità di ritornare utilissime quando si ha poco tempo a disposizione. Sono perfette anche quando ci piovono in casa ospiti inattesi e non abbiamo grandi cose nel frigorifero. Ecco che un bel primo piatto veloce ma ricco, può sostituire altre pietanze.

Ad un primo di questo tipo potete far seguire, ad esempio, una bella insalata mista arricchita da mais, olive e pomodori, o magari un tagliere di formaggi, o ancora, delle semplici uova sode o cotte in padella. Non serve molto per dar vita ad una tavola imbandita di cose buone e semplici da preparare, anche quando si ha poco tempo o si ricevono ospiti inattesi.

Se poi vi trovate in vacanza avete necessità di ricette veloci ma anche di piatti unici: eccovi una guida che vi tornerà molto utile nella preparazione di ricette di piatti rapidi e buoni.

Cosa cucinare in vacanza: 10 ricette veloci e piatti unici

Buone vacanze e buone ricette facili e veloci!

Gres porcellanato manutenzione, pulizia detersione

Gres porcellanato manutenzione, pulizia detersione
Gres porcellanato manutenzione, pulizia detersione

Avete acquistato un pavimento in gres porcellanato e vi chiedete come pulirlo senza danneggiarlo? Il gres porcellanato è un materiale versatile usato per pavimenti e piastrelle. Esistono pavimenti ceramici di diverso spessore e qualità, ma alla base del gres ci sono sempre le medesime sostanze, anche se la lucidatura del gres porcellanato opaca, semi lucida o lucida, può variare in base al tipo di manufatto. Abbiamo già parlato del gres porcellanato e dei 5 errori da evitare nella pulizia pavimenti. Ora approfondiamo l’argomento gres: scelta, pulizia e manutenzione.

Come lavare i pavimenti in gres porcellanato

Sul mercato sono presenti numerosi prodotti specifici per il gres porcellanato, sgrassatori che aiutano a rimuovere lo sporco, detergere il pavimento in gres, profumarlo senza aggredirlo. Sono da evitare gli acidi che se talvolta possono essere utili per rimuovere incrostazioni, andrebbero usati il meno possibile e sempre ben diluiti in molta acqua.

Il risciacquo immediato e approfondito è d’obbligo. Ma ricordate che “olio di gomito” e detergente specifico, costituiscono sempre la soluzione ideale. Evitare i prodotti che contengono cere che non servono sul gres così come quelli lucidanti. Se si hanno bambini in casa o animali si possono adottare prodotti igienizzanti specifici evitando quelli che contengono candeggina e che sono nocivi per gli animali.

Disinfettanti e detergenti tossici per cani e gatti

Cosa rovina i pavimenti in gres porcellanato

In generale tutti gli acidi non andrebbero utilizzati su questo tipo di pavimenti ma neanche sui sanitari. Gli acidi corrodono lo smalto che rifinisce gres lucido o opaco, e completa la lucidatura dei sanitari. Meglio utilizzare qualche goccia di candeggina disciolta in acqua calda, o meglio ancora del bicarbonato.

Come eliminare macchie di olio dai pavimenti

Le macchie di olio non sono un problema sui pavimenti in gres lucidi, ma potrebbero crearne sui pavimenti porosi in gres. Comunque sia per rimuovere l’olio dai pavimenti il consiglio è di assorbirlo con carta assorbente o giornali, poi sgrassare con uno sgrassatore liquido. In mancanza di sgrassatore utilizzare sapone per i piatti ed acqua calda.

Come eliminare la patina sul gres porcellanato

In teoria, se si procede alla pulizia dei pavimenti in maniera regolare, la patina sui pavimenti non dovrebbe proprio formarsi. Ma se avete fatto degli interventi straordinari imbiancando le pareti o lavori di muratura, spesso il pavimento ne risentirà presentando una patina sulla superficie.

Come rimuoverla? Lavando il pavimento più volte utilizzando acqua calda e bicarbonato con 2 cucchiai di aceto, o detergenti specifici per il gres porcellanato. Uno dei prodotti più usati è l’acido tamponato, ma si può ottenere un ottimo risultato anche senza usare acidi.

Come pulire il gres porcellanato
Come pulire il gres porcellanato

Gres porcellanato opaco e lucido pulizia

In base al tipo di lucidatura, il pavimento sarà da trattare in maniera diversa. Il gres porcellanato opaco trattiene lo sporco in modo maggiore, rispetto a quello lucido. Se avete una lava pavimenti a vapore l’utilizzo di questo apparecchio sia sul gres lucido che opaco, vi consentirà di rimuovere lo sporco senza aggredire i materiali che compongono il gres e la lucidatura, opaca o lucida che sia.

Gli apparecchi a vapore

Al di la di tutti i detergenti citati, e di quelli presenti in commercio, la pulizia del gres porcellanato si attua in modo semplice proprio grazie agli apparecchi a vapore che sono in grado di rimuovere patine bianche, macchie, pulire le fughe e intervenire sgrassando e pulendo il pavimento.

Per la pulizia ordinaria del pavimento in gres, è consigliabile usare straccio e spazzolone avvalendosi di un detergente profumato non aggressivo specifico per questa tipologia di superficie (gres lindo, vinto gres, mastro lindo etc). In questo modo il pavimento durerà più a lungo mantenendo la sua naturale bellezza.

Come scegliere il pavimento in gres porcellanato migliore

Al di la della qualità del pavimento in gres, è sempre consigliabile porre dei feltrini sotto alle sedie e ai mobili che si “trascinano” per evitare di graffiarlo e rovinarlo (e di disturbare i vicini). Anche se un buon pavimento in gres dovrebbe avere un elevata resistenza al calpestio e anche resistere a questo tipo di inconvenienti. Ma molto dipende dalla sua qualità.

Quando acquistate un pavimento in gres verificatene lo spessore la durezza e la resistenza al calpestio dati che vengono riportati sulle etichette del produttore e che costituiscono un valido aiuto nella scelta d’acquisto di un prodotto di qualità.

Tutto sommato il gres è un materiale poco delicato che si manutiene da solo. Una volta effettuata la pulizia di sgrosso, è facile da pulire, detergere e disinfettare.

Quello che è molto importante, invece, è valutare con attenzione la qualità del prodotto in fase di acquisto, senza farsi attirare dalle promozioni in corso, sebbene ne possano anche capitare di ottime specie nelle “fine serie” o scampoli, ma nell’acquisto è utile sempre considerare i parametri di qualità del pavimento in relazione anche all’utilizzo che dobbiamo farne.

Ad esempio, il pavimento del soggiorno è sottoposto a maggior calpestio rispetto ad un camera da letto, così il soggiorno di un piano terra con giardino subirà maggiori aggressioni rispetto al soggiorno di un appartamento posto al terzo piano.

I pavimenti opachi, in genere, sono più ruvidi e trattengono lo sporco con maggior facilità, ma quelli in gres lucido, per contro, si graffiano più facilmente. Considerate ogni piccolo dettaglio e scegliete il pavimento più giusto alle vostre esigenze.

Prezzo e posa pavimenti in ceramica: come scegliere

Foglie gialle nelle piante significato e interventi

Foglie gialle nelle piante significato e interventi
Foglie gialle nelle piante significato e interventi

Le piante e le loro foglie possiedono generalmente un bel colore verde brillante che in alcune specie, può cambiare e virare al rosso come nel Croton variegato giallo verde nel Ligustro e, in autunno, nella vite americana, etc. Ma al di la delle eccezioni, le foglie gialle delle piante esprimono una sofferenza. Cosa significa quando le piante hanno le foglie gialle? E come curare le piante con foglie gialle? Vediamo insieme quali sono le cose da considerare e come intervenire su piante con foglie ingiallite.

Foglie gialle nelle piante significato

Il significato di foglie gialle nelle piante è molteplice, e dipende in maniera differente anche dalla stagione. Vediamo le cause principali dell’ingiallimento fogliare:

  1. La prima cosa da fare e tastare il terreno e assicurarsi che non sia troppo umido o che vi siano delle muffe che possano indicarci un eccesso di umidità: Alcune specie botaniche necessitano di irrigazioni rade, specie in autunno e in inverno, un eccesso d’acqua può far ingiallire le foglie. In tal caso è sufficiente diminuire l’irrigazioni e porre la pianta in un punto magari più luminoso.
  2. Clorosi ferrica. Le piate necessitano di un certo quantitativo di ferro, quando questo elemento è carente nel terreno e non viene apportato con le fertilizzazione periodiche, la pianta acquista un aspetto poco sano, le foglie tendono ad ingiallire o a crescere già gialle. Il rimedio consiste nel somministrare dei fertilizzanti specifici o erogare acqua addizionata di ferro. Il ferro è venduto sia sotto forma di polvere che di liquido, ma esistono anche concimi bilanciati che ne contengono la giusta quantità anche se alcune piante, come gli agrumi, ad esempio, hanno un elevato bisogno di ferro.
  3. Scarsità di azoto. Alcune piante necessitano di un terreno azotato, se quest’ultimo non risponde alle esigenze della pianta, le foglie ingialliscono, e la pianta perde il suo vigore vegetativo.
  4. Parassiti: controllate la pagina fogliare e assicuratevi che non vi siano parassiti in grado di far ingiallire e poi seccare le foglie.

Come curare le piante con foglie gialle?

Come visto per curare una pianta ingiallita si deve, per prima cosa, comprendere il motivo del suo ingiallimento. Una volta appurata la causa, allora, si potrà intervenire in maniera mirata, sostituendo la terra, riducendo le irrigazioni, fertilizzando in modo appropriato o irrorando il terreno con acqua e ferro.

Il più delle volte basta un piccolo intervento di concimazione (specie in estate e in primavera) e l’aggiunta di ferro all’acqua per risolvere il problema. Questo perché, in primavera e in estate, il vigore vegetativo delle piante in crescita va aiutato integrando gli elementi nutrienti il terriccio e l’acqua di irrigazione.

I rinvasi primaverili servono anche a questo, a rinnovare la terra che ha perso nutrienti, e a fornire nuovo nutrimento alle piante che si risvegliano con la primavera. Servono poi le irrigazione con concimazione a favorire la crescita rigogliosa. Le piante acidofile sono quelle più soggette a clorosi ferrica. Scegliere il giusto terriccio in base alla specie è già un buon inizio.

Come scegliere il terriccio giusto per fiori, piante e arbusti

Se invece siamo in inverno, e la pianta ingiallisce, con molto probabilità la causa è da ricercare nelle irrigazioni troppo abbondanti o da una scarsa quantità di luce solare. Irrigate di meno e spostate la piante in luogo più luminoso, evitate anche la vicinanza con i caloriferi. Va poi considerato che per alcune piante in autunno l’ingiallimento delle foglie è una cosa normale così come la loro perdita, ma stiamo parlando di alberi e arbusti che spogliano per il normale ciclo vitale e non di piante d’appartamento o di altra tipologia.

Albero della vita qual è, significato, a chi regalarlo

albero della vita significato
Albero della vita qual è, significato, a chi regalarlo

L’albero della vita è un simbolo che si usa regalare. Molti gioielli e bijoux, bracciali, ciondoli, gioielli in argento o oro, orecchini ed oggetti di design si fregiano dell’albero della vita. La sua storia è antica, lo si trova in diverse culture, ed il suo significato profondo simbolo di buon auspicio.

Cosa Significa regalare l’albero della vita?

Regalare l’albero della vita è di buon auspicio lo si trova in diverse culture e, ad esso, vengono affiancati anche altri elementi importanti come: l’acqua, l’aria, la terra ed il fuoco. L’acqua ed il fuoco simboleggiato nel sole, servono a far crescere l’albero, la terra lo nutre e fa si che sia rigoglioso, infine l’aria, lo rende partecipe al miracolo della natura. Regalare l’albero della vita significa augurare un percorso positivo di vita alla persona che lo riceve. E’ di buon augurio.

Perché l’albero della vita si chiama così?

Perché l’albero della vita è dispensatrice di frutti: nasce, cresce e nutre donando la vita. Nella Bibbia troviamo sia l’albero della vita che rappresentava una vita serena, e l’albero delle conoscenza che rappresentava la virtù, il bene ed il male, e ci riconduce ad Adamo ed Eva. Ma nei testi sacri l’albero della vita lo si ritrova anche in diversi versetti (come nell’Apocalisse, 2:7) “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice … A chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che si trova nel paradiso di Dio.” )

Per gli Egiziani l’albero della vita racchiude due concetti basilari dell’esistenza terrena: vita e morte. E’ proprio dall’albero della vita egizio che nacquero il primo uomo e la prima donna.

Mentre, per i Cinesi e nella mitologia cinese esiste un albero della vita che fruttifica solo ogni 300 anni, i suoi frutti rari sono preziosi e chi riesce a nutrirsene diventa immortale.

Quindi: quale albero rappresenta l’albero della vita? Ve ne sono diversi in base alle varie culture ma tutti si originano dalla madre terra con scopo ultimo di nutrire l’uomo. Il nutrimento può essere fisico, spirituale, intellettivo, fino a far presagire la capacità superiore di rendere immortali, se per immortalità si intende la vita oltre la morte.

Gli alberi che nelle varie religioni hanno assunto una grande importanza sono svariati: pensiamo all’abete o albero di Natale o magari all’ulivo simbolo di pace. In civiltà antiche come i Greci ed i Celti l’albero è un simbolo che emerge con forza e viene associato alla fertilità, alla speranza a e alla nuova vita.

Albero della vita celtico
Albero della vita celtico – I Celti

Cosa rappresenta l’albero della vita?

L’albero della vita rappresenta la madre terra dispensatrice di frutti e protezione. In effetti dell’albero si evidenzia la forza che genera rami, foglie, frutti. Simbolo di abbondanza può apportare benefici e nutrimento, in tutti gli ambiti.

A chi si regala l’albero della vita?

L’albero della vita simbolo di nascita, si regala ai bambini piccoli appena nati come augurio di vita lunga e felice. Ma allo stesso tempo, l’albero della vita può essere regalato a qualsiasi persona, uomo e donna come portafortuna. Adatto come regalo a color che stanno per intraprendere un nuovo inizio sia lavorativo che sentimentale, un processo di crescita.

Perfetto anche come idea regalo per le bomboniere, un modo per gli sposi di augurare ai propri invitati fortuna e felicità in ogni ambito. Ci sono numerosi oggetti che riportano questo simbolo. la sagoma dell’albero della vita comunica forza, sostegno. L’augurio che se ne riceve è di avere inizi fortunati, interessanti, progetti realizzati, crescita personale.

Curiosità albero della vita

Sembra che, più il design dell’albero della vita è ricco di foglie e frutti maggiore è la sua capacità portafortuna (ma queste però sono solo fantasie). Quel che è certo è che si tratta di un simbolo con cui realizzare gioielli e oggetti molto belli piacevoli da ricevere e da regalare.

Cravatta storia, origini e tipi di cravatta

Cravatta storia origini e tipi di cravatta
Cravatta storia origini e tipi di cravatta

La storia della cravatta è molto antica risalente ai tempi degli egizi e dei romani, e sembra, anticipata da uomini preistorici che si appendevano i testicoli di alcuni animali in modo ornamentale, intorno al collo. Gli Egizi nel loro abbigliamento, invece, usavano un pezzo di tessuto colorato annodato intorno al collo dei defunti.

Erroneamente attribuita la sua invenzione ai Croati, popolo che la ricorda con una festa importante, “il cravatta Day”, che si celebra il 18 Ottobre, ispirato della guerra dei trent’anni, in cui i soldati croati indossarono un foulard annodato al collo. Ma al di la della paternità della cravatta, scopriamo quali popoli anticamente l’ hanno usata per primi, e i tipi di cravatta antichi e moderni.

Cravatta storia origini nel mondo

Nella guerra del 1618 – 1648, nota come guerra dei trent’anni, i mercenari croati in servizio in Francia indossarono dei foulard che incuriosirono e furono apprezzati dai francesi. Re Luigi XIV portò alla ribalta questo accessorio di moda divenne un vezzo amato dal Re Sole Re Luigi XIV di Francia grande modaiolo.

Ma la cravatta, se pur con delle varianti, apparve in altre culture anche in tempi antecedenti al 600. Il libro di Cesare Vecellio di metà del 600 pubblicato a Venezia a fine secolo, fa una vasta ed approfondita carrellata di tutti i costumi tradizionali del mondo e cita più volte la cravatta.

Mentre ancor prima, a metà del 300 circa, Eustache Deschamps scrisse una ballata “Faite restraindre sa cravate” che significa letteralmente “riannodate la cravatta”. Elementi che ne testimoniano la presenza.

Roman focal
Roman focal

Nell’abbigliamento, gli ufficiali dell’esercito romano, indossavano un indumento simile alla cravatta, denominato sudarium, mentre l’imperatore Augusto se pur in privato per proteggere la gola indossava il focal e un indumento di lana posto introno al collo per proteggerlo da malattie utile anche per gli oratori.

In Cina i guerrieri Xian indossano una bandana al collo, così come nel 300, le armate di Huang-Ti. Bandane, foulard, nastri e pezzi di stoffa rettangolari, furono i predecessori dell’attuale cravatta.

tipi di cravatta antichi
Tipi di cravatta antichi: https://it.wikipedia.org/wiki/Cravatta

Tipi di cravatta

La cravatta è indubbiamente un accessorio maschile, indossato anche dalle donne in versione androgina, presente da secoli nella storia della moda. Nel 600 e nel 700, il Re Sole, e i cittadini di Venezia, fecero ampio sfoggio di queste bandane o foulard ricamati in merletto simili al plastron. Da allora la cravatta si è semplificata ed è diventata un accessorio elegante da usare nelle occasioni formali, al lavoro e agli eventi. Ma quali e quanti sono i tipi di cravatta? E in quali stili di abbigliamento da uomo la si può inserire?

Plastron
Plastron
  • Plastron un foulard con spilla usato nelle cerimonie e in particolar modo con il Tight.
  • Cravatta larga.
  • Cravatta stretta.
  • Papillon denominato anche farfallina.

Tessuto e fantasie cravatta

La cravatta classica può avere una lunghezza ridotta, in media di circa 150 cm 165, o molto lunga raggiungendo talvolta anche i 190 cm. Le tinte sono molteplici, si va dalla tinta unita alle righe, disegni floreali od altro, tipo pois, damascate, fino a quelle tipicamente trendy con colori fluo. Per quanto concerne il tessuto la cravatta elegante è in seta ma si trovano anche cravatte misto cotone o sintetiche.

Come annodare la cravatta

In genere la cravatta viene annodata con nodo semplice che pone la striscia più sottile al di sotto di quella più larga. Ma i nodi che si possono realizzare sono molteplici fino ad oltre 85 nodi, vediamone alcuni più comuni:

  1. Four in hand: il tiro a quattro il più diffuso nodo da cravatta originario del Club Londinese si effettua in 4 passaggi.
  2. Windsor: si esegue in 8 passaggi prende il nome dal duca del Windsor che lo creò. Divenne molto in voga negli anni 30 e da vita ad un nodo voluminoso.
  3. Mezzo Windsor: più semplice del precedente da cui deriva, si esegue in 6 passaggi è meno voluminoso del precedente.
  4. St Andrew: un nodo per la cravatta che si compone di 7 passaggi ed è un nodo che fa sporgere in avanti la cravatta.
  5. Balthus; nodo per cravatta che si realizza con ben 9 passaggi, è molo grande e prende il nome dal pittore che lo ideò.
  6. Onassis, si tratta di un nodo semplice che si realizza con l’uso di una pinzetta ideato dall’omonimo.
  7. Eldredge un nodo particolare con diversi giri di cravatta molto decorativo e sfizioso.
  8. Infine, troviamo il Trinity ed i Cape poco usati.

Cravatta 800- 900 dal rigore all’anarchia

La cravatta si diffonde, si modifica, e dal plastron di Balzac, si arriva al rigore della cravatta dell’800. Nell’epoca Vittoriana le cravatte si trovano vendute con il nodo già fatto in versione enorme o di piccole dimensioni sia per il papillon che per il plastron e la cravatta.

Sarà Edoardo VII che, all’inizio del 900 inventa la cravatta con nodo libero, una libertà che score veloce tra i giovani divenendo il simbolo dell’anarchia e dell’anticonformismo. Anche nel 900 casa reale inglese influirà sul futuro della cravatta e sarà il futuro duca di Windsor a disegnare i canoni della cravatta e del nodo.

La cravatta oggi

Ormai da qualche decennio la cravatta ed il suo stile hanno trovato una certa stabilità, sia per quanto riguarda linea, che colore e nodo. Ma la moda influenza le sue misure per questo la si trova lunga, corta stretta o larga. La scelta del suo utilizzo va valutata anche in base al dress code richiesto.

Attualmente le maison che rivisitano le cravatte, in termini di colori e tessuti, sono moltissime, alcune come quelle di Mila Schon sono diventate un vero status symbol e si alternano con i modelli e i colori di Missoni, Ferragamo, Armani, Fendi e molti altri fino a d arrivare alle splendide cravatte artigianali di Villarosa e Mosconi.

Bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa: come coltivare potare, concimare i bonsai

Bonsai Microcarpa o ginseng
Bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa: come coltivare potare, concimare i bonsai

I bonsai piccoli alberi dalle esigenze svariate in base alla specie sono dei piccoli e decorativi elementi da inserire in casa in terrazzo o in giardino. La passione dei bonsai necessita di essere però alimentata da competenza, questo per non rischiare di commettere errori che possano rivelarsi dannosi per gli alberi in miniatura. Vediamo dunque il bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa due specie botaniche che, insieme ad altre tipologie di ficus, sono molto comuni nelle nostre abitazioni.

Bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa: come coltivare potare, concimare i bonsai

Il genere Ficus, originario dell’India, comprende circa 800 specie di alberi e arbusti sia sempreverdi che a foglia caduca, che si dividono in delicate e rustiche rampicanti e striscianti. La specie più adatta alla coltivazione per bonsai è sicuramente il Ficus Benjamina, pianta dal fogliame leggero ed elegante con foglie lucide e verdi.

Ficus Benjamina bonsai

Questa specie botanica presenta radici molto particolari per questo viene spesso coltivata come bonsai su roccia. Ma comunque tutti gli stili di bonsai sono adatti a questa specie. Il più importato in Italia è il Ficus retusa che ha vegetazione compatta ed il Ficus Formosanum.

  • Esposizione Il ficus Benjamina è una pianta /bonsai tropicale ama temperature elevate sopra ai 15 gradi. Non tollera la siccità e teme moltissimo gli sbalzi di temperatura per questo va posto in posizioni riparate e non ama la luce intensa.
  • Annaffiature del ficus Benjamina devono essere frequenti specie in estate : 2 volte al giorno. Nebulizzare le chiome due o tre volte al giorno evitando gli orari in cui l’effetto lente può danneggiare le foglie.
  • Concimazione: ogni 15 giorni in primavera estate.
  • Rinvaso. Procedere al rinvaso del bonsai di ficus Benjamina ogni 2 anni potando leggermente le radici e usando una miscela composta da due parti di argilla, due parti di torba ed una di sabbia.
  • Potatura. La potatura del bonsai di Benjamina va fatta facendo crescere fino a 6 o 7 gemme fogliari riducendole a 2 o 3 per rametto. I rami possono essere accorciati preferibilmente in inverno per evitare fuoriuscita di lattice.
  • Legatura Bonsai di Ficus Benjamina. Se si vuole legarla fare attenzione ai germogli attendendone la leggera lignificazione e procedere in ogni periodo dell’anno, facendo attenzione che il filo non penetri nel legno.

Come-ottenere-un-bonsai-da-talea

  • Moltiplicazione: può avvenire per margotta in primavera o per talea semi-legnosa in estate.
  • Parassiti e Malattie, i bonsai di Ficus da cocciniglie fioccose, batuffoli appiccicosi bianchi Sono esposti a malattie fungine dovute spesso a ristagni d’acqua.

Bonsai di Faggio Bonsai di Ficus e bonsai di Ginseng

Bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa: come coltivare potare, concimare i bonsai
Bonsai di Ficus Benjamina e Ficus Microcarpa: come coltivare potare, concimare i bonsai

Bonsai di ficus Microcarpa

Il ficus Microcarpa è una pianta resistente e rigogliosa di origine tropicale che nel suo habitat raggiunge proporzioni gigantesche, Le sue radici aeree lo rendono idoneo alla coltivazione su roccia. Il tronco è molto robusto, ed il fogliame di piccole dimensioni è coriaceo di un bel verde lucente. Una varietà del Ficus Microcarpa è il Ficus Ginseng facile da coltivare come bonsai.

  • Esposizione: Va posto d’avanti ad una finestra luminosa evitando il sole diretto, gli sbalzi di temperatura, così come le correnti d’aria. In inverno tenere tra i 18 e i 21 gradi ma sembra resista anche a temperature inferiori di circa 10 °. Evitare di far gelare il terreno.
  • Annaffiature molto abbondanti specie nel periodo vegetativo (primavera estate). In inverno attendere che il terreno si asciughi prima di irrigare di nuovo.
  • Concimazione bonsai Microcarpa: ogni 15 giorni in primavera estate e 1 volta al mese in autunno e inverno.
  • Rinvaso da effettuare in primavera con lieve potatura delle radici usando un terriccio per bonsai da interno o, in alternativa: 2 parti di argilla, due di torba, e due parti di sabbia.
  • Potatura: cimare sempre i germogli a 1 – 3 foglie ed eliminare regolarmente le foglie grandi. Si può procedere anche allo sfoltimento durante la crescita. Al momento del taglio fuoriesce del lattice che non necessita di essere tamponato. Sopporta anche potature drastiche da effettuare a inizio primavera.
  • Legatura ficus Mirocarpa bonsai: effettuare le legature solo sui rami lignificati e controllarle regolarmente in quanto la pianta cresce in fretta ed il filo potrebbe danneggiarla.
  • Moltiplicazione: si effettua con facilità in primavera estate per talea o margotta aerea.
  • Parassiti e malattie: spesso viene invaso dalla cocciniglia e necessita di prodotti specifici e rimozione manuale. E’ soggetto a malattie fungine e marciume delle radici favorite da ristagni d’acqua.

Bonsai al chiuso e all’aperto quali sono le differenze