Tra i tanti attrezzi che possiamo trovare nelle nostre cucine uno di quelli che non può assolutamente mancare è il tritatutto. Questi piccoli ma potenti strumenti ci aiutano a velocizzare, e di molto, tutte le preparazioni necessarie per realizzare le nostre pietanze preferite. Oggi in commercio si possono trovare tantissimi modelli di tritatutto, da quelli manuali a quelli elettrici, da quelli più basilari a quelli più avanzati e, ovviamente, da quelli più economici a quelli più cari.
Con questo nostro articolo vorremmo aiutarti ad individuare il prodotto che più si adatta alle tue esigenze domestiche, consigliandoti cosa valutare al momento dell’acquisto senza spingerti verso strumenti all’avanguardia e magari fuori budget, ma nemmeno senza indirizzarti verso i modelli più economici e meno affidabili.
Di una cosa siamo però certi, se prenderai in considerazione tutti gli aspetti qui da noi trattati che caratterizzano questi particolari strumenti, troverai sicuramente il miglior tritatutto che il mercato odierno può offrirti.
Perché acquistare un tritatutto
Come accennato in precedenza, avere a propria disposizione un ottimo tritatutto significa poter portare a termine ricette più o meno complicate più velocemente, facilmente e in tutta praticità.
Grazie a questo prodotto potrai appunto tritare, sminuzzare, frullare e quant’altro qualsiasi tipo di alimento, realizzando tra le altre cose preparazioni per soffritti, tagliando in piccolissimi pezzi cipolle, sedano e carote, fare dei buonissimi smoothy di frutta fresca, grattugiare il parmigiano e tanto altro ancora.
In questo modo, inoltre, eviterai di utilizzare coltelli affilati e anche molto pericolosi, soprattutto per i meno esperti, nonché ottenere risultati perfetti in molto meno tempo.
Cosa valutare prima dell’acquisto
Nonostante i tritatutto siano strumenti piuttosto semplici e le differenze tra un modello e l’altro possono essere minime, è sempre meglio valutare con attenzione vari modelli e solo alla fine prendere una decisione.
Gli aspetti principali che caratterizzano questi moderni attrezzi da cucina che dovrai prendere in considerazione al momento dell’acquisto sono la presenza o meno di un motore, la potenza che riescono a sprigionare, il numero e la forma delle lame addette alla tritatura degli alimenti, la qualità generale della struttura e del suo sistema elettrico.
Va considerata anche la quantità di cibo massima che può essere lavorato all’interno dell’apposito contenitore e, caratteristica forse più importante, il costo d’acquisto, che può variare da pochi euro a cifre anche a due zeri.
Manuale o elettrico?
Forse non tutti sanno che sul mercato è possibile trovare non solo tantissimi modelli di tritatutto elettrici e, quindi, dotati di motori, ma anche molti tritatutto azionati da un sistema manuale. Quest’ultimi, a differenza di quanto si possa pensare, non solo non temono il confronto con i loro simili tecnologicamente più avanzati, ma in alcuni casi possono anche rilevarsi più funzionali.
Sebbene la potenza generata dalle lame azionate manualmente tramite una cordicella non sia la stessa di quella generata da un modello elettrico, il grande vantaggio di questi strumenti è la possibilità di utilizzarli in qualsiasi circostanza, anche lontano dalla propria abitazione o, comunque, anche in assenza di una presa della corrente nei paraggi.
Inoltre, la sopravvivenza di questi attrezzi è mediamente più lunga, visto che non si ha a che fare con motori che si surriscaldano e che possono smettere di funzionare da un momento all’altro. I modelli di tritatutto elettrici, invece, restano comunque consigliati a tutti coloro che non solo ne fanno un uso costante e prolungato, ma che soprattutto sono soliti preparare grandi quantità di cibo.
Questi apparecchi, infatti, grazie ad una maggiore potenza e ad una superiore velocità di rotazione delle lame, riescono a tritare con grande facilità anche i cibi più duri, come il parmigiano o la frutta secca.
Potenza, livelli di velocità e numero delle lame
Come detto in precedenza, è sicuramente la potenza del tritatutto a giocare un ruolo fondamentale nella qualità della tritatura finale. I modelli più potenti, infatti, riescono a ridurre in piccolissimi pezzi qualsiasi tipologia di alimento e lo fanno in brevissimo tempo. Ma la potenza non è tutto, visto che è l’insieme dei vari elementi a determinare le prestazioni complessive, tra i quali, i più importanti, sono la presenza di vari livelli di velocità e il numero e la forma delle lame.
Per quanto riguarda la velocità di rotazione delle lame, la possibilità di poterla regolare su diversi step consente di trattare i vari alimenti, da quelli più morbidi a quelli più duri e forti, nel modo migliore. Le lame, invece, in base al loro numero e alla loro particolare forma hanno anch’esse una parte molto importante nel processo di sminuzzamento del cibo.
Nei modelli più economici troviamo, solitamente, appena due lame poste sullo stesso livello, in quelli più cari e performanti, invece, si può arrivare anche alle 6 lame, poste su livelli differenti, studiate nel minimo dettaglio per garantire le massime prestazioni.
Capacità
Un altro aspetto a cui dovrai fare attenzione al momento dell’acquisto del tuo nuovo tritatutto è la sua capacità. La capacità non è altro che il volume di cibo che può essere contenuto all’interno dell’apposita vaschetta dello strumento.
Quindi, maggiore è la capacità del tritatutto e maggiore sarà la quantità di cibo che potrai tritare di volta in volta. Se ti ritrovi spesso a cucinare per più persone potresti necessitare di un tritatutto con un’ampia capacità, che ti permetterebbe di lavorare con ampie dosi di alimenti.
Al contrario, possedere contenitori troppo grandi rispetto alle proprie necessità potrebbe influenzare in maniera negativa la qualità della tritatura, oltre a ritrovarsi con uno strumento più scomodo da utilizzare e da riporre.
Conclusioni
A questo punto dovresti avere le idee un po’ più chiare su come individuare il tritatutto perfetto per le tue necessità domestiche. Però, nel caso in cui volessi approfondire ulteriormente l’argomento e ristringere la tua ricerca su quelli che sono attualmente i migliori prodotti presenti sul mercato, ti consigliamo la lettura di un nostro altro articolo pieno di informazioni e con un bell’elenco di tritatutto.
Tutte le civiltà antiche si identificano in un simbolo o in più simboli che ne racchiudono il mistero delle origini e degli albori. Simbolo che si riallaccia ad un episodio “leggendario” in cui, la storia si intreccia con la leggenda e d il mito greco o romano. La leggenda di Romolo e Remo ne è un esempio.
Narra la leggenda di Romolo e Remo, che fu proprio una lupa, un animale del bosco, ad allattare i due gemelli e, quando Romolo fondò la città di Roma la lupa ne divenne il simbolo rappresentativo. Moltissime le riproduzioni di statue artistiche, dipinti e bassorilievi che la mostrano ritratta mentre allatta i due gemelli.
Le insegne ed i bassorilievi greci e romani
Non solo i simboli hanno costellato la storia romana e greca, anche le insegne hanno rivestito un ruolo di grande importanza simbolica. Le insegne erano costruzioni dovute all’uomo o semplici segnali di distinzione all’interno di un gruppo sociale.
Le steli funerarie
Le insegne, sono ad esempio, le semplici steli funerarie greche e romane, ossia dei monumenti sepolcrali dotati di iscrizione o, talvolta anche di scene figurate e bassorilievi.
Erme greche
Storicamente nell’antica Greciaanche le erme costituiscono delle insegne. Le erme erano dei pilastri rettangolari sormontati dalla testa del Dio Ermete che venivano posti come indicazione lungo le strade, in quanto, si riteneva che il Dio proteggesse i viandanti. Dalle erme greche deriva il busto-ritratto dei romani e lo sviluppo della ritrattistica privata che ci ha lascito molti reperti.
Le insegne romane: gli animali e l’aquila
In una società così forte, orientata verso la politica di conquista e dominio come fu quella romana, le insegne che rivestono maggior importanza sono proprio insegne di natura militare.
Per molto tempo i vessilli dell’esercito romano portarono disegnate delle figure di animali che successivamente si unificarono in un’unica figura, quella dell’aquila, destinata a divenire il simbolo dell’Impero Romano. Le stesse uniformi dei soldati romani, ricche di accessori, altro non erano che insegne che definivano sia la posizione che il grado sociale.
Ad esempio, gli antichi romani avevano vari tipi di guardie, le guardie d’onore dei Consoli indossavano il simbolo del fascio di verghe avvolto intorno alla scure come simbolo di autorità. Parlando delle armature, prendiamo in esame gli scudi: ogni scudo portava uno stemma che identificava il reparto. L’esercito romano fece ampio uso di insegne, tant’è che ogni legione aveva il proprio, e ogni combattente ne andava fiero.
Altro esempio di stemma è quello del trionfo: quando il condottiero avanzava su un cocchio dorato indossando la veste in porpora rossa adornata da foglie di palma ricamate in oro cingendosi il capo con la corona di alloro; attualmente usata dai laureati e nelle feste di laurea.
Differenze tra simboli e insegne antiche
A differenza del simbolo, che rappresenta un momento unificante di una civiltà e ne rappresenta, spesso, anche l’atmosfera del momento, l’insegna, invece, sottolinea la diversità di ognuno rispetto agli altri, e rappresentando ciò che conferisce forza, e ovviamente, potere. Fa paura ai nemici mentre rassicura coloro che sono alleati.
Simboli, insegne corredate da scritture e geroglifici sono parte dei popoli ed ereditati in varie parti del mondo
Un mododi comunicare uno status, una situazione o un ruolo che si diffuse largamente tra i romani e greci am anche in altre popolazioni e di cui oggi possiamo ammirare alcuni reperti importanti in moltissimi musei.
Tipi di tessuti per abiti ed accessori guida completa
Le fibre tessili ed i tipi di tessuti per abiti ed accessori presenti sul mercato, sono molteplici. Alcuni tessuti e fibre sono completamente naturali ricavate da piante o animali, altre invece, sono sintetiche o acriliche, altre fibre ancora, invece, sono prodotte dalla cellulosa e per un certo verso sono anch’esse considerabili come naturali. Vediamo quali sono i tessuti naturali, i tessuti misti e quali i loro impieghi per poi andare ad analizzare i tessuti acrilici più noti, inclusa la lycra nata in tempi recenti.
Tipi di tessuti: fibre ed i tessili naturali – artificiali quali sono?
La storia dei tessuti è per alcuni versi antica. Basti pensare alla seta e al cotone, originatisi in diversi paesi millenni or sono, o alla lana, filato utilizzato da secoli. Altri tessuti, invece, come lycra, modal, poliestere, e viscosa, hanno vita recente.
Alcune fibre tessili vengono considerate artificiali, ma in realtà sono naturali in quanto ottenute dalle piante.
Le fibre naturali / artificiali come la viscosa, vengono ricavate in maniera artificiale, utilizzando la cellulosa prodotta da alcuni alberi. Tra queste fibre tessili troviamo l’acetato, altre fibre di questa natura sono il cupro ed il modal. La viscosa è di base una fibra naturale molto versatile ed economica. Riassumendo le fibre tessili naturali / artificiali sono:
Viscosa
Acetato
Cupro
Modal
La viscosa tessuto naturale e versatile
La viscosa è naturale o sintetica? Come spiegato è ricavata sinteticamente estraendola da piante, ma è naturale.
Fa parte delle fibre tessili definite artificiali ma è sostanzialmente naturale come cotone e lino. La viscosa viene estratta dalla cellulosa allo stato liquido. Il legno da cui si estrae la cellulosa è generalmente quello di faggio, abete rosso, bambù.
La viscosa è una fibra che si ottiene attraverso dei processi di filatura definita “filatura a umido“, è relativamente facile da filare, modellare, tingere, e per questo motivo viene usata moltissimo per la realizzazione di capi di abbigliamento. E’ fresca, traspirante, dall’aspetto lucido e setoso.
In tessuto di viscosa si realizzano abiti, camice, gonne, sciarpe e bluse, t-shirt, golfini e simili, ma anche tessuti pregiati come il velluto lucido ed elegante, ed il frusciante taffetà, originariamente prodotto in sola seta.
Tessuto in vscosa
Velluto in viscosa
Acetato tessuto per lo sport
l’acetato, fu inventato in Germania nel 1869. Un tessuto ricavato da cellulosa tessuta con la seta che da vita a un materiale indicatissimo per realizzare le tute e abbigliamento sportivo. I tessuti di acetato vengono utilizzati anche mescolati come cotone, viscosa e seta.
Si tratta quindi, di una fibra tessile artificiale di origine naturale, definita semi-sintetica che viene utilizzata per dar vita a capi d’abbigliamento morbidi, anallergici e confortevoli.
Cupro o Rayon, tessuto leggero e ipoallergenico
Cupro o Rayon, tessuto leggero e ipoallergenico
Un tessuto morbido, leggero, ipoallergenico, antistatico ed elegante il Cupro viene principalmente utilizzato per la creazione di capi di abbigliamento, fodere ed abiti. Viene denominato anche seta vegetale per via della sua lucentezza.
Denominato anche rayoncuproammoniacale, nasce in Germania alla fine dell’800 attraverso l’utilizzo dei linter del cotone, ossia i piccoli filamenti corti che si trovano vicino al seme del cotone.
Un tempo, l’impatto ambientale per la produzione del Cupro era elevato. Tecniche moderne hanno ridotto questo fattore negativo dando vita ad un tessuto 100% biodegradabile.
Modal tessuto resistente
Tessuto Modal
Che tessuto è il Modal? Una fibra resistente di nascita recente. Prodotta sin dal 1960, il tessuto Modal si ricava dalla polpa del legno di faggio ed è sostanzialmente una varietà del rayon.
I tessuti in modal sono più resistenti del cotone, non scoloriscono facilmente, ne si restringono.
Essendo una fibra più igroscopica del cotone per circa il 50%, viene usata molto nella creazione di tessili per la casa ed il bagno. Spesso il modal viene aggiunto al cotone per aumentarne la resistenza.
Diverse aziende tessili producono il tessuto modal, ma una delle più note è l’azienda austriaca Lezing AG.
Tessuti sintetici quali sono?
Sotto questo nome si collocano i tessuti realizzati con fibre tessili chimiche sintetiche, vengono ricavati generalmente dal petrolio. In questa famiglia di tessili rientrano i seguenti tessuti:
Acrilico
Poliammide
Polipropilene
Poliestere
Polietilene
Poliuretano
Con queste fibre si realizzano abiti da lavoro, materiali per uso sportivo. Alcuni esempi di fibre sintetiche note e ampiamente utilizzate in ambito tessile e sportivo sono:
Nylon
Poliestere
Spandex o Elastan
Le fibre sintetiche sono economiche e vengono, molto spesso, utilizzate nella tessitura, in associazione ad altre fibre naturali, come ad esempio il cotone, ottenendo così, tipologie di tessuti diverse per consistenza, qualità e costo. Sono le così dette fibre miste, molto utilizzate, facilmente riconoscibili leggendo le etichette degli abiti e dei tessili in genere.
Nylon la prima fibra tessile sintetica
Il Nylon è la prima fibra tessile sintetica della storia, che trova ampia applicazione in molteplici settori, creata nel 1935 dal ricercatore Wallace Hume Carothers. I tessuti in nylon sono resistenti, economici non traspiranti, composti da una fibra sintetica inserita tra le 49 fibre indicate nella nuova direttiva UE.
Con la denominazione di naylon si indicano alcune poliammidi lineari alifatiche che sono chimicamente molto simili, ma non uguali, a proteine animali come quelle della lana e della seta. Si ottengono attraverso una reazione di polimerizzazione compiuta in diversi stadi.
Attraverso il nylon si ottengono fibre tessili impermeabili, tessuti adottati sia nei capi di abbigliamento che per gli accessori, nonché per usi sportivi in cui è richiesta resistenza ed impermeabilità, come ad esempio in alcuni tessuti nautici e coperture.
Poliestere
Chimicamente il poliestere è formato da una catena di polimeri, derivanti da materiali di scarto e riciclo o dalla fermentazione batterica. una delle fibre tessili più utilizzata nei tendaggi per esterno. Adottata anche nell’abbigliamento antinfortunistico e tecnico con tessuti misti, il più usato è quello misto cotone-poliestere, perché riesce a conferire maggior resistenza al tessuto.
Il Poliestere è stato introdotto in commercio nel 1948 con marchio Terylene. Si tratta del così detto PET (polietilene tereftalato) usato per realizzare materiali noti come il pile, alcuni tulle, e l’organza.
Il poliestere è un tessuto anti macchia, anti umido, idrorepellente, molto resistente ed elastico. Grazie a queste proprietà viene spesso tessuti insieme ad altri filati come cotone e lana per accrescerne la resistenza o donargli elasticità.
Molto usato nei capi di abbigliamento sportivo ma anche nei tessili della casa come pile, plaid caldi, tovaglie anti macchia.
Spandex o ELastan
Si tratta di una fibra elastica molto nota, chiamata anche elastam, utilizzata per elasticizzare i tessuti. A tutti gli effetti è una fibra sintetica di poliuretano, nata nei laboratori della Bayer nel 1937 nel tentativo di trovare un alternativa alla gomma.
Fu poi nel 1959 che una multinazionale americana, la DuPont, mise a punto un tessuto con filatura a secco dal nome Lycra il quale verrà commercializzato nel 1962. I primi fili prodotti avevano un titolo grosso che ne limitò l’uso alle sole calze medicali e alla corsetteria. Sarà nel 1964 che nascerà il primo costume da bagno in Lycra dallo stilista fiorentino Emilio Pucci.
Le fibre naturali e tessuti naturali quali sono?
Vi sono differenti tipi di fibre realizzate in fibrenaturali e in fibrevegetali, le quali danno vita ai tessuti definiti naturali. I tessuti naturali si utilizzano moltissimo nella realizzazione di capi di abbigliamento. Possiamo suddividerle in due categorie principali:
Fibre di origine animale che includono lana, seta e pelle
Fibre di origine vegetalenaturali che comprendono canapa, lino e cotone.
La lana
La lana è utilizzata per e sue grandi proprietà: assorbe l’umidità, protegge sia dal caldo che dal freddo. E’ resistente ed elastica adatta a creare capi ed accessori d’abbigliamento durevoli come maglioni, cappotti, cappelli, pantaloni e molto altro. Viene molto utilizzata nell’industria tessili. Si tratta di un filato che da vita a tessuti di ogni genere.
La lana è ottenuta dalla tosatura di diverse specie animali come capre, pecore, camelidi (vigogna, cammello, alpaca). La lana più nota è la lana merino, mentre lane pregiate di capra danno vita alla lana mohair e cashmere.
Infine, i tessili ed i filati morbidi di angora si ottengono dai conigli. Il prezzo dei tessuti in lana può variare anche di molto in relazione alla qualità del filato, alla tipologia e alla percentuale di fibra di lana presente.
Lana tessuto e filato
La pelle
Ricavata dagli animali e conciata per poterla utilizzarle, la pelle animale trova largo impiego sia nell’abbigliamento che nell’arredamento. Molto apprezzata per le sue proprietà estetiche, viene usata per borse, scarpe, cinte, cappotti, guanti, giacche e molti altri capi ed accessori moda.
Il suo impatto etico ed ambientale va considerato ed è proprio in virtù di questi due fattori che le fibre in pelle sintetica in PU o finta pelle si stanno diffondendo sempre di più.
Seta tessuto pregiato
La seta è originaria della Cina tra il 3000 ed il 6000 A.C. La leggenda sulla seta più nota attribuisce la sua nascita all’Imperatrice Xi Ling Shi che scoprì le qualità del bozzolo dei bachi da seta. Infatti la seta è ed ottenuta grazie all’allevamento del baco venne lavorata originariamente in Cina, per poi diffondersi in gran parte del mondo per la sua bellezza ed i suoi pregi.
La canapa
Per molto tempo accantonata, la canapa sta attualmente riscuotendo molto successo sia in ambito tessile che cosmetico. La fibra ricavata dalle piante di canapa sativa è robusta per cui si utilizza per borse, capelli e affini. Adottata anche per alcuni indumenti e capi moda.
Il tessuto in lino
Il lino è una fibra tessile ricavata anch’essa da una pianta. La pianta di lino viene utilizzata nell’industria tessile trasformando i fusti, attraverso un processo di macerazione, in fibre tessili che verranno filate e tessute.
Un tessuto abbastanza costoso, dall’aspetto naturale, il lino è apprezzato per la leggerezza, la freschezza e la facilità di lavorazione. Facile da cucire, viene utilizzato per i capi d’abbigliamento primaverili ed estivi di ogni genere, ma anche in casa per il corredo e la biancheria.
Si realizzano in lino preziosi asciugamani, tovaglie, e lenzuola. Adatto a tutti in quanto il lino è un tessuto anallergico e naturale.
Il tessuto in cotone
Il cotone si ricava dalle vaste fioriture dei campi di cotone. Si utilizza la peluria bianca denominata “cotone” che si forma sui semi della pianta. La fibra di cotone ed i tessili in cotone sono molto usati nell’abbigliamento e nell’arredamento.
Si tratta di una tipologia di tessuto che si presta a molteplici utilizzi grazie alle sue proprietà: è naturale, traspirante, ha una buona qualità, si tinge con facilità, è durevole e non si rovina con il lavaggio. È un tessuto fresco e molto igienico adattissimo ad essere usato per i bambini di ogni età.
In relazione al tipo di tessitura si avranno cotoni più pesanti e robusti o maggiormente leggeri e freschi:
La gabardina, popelin, cotone biologico, tela canvas, ed infine il noto denim (jeans) o twill.
Il cotone è utilizzato sia nell’abbigliamento che nei tessili della casa, inclusa la biancheria ed i coordinati da cucina.
Tessuti in cotone vintage
Tessuto in denim (jeans)
Storia del cotone, il tessuto antico
Il cotone è una delle fibre tessili più versatili ed utilizzate. Ritrovamenti storici e reperti datano l’origine del cotone a circa 12.000 anni fa in Egitto, ma ne sono stati identificati frammenti anche in Messico risalenti a 7000 anni or sono. Certa è la sua presenza ed utilizzo in India circa 3000 anni fa.
Il termine “cotone indiano” è usato ancora oggi. In America, la storia del cotone è legata anche alla tragica storia della schiavitù e delle piantagioni di cotone, risalente al XVII secolo.
Nel XIV secolo in tutta Europa l’industria del cotone ebbe un grande sviluppo, infatti, fu proprio nel 1664 che nacque e si sviluppò una nota compagnia tessile “Le compagnie Française des Indes”, che commerciava in tessili indiani, ossia tessuti di cotone lavorati e tinti con maestria provenienti dall’India.
Cos’è la tessitura, tipi di tessuto: differenze trama piatta e maglia
Abbiamo visto in questa guida tutti i tipi di tessuti presenti in commercio ma, va detto che anche il modo di tessere ed usare i filati può diversificare di molto il prodotto finale. Nella tessitura i filati vengono intrecciati tra loro creando tessuti di due tipi:
Tessuti a trama piatta: i fili che compongono l’ordito si intrecciano con la larghezza del tessuto (trama) dando vita al tessuto. Sono realizzati così i tessuti comuni.
Tessuti a maglia: non esistono intrecci tra ordito e trama ma un solo filo che si intreccia a formare una sorta di rete un esempio sono il jersey e la maglina.
Considerazioni: riconoscere tutti i tipi di tessuto
Imparare a riconosceretutti i tipi di tessuto non è impresa facile ma, leggendo le etichette, si prende via, via, confidenza con le caratteristiche e le proprietà dei tessuti. In questo modo, in breve tempo si imparano a riconoscere i tessuti naturali da quelli sintetici, quelli semi naturali come acetato e viscosa, che sono comunque freschi e di qualità, rispetto altri tessuti che invece, per loro natura, non sono adatti più di tanto alla creazione di abiti ed indumenti intimi, ma risultano perfetti per tende, accessori sportivi, ed altro.
Il tipo di tessuto e la composizionedel tessuto conferiscono minore o maggior pregio ad un indumento. Ad esempio, un misto lana con lana 30 % non è di gran qualità rispetto ad un golfino 80 % lana. Un abito 100 % seta sarà più pregiato di un misto cotone.
Leggere le etichette e avere curiosità, ci insegnerà a conoscere i tessuti, la loro composizione, ed il valore di ognuno magari per comprare stoffe e cucire amano capi e tessuti, o per fare degli acquisti con maggior consapevolezza.
L'undicesima fatica di Eracle: Ercole e le tre mele d'oro
Siamo giunti all’undicesima fatica di Eracle, quella che narra delle tre mele d’oro. Si tratta della penultima fatica di Eracle, in quanto le fatiche di Ercole, così chiamato nella mitologia romana, sono dodici in totale (dodekathlos in greco).
Si tratta di una serie di episodi della mitologia greca che narrano le gesta dell’eroe e che servirono per espiare la sua colpa più grande di Ercole, quella di essersi reso colpevole della morte della sua stessa famiglia, dovuto ad un attacco di ira generato da Era. Il motivo, fu la gelosia di Era nei confronti di suo marito Zeus perché Ercole era il figlio illegittimo.
L’undicesima fatica di Eracle: le tre mele d’oro
L‘undicesima fatica di Eracle consisteva nel riuscire a prendere le tre mele d’oro: Le mele d’oro si trovavano nel giardino delle Esperidi abitato dalle figlie della notte, quattro belle ninfe. La difficoltà per Eracle era quella di dovere, non solo prendere le mele, ma riuscire a sapere dove si trovasse questo giardino segreto.
In viaggio verso l’Africa
Dopo averlo cercato in diverse zone della terra greca, si diresse a chiedere informazioni a Prometeo che, riconoscente per essere stato liberato dalle catene che lo imprigionavano per essersi reso colpevole del furto del “fuoco divino”, gli diede le preziose informazioni. Grazie ad esse, si diresse verso l’Africa. Attraversò l’Egitto, successivamente l’Etiopia e poi giunse in Libia.
Atlante e le tre mele d’oro
Durante il viaggio per compiere l’undicesima fatica di Eracle, l’eroe incontrò varie difficoltà ma riuscì comunque ad andare avanti fino a trovare il titano che reggeva il cielo sulle sue spalle. Egli si chiamava Atlante, ed era prigioniero del suo compito.
Ercole si offrì di prendere il suo posto per un po’ in cambio Atlante avrebbe dovuto recarsi nel giardino delle ninfe e prendere i tre pomi d’oro. Atlante accettò e compì la sua missione senza grandi difficoltà.
Atlante tornò con le tre mele d’oro ma disse a Eracle che non voleva più sostenere il cielo, ma tornare libero. Ercole, con astuzia, gli disse che accettava, ma aveva bisogno di un favore: gli chiese di tenere solo per un secondo il peso del cielo, in modo che lui potesse costruirsi una stuoia che alleviasse i dolori del suo compito.
Ovviamente si trattò di uno stratagemma e, non appena Atlante riprese il cielo sulle sue spalle, Ercole fuggì con le tre mele d’oro compiendo l’undicesima fatica di Eracle.
Le dodici fatiche di Eracle origini
Grazie alla sua furbizia, intelligenza, e astuzia, si può dire che Eracle fu uno degli eroi della mitologia greca più apprezzato. I 12 racconti o fatiche di Eracle furono scritti separatamente e poi riuniti in un unico volume, chiamato Eracleia, scritto intorno al 600 a.C. dallo scrittore Pisandro originario di Rodi. Questo volume che riunisce le fatiche di Eracle è oggi, andato perduto.
Ti potrebbero interessare anche le altre 12 fatiche di Eracle:
Primo giorno di lavoro per Elsa: l'inizio di una nuova avventura!
Avrebbe voluto tanto che l’inizio di questa nuova avventura, chiamata lavoro, tanto attesa e sperata, fosse condivisa con Marco in maniera diversa. Le cose non erano andate esattamente come si aspettava ma, pazienza.
Ora voleva solo godersi la sua conquista, il suo nuovo lavoro nella galleria d’arte che automaticamente, la metteva anche in una posizione di autonomia, uno status sociale che aveva tanto agognato.
Riassunto puntata precedente…[Improvvisamente si sentì triste! Il giorno seguente sarebbe stato davvero molto importante per lei, un giorno da ricordare: quello del suo primo vero lavoro, ed era lì, da sola a gioirne…gioirne? No, non stava gioendo, era triste, si sentiva non considerata, non supportata, non capita: sola!].
Primo giorno di lavoro per Elsa: l’inizio di una nuova avventura!
Quel giorno si alzò euforica e stanca al tempo stesso. Non aveva dormito molto, non era riuscita a riposare bene. Un po’ per via della discussione avuta con Marco la sera precedente, e un po’ per l’agitazione dovuta al suo primo vero giorno di lavoro.
Elsa si alzo presto, fece una bella doccia e mise un completo serio, ma non troppo. Un tailleur rosa chiaro che le stava d’incanto. L’abbigliamento in galleria andava curato, (così le aveva detto Stefano), e lei ci teneva a fare bella figura sin dal primo giorno di lavoro.
L’orologio del soggiorno suonò le 8:00 in punto. Era ora di svegliare Angelica per prepararla e portarla a scuola. Come primo giorno aveva pensato di iniziare con l’orario corto. L’accordo con Stefano era di rimanere in galleria anche di pomeriggio per 3 giorni alla settimana, mentre gli altri 3 giorni, invece, poteva tranquillamente staccare alle 13:00 e prendere lei stessa Angelica. In linea di massima l’accordo prevedeva l’orario lungo per i giorni pari, con eccezione del Sabato in cui si sarebbe alternata con Margherita.
Quel lunedì mattina le sembrava che il modo avesse luce e colori diversi. Angelica era più bella che mai e lei si sentiva stanca, ma felice.
La lasciò sulla porta dell’aula, stampandogli 4 baci sulle guance. Anche se sapeva che l’avrebbe ripresa lei stessa, all’ora di pranzo, quel suo ingresso nel mondo del lavoro le pareva allontanarla un po’ dalla bambina.
Angelica entrò in aula. Elsa rimase a fissarla ancora per un po’. Poi voltò le spalle alla porta e se ne andò. Avvertiva un leggero magone. Non le piaceva quella sensazione, ma comprese che si trattava di ansia ingiustificata.
Sospirò, avviandosi verso l’automobile che aveva parcheggiato sotto uno dei platani che troneggiava nella via vicino alla scuola.
Erano le 9:00; aveva ancora tempo. Doveva iniziare il lavoro alle 10:00 quindi pensò bene di avvantaggiarsi per la spesa di pranzo, recandosi al supermercato li vicino.
La telefonata
Mentre era in fila alla cassa per pagare la spesa, squillò il telefono. Era Marco.
Ciao come va?
Sono in fila alla cassa del supermercato. Rispose Elsa.
Ma non sei andata al lavoro?
Si Marco, devo andarci alle 10:00, prima ho portato Angelica a scuola, ora sono in fila per pagare la spesa e dopo, andrò in galleria.
Alcuni pensieri la assalirono.
Certo, che ne sapeva lui? Lui si era alzato come al solito alle 7,40 si era preparato, e alle 8:15 in punto regolare come un orologio, si era diretto al lavoro. Lo studio di Marco era raggiungibile a piedi. Si trovava ad un chilometro o poco più da casa e, quando il tempo era bello e lo consentiva, preferiva farsi una bella camminata fino all’ufficio.
Pensò che Marco fosse fortunato. Libero da incombenze domestiche, o di altro genere, dedito al suo lavoro e ai suoi impegni personali. La cosa non le piaceva, non le sembrava giusta.
Quando lei era piccola, era suo padre a portarla scuola tutte le mattine dopo che sua madre aveva assistito lei e suo fratello per la colazione e tutto il resto.
Lei invece, non aveva neanche iniziato a lavorare, che già doveva organizzarsi la vita in ogni dettaglio per poter riuscire, a pensare anche a casa, lavoro e figlia. Una figlia non sua, Angelica, ma pur sempre una bambina che amava molto, e della quale si sentiva come una madre.
La voce dall’altro capo del telefono riprese a parlare.
Marco: “Volevo farti gli auguri per il tuo primo giorno“… disse, con tono di voce “sorridente”
Grazie Marco, ora devo lasciarti che devo pagare. Ci sentiamo più tardi.
Attaccò il telefono, pagò la spesa, e uscì dal negozio camminando velocemente: non voleva fare tardi, non proprio il suo primo giorno di lavoro!
Arrivo in galleria
Arrivò in galleria alle 10:00 in punto. Pensò che la prossima volta, avrebbe perso meno tempo al supermercato e preso solo l’indispensabile approfittando della cassa rapida.
All’ingresso trovò Stefano e Margherita ad attenderla. Stefano aveva preparato dei bicchieri e una bottiglia di spumante, alcuni pasticcini e dei fiori. Margherita lo aveva aiutato nella preparazione. Era il loro modo di dare “benvenuto” ad Elsa e di augurarle una felice permanenza in galleria.
Non era più sola a gioire per la sua conquista lavorativa!
Elsa si sentì come una bambina viziata. Sorrise ai due che la fissavano. Era felice ma allo stesso tempo un po’ in imbarazzo: non se l’aspettava un’accoglienza così calorosa. Fissò lo striscione con su scritto “Benvenuta Elsa” e le scesero le lacrime.
Si, era proprio fortunata ad aver trovato quel lavoro!
Al prossimo episodio: La domanda di oggi è
Pensate mai che la vita di coppia non sia equilibrata e che il vostro lui vi privi di diritti e vi carichi di doveri?
Tag Google Analytics non funziona? Colpa di Analytics 4
Da Ottobre 2020 è entrato in gioco un nuovo Google Analytics che si chiama Analytics 4 e ha creato un bel po’ di problemi ai meno esperti, complicando ciò che prima era facile: ottenere in pochi passaggi, il codice di tracciamento di un sito.
Avete provato dal vostro account amministratore ad aggiungere una nuova proprietà, ossia un nuovo sito web, ma il codice Analytics che vi esce non ha UA ma solo dei numeri?
Siete incappati nella nuova generazione di Analytics: in Analytics 4; e dovrete leggere più di una guida dettagliata prima di trovare quella giusta che metta in risalto il problema che, vi annuncio, è facilmente risolvibile: vediamo come ottenere in TAG ANALYTICS UNIVERSAL per il sito web.
Tag Google analytics non funziona? Non esce il UA?
Il Tag Google Analytics che svariate volte avete creato e incollato nei vostri siti vi sta dando problemi? Vi accorgete che a la sigla che esce da incollare nel sito non ha il UA? Significa che state creando un TAG con ANALYTICS 4 la nuova funzionalità che consente di monitorare siti, app e quant’altro, ma che a voi sta creando solo dei problemi.
Bene; vediamo come fare per rimediare a questa incresciosa situazione che vi sta facendo perdere tempo. Sappiamo bene che in rete è pieno di tutorial dettagliati su Google Analytics ma in pochi hanno avuto la bella idea di segnalare la nuova funzione ed i possibili equivoci: si tratta dei tutorial vecchia maniera.
Per quanto concerne le guide di Google non sempre sono molto chiare e talvolta, pur essendo chiare, è difficile “planarci” dentro. A questo punto vediamo come fare per rimediare a questa incresciosa situazione che vi sta facendo perdere tempo.
Tag Google analytics non funziona? Non esce il UA?
Ottenere il tag Analytics per tracciare il sito in versione “Universal”
Sì, l’errore è proprio questo, perché è solo la versione Universal di Analytics che realmente vi interessa per tracciare il sito e se avete creato invece quella di Analytics 4, sappiate che la maggior parte delle piattaforme non saranno in grado di utilizzare questo codice di monitoraggio.
L’errore è concettuale, ossia, potete creare il vostro tag ma dovete fare attenzione quando vi si apre la seconda schermata a spuntare un semplice bottoncino blu che dice “monitoraggio Analytics Universal”. Per il resto la procedura è la medesima:
Entrate nell’account Analytics.
Andate in – AMMINISTRAZIONE -. (Rotellina in basso a sx)
Andate in – CREA PROPRIETA’ – ( e se volete creare un nuovo account prima andate in crea account) altrimenti nell’account che già avete Create semplicemente la nuova proprietà. – CREA PROPRIETA’
Inserite il nome proprietà e l’url del sito. – INSERIRE URL SITO –
Selezionate il fuso orario.
Spuntare e scegliere se creare un codice Analytics 4 o un Codice normale per il sito “Universal “Analytic”.
Attenzione: in basso a destra l’opzione nella schermata vi dirà di spuntare e scegliere se creare un codice Analytics 4 o un Codice normale per il sito “Universal “Analytics”.
Ecco l’inghippo è tutto qui, facile da fare, una volta capito, ma per nulla facile capire che il proprio account non è più Analytics Universal, magari perché avete cambiato inavvertitamente voi le impostazioni, o perché è un account creato dopo Ottobre 2020, ed è quindi diventato un’altra cosa ossia Analytics 4, ed è per questo vi crea problemi nella creazione del codice di monitoraggio che vi occorre per il vostro sito web.
Settembre e Ottobre curare il giardino ed il verde
Siamo verso la fine di Agosto, molte piante sono ancora in pieno vigore vegetativo, ma inevitabilmente, a breve, si dovrà fare i conti con la fine dell’estate che, in alcune regioni è alle porte, mentre in altre, si protrarrà fino ad Ottobre inoltrato regalandoci ancora caldo e belle giornate.
Il giardino e le piante da balcone e terrazzo però, avranno necessità di prepararsi al freddo che è in arrivo. Vediamo come comportarci ne mesi di Settembre e Ottobre per curare il giardino e il verde nel modo migliore, anche in relazione alle piante e fiori che abbiamo in giardino.
Le specie in fiore andranno comunque concimate ogni 15 giorni, finché sono presenti le fioriture. Anche il prato ha necessità di avere a disposizioni i giusti nutrienti per mantenersi bello e verde, questo almeno fino ad Ottobre, periodo in cui si procederà alla risemina e al rinfoltimento del tappeto erboso.
Il giardino ad Ottobre
Se il mese di Settembre è ancora un mese abbastanza tranquillo per i giardini, ad Ottobre il freddo sta arrivando, e in alcune regioni è già arrivato. E’ dunque necessario, preparare gli spazi verdi all’arrivo del freddo: vediamo cosa fare!
PIANTE ANNUALI – Le piante annuali andranno seminate in cassette per poi venire messe a dimora a fine inverno.
PRATO – Il prato andrà rinfoltito procedendo alla risemina autunnale.
PIANTE E FIORI – Trapianti e piantagioni vanno effettuati sia a dimora che all’aperto per molte piante biennali da fiore come il garofano a mazzetti, i non ti scordar di me, la malva, le primule e le campanule ma anche per la violaciocca e la viola del pensiero.
BULBI – Ibulbi di tulipano, giacinto, etc. andranno rimossi dal terreno, lasciati asciugare all’aria e successivamente, collocati a riposo in sacchetti di sabbia, in luogo fresco e buio.
TRAPIANTI – Alberi e alberelli da frutto andranno trapiantati in sede, a fine mese, e ricoperti con pacciamatura (corteccia, foglie, etc.), per proteggerne le radici dal freddo in arrivo.
ROSE: Anche le rose andranno messe a dimora, preparando il terreno, nel mese di ottobre procedendo ad eventuali talee da ramo per le nuove piantine. Ad ottobre alcune rose torneranno a fiorire.
TALEE – Sempre per talea si attua la propagazione delle piante nel mese di ottobre. Si riproducono in questo modo molto specie botaniche da fiore e piante sempreverdi da siepe come ad esempio: le Ortensie, la Forsizia, l’Aucuba Japonia, Camelia, e per le siepi, Evonimo, il Caprifoglio, Lauroceraso e Bosso ed altre specie simili sempre adatte per formare siepi e non.
POTATURE – Alberi ed arbusti andranno potati quando avranno terminato il ciclo di fioritura, tra essi ricordiamo la lantana, la fucsia e l’ibisco, tanto per citarne alcuni. Nei mesi successivi, quando le piante saranno in risposo vegetativo si procederà alle drastiche potature degli alberi. PIANTE GRASSE – Per quanto concerne quelle in vaso porle in aree riparate, o portarle in casa. Proteggere le piante grasse dal freddo neve qualora rimangano all’esterno.
Infine, nelle zone a clima più fresco è necessario cominciare a raccogliere le foglie ingiallite e procedere alla pacciamatura per proteggere le radici delle piante più sensibili al freddo.
La musica elettronica si sta diffondendo moltissimo in quest’ultimo ventennio. Il processo è dovuto, senza dubbio, al progresso della tecnologia che, facendo passi da gigante, ha portato alla realizzazione e produzione di apparati e strumentazione per la realizzazione di musica elettronica.
I primi rudimenti di questo genere sono antecedenti (nel 1897 fu prodotto il primo organo “dinamofono” o telharmonium da Taddeus Cahill). Ma per arrivare alla musica elettronica odierna, si dovrà attendere gli anni 60. Scopriamo quando nasce la musica elettronica, e a chi rivolgersi per basi di musica elettronica o prodotti musicali di altro tipo.
Musica elettronica cos’è
La musica elettronica ha origine, solo per alcuni suoni e strumenti, già un secolo fa (vedi sopra). La si ritrova in apparati rudimentali che non ebbero grande successo. Ma i primi gruppi musicali ad utilizzare suoni elettronici e sintetizzatori come il Moog, furono band di successo dell’epoca come ad esempio i Genesis, o i Pink Floyd.
Al giorno d’oggi, esistono moltissimi brani di musica tipicamente elettronica e brani musicali con contaminazione elettronica in cui l’intervento strumentale elettronico, se pur minimo, è presente. Proprio per questo motivo, si può tranquillamente affermare che, i brani con contaminazioni, ricoprono ormai quasi il 99 % dell’intera produzione musicale.
Generi musicali e musica elettronica
La musica elettronica è rappresentata sostanzialmente da suoni modificatio prodotti da strumentazione elettronica. Tra i generi musicali che fanno ampio uso di questi strumenti, anche nella voce, troviamo la Trap e la musica Rap con numerosi gruppi emergenti.
La Trap piace molto ai giovani ed è relativamente recente in quanto nasce intorno agli anni 2000, a seguire questa tendenza musicale si collocano anche star internazionali come Beyoncé e Lady Gaga. Beyoncé, ad esempio, adottò questo genere musicale in alcuni brani o intermezzi mantenendo comunque le sonorità particolari e tipiche del suo stile che si collocano a metà tra l’elettronica, il rap e il dubstep.
Basi musica elettronica
Il successo della musica elettronica, ed anche della richiesta di basi di musica elettronica è dovuto, non solo alle sue sonorità, ma anche alle dinamiche di creazione che consentono di produrre basi di musica elettronica anche con una strumentazione limitata. I producer sono quelle figure che creano musica sia di ordine classico, che moderno, pop, elettronico ed altri generi.
Il brano di musica elettronica si rifà, dunque, alle tendenze sonore e musicali dell’epoca attuale, ricco di sonorità create da apparecchi e strumenti elettronici ma anche da plugin, sintetizzatori e quant’altro.
Non solo Trap e Rap si avvalgono di queste tecnologie e di “sonorità diverse”, ma anche generi come l’house, antecedente alla Trap, o la musica Techno, ambedue i generi tipici della discoteca, sfruttano la tecnologia ed il suono creato in studio.
Come fare musica elettronica
Fare musica in “casa” diviene, grazie a strumentazione basica, relativamente semplice. Alcuni siti e piattaforme vi consiglieranno corsi a pagamento per fare musica elettronica utilizzando il solo PC, ma in realtà occorre molto di più di un PC per produrre musica elettronica di qualità: servono competenze in ambito musicale, conoscenze e orecchio. Non è una cosa adatta a tutti, specie se si vuole raggiungere un certo livello.
Pe fare musica elettronica di qualità non basta un solo PC, ma servono molte altre cose, dalle casse, a determinati plugin, alle competenze ed altro ancora. Per registrare, invece, serve una buona attrezzatura e dei microfoni di qualità.
Insomma, se volete divertirvi in casa è un conto, ma se volete produrre brani musicali di qualità, e orientarvi verso questo direzione per hobby o per altri motivi, allora affidatevi ad un bravo producer e studiate.
We use cookies on our website to give you the most relevant experience by remembering your preferences and repeat visits. By clicking “Accept”, you consent to the use of ALL the cookies.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience. Privacy Policy GDPR.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.