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Elsa e il rientro a casa: tanti pensieri e una settimana da organizzare

Elsa e il rientro a casa: tanti pensieri e una settimana da organizzare
Elsa e il rientro a casa: tanti pensieri e una settimana da organizzare

La giornata passò in fretta e la sera, … sfiniti da una giornata intensa, ricca di emozioni, si ritirarono nella loro camera. L’indomani avrebbero fatto rientro a Roma e Elsa aveva molte cose da sistemare prima di iniziare la sua nuova vita lavorativa...

Il rientro a casa l’aveva lasciata con l’amaro in bocca. Sebbene stesse bene in città, Elsa sentiva molto la mancanza di quella vita spontanea, rurale, fatta di semplici gesti e di amici della porta accanto. Tutti si conoscevano in paese, e nessuno aveva mai la sensazione di sentirsi solo, cosa che spesso le capitava di provare da quando si era trasferita.

Non capiva bene il perché, ma quell’ immensa città, ricca di tutto ciò che si possa desiderare, lasciava comunque un vuoto nel suo animo. La vita frenetica, l’indole dei suoi abitanti, erano profondamente diversi da quelli dei suo compaesani, e da lei, ragazza di provincia qual era.

Elsa e il rientro a casa: tanti pensieri e una settimana da organizzare

In città la gente sorrideva poco, era meno cordiale ed empatica. Spesso le era capitato di assistere a screzi per le vie di Roma, persone che si aggredivano verbalmente per un nonnulla, una fila all’ufficio postale, un parcheggio rubato al volo, o magari un sorpasso. Bastava veramente molto poco per innescare una scintilla e trasformare le persone in “cani rabbiosi pronti a mordersi”. Questo paragone la fece sorridere, ma calzava a pennello alla situazione descritta. Si chiese preoccupata se anche nei luoghi di lavoro le persone fossero così poco empatici, fasi amici, piccole vipere pronte ad attaccare per il proprio tornaconto…

Certo, nel suo paese la privacy era una vera utopia, tutti sapevano tutto di tutti, ed anche di più… e dove le storie non c’erano, la fantasia le inventava e le coloriva passando di bocca in bocca. Pensò che forse, tutto questo accadeva, proprio perché la vita di provincia era semplice e ripetitiva. Le persone, se pur senza cattiveria, avevano necessità di occupare il loro tempo in queste, ed altre “ciance”.

Si chiacchierava a casa della vicina, si chiacchierava al bar, si parlottava nel negozio del fruttivendolo e si reperivano chiacchiere pure dal medico e in farmacia. Il paese, in questo, era un generoso pettegolo. Forse era il motivo per cui viaggiava molto con la mente, tant’è, che a furia di pensare, erano già arrivata l’ora di pranzo ed aveva ancora tutte le faccende e le incombenze da sbrigare. Angelica sarebbe uscita dall’asilo di li a poco. Sì, era proprio in ritardo.

Pensieri e azioni

Rassettò in fretta le stanze, mise la pentola dell’acqua sul fuoco, infilò le scarpe senza allacciarle, e scese di corsa giù per le scale. In dieci minuti fu a scuola, giusto in tempo per prendere la piccola che le saltò al collo felice di vederla. Quel giorno aveva programmato di riordinare le idee per il suo nuovo lavoro, studiare un po’, e informarsi suoi nuovi artisti nascenti, ma la giornata era volata via, persa com’era nei suoi pensieri. Ora doveva occuparsi della piccola.

Arrivata a casa mise a cuocere la pasta e, di li a pochi minuti, pranzarono. L’aria era tiepida, forse anche troppo per andar al parco dopo pranzo. Così decise di rimandare al tardo pomeriggio, quando le temperature sarebbero scese un poco e l’aria sarebbe stata più fresca e gradevole. Aveva proprio voglia di ritrovare l’atmosfera dei suoi boschi e dei suoi prati, ed il parco, era il luogo ideale per ricaricarsi un po’ di buona energia e far giocare Angelica.

Al parco

Dopo aver fatto riposare la bimba un paio di ore, ed essersi documentata un minimo su un solo nuovo artista, raccolse palla, coperta, merenda e un paio di giochi, prese le chiavi della macchina e si diresse al parco. In automobile il parco era raggiungibili in dieci minuti, ma a piedi, il tragitto di due chilometri era troppo lungo e faticoso per la piccola.

Era metà maggio, i prati erano di un verde rigoglioso e, con essi, le fioriture stagionali e le rose erano al massimo del loro splendore. Stese la coperta sull’erba, e vi sistemò il cestino della merenda ed i giochi.

Angelica era radiosa, amava molo andare al parco. Elsa, cercava di portarcela ameno due o tre volte la settimana. Si fermò a guardare la bimba che correva dietro alla palla, e si chiese chi, nei giorni seguenti, quando lei avrebbe iniziato il suo lavoro, l’avrebbe potuta portare a svagarsi un po’.

Fissò con lo sguardo l’orizzonte, vi si perse dentro, ma i pensieri affollarono di nuovo la sua mente: come avrebbe fatto con la scuola? Ormai erano mesi che alle 13:00 si recava a prendere Angelica, le preparava il pranzo e trascorreva con lei l’intero pomeriggio. Sua madre era in America e ci sarebbe rimasta almeno per i prossimi 6 mesi, e Marco non rientrava mai prima delle 18:00.

Era un bel problema! Come non ci aveva pensato prima? Tutta presa dai suoi progetti di vita non aveva pensato che per la bambina lei era diventata un punto di riferimento.

Ma Marco? Marco era sua padre, se ne occupava da cinque anni, dal giorno in cui era nata. Era lui il suo punto di riferimento. Da sempre. Avrebbe dovuto pensarci lui…

A quanto pare, il pensiero non aveva sfiorato nessun dei due.

Gliene parlerò questa sera… disse ad alta voce.

Di cosa? Sussurrò Angelica.

Si sentì improvvisamente in colpa. Aveva la sensazione di fare un torto a quella bella bambina dagli occhi verdi che aveva imparato ad amare velocemente e senza remore.

Ne parlerò con Marco…pensò di nuovo, lui saprà cosa fare….

Continua domenica prossima e per ora vi lascio un paio di domande:

1) Vi capita mai di sentirvi in colpa quando pensate o tentate di organizzare la vostra vita lavorativa i vostri impegni o i momenti di svago?

2) I vostri compagni o mariti vi coadiuvano nel lavoro e nell’organizzazione domestica in modo da permettervi di fare ciò che dovete e volete sia a livello lavorativo che personale?

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Tende shabby chic come fare e dove trovarle

Tende shabby chic come fare e dove trovarle
Tende shabby chic come fare e dove trovarle

Tenda shabby chic, utile accessorio d’arredamento che comporta un valore aggiunto e ampia personalizzazione dello stile shabby. Ma come utilizzare le tende shabby chic? Come sceglierle e dove trovarle? Qual è il tipo di tenda adatta allo stile shabby? Lo stile in questione è caratterizzato da design semplice, linee retrò, materiali naturali sia nei tessili che nei mobili. Uno stile evocativo che trasmette tranquillità, rievoca la vita di un tempo, grazie anche ai colori neutri che si utilizzano. Vediamo dove e come utilizzare tende shabby chic, e dove acquistarle.

Stile shabby chic e tende

Si tratta di uno stile pacato, morbido e romantico, dalle tinte neutre, caratterizzato da mobili e complementi con requisiti specifici:

Ma cosa significa stile shabby chic? Si tratta di uno stile che trae ispirazione dalle grandi case di campagna della Gran Bretagna, dallo stile svedese, ma anche dall’America, nonché dall’arredamento francese presente nei castelli della Loira. Uno stile ricco di sfaccettature che lo caratterizzano delineando in modi diversi: shabby chic, Shabby & Charme, Shabby provenzale, Shabby industrial e così via. Uno stile caldo e romantico in cui non solo i mobili hanno un grande valore ma anche i tessili e ovviamente le tende.

Shabby chic come scegliere i tessuti ed i mobili originali

Come fare tende shabby chic fai da te

Se c’è uno stile che si avvale molto del fai da te, questo è proprio lo shabby chic che consente recupero di mobili e materiali, nonché tessili. Lo stile infatti, prevede l’utilizzo di mobili ed accessori vecchi che possiedono un sapore di vissuto intriso di grande personalità, un retrò dal sapore charmant molto apprezzato.

Il riuso e riciclo creativo si applica egregiamente anche a tessili come le tende d’arredamento. Si possono riutilizzare vecchi copriletto, asciugamani in lino, pizzi e ricami, o acquistare tessuti al metro. Arricchire le tende con passamanerie, cordoni e ferma tende in legno, o corda. Con il riciclo, tende economiche, alla portata di tutti, si possono trovare e recuperare in mille modi diversi.

Tende shabby chic economiche come fare

Tende shabby chic economiche, oltre che con il riciclo e il fai da te, sono reperibili nei mercatini rionali, od anche online in store come Ikea, Maisons du Monde, Etnicoutlet, Amazon, Bonprix, Eminza e molti altri. In commercio c’è una vastissima gamma di tende shabby economiche, sia on line che nei negozi tradizionali.

Le misure di una tenda shabby chic vanno valutate con attenzione in relazione allo stile della tenda, se a pannello, a pacchetto, con anelli etc. Qualora la tenda abbia dei merletti alla fine, potrete intervenire accorciandola e ripiegandola prima del merletto o nella parte alta, ricavando una mantovana sovrapposta. Infine, se occorre una sovra tenda, si può optare anche per tendine a vetro e tende in bambù, economiche e piacevoli.

Tende shabby chic Ikea

Sicuramente Ikea è uno dei siti e degli store più economico in fatto di tessili. Offre molte opportunità sia con modelli di tende shabby già pronte che con i tessuti a metraggio. Ecco 5 tende shabby economiche Ikea selezionate per voi in stile shabby chic sul sito Ikea:

  • ANNAKAJSA, 69,95 euro
  • AINA, 55 euro
  • DYTÅG, 50 euro
  • LENDA, 20 euro
  • IKEA ALVINE SPETS, una delle più economiche di Ikea reperibile anche in Amazon in set di 2 tende, bianco, in fibra sintetica, 300 x 145 cm.

Tende shabby chic Etnico outlet

Anche questo sito offre una vasta gamma di mobili shabby e di tessili da abbinare. Tra le tende shabby chic di Etnico outlet ne segnaliamo alcune:

  • TENDA FRANCESE con cuori in stile country shabby a 79 euro con cuscini di varie forme coordinati
  • TENDA PROVENZALE con colori naturali e cuori rossi 140X180 prezzo 69 euro

Tende shabby chic Maisons du Monde

Le tende Maisons du Monde sono originali e ben curate nei dettagli, ma generalmente meno economiche di quelle Ikea. Lo stile che le caratterizza è vintage ed i modelli scelti, partono da 20 euro, fino ad arrivare a 130 euro circa: vediamoli!

MACRAMA, una splendida tenda in macramè di cotone 79,99 euro  pannello
MACRAMA, una splendida tenda in macramè di cotone 79,99 euro pannello
  • DIAMOND, la più economica a 20 euro
  • TRENDY  40 euro
  • NAZIMA tenda con occhielli in cotone taftato beige con ricami in alto prezzo 59,99
  • ARMONA 70 euro
  • MACRAMA, una splendida tenda in macramè di cotone 79,99 euro a pannello
  • POAMAY 90 euro in marrone e beige
  • ANDY 130 euro in tessuto grigio
  • Vi sono poi modelli semplici di tende shabby chic in lino leggero dotate di laccetti per il montaggio che hanno un prezzo economico di 39 euro. Inoltre i tessili shabby Maisons du Monde da abbinare alle tende sono davvero molti e ben curati: ecco alcuni esempi in foto!
tessili shabby Maison di Monde
Tessili shabby Maisons du Monde

Tende shabby chic dove utilizzarle

Sono tende versatili, adatte ad ogni ambiente di casa, ed anche a svariati stili d’arredo. Infatti, le tende shabby sono indicate anche nello stile country, così come in quello rustico, o in arredi dal sapore vintage. Le stanze in cui utilizzare tende shabby chic non pongono limiti di sorta: perfette in soggiorno, così come in camera da letto, nelle camerette, od anche in cucina, nel tinello, o nella stanza da bagno.

La tenda shabby è collocabile in ogni stanza o ambiente, ma l’importante è scegliere il modello giusto e la fantasia idonea al contesto. Nella cameretta della bimba è perfetta una tenda shabby dai colori pastello; nella cucina country, si colloca benissimo una tenda a quadrati bianchi e rossi; così come nella camera da letto, trova la sua perfetta collocazione una tenda in raffinato macramè; in una cucina provenzale una tenda a piccoli fiori completerà l’arredo in maniera ottimale.

Tenda shabby chic soggiorno salotto

Nel soggiorno e nel salotto la tenda assume un ruolo molto importante in quanto arreda davvero molto e allo stesso tempo serve anche per filtrare la luce o creare privacy. Nel soggiorno la tenda shabby potrebbe assumere un ruolo di eleganza e raffinatezza o di sola funzionalità.

La tenda è un accessorio che completa l’arredo e crea la giusta atmosfera in ogni contesto, classico, moderno o vintage che sia. Sono perfetti in soggiorno e salotto colori come il grigio chiaro, il rosa antico, il tortora, il beige ma sono perfetto anche tende shabby dal sapore vintage o in stile country, specie se il contesto possiede alcuni richiami nell’arredamento.

Tenda shabby chic camera da letto

Pizzi, merletti macramè e passamaneria sfiziosa sono perfetti per la camera da letto ma talvolta necessario oscurare e creare una certa privacy. In questo caso, dei tessuti ricchi, anche se in colori chiari, sono perfetti allo scopo. Anche il pizzo, se adottato in doppia quantità lineare, può oscurare e coprire egregiamente.

Il beige o il marrone possono essere utilizzati anche come copri tenda, creando un armonica contrapposizione di colori con il bianco.

Camera da letto shabby chic perfetta come fare?
Camera da letto shabby chic perfetta come fare?

Tenda shabby chic camerette

Nelle camerette shabby dei ragazzi e dei bambini, si possono scegliere tende shabby in bianco o puntare su tinte pastello dai colori neutri, come il giallo chiaro o il verde acqua, o tinte specifiche come rosa e lavanda per la bambine, e azzurro o verde salvia chiaro, per i maschietti. Perfetti anche i tessili dai colori chiari che lasciano filtrare la luce.

cameretta shabby

Tenda shabby chic cucina e tinello

La cucina ed il tinello shabby possono accogliere tende dallo stile provenzale caratterizzate da fiori, o avvicinarsi allo stile country adottando tessili in tartan rosso e bianco, o bianco e beige; o ancora, optare per tessili rustici dai toni garzati ed ecrù. Nella scelta del colore e fantasia delle tende shabby, considerate anche i colori della vostra cucina. Potrete abbinare le tende shabby della cucina, con il centro tavola, i cuscini delle sedie, i canovacci e le presine.

tavolo shabby
Shabby chic tinte pastello

Tenda shabby chic bagno

In questo ambiente domestico trovano la giusta collocazione tende dalle linee semplici e dritte, in tessuti chiari come il bianco. Ma per chi ama i bagni accessoriati con oggetti in tinte pastello potrà completare il tutto con tessili nel medesimo stile e colore. Trovano la giusta collocazione anche i colori chiari e neutri che, anche in questo caso, tendono a rendere più luminosi gli ambienti.

Scelta dei colori per le pareti ed il bagno

Colori tende shabby chic

I colori più utilizzati, in questo stile, sono i colori chiarie le le tinte pastello. Ma le sfumature sul tema sono molteplici, escludendo però le tinte toppo vivaci, ed i colori particolarmente scuri:

  • Bianco in tutte le tonalità,
  • avorio in tutte le tonalità chiare e scure,
  • crema,
  • panna ed ecrù,
  • grigio chiaro e grigio perla,
  • color champagne,
  • rosa in molteplici tonalità incluso pastello, cipria o rosa antico,
  • lilla chiaro, viola chiaro, lavanda,
  • azzurro e celeste pastello,
  • verde chiaro pastello, e verde salvia,
  • color pesca e albicocca.

Tende shabby chic materiali dei tessuti

I tessuti che caratterizzano questo stile sono per lo più tessili naturali. Le tende possono essere corte o lunghe, a vetro o caratterizzate da doppia tenda, tende a pacchetto e tende con anelli o lacci. Tra i tessuti più in uso per le tende shabby chic troviamo i seguenti:

  • cotone,
  • lino, misto lino,
  • organza,
  • pizzo,
  • seta,
  • canapa,
  • viscosa,
  • corda.

La scelta del tessile shabby per le finestre è anche vincolata dal grado di luminosità dell’ambiente, dalla ricercatezza di privacy, e dall’arredamento adottato in termini di linee e colori. A tal proposito, anche la fantasia e la scelta di una tenda in tinta unita o con decori e fantasie conferisce un aspetto diverso, più o meno elegante, alla stanza in stile shabby chic.

Dimagrire camminando: la camminata metabolica Lezioni con cuffie e F-Band

Dimagrire camminando: la camminata metabolica Lezioni con cuffie e F-Band
Dimagrire camminando: la camminata metabolica Lezioni con cuffie e F-Band

Non si tratta della solita camminata al parco, ma bensì, di sessioni di gruppo con istruttore che vengono svolte al parco e in cui vengono date in dotazione una F – Band e delle cuffie sanificate ad ogni utilizzo. Si tratta dei una attività sportiva emergente nata anche dal lock down, e che sfrutta anche un’ app specifica.

Il lock down, si sa, ha inevitabilmente influito negativamente sulla salute fisica e mentale delle persone, e ancor più, sulla forma fisica. Cosa occorre per la camminata metabolica? Un istruttore ed un gruppo a cui unirsi e tanta voglia di ritrovare il benessere.

Dimagrire camminando: la camminata metabolica cos’è?

Ne avete sentito parlare? Si tratta della camminata metabolica nata proprio per stimolare l’attività del metabolismo impigrito dalla vita sedentaria. Le lezioni si svolgono in gruppo con l’ausilio di un insegnate. Una singola lezione costa circa 15 euro mentre un pacchetto di 6 lezioni circa 50 euro. Un’attività piacevole che si pratica nel verde urbano dei parchi, con una dotazione semplice che prevede una fascia per fare alcuni esercizi mentre si cammina, e delle cuffie.

La fascia F-Band è in tessuto non elastico si utilizza per esercizi come gli affondi o per fare stretching o ancora, per squat e addominali, perfetta anche per mantenere una postura corretta mentre si cammina. Utile anche alcune app come l’app Camminata Metabolica che permette di seguire un programma ed esercizi da effettuare con la fascia, dalla durata di 3 mesi al prezzo di 80 euro.

Dimagrire con le 5 migliori app

Trovare il proprio trainer di zona

Camminare si sa, fa bene, farlo a passo sostenuto praticando alcuni esercizi nel verde, è ancor più benefico, specie se a correggerci c’è un trainer. Per trovare il proprio trainer di zona si può chiedere ad alcune palestre o scrivere a info@camminatametabolica.it. Verranno così consigliate aree verdi limitrofe dove alcuni trainer svolgono le loro lezioni di gruppo.

Va detto che non si tratta di corsi vincolanti più di tanto in quanto con circa una dozzina di lezione si riesce ad acquisire la giusta padronanza e la conoscenza degli esercizi che permettono di praticare la camminata metabolica da soli o con qualche amico / a. I primi risultati si riescono ad apprezzare già dopo appena 4 – 6 lezioni.

Oltre agli esercizi giusti da effettuare, che aiutano a scaricare le tensioni della colonna e in particolar modo del collo, utili anche per chi ha posture errate nel camminare o nel lavoro o altre attività, sono ottime sessioni che aiutano a rassodare e tonificare il corpo. Le sessioni di esercizi della camminata metabolica prevedono anche molti esercizi di stretching e 20 minuti di rilassamento con l’ausilio di strumenti sonori particolari, ciotole tibetane o musiche rilassanti.

Chi può fare la camminata metabolica?

Tutti, sia adulti che anziani e bambini. E’ un tipo di attività motoria che può essere praticata da persone di ogni età e sesso traendone unicamente dei benefici. Adatta anche a chi non ha mai praticato sport, e ai sedentari incalliti. Un metodo piacevole e poco impegnativo che consente id recuperare la forma, e combattere egregiamente lo stress.

Una volta imparate le tecniche giuste, si possono praticare in completa autonomia, scegliendo l’area verde in cui recarsi e l’orario che si preferisce, nonché l’eventuale compagnia. Questo è sicuramente un grande vantaggio per chiunque e permette di conciliare al meglio lo sport, il lavoro e le incombenze familiari e di far fronte alle chiusure delle palestre che nell’ultimo anno sono state davvero molto frequenti causa Covid. Un modo semplice e sportivo, per riappropriarsi della propria vita e del proprio benessere in sicurezza.

Irrigazione per vivaismo ecco dove trovare l’occorrente

irrigazione per vivaismo ecco dove trovare l'occorrente
irrigazione per vivaismo ecco dove trovare l'occorrente


Quando si decide di dotare il proprio spazio esterno di un prato, questo deve essere curato nei minimi dettagli, per evitare di fornire una veste decisamente sciatta a tutto il giardino. Lo scopo è mantenere l’erba omogenea e regolare, eliminando le zone più rade e secche che tendono a formarsi quando l’annaffiatura non è costante o precisa.

L’importanza di una corretta irrigazione

Per questo motivo dotarsi di un buon sistema di irrigazione è essenziale per garantirsi un risultato finale ottimale, senza la necessità di un dispendio di energia eccessivo da parte del proprietario.

Spesso, infatti, la mancanza di tempo e di voglia rendono il prato trascurato e sgradevole alla vista, soprattutto nel corso della stagione estiva, quando i raggi sono decisamente più potenti e il sole tende a influire in maniera negativa su tutto il territorio circostante. La chiave per ottenere un esterno degno di questo nome, ed un bel prato, è la meticolosità, garantita solo da prodotti di qualità ideati dai migliori brand del settore, sinonimo da anni di efficienza e funzionalità sul mercato.

Talvolta la fascia di prezzo di tali dispositivi è medio-alta, ma i costi sono comunque giustificati da prestazioni nettamente superiori e soprattutto da una durata nel tempo notevole. Il consiglio è quello di compiere un deciso investimento iniziale, così da risparmiare poi sulla manutenzione successiva e sul ricambio dei pezzi. Numerosi sono i rivenditori attualmente sul mercato, fisici e online, attraverso i quali è possibile portarsi a casa un equipaggiamento di livello per iniziare a curare adeguatamente i proprio giardino.


Quali prodotti acquistare per l’irrigazione

Per assicurarsi una corretta irrigazione è opportuno dotarsi di tutti gli elementi utili alla causa. In primo luogo un buon modello di programmatore, un dispositivo che agisce in totale autonomia e consente di innaffiare il prato in qualunque momento, anche in assenza dei proprietari.

Sarà sufficiente programmare il tempo necessario a compiere il ciclo di lavoro, condizionato da una serie di parametri variabili come l’estensione del prato, la sua lunghezza e soprattutto la temperatura esterna e la stagione nella quale ci si trova. In tal modo verrà meno tutto l’aspetto della fatica di annaffiare e le operazioni saranno portate a termine con costanza e precisione.

Inoltre attraverso la modalità Eco, alcuni dei modelli più raffinati modulano in autonomia la quantità di acqua necessaria nel caso specifico, permettendo un notevole risparmio economico alla fine del mese e soprattutto la salvaguardia del pianeta e delle sue risorse non rinnovabili, così preziose per garantire l’esistenza di tutti gli esseri viventi.

Al cervello centrale si accompagnano tutta una serie di elementi più piccoli ma altrettanto importanti, come i tubi, le guaine e gli ugelli, oltre a numerosi kit di pulizia perfetti per effettuare la manutenzione periodica. Si tratta pertanto di un sistema piuttosto complesso ma che fornisce un servizio estremamente utile, capace di sollevare le persone dall’incombenza quotidiana dell’irrigazione pur mantenendo un prato adeguatamente bagnato in tutte le stagioni.

Come illuminare il giardino idee e consigli


Dove trovare l’occorrente per la migliore irrigazione

Affidarsi a un ottimo rivenditore per ottenere tutto l’occorrente per l’irrigazione è molto importante, sia per la garanzia di ottenere sempre prodotti di qualità, sia per i prezzi onesti che questo sarà in grado di assicurare. Il suggerimento è quello di affidarsi al web e optare per Elettrotecnica Agostini, un’azienda leader nel settore da molti anni che, attraverso il sito www.elettrotecnicaagostini.it, offre agli affezionati clienti una vasta gamma di attrezzi creati dai principali brand che operano attualmente sul mercato.

La massima attenzione è rivolta alla funzionalità e al design della merce venduta, per cercare di soddisfare anche gli acquirenti più esigenti a livello di tecnologia e meccanica. Lo scopo è permettere ai visitatori di compiere una scelta idonea e consapevole, grazie alle dettagliate descrizioni che accompagnano ogni articolo proposto, illustrandone le caratteristiche migliori.

Un nuovo sport arriva alle olimpiadi: l’arrampicata sportiva, ecco perché provarla!

Un nuovo sport arriva alle olimpiadi: l'arrampicata sportiva, ecco perché provarla!
Un nuovo sport arriva alle olimpiadi: l'arrampicata sportiva, ecco perché provarla!

L’arrampicata sportiva è quella naturale che avviene, in linea di massima, senza l’ausilio di mezzi artificiali utilizzati per la progressione ma sfruttando le proprie capacità fisiche e mentali. La si pratica sia a scopo agonistico, che amatoriale, od anche per sola educazione motoria, specie nei giovani. Uno sport nato in tempi abbastanza recenti, divenuto molto popolare.

Arrampicata sportiva a Tokyo

Inoltre, l’arrampicata è diventata anche uno sport olimpico e quest’anno, nel mese di Agosto, si svolgerà la prima gara olimpica di arrampicata a Tokyo. Le varie discipline di arrampicata sportiva che vi saranno alle olimpiadi saranno le seguenti: lead, boulder, speed.

L’arrampicata lead prevede una salita classica da primo di cordata per un altezza di 15 – 25 metri. La speed è l’arrampicata veloce in cui il fine primario è la velocità di salita; mentre la boulder è un’arrampicata che prevede piccole sequenze attuate con dinamismo e forza e in caso di caduta si andrà a finire su morbidi e appositi materassi. La medaglia verrà assegnata a chi nella combinata che prevede le tre tipologie di arrampicata, otterrà il punteggio migliore.

Due italiani parteciperanno alle olimpiadi di Tokyo: Laura Rogora di 20 anni, reduce dalla vittoria dell’ultima tappa della Coppa del Mondo in cui si è imposta nel lead, e Stefano Ghisolfi di 28 anni, che si è aggiudicato l’oro nella Coppa del mondo; due climber italiani fortissimi, che attualmente rappresenteranno il nostro paese.

Differenze tra arrampicata sportiva, tradizionale e libera

Negli ultimi anni l’arrampicata è diventato uno sport che ha fatto appassionare un numero crescente di persone di ogni età. Come accennato le categoria di arrampicata sono principalmente 3 ognuna con delle peculiarità che la caratterizzano:

  1. ARRAMPICATA SPORTIVA
  2. ARRAMPICATA TRADIZIONALE
  3. ARRAMPICATA LIBERA

Arrampicata sportiva

Parlando di arrampicata sportiva ci si riferisce ad una disciplina che viene praticata sia all’aperto “outdoor” che nelle palestre “indoor” e viene praticata su pareti artificiali e create quindi appositamente per ospitare allenamenti o competizioni.

Per questa disciplina, sia che la si svolga all’interno che all’esterno, è previsto l’utilizzo di corde, rinvii e spit insieme ad appigli, strumenti in resina, plastica o vetro resina che servono a garantire l’appiglio e l’incolumità dell’arrampicatore. Le corde in uso, come tutto il resto, pareti comprese, sono omologate, ed hanno lunghezze standard.

Questa è divenuta disciplina e sport agonistico in tempi recenti, riconosciuta dal CONI qualche anno dopo la Nascita della Federazione Sportiva di Arrampicata a Torino, risalente al 1987.

arrampicata sportiva palestre
Un nuovo sport arriva alle olimpiadi: l’arrampicata sportiva

Arrampicata tradizionale

L’arrampicata tradizionale esisteva prima che nascesse quella sportiva. La tradizionale è una scalata che si avvale di appigli naturali che vengono offerti direttamente dalla roccia stessa insieme ad ancoraggi che possono venir rimossi. Denominata anche trad, un tempo si sfruttava la palestra di arrampicata solo ed esclusivamente per allenarsi.

Anni or sono, si trattava di una disciplina severa praticata solo da alpinisti professionisti di livello, ma ha assunto attualmente, un aspetto meno duro e rischioso rispetto al passato, ciò la rende adatta, a livello sportivo, anche ad amatori ed in contesti montani più tranquilli ed accessibili. E’ inoltre, un tipo di arrampicata che rispetta l’ambiente, in quanto nelle scalate non si utilizzano chiodi da piantare, ne spit, ma solo protezioni che vengono poste in sede e poi rimosse senza arrecare danno alle pareti rocciose.

Arrampicata libera

L’arrampicata libera ha un grande fascino, ma richiede una grandissima preparazione atletica da parte degli scalatori, questo perché la si pratica solo con l’ausilio del proprio corpo in ambiente naturale. Vengono usati, come sicurezza, imbracature funi e picchetti più che altro per ancoraggio in caso di caduta, ma l’arrampicata si avvale di appigli della roccia e della forza e della capacità dell’arrampicatore in grado di sfruttare le fessure più piccole per poter salire con l’ausilio di mani e piedi. Per questo, l’arrampicata libera viene definita Free Climbing.

Arrampicata sportiva: palestre


Questo sport si può praticare comodamente, e in tutta sicurezza, in una delle tante palestre di arrampicata che stanno prendendo piede in tutta Italia. Anche nel periodo pandemico, in pieno lockdown, visto il successo che sta ricevendo questo sport, si è comunque registrato un aumento di circoli sportivi in cui poter arrampicare: ad esempio questa nuovissima palestra di arrampicata sportiva a Siena ha appena avviato la sua attività sfidando la crisi che sta attanagliando tutto il settore del fitness martoriato da molti mesi di chiusure forzate.


L’arrampicata praticata in palestra è quindi uno sport salutare che permette di acquisire grande padronanza del proprio corpo grande autocontrollo e disciplina. Inoltre è uno sport molto completo dove si coinvolgono tutti i muscoli del corpo durante gli sforzi fisici: dalla punta delle dita dei piedi fino alle dita delle mani. In particolar modo però viene utilizzata tutta la parte alta del corpo, cosa che garantisce un tipo di allenamento e potenziamento fisico simile a quello che si otterrebbe durante una seduta di pesi o calisthenics in palestra.

Inoltre è uno sport molto sociale, stimolante e divertente. In una palestra sarà possibile comunicare con la comunità di climber per risolvere insieme ad altri appassionati i vari percorsi di arrampicata. E ogni percorso sarà sempre diverso cosa che garantirà di non annoiarsi mai durante gli allenamenti. Le palestre di arrampicata in forte espansione hanno consentito di coinvolgere un vasto pubblico di sportivi anche tra i giovanissimi.

Infatti nelle palestre per arrampicata è possibile trovare corsi anche per bambini a partire dai 5 anni di età e divisi in genere per corsi per arrampicata di vario livello in base all’età come ad esempio dai 5 ai 6, da 7 ai 12 anni e dai 13 ai 17 anni.

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Come riconoscere i diversi tipi di mascherine e perché utilizzarle

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L’epidemia causata dal COVID-19 ha inevitabilmente comportato un cambiamento del nostro modo di vivere la vita e le nostre abitudini. Ci siamo trovati a fare i conti con regole di distanziamento e misure di protezione per fare in modo di tenere sotto controllo il rischio di trasmissione e di contagio. Mascherine, igienizzanti e molti altri di questi prodotti diventati di uso quotidiano sono disponibili online su MaskHaze.

Rispettare tali misure e utilizzare correttamente i dispositivi di sicurezza è dunque importantissimo e per tale ragione è utile sapere bene come scegliere le mascherine antivirus e come utilizzarle in base alle diverse situazioni in cui ci si può trovare. Vediamo subito alcune indicazioni piuttosto utili.

Mascherine antivirus: perché utilizzarle

Le mascherine antivirus, insieme al distanziamento fisico e l’igienizzazione delle mani,sono le regole principali da seguire per proteggersi dal virus. Nello specifico le mascherine sono un sistema di protezione delle vie respiratorie e il loro utilizzo è necessario nei luoghi chiusi e in tutte quelle circostanze in cui non è possibile mantenere il distanziamento sociale.

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi medici (DM) di classe 1 e per questo devono rispettare quanto indicato nel Regolamento UE 201/745 sui dispositivi medici. Tale regolamento, ha come data di attuazione il 26 maggio 2021 e va ad aggiungersi a tutte le ulteriori disposizioni precedenti.

Questi dispositivi devono essere realizzati nel rispetto dei requisiti appositamente indicati da una norma tecnica europea, motivo per cui sono regolarmente marcate con la dicitura CE. Le maschere facciali di questo tipo ad uso medico sono classificate dalla norma europea in due tipologie differenti (Tipo I e Tipo II) in base alla diversa efficienza di filtro dei batteri. Il Tipo II può poi essere suddiviso in sottocategorie di prodotto a seconda della resistenza o meno agli spruzzi.

Mascherine tipo I

Le maschere ad uso medico di tipo I dovrebbero essere utilizzate per i pazienti e altre persone per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni e in particolare in situazioni di epidemie o pandemie. Queste non sono però destinate all’uso da parte degli operatori sanitari in sala operatoria o altre attività mediche simili.

Il loro scopo è sostanzialmente quello di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente in cui si trova. Altra caratteristica delle mascherine chirurgiche è che sono dispositivi monouso e sono costituite da una sovrapposizione di strati, due o tre a seconda delle diverse tipologie, di tessuto non tessuto. Sono poi dotate di elastici o laccetti per potere posizionare sul viso anche se questi non consentono una totale aderenze della mascherina al volto di chi la indossa.

Mascherine DPI o FFP1, FFP2, FFP3

I dispositivi filtranti FFP1, FFP2 e FFP3 sono dispositivi necessari per la protezione delle vie respiratorie. La sigla che gli dà il nome sta per “filtering face piece” e questi dispositivi devono rispettare le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/425 e tutti i requisiti minimi fissati dallo standard tecnico della norma Europea EN 149:2001+A1.

FFP2 e FFP3

Possono essere suddivise in base alla loro capacità di filtrare e per questo sono conosciute come FFP1, FFP2 e FFP3. Tali dispositivi sono appositamente progettati per dare una protezione efficace contro gli aerosol liquidi e solidi. In ambito sanitario, infatti, vengono usate le FFP2 e FFP3, mascherine che hanno una capacità filtrante rispettivamente del 94% e 99% e son le più indicate per bloccare virus e batteri. Va da sé che l’efficacia filtrante di questi dispositivi non è infinita. Come comportarsi in questo caso?

Dopo qualche ora di utilizzo anche il tessuto delle mascherine DPI perde efficacia, anche se la capacità filtrante non viene meno completamente. Se si è in possesso di mascherine DPI monouso e bene ricordare che queste vanno gettate dopo l’utilizzo e dopo un numero determinato di ore.

Mascherine con valvola

Attenzione poi alla presenza di valvole di espirazione. Le mascherine dotate di queste valvole, infatti, proteggono chi le indossa ma non le persone presenti nelle vicinanze proprio perché non è previsto un sistema di filtrazione in entrambi i sensi. Per questo motivo le maschere con valvole sono pensate per un uso prettamente sanitario e in particolare nei reparti in cui sono ricoverati pazienti infetti per la protezione degli operatori predisposti. Oltre ai modelli di mascherine DPI con valvola esistono anche quelli senza valvola.

Come scegliere e acquistare le mascherine di protezione

Sul mercato si trovano ormai tantissimi prodotti, da quelli di tessuto sintetico a quelli di cotone fino alle mascherine chirurgiche e quelle DPI. È importante fare molta attenzione a tutti quei dispositivi che promettono una protezione pur non essendo dotati di alcune certificazione in merito alla loro efficacia.

Di conseguenza è fondamentale che chi acquista le mascherine sia ben informato sul fatto che alcune tipologie di mascherine, soprattutto quelle di semplice tessuto, ma anche gli altri modelli sono delle semplici barriere alla pari di fazzoletti o sciarpe posizionati attorno al naso e alla bocca.

Questi possono sì frenare in un certo qual modo alcune tracce, ma non posso arrestare completamente la trasmissione di batteri e virus, per i quali resta fondamentale mantenere le dovute distanze. Le mascherine di tessuto, dunque, non sono classificabili come dispositivi di protezione individuale e indossare tali mascherine rischia di essere un’arma a doppio taglio perché potrebbero portare a sottovalutare i minimi accorgimenti e attenzioni da seguire in ogni situazione.

Come indossare le mascherine

Le mascherine, di qualsiasi tipo siano, vanno indossate in modo tale da coprire completamente sia il naso che la bocca. Prima di indossarle è buona norma lavarsi bene le mani oppure igienizzarle con apposite soluzioni. Questi dispositivi anti COVID hanno l’obiettivo di proteggere le vie respiratorie e per questo è importante indossarle facendole aderire al viso. Solo questo le rende efficaci. Attenzione poi a come la si indossa: evitate di toccare la mascherina, soprattutto all’intero e se necessario lavare subito le mani. Non appena notate che la mascherina, di qualsiasi tipo, inizia ad inumidirsi è fondamentale sostituirla con una nuova e gettare quelle monouso. Le mascherine riutilizzabili, invece, vanno sanificate e lavate seguendo apposite indicazioni.

Immunoterapia come terapia per cancro e malattie infiammatorie

Credit foto: Ilveronesememagazine.it

6 piante grasse terapeutiche: proprietà curative piante grasse o succulente

6 piante grasse terapeutiche: proprietà curative piante grasse o succulente
6 piante grasse terapeutiche: proprietà curative piante grasse o succulente

Che molte piante abbiano proprietà terapeutiche e fitoterapiche è cosa nota, un tempo la medicina le utilizzava come rimedio primario. Ma anche le piante grasse sono terapeutiche? Certo che si, le piante grasse o succulente in cui rientrano anche le crassulacee, hanno spiccate proprietà curative e se tenute in casa aiutano a sconfiggere diversi mali di stagione: vediamo quali sono e quale proprietà hanno.

6 piante grasse terapeutiche: proprietà curative piante grasse o succulente
6 piante grasse terapeutiche: proprietà curative piante grasse o succulente

6 piante grasse terapeutiche

In natura esistono moltissime piante grasse terapeutiche ma tra esse ne vogliamo citare alcune ben note al pubblico, presenti in giardini, balconi e case, usate per scopi ornamentali, sono succulente dalle grandi proprietà curative tra esse ricordiamo la nota Aloe che, negli ultimi anni, ha riscosso un grande successo sia in campo farmaceutico che cosmetico e alimentare. Ma vediamo in elenco le 6 piante grasse terapeutiche che successivamente analizzeremo nel dettaglio.

  1. Aloe nelle sue varietà, è un potente antiinfiammatorio usata anche per scottature e bruciature e in cosmesi e in campo alimentare sotto forma di succo da bere.
  2. Peyote, una pianta grassa dalla struttura particolare analgesico antireumatica con azione psicotropa spiccata usata in antichità.
  3. Crassula e crassulacee, pianta crocifera e come tale ha spiccate proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antivirali.
  4. Pachycereus Pect – aboriginum, appartenete alla famiglia dei cactus, usato in Messico per uso commestibile ed utile come lassativo e antibatterico.
  5. Opuntia della famiglia dei “fico d’India” una pianta grasse ben nota con proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie usata in tempi antichi da Aztechi e Maya.
  6. Selenicereus magalanthus ha proprietà digestive e lassative e rinforza le difese immunitarie, il tutto, in relazione alle parti della pianta utilizzate.

Le piante grasse sono resistenti e facili da coltivare, adatte anche per chi non ha il pollice verde, fortemente benefiche per la nostra salute, aiutano a purificare l’aria. Ficus, Cactus e Aloe, ma tutte le piante succulente in genere, possono trasformarsi in preziosi salvavita. Vediamole nel dettagli queste 6 piante grasse dalle proprietà curative aiutano a rendere l’aria domestica più pulita, specie alcune varietà come la Sansevieria, L’Aloe o la Lingua di suocera.

Sono piante che eliminano circa il 90 % dei composti volatili organici ossia le tossine presenti negli ambienti e prodotte da tappeti, colle, stampanti prodotti per la pulizia e cosmetici. Evitano l’accumulo di monossido di carbonio e di radiazioni elettromagnetiche emesse da elettrodomestici come la TCV e la lavatrice o da apparecchi piccoli come i cellulari. A differenza di molte piante che durante la notte rilasciano anidride carbonica le piante grasse e altre piante purificatrici dell’aria producono ossigeno consentendoci di respirare aria migliore.

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Aloe

Ormai note a tutto il mondo le sue potenti proprietà, viene utilizzata in moltissimi ambiti, da quello alimentare sotto forma di bevanda a quello cosmetico e farmaceutico. Tenere una pianta di Aloe Vera o Arborescens in casa può rivelarsi utilissimo in caso di infiammazioni e scottature. Nota sin dai tempi antichi, rientra negli usi e costumi degli Egiziani che la usavano per le imbalsamazioni. L’Aloe è una pianta grassa terapeutica che si utilizza come fungicida, antinfiammatorio, antipiretico per la febbre, cicatrizzante, ed inoltre ha proprietà antipruriginose.

Peyote

La pianta grassa Peyote è una succulenta originaria del Sud America. Conosciuta con il nome di Lophora, suo vero nome viene chiamata Peyote” ossia “pane degli dei” in quanto utilizzata dai nativi d’America per accrescere le percezione sensoriali in virtù del suo contenuto di una sostanza psicotropa. Molto efficace come anti-reumatico e analgesico.

Crassula e crassulacee

Una pianta grassa dal bell’aspetto la crassula è coltivata anche come bonsai chiamata anche albero della felicità. Facile da coltivare, assume nel tempo una forma ad albero molto graziosa che in natura può raggiungere grandi dimensioni. Tra le sue proprietà terapeutiche, per altro numerose, ricordiamo che ha capacità nel curare comuni mal di gola, Herpes, (applicare del succo di una foglia sul punto), ma anche ulcere dello stomaco e del duodeno, semplicemente masticando semplicemente 1 o 2 foglie al mattino.

Utile un decotto per le vene varicose, artrite grazie ad un succo ottenuto dalla bollitura delle foglie. Infine, la si può usare nelle malattie dei reni bollendo 5 foglie in 200 ml di acqua, lasciare riposare 1 ora e consumandone 1 cucchiaino prima dei pasti. La crassula ha un succo che può essere usato con successo anche sulle punture di insetti alleviando il prurito.

Crassula
Crassula

Pachycereus Pect – aboriginum

Appartiene alla famiglia dei cactus che racchiude sotto questo nome circa 3000 specie. In Messico, il Pachycereus Pect – aboriginum viene utilizzato come alimento per prepare diversi cibi include le tortillas (farina). I semi vengono utilizzati per produrre una farina mentre i suoi frutti sono commestibili. Con i semi si producono prodotti medicinali con azione lassativa, ma anche antidolorifica. Posta sulle ferite ha una potente azione antibatterica e ne aiuta la guarigione.

Opuntia

Una pianta utilizzata sin dall’antichità l’Opuntia, genere tra le piante grasse curative a cui appartiene anche il noto Fico d’India, consumato da secoli per i suoi frutti dolci. Gli Inca, i Maya e gli Aztechi ne conoscevano le proprietà curative della pianta e la utilizzavano come cicatrizzante e antinfiammatorio, In farmacologia con i suoi estratti di ottengono dei gastroprotettori. Mentre i suoi fiori sono noti per le proprietà diuretiche che possiedono.

Selenicereus magalanthus

Pianta grassa curativa diffusa in Sudamerica nota anche con il nome di Pytaia gialla grazie al colore del suo frutto giallo con spiccata proprietà digestive. I semi di Selenicereus magalanthus vengono lavorati per ottenere preparati ad azione lassativa. Infine, regola la funzione intestinale e rinforza il sistema immunitario.

Le piante grasse prevengono i mali da stagione e rendono gli ambienti più sani

Oltre a purificare l’aria di casa, coltivare piante grasse in ambienti chiusi è utili a ridurre umidità in eccesso negli ambienti prevenendo mali di stagione come raffreddore e mal di gola.

Secondo alcuni studi scientifici (Agricultural University of Norway), sembra che la loro presenza negli uffici, se poste su scrivanie o pavimenti, abbia ridotto del60% dei disturbi stagionali. Stabilendo il giusto grado di umidità le piante in casa aiutano anche nella prevenzione delle screpolature della pelle mantenendola morbida.

Concludendo, coltivare le piante grasse in casa o in ufficio aiuta a mantenere più sani gli ambienti e all’occorrenza le loro proprietà terapeutiche possono essere sfruttate in casi di problemi di salute e disturbi lievi.

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Elsa torna in provincia: la visita a Ninfa

Ninfa doganella lago
Ninfa doganella lago

Si chiusero l’uscio alle spalle e si diressero verso la trattoria sotto casa. Era felice! L’indomani avrebbe chiamato i suoi genitori per raccontargli la belle notizia…

“Ciao Mamma, sono Elsa” devo darti una bella notizia. Elsa non stava più nella pelle. Dopo aver festeggiato con Marco ed aver brindato al suo nuovo lavoro, sazia di cibo e di amor proprio, tornò a casa stanca ma felice. Erano accadute molte cose da quando Elsa, ragazza di provincia aveva deciso di andare a vivere con Marco, in città.

La mattina seguente, per prima cosa, dopo aver fatto colazione e portato Angelica alla scuola materna, decise di chiamare sua madre ed informarla della buona nuova: aveva trovato lavoro! Un bel lavoro. Quello che per lungo tempo aveva desiderato e sognato, ora, era diventato realtà.

Di li a un paio di settimane la sua vita sarebbe cambiata, anche lei avrebbe potuto, come tutti, alzarsi la mattina e dirigersi al suo posto di lavoro e per giunta, con un incarico di responsabilità in una delle più belle e note galleria d’arte della città capitolina. Era felice e sognante.

Elsa torna in provincia: una domenica diversa

La madre di Elsa accolse con gioia la novità, e approfittò per invitare, la domenica seguente, Elsa e Marco a pranzo, per farsi raccontare tutti i dettagli. Erano mesi che non si vedevano, ed Elsa aveva proprio voglia di riabbracciare i suoi genitori.

La domenica mattina, di buon ora, prepararono poche cose da infilare in valigia, tanto per soggiornarvi una sola notte, e partirono presto per evitare il caldo e il traffico di quei giorni di metà Giugno. In quel mese infatti, le strade si riempivano di vacanzieri del fine settimana, orde di persone che si dirigevano verso mete balneari e lacustri alla ricerca di un po’ di fresco e divertimento.

Sermoneta e Ninfa Doganella: il ritorno a casa!

Erano da poco passate le 10:00 quando Marco svoltò al bivio che conduceva al paese di Elsa, Sermoneta, un piccolo luogo di provincia in cui, oltre a poche case, svettava imperioso e perfettamente conservato, il bellissimo castello di Sermoneta. Si trovava in provincia di Latina, a pochi chilometri dalla bellissima Ninfa Doganella, monumento naturale, collocata nel comune di Cisterna.

Ninfa Doganella era un bellissimo parco botanico con edifici interni medioevali conservati e non, un luogo che l’ultima domenica del mese apriva le sue porte ai turisti in visita. Scoprire le bellezze di quel giardino era ogni volta fantastico. Tra corsi d’acqua, mura ed edifici storici e bellissime fioriture il giardino di Ninfa sembravo uscito da una favola.

Era stata in quel parco decine di volte ma ogni volta aveva voglia di tornarci. Ogni volta, inaspettatamente, ne subiva il suo grande fascino: “Marco facciamo una piccola deviazione voglio farti vedere un posto fantastico“. “Va bene“, rispose lui!.

Si diressero verso Ninfa. Ninfa sorgeva ai piedi di una catena collinare rocciosa sopra la quale svettava un paesino molto caratteristico: Norma.

Ninfa Doganella o Parco Naturale Fondazione Roffredo Caetani prese il suo nome “Ninfa Doganella” per via della chiusura antica di via Appia e via Severiana, chiusura che costrinse i commercianti a percorrere una strada alternativa: la Pedimontana, pagando la dogana. E’ proprio dal pagamento del dazio doganale che deriva il nome di Doganella.

Il parco era ricco di specie botaniche mediterranee e di importazione. Si rimaneva incantati nello scoprire alberi secolari e fioriture di ogni genere.

Ninfa era in realtà, una antica cittadina medioevale al cui interno si trovavano 7 chiese. La più importante di tutte, era Santa Maria Maggiore. Le costruzioni presenti a Ninfa costituivano un villaggio di cui oggi rimane ben poco. Il corso d’acqua sorgivo ed il lago, tutt’ora esistenti, permisero, un tempo l’insediamento di vari mulini ad acqua edifici che nel medioevo permettevano nelle curtis le coltivazioni.

Chissà quante persone hanno vissuto in questo luogo, chissà quanti amori, famiglie, ma anche disgrazie“, disse Elsa.

Perché disgrazie?” Chiese Marco.

Beh perché nel Medioevo non erano fortunati come noi, la vita era dura, le medicine non c’erano e le malattie erano tantissime”.

Si era vero; pensò Marco, in quell’epoca la natura era vivida, l’inquinamento ridotto, i ritmi di vita più naturali, ma la gente moriva di influenza, vaiolo, meningite, peste e tante altre cose.

Ma Elsa, godiamoci questo spettacolo, non pensare alle difficoltà del passato, sicuramente hanno avuto il privilegio di vivere in un posto fantastico: non trovi?“.

Elsa lo guardò con occhi profondi, gli sorrise, e lo prese per mano conducendolo verso il lago. Il tempo sembrava essersi fermato. Mentre si godevano le bellezze di Ninfa, passando da un angolo all’altro, da un edificio all’altro, e da un fiore all’altro, inebriati da profumi e suoni della natura, suonarono le 12:00.

Era ora di rimettersi in viaggio: sua madre li stava aspettando per pranzo.

A casa di Elsa

In dieci minuti furono a casa. Sua madre l’attendeva sulla porta. Erano sei mesi che Elsa non tornava a fargli visita. “Un po’ troppo“, l’apostrofò. Si aveva ragione! Ma tra la ricerca del lavoro, Angelica da accudire, e gli impegni di lavoro di Marco non avevano proprio avuto modo di tornare a far visita ai genitori. “Ma ora siete qua” disse sua madre abbracciandola e baciandola ripetutamente sulle guance.

Mi siete mancati” disse Elsa. “Anche tu cara“…

Manuela, aveva da poco passato la cinquantina ma era una bella donna dinamica e gentile. Li invitò a sedersi a tavola e a servirsi l’antipasto a cui seguirono, come buona tradizione di famiglia, un primo, due secondi e due contorni, il tutto accompagnato da un buon vino rosso locale.

Era una bella giornata di sole. Manuela aveva apparecchiato la tavola in giardino, all’ombra di una bella pergola di glicine che splendeva in tutta la sua fioritura profumata. Il padre di Elsa, Stefano, chiese delucidazioni sul nuovo lavoro. Sua figlia, con sguardo sereno e voce infervorata da un sano desiderio di mettersi in gioco, cominciò a raccontargli ogni minimo dettaglio sulla nuova avventura che l’aspettava.

La giornata passò in fretta e la sera, dopo aver ammirato il cielo stellato e le lucciole che brillavano nei campi come piccole sentinelle, sfiniti da una giornata intensa, ricca di emozioni, si ritirarono nella loro camera. L’indomani avrebbero fatto rientro a Roma e Elsa aveva molte cose da sistemare prima di iniziare la sua nuova vita lavorativa.

Anche quando si sta per toccare il cielo con un dito ci si accorge che ci si potrebbe bruciare con una stella

Il seguito alla prossima Domenica: ecco i prossimi due episodi…

  1. Elsa e il rientro a casa: tanti pensieri e una settimana da organizzare
  2. Elsa vita di coppia e responsabilità

Anche in questa puntata vi lascio un paio di domande:

  • Il lavoro vi assorbe troppo le giornate scorrono frenetiche ma trovate il tempo di far visita alle persone che amate?
  • Vi piace andare a far visita ai vostri genitori?